Jack Frusciante è uscito dal gruppo

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:23.01.2002
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JACK FRUSCIANTE E’ USCITO DAL GRUPPO
di Enrico Brizzi

Il romanzo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” narra la storia di Alex, un ragazzo diciassettenne che frequenta il Liceo Caimani di Bologna e che è totalmente riluttante alla società ed ai compromessi imposti da quest’ultima.
Il “vecchio” Alex, così era chiamato dagli amici, è follemente innamorato di Adelaide, detta Aidi, una ragazza che frequenta la sua stessa scuola e che condivide con lui molti interessi; sarà proprio intorno a loro che girerà la storia. Adelaide infatti, dovrà presto partire per gli Stati Uniti, e così, i nostri due “pirati” passeranno insieme ogni giorno, fatto di chiaccherate, disegni, musica… ma mai di un bacio scambiato.
Grazie a lei Alex cambierà e diventerà una persona più buona ed un ragazzo ricco di sentimenti. Giugno però arriva e purtroppo Aidi parte e lascia il nostro protagonista un anno solo ed inconsolabile.

Un altro personaggio, che da’ grande rilievo al romanzo, è Martino: un tipo totalmente diverso da Alex, anzi, un ragazzo che in un’ altra situazione il nostro protagonista avrebbe odiato, ma che invece gli è molto amico.
Con lui, condividerà moltissime serate e moltissimi “casini” che però rimarranno soltanto un ricordo: Martino decide infatti, dopo un serio problema con la legge e dopo una vita senza soddisfazioni, di suicidarsi, salutando il suo vecchio amico con una lunga lettera carica di emozioni.

Come si è detto prima, Alex non accetta la società in cui si trova a vivere, e questo, per una serie di motivi: l’odio verso i ragazzini “cattolici” che cantano nel coro della Chiesa solo perché fa moda, l’odio verso chi non ha ideali, o meglio, per chi trova importante solo avere una maglia firmata addosso, l’odio verso le guerre di classe, a chi fa favoritismi e per chi, quindi, ottiene ricompense non per quello che fa veramente ma solo per la propria posizione sociale. Personalmente, sono rimasta molto colpita da una tratto che io giudico fondamentale in questo romanzo, e che sintetizza ciò che Alex pensa davvero in merito a queste cose: “…insomma, a quanto ne so dovrei studiare per strappare un titolo di studio che a sua volta mi permetta di strappare un buon lavoro che a sua volta mi consenta di strappare abbastanza soldi per strappare una qualche cavolo di serenità tutta guerreggiata e ferita e massacrata dagli sforzi inauditi per raggiungerla. […] La realtà è che mi trovo costretto a sacrificare il me diciassettenne felice di oggi pomeriggio ad un eventuale me stesso calvo e sovrappeso, cinquantenne soddisfatto, che apre la porta del garage col comando a distanza e dentro c’ha una bella macchina, una moglie che probabilmente gli fa le corna col commercialista e due figli gemelli con i capelli a caschetto identici in tutto ai bambini nazisti della kinders. Tutti dentro il garage, magari no. Diciamo più o meno intorno. Cioè, circondato. Dunque la domanda è: un orrore di queste proporzioni vale più del sole e del gelato di oggi pomeriggio? […]” (pag. 43/44)

Nel romanzo, fabula ed intreccio non coincidono; la narrazione si apre in medias res: inizia infatti quando Aidi è già via, e solo dopo, il narratore decide di riprendere tutti i fatti dal principio.
Distinguiamo inoltre due narratori; il primo è onniscente e possiamo trovare all’interno del romanzo alcune spiegazioni e commenti, il secondo è interno ed è, invece, lo stesso Alex, che interviene e racconta alcuni fatti e considerazioni, per lui fondamentali, nell’ “Archivio magnetico del signor Alex D.”, una raccolta di impressioni registrate su musicassette.
Il linguaggio e lo stile utilizzati dall’autore sono molto semplici e colloquiali, tipici cioè dei discorsi adolescienziali; una particolarità la si può però trovare nell’ultilizzo di una forma stilistica particolare, che fa terminare alcune frasi così: (esempio) “…perché questo è proprio Giugno, è l’Adesso e il Qui, e fra due settimane non ci si vedrà più, e. […]” (pag. 144)
Il romanzo è di tipo realistico, infatti affronta problemi e guai di ragazzi in età tardoadolescenziale. Ci si può rispecchiare in questa storia, essendo anche ambientata in un epoca che si aggira agli inizi degli anni ’90 e quindi, in un contesto cronologico vicino a noi.

Nel romanzo si trovano anche riferimenti ad altri autori come De Carlo, Kerouac, Tondelli e registi come Nanni Moretti; questo ci fa pensare che i libri e i film di questi, possono aver condizionato la scrittura e la scelta della trama dell’autore.
Soltanto verso la fine invece, si può scorgere un breve tratto su Jack Frusciante, personaggio che ha dato titolo al libro; Alex spiega che questo musicista (nome originale: Jhon Frusciante) si è sciolto dal suo gruppo proprio quando stavano iniziando ad ottenere successo e popolarità: collegamento quindi, al fatto che nella vita non è importante ottenere successo e denaro, ma continuare a fare ciò che davvero ci piace, facendolo quindi col cuore.

GIUDIZIO PERSONALE
Mi è piaciuto questo romanzo, forse perché lontanamente mi ricorda uno dei miei libri preferiti: Il giovane Holden, di Salinger; i personaggi sono simili e in più, in diversi aspetti della vita che conduce Alex mi sono riconosciuta, o comunque ho sperato di poter provare le stesse cose un giorno. Il racconto è inoltre ricco di emozioni e sentimenti che colpiscono dritto al cuore.

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