Il giardino dei Finzi-Contini

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Testo

Maura Zuccolotto 16 Maggio 2000
IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI
Autore Giorgio Bassani
Anno di pubblicazione 1962
Contenuto Il racconto inizia con un prologo nel quale l’autore spiega come, nel 1957, durante una visita alla necropoli etrusca di Cerveteri abbia ripensato alla tomba dei Finzi-Contini e ai suoi rapporti con quella famiglia; il senso di eternità di quel luogo lo ha fatto riflettere sul rapporto tra vita e morte, passato e presente, e lo ha così riportato coi ricordi ai Finzi-Contini e al loro destino.
Bassani, appartenente alla media borghesia ebraica di Ferrara che aveva aderito al fascismo, racconta del fascino che Micol, la figlia minore dei Finzi-Contini, aveva esercitato su di lui. Questa famiglia aveva rifiutato ogni legame con il fascismo e viveva in una sorta di isolamento in una villa circondata da un enorme parco.
Con l’inizio della seconda parte del racconto, siamo già nel 1938, quando le leggi razziali ponevano grandi restrizioni agli ebrei. Proprio in seguito a uno di questi divieti, che causò l’esclusione di Micol e suo fratello Alberto dai circoli ricreativi, i Finzi-Contini decisero di aprire la loro villa ad alcuni giovani, tra cui l’autore stesso.
I ragazzi vivono giornate spensierate e felici, fanno conoscenza con il vecchio Perotti, giocano a tennis, mentre la città è colpita dalle imprese del famigerato Sciagura.
Nella terza parte del romanzo Bassani, che è ormai giunto alla laurea, finisce per innamorarsi di Micol, con la quale aveva stretto una forte amicizia; ma lei, un po’ perché deve laurearsi, un po’ per sfuggire alle attenzioni di Bassani, parte per Venezia dove si ferma a lungo.
Intanto Bassani diventa molto amico di Alberto e di Giampiero Malnate, un ingegnere milanese comunista, col quale discute spesso di politica.
Bassani continua comunque a frequentare la casa dei Finzi-Contini anche grazie all’amicizia che lo lega al professor Ermanno, che lo invita a utilizzare i libri della biblioteca, per terminare la sua tesi.
Finalmente Micol torna da Venezia, ma l’entusiasmo del protagonista dura poco perché, quando tenta di baciarla, lei lo respinge. Questa terza sezione del romanzo si conclude con la triste celebrazione della Pasqua, gravata dalle paure per il futuro.
Poi la narrazione si concentra sull’amore tra Micol e Bassani, un amore che lei non vuole ma che lui cerca continuamente. Solo un affettuoso discorso di suo padre convince Bassani a dimenticare questo amore, e dopo un’ultima visita al giardino cercherà di non vedere mai più Micol.
Siamo ormai all’agosto del 1939 e attraverso l’epilogo scopriamo come il destino abbia praticamente distrutto la famiglia: Alberto è morto nel 1942 per un linfogranuloma e gli altri sono stati deportati nel settembre del 1943 a Fossoli, e sono poi scomparsi in Germania.
Personaggi L’autore del romanzo, Giorgio Bassani, si identifica con il protagonista stesso del racconto. La sua personalità è ben delineata: è un giovane timido, emotivo e riservato, che si lascia trascinare dall’amore per Micol. Egli non può sottrarsi a questo amore, ed esprime con dolcezza, anche attraverso la descrizione che fa di Micol, i suoi sentimenti. Il narratore ricorda con nostalgia il passato, e soprattutto quel periodo che ha segnato così profondamente la sua vita.
Micol è il personaggio più emblematico e meglio descritto del racconto; è una persona positiva, carica di energia, anche se le sue parole sembrano piene di negatività.
I contrasti riguardano anche il suo rapporto con Giorgio e Giampiero: prima ci fa capire di essere attratta dal primo, e sembra quasi che provi antipatia per l’altro, ma poi i fatti dimostrano il contrario.
Alberto, fratello di Micol, è un personaggio complesso, e la sua storia è sicuramente la più commuovente in tutto il racconto. Inizialmente egli è molto chiuso, ma poi si apre nei confronti di quei ragazzi ebrei che vivono la sua stessa vita; alla fine, il suo personaggio è sempre più umanizzato, e cogliamo la grossa sofferenza per quel male che lo sta uccidendo.
Giampiero Malnate, l’ingegnere comunista di Milano, entra nella narrazione con una duplice funzione: con lui l’autore inserisce nel testo la tematica politica, ed inoltre agisce come “elemento di disturbo” nella storia tra Bassani e Micol. Il suo personaggio perde poi gradualmente di importanza, fino a scomparire come uno dei tanti dispersi in Russia.
Luogo Nel prologo la vicenda si svolge nella necropoli, ma poi lo spazio si concentra nella città di Ferrara, dove è ambientato tutto il racconto. La maggior parte delle azioni si svolgono nello spazio più chiuso del giardino dei Finzi-Contini, dove inizia la storia vera e propria: il primo incontro fra Micol e Bassani avviene qui, e qui i giovani passano le giornate più spensierate.
Tempo La vicenda è ambientata nel periodo fascista, e si concentra sulla situazione degli ebrei e delle restrizioni a cui erano costretti.
Il romanzo segue la vicenda di Micol e Bassani, fino alla deportazione della famiglia dei Finzi-Contini e degli ebrei di Ferrara.
Tutta l’opera è ambientata nel passato dell’autore, e sono presenti alcune prolessi.
Struttura La narrazione si articola intorno ad un lungo flash-back che riporta il lettore indietro nel tempo. Il racconto è vissuto in prima persona dall’autore, che ci fa vivere le sensazioni e le emozioni che ha provato.

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