Il cavaliere inesistente

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:12.12.2001
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Testo

- IL CAVALIERE INESISTENTE -

Genere: il libro narra un’avventura fantastica ed epica dove si intrecciano, quasi in modo disordinato e movimentato, le gesta di cavalieri e paladini medioevali.

Sintesi: nel libro si susseguono le disavventure di Agilulfo, un paladino invisibile, probabilmente alla ricerca di se stesso e della vergine Sofronia, Rambaldo, un giovane cavaliere intento a diventare paladino con gli insegnamenti di Agilulfo e innamorato dell’irraggiungibile Bradamante.
Bradamante, donna cavaliere, astuta e abilissima nell’arte del combattere, è una donna che vive in solitudine e che per alcuni periodi cerca la riflessione interiore in conventi di suore, è innamorata di Agilulfo in un primo momento, poi di Rambaldo.
Torrismondo, un altro cavaliere, alla ricerca della madre e dei cavalieri del sacro Graal dai quali crede di discendere, con una accusa quasi banale mette in movimento l’intera storia e intreccia le vicende di tutti i personaggi.
Alla fine Agilulfo troverà Sofronia nell’atto di copulare con Torrismondo (che non l’aveva riconosciuta ma che dopo scopre che non si trattava di sua madre in verità) e scapperà via sentendosi colpevole di non essere riuscita a proteggere la vergine che aveva in protezione lasciando l’armatura dove viveva a Rambaldo che riuscirà a fidanzarsi con la bella Bradamante.

Luogo: le vicende prendono vita in Francia, tra le sue montagne e le sue foreste, in Marocco e nelle coste africane sino ad arrivare in Gran Bretagna.

Tempo: il periodo non è indicato, ma siccome la storia è ambientata ai tempi di Carlo Magno e le vicende parlano di cavalieri e paladini, possiamo dedurre che la storia si svolge nel medioevo per una durata breve, forse di un paio di giorni, perché il ritmo è molto veloce…anche se logicamente per intraprendere viaggi sino in Africa ci vogliono parecchi giorni.
Realmente la durata potrebbe essere di uno o due mesi, ma nel libro sembra quasi di 4 o 5 giorni.

Personaggi: i protagonisti sono Agilulfo, il paladino inesistente, e Rambaldo, il cavaliere orgoglioso e desideroso di vendicare il padre ucciso in battaglia e di diventare paladino dalle gesta ammirevoli.
Agilulfo è il prototipo di cavaliere perfetto, e in qualche modo la qualifica a paladino dimostra oltre la sua abilità nel combattimento anche la sua indole cavalleresca e leale e il suo atteggiamento sempre signorile e specifico di un uomo superiore alla media di uomini esistenti allora e anche adesso se vogliamo.
Agilulfo rappresenta il traguardo irraggiungibile per l’uomo che vuole e deve misurarsi e competere l’uno con l’altro, proprio perché simbolo di perfezione e virtù, Agilulfo non potrà mai esistere se non nella fantasia umana o nelle leggende di paladini, per questa ragione sotto la sua armatura non c’è alcun cavaliere, si avverte la sua presenza ma lui non esiste e non esisterà mai.
È l’ideale e l’obiettivo di ogni combattente diventare come lui, ma è il tipico sogno che rimarrà sogno e basta.
Rambaldo è un cavaliere orgoglioso, tutto azione e niente ragione. Ama confrontarsi e combattere per dimostrare la sua bravura a se stesso e agli altri, eppure sono gli altri a cacciarlo fuori dai guai perché si lascia prendere troppo dagli impulsi di guerriero e non lascia spazio all’intelligenza e al ragionamento prima di compiere una qualsiasi azione.
Per questo non potrà mai essere un ottimo paladino nonostante gli ottimi propositi e non potrà mai eguagliare Agilulfo, anche se sarebbe il suo ideale più importante.
L’altro ideale è essere amato da Bradamante, che lo amerà solo quando lui maturerà ed ella rivedrà in lui quello che cercava in Agilulfo ma che per forza di cose non era riuscita mai a vedere!
Gli altri personaggi sono, Gurdulù: lo scudiero pazzo di Agilulfo, leale e fedele verso il proprio padrone, ragiona molto d’istinto e vede le cose da un punto di vista diverso dal resto delle persone lasciando a volte l’impressione che sia un malato incurabile eppure nasconde sotto la sua maschera di demenza una forma strana di lucidità e intelligenza che lo fanno apparire ambiguo e molto strano;
abbiamo inoltre Bradamante appunto, una donna tutto sommato semplice da capire, alla ricerca della normalità e dell’amore vero, credeva di amare Agilulfo perché credeva di trovare qualcosa che non poteva trovare in nessun altro, è perennemente alla ricerca di una propria identità e di una riflessione interiore come dimostra rinchiudendosi periodicamente in un convento di suore.
Torrismondo, altro personaggio, rappresenta inizialmente l’antagonista alle avventure di Agilulfo e anche indirettamente di Rambaldo e di tutta la compagnia, sembra essere il simbolo dell’anarchismo e della superbia, presunzione e contestazione, invece dimostra di essere un vero paladino andando a salvare un villaggio di contadini mentre stava subendo l’attacco dei cavalieri del sacro Graal.
Lui che amava i cavalieri del sacro Graal più di e stesso, adesso li combatte perché crede più nel valore delle persone semplici e buone e vuole combattere il male che i cavalieri si portano dietro, andando a compiere atti gravi nel nome di Gesù Cristo.
Sofronia è la presunta madre di Torrismondo, anche se dopo ne diventa la fidanzata, è alla ricerca dell’amore e desidera perdere la verginità.
Gli altri personaggi meno importanti sono, Priscilla e le sue ancelle e Carlo Magno con il suo esercito.

Narratore: il narratore è interno alla vicenda ed è la voce di Bradamante che dal convento racconta (scrivendo) le avventure dei personaggi e l’epilogo della vicenda, vivendolo poi in contemporanea staccandosi dal suo racconto.

Stile e linguaggio: il linguaggio nonostante presenti termini a volte un po’ stravaganti o fuori dal normale perché troppo medioevali richiamano l’attenzione verso i vecchi romanzi epici dove le voci dei cavalieri erano tutte contrassegnate da un linguaggio molto educato e signorile che Calvino ogni tanto utilizza per enfatizzare momenti importanti del racconto, mantenendo comunque una prosa chiara e semplice, accessibili a tutti.

Temi: Calvino con questo libro vuole farci rivivere in chiave medioevale storie di uomini (con i loro sogni e i loro problemi) che possiamo incontrare e riscontrare anche intorno a noi, nel 2001 e non necessariamente 1000 anni fa.
E la storia che si ripete? O le persone che a parte il loro grado di cultura, in fin dei conti non cambiano mai?
I caratteri si ripetono, i problemi e i desideri pure…
C’è chi come Rambaldo che sogna una vita colma di imprese e buoni propositi, vuole essere ricordato, vuole essere il più grande paladino, ma non si accorge che un po’ l’invidia, un po’ la fretta nel fare le cose e la non curanza lo allontanano dai suoi obiettivi ma lo aiutano a capire quello che in verità desidera di più, lui vuole Bradamante.
Come preso da un colpo di fulmine, se ne innamora perdutamente e dimentica tutto il resto.
Agilulfo sembra un pesce fuor d’acqua, non si sa quale sia il suo scopo, che cosa vuol fare e perché, c’è ma solo in apparenza, rappresenta tutto e niente e infine compie l’ultimo suo gesto eroico dissolvendosi nell’aria e cedendo la sua armatura al suo piccolo allievo Rambaldo.
Premia un allievo che non imparerà mai forse e preferisce dissolversi nell’aria, adesso è veramente tutto e niente, c’è ma non si vede, è ovunque e da nessuna parte, lui è il richiamo di coraggio e virtù che ogni cavaliere cerca in se stesso quando deve combattere, chi riesce a vederlo forse ne è posseduto, chi non lo comprende in fin dei conti è normale perché non potrà mai essere come lui.
La storia gira intorno al tema dell’uomo in generale, sicuramente nel libro di Calvino possiamo riscontrare tutti i tipi di personalità e quindi il tema principale è il carattere umano, visto nello sfondo di una storia medioevale abbastanza improbabile che mette in risalto sogni, paure, incertezze e reazioni tipicamente umane.
Ci siamo noi, dietro ogni personaggio, dietro ognuno a parte Agilulfo.

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