Il bambino: una figura in continua evoluzione

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Testo

LICEO SCIENTIFICO STATALE
ENRICO FERMI
ANNO SCOLASTICO 2005-2006

PERCORSO INTERDISCIPLINARE
“IL BAMBINO: UNA FIGURA IN CONTINUA EVOLUZIONE”
Luisa Ferrato
5^ E

INDICE
Introduzione
Bambino come essere puro ed ingenuo, in contatto con la natura:
- William Wordsworth →We are seven
→ My heart leaps up
- Giovanni Pascoli → Poetica del fanciullino
Bambino come essere che vive una vita sessuale completa:
- Sigmund Freud → Fasi sessuali
→ Complesso di Edipo
→ Complesso di Castrazione
- Edward Munch → Pubertà
Bambino come futuro soldato:
- Periodo fascista → Educazione, ONB, GIL
→ Educazione fisica nelle scuole
Bambino corrotto, “cattivo”:
- William Golding → Il Signore delle Mosche
Conclusioni
Bibliografia
Introduzione
Da sempre ritenuto molto importante giacché rappresenta il futuro della civiltà, la figura del bambino non è sempre vista allo stesso modo.
È possibile, infatti, tracciarne un’evoluzione attraverso i tempi in base alle correnti letterarie, filosofiche, e i periodi storici.
Partendo dalla purità ed ingenuità del bambino meravigliato da tutto ciò che lo circonda, che guarda a tutte le cose con stupore e semplicità, si passa al bambino visto com’essere sessuale completo che ha desideri, pulsioni e perversioni.
Con l’avvento del fascismo e alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, si guarda al bambino come futuro soldato e si punta fin da piccolo ad “educarlo alla guerra” preparandolo fisicamente e militarmente.
Infine si arriverà a vedere il bambino com’essere corrotto e malvagio, una specie di bestia senza pietà verso i propri simili.
Bambino come essere puro ed ingenuo, in contatto con la natura
William Wordsworth
William Wordsworth is a romantic poet who lived between the end of the XVIII century and the first half of the XIX.
Wordsworth thought that childhood is the most important stage in a man’s life, because child is nearer to God, and also he is wiser than an adult because he is less attacked to this world and he uses his feelings and his heart.
In We are seven, a sort of ballad, the poet talks about a true encounter he had with a young country girl who maintains that they are in seven sisters and brothers even if two of them are died; but this young girl doesn’t acknowledge death because she can’t understand it. So for her death doesn’t exist, and she is surprised by the incomprehension of the poet that doesn’t get her point.
She also makes the poet envious because she is more in touch with nature; thanks to her innocence there is no tragedy in her life.
In this poem the poet has lost his role of teacher that is carried out by the child.
But Wordsworth really thinks that “the child is the father of the man”,1 as he maintains in another poet, My heart leaps up, where the poet expresses his ave and joy at the sight of a rainbow in the sky, the same joy that he experiences when he was a child.
Many of the natural beauties are ignored by adults, but a child sees everything with the eyes of innocence and wonder: the rainbow is truly a miracle of God, to the child. So he is nearer to God as a natural understanding of nature and he can teach the same joy to adults. In this sense he is wiser than them.
This same vision of the child is shared by Giovanni Pascoli, an Italian poet.
Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli è un poeta decadente italiano della seconda metà dell’800, e la sua poetica è denominata del fanciullino.
Pascoli ritiene infatti che il poeta è quel fanciullo che rimane piccolo anche quando noi “ingrossiamo ed arrugginiamo la voce”,2 arriva alla verità in modo intuitivo ed irrazionale, guarda tutto con meraviglia, come fosse la prima volta.
La poesia dev’essere creata in questo modo, dev’essere spontanea ed intuitiva, una scoperta dei particolari di tutte le cose che ci circondano. “Qualunque soggetto può essere contemplato dal fanciullo interiore: qualunque tenue cosa può a quelli occhi parere grandissima”. 3
Per essere poeti e poter recuperare la capacità di meraviglia di fronte ad ogni scoperta senza malizia e con estrema semplicità, è necessario risvegliare quel “fanciullino che è dentro di noi che non solo ha brividi, ma lagrime ancora e tripudi suoi”.4
Come per Wordsworth, dunque, si può affermare che anche per Pascoli il fanciullo, grazie alla sua ingenuità, ritiene belle e degne di essere ammirate anche le piccole cose, umili, quotidiane e familiari. Pascoli però, a differenza del poeta inglese, trasferisce questa visione al ruolo che deve avere la poesia, ovvero di mettere l’uomo in contatto immediato con il mistero che è la realtà vera dell’essere; dev’essere caratterizzata da purezza, ingenuità, freschezza, spontaneità e meraviglia.
Il poeta è proprio colui che rende ciò possibile, trovando nelle cose “il loro sorriso e la loro lacrima; e ciò si fa da due occhi infantili che guardano semplicemente e serenamente tra l’oscuro tumulto della nostra anima”.5 E può far ciò solo se è in grado di ascoltare il fanciullino che parla attraverso i suoi sogni, colui che è metafora dell’inconscio.
Bambino come essere che vive una vita sessuale completa
Sigmund Freud
A proposito dell’inconscio, Freud, padre della psicanalisi, sostiene che esso sia rappresentato dall’Es, parte istintiva ed irrazionale che cerca di essere soddisfatta dal raggiungimento del piacere.
Le sue tendenze sono classificate in istinti di Thanatos, ovvero pulsioni di morte, ed istinti dell’Eros, che si esprimono attraverso la libido, mediante la quale si ha la manifestazione della pulsione sessuale.
Freud ha dimostrato come questa sia presente fin dalla nascita e come il bambino sia quindi un individuo con una vita sessuale completa, in quanto cerca il soddisfacimento attraverso l’appropriata stimolazione della zona erogena scelta.
Freud identifica tre fasi di sviluppo psicosessuale nel bambino.
La prima fase è quella orale, che va dai primi mesi di vita al primo anno e mazzo, in cui il bambino trova piacere attraverso la zona erogena della bocca e della lingua e gli atti del succhiare, masticare e mordere. Un esempio è la sunzione sensuale, cioè del pollice, che “comporta una profonda concentrazione dell’attenzione e porta o al sonno o perfino a una reazione motoria simile all’orgasmo”.6
La seconda fase è quella anale, che si presenta attorno ai due – tre anni ed è legata sia all’esigenza di soddisfare il bisogno di defecare sia di apprendere il controllo dell’atto fisiologico. “I bambini che ricorrono alla suscettibilità alla stimolazione erogena della zona anale si tradiscono perché trattengono le feci finché la loro accumulazione non provoca delle violente contrazioni muscolari che causano sia sensazioni dolorose ma anche assai piacevoli”.7
La terza fase, infine, è quella fallica che si esprime attraverso il piacere provocato dal tocco dei genitali che i bambini scoprono in particolar modo dai tre anni. Il bambino e la bambina iniziano a prendere coscienza del proprio sesso e di quello opposto analizzandone le differenze.
È in questo periodo che si manifesta il Complesso di Edipo, dal nome del personaggio della tragedia greca di Sofocle che uccide il padre senza conoscerne l’identità e sposa la madre. Esso consiste nello sviluppo di un impulso affettivo nei confronti del genitore di sesso opposto, accompagnato da sentimenti di rivalità verso l’altro che è vissuto come antagonista e nei confronti del quale si attua un Complesso di Castrazione, che nel maschio insorge con carattere punitivo nei confronti dei desideri incestuosi verso la madre, e nella femmina si riferisce alla paura inconscia di essere stata privata dell’organo sessuale maschile.
Dal superamento o meno di questi complessi dipende lo sviluppo della personalità, ma è bene ricordare che “non c’è alcuna giustificazione di temere che le tendenze che si presentano con grande violenza nell’infanzia domineranno in modo permanente il carattere dell’adulto; anzi, è altrettanto probabile che scompaiano e facciano luogo alla tendenza opposta”.8
Edward Munch
In rapporto con la psiche, quadro di grande valore è Pubertà del pittore espressionista norvegese Edward Munch, che secondo certi critici giunge ad esplorare quella linea di confine tra l’organico e lo psichico.
In questo olio su tela del 1893 viene ritratta un’adolescente nuda, seduta di traverso su un letto appena rifatto, simbolo di una verginità ancora intatta. È la personificazione delle paure adolescenziali rappresentate dal corpo ancora sessualmente acerbo e lo sguardo fisso, quasi sbigottito, probabilmente a causa del rimpianto della fanciullezza ormai perduta e l’angoscia incalzante per la maturità.
L’ombra proiettata sul muro è il simbolo delle incognite future e delle sofferenze portate dall’amore e dalla sessualità.
La ragazza qui rappresentata ha, in definitiva, paura e vergogna delle sue future esperienze sessuali.
Bambino come futuro soldato
Periodo fascista
Procedendo con l’analisi arriviamo agli anni ’20 del 1900 in cui si ha l’avvento del Fascismo, concepito come movimento di rottura rispetto alla Stato liberale e giolittiano e alle sue istituzioni.
È definito come il primo partito militarizzato in cui mito ed organizzazione sono le componenti fondamentali.
I suoi caratteri generali sono quelli di un regime chiuso, fondato su una concezione gerarchica del potere che emana dall’alto, con la sostanziale eliminazione della divisione del potere e l’esaltazione del primato del potere esecutivo di fatto concentrato nelle mani di un solo uomo, capo del governo e duce del fascismo, Mussolini.
Il partito mussoliniano si pone fin dalle sue origini il problema di fascistizzare le masse, a partire dai bambini.
Grande importanza riveste, infatti, l’aspetto educativo volto a formare un cittadino che sa di dovere per tutta la sua vita potenziare e difendere lo Stato, un cittadino – soldato, pronto a brandire la vanga e il moschetto.
A questo scopo nasce nel 1926 L’Opera Nazionale Balilla (ONB), rigidamente centralizzata, vista come strumento di penetrazione nelle istituzioni scolastiche. Essa punta non solo all’educazione spirituale, culturale e religiosa, ma anche all’istituzione premilitare, ginnico – sportiva, professionale e tecnica.
Accoglie inizialmente i bambini a partire dagli 8 anni fino ai giovani di 18 anni con l’idea di infondere loro il sentimento della disciplina e dell’educazione militare, scopo che già s’istituisce osservando l’abbigliamento: camicia nera, fazzoletto azzurro, pantaloni grigio – verde, fascia nera e fez (copricapo arabo).
Nel 1934 l’ONB viene incorporata in una nuova struttura, la GIL, Gioventù Italiana del Littorio, che divide i ragazzi in base al sesso e all’età, a partire dai 6 anni, in questo modo:
- 6 - 8 anni: Figli della Lupa
- Ragazzi 8 – 14 anni: Balilla
- Ragazze 8 – 14 anni: Piccole Italiane
- Ragazzi 14 – 18 anni: Avanguardisti
- Ragazze 14 – 18 anni: Giovani Italiane
- Ragazzi 18 – 21 anni: Giovani Fascisti
- Ragazze 18 – 21 anni: Giovani Fasciste
Dopo i 21 anni, i ragazzi sono chiamati alle armi per compiere il servizio di leva, mentre le ragazze che lo desiderano possono entrare a far parte dell’apparato interno del partito per curare il settore delle organizzazioni giovanili o svolgere incarichi dirigenziali.
Il bambino viene quindi visto fin dai suoi primi anni di vita come un futuro soldato, che porterà avanti gli interessi dello Stato sia nelle questioni interne che in quelle estere; da qui il motto di Mussolini “libro e moschetto, fascista perfetto”, collegato alla necessità di impartire il senso della virilità, della potenza, della conquista.
Ecco spiegata l’importanza dell’educazione fisica intesa come addestramento pre – militare e formazione sportiva e spirituale.
Grande importanza, infatti, riveste lo sport in questi anni, utilizzato come mezzo di controllo sociale e politico della gioventù che si accompagna all’esigenza di mettere ordine tra le proprie file, imponendo disciplina là dove c’è disordine e irrequietezza.
Tra sport e guerra esiste, del resto, nella concezione etico – politica del fascismo, una stretta connessione: l’educazione mira a formare il guerriero, ma intanto, in tempo di pace, lo sport può ben rappresentare “la forma sotto la quale si manifesta, agisce e vive uno dei più sani e necessari istinti: l’istinto combattivo”.9
Bambino corrotto, “cattivo”
Il Signore delle Mosche
Procedendo con l’analisi dell’evoluzione della figura del bambino, si arriva negli anni ’50 alla visione di questo come essere corrotto e cattivo.
Questa visione è riscontrabile nel romanzo del premio nobel William Golding Il Signore delle mosche, The Lord of the Flies in inglese.
This book gives us the image of the child as a mini adult characterized by aggressiveness, wickedness, superstition, transgression of the more wicked to the weaker; in short, naughty child.
A group of children, survived to an air crash, is wrecked in a desert island where, at the beginning the children form a hieratical society, but then it turns into a tyrannical and savage society, organized around a totem, the head of a pig stringed on a prop, the Lord of flies.
The children become a sort of homo homini lupus that has no respect for his similars.
The initial society is soon split in two parts: the first follows Ralph, the leader, which with Piggy represents the struggle for order and democracy. The other follows Jack, image of anger and savagery.
Two children are brutally killed without pity by the others.
So these children are become savages, beasts, and the vision of the child pure and innocent typical of the Romanticism is here disappeared.
Conclusioni
Concludendo, attraverso questo percorso si è tentato di mostrare come la figura e il ruolo del bambino sia in continua evoluzione e come cambi in relazione ai canoni imposti dalla società e dalle varie ideologie che si sviluppano.
Bibliografia
CRICCO GIORGIO – DI TEODORO FRANCESCO PAOLO Itinerario nell’arte, Zanichelli, 2005
FREUD SIGMUND Totem e tabù, Mondadori, 1997
FREUD SIGMUND Tre saggi sulla sessualità, Tascabili Economici Newton., 1989
GENTILE EMILIO Partito, Stato e Duce nella mitologia e nella organizzazione del fascismo, saggio all’interno di BRACHER K.D. – VALIANI L. Fascismo e nazionalsocialismo, Il Mulino, 1986
GENTILE EMILIO Storia e Interpretazione del fascismo, Laterza, 2002
GOLDING WILLIAM Il signore delle mosche, Oscar Mondatori, 2002
MECACCI Introduzione alla psicologia, Laterza, 1994
PASCOLI GIOVANNI Il fanciullino, Feltrinelli, 1982
PETACCO ARRIGO Storia del Fascismo,Armando Curcio
SPIAZZI MARINA – TAVELLA MARINA Now and then, Zanichelli, 2000
1 W. WORDSWORTH, My heart leaps up, verso 7
2 G. PASCOLI Il fanciullino, Feltrinelli 1982, pag. 25
3 G. PASCOLI Il fanciullino, Feltrinelli 1982, pag. 54
4 G. PASCOLI Il fanciullino, Feltrinelli 1982, pag. 25
5 G. PASCOLI Il fanciullino, Feltrinelli 1982, pag. 41
6 S. FREUD Sessualità infantile in Tre saggi sulla sessualità, Tascabili Economici Newton, 1989, pag. 50
7 S. FREUD Sessualità infantile in Tre saggi sulla sessualità, Tascabili Economici Newton, 1989, pag. 55
8 S. FREUD Le trasformazioni della pubertà in Tre saggi sulla sessualità, Tascabili Economici Newton, 1989, pag. 96
9 Tratto dal giornale Il Popolo
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