I Malavoglia, Giovanni Verga

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:09.01.2001
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Testo

Arianese Valentina classe IV A 08/01/2000

Il romanzo narra le tristi vicende della famiglia Toscano detti "Malavoglia" e si apre con il racconto del naufragio della barca, la "Provvidenza". L'incidente in cui muore Bastianazzo, il figlio di padron 'Ntoni, il vecchio capofamiglia, segna anche la fine di un sogno di relativo benessere. Col naufragio, termina anche il commercio di lupini appena avviato dalla famiglia e da questo momento una serie di sventure s'abbatte su “I Malavoglia: i debiti li costringono a vendere la "casa del nespolo", l'amata abitazione di famiglia, mentre il mondo come un pesce vorace, inghiotte quattro dei cinque figli che Bastianazzo ha lasciato. 'Ntoni, il maggiore, finisce in un giro di contrabbando e conosce la galera; Lia, la sorella minore, per sfuggire alla chiacchiere che il paese ha messo in giro su una sua presunta relazione con il brigadiere Don Michele scappa da Aci Trezza e diventa una prostituta; Luca, il secondogenito, muore nella battaglia di Lissa; Mena a causa delle difficoltà economiche deve rinunciare al matrimonio con Brasi Cipolla.
Solo Alessi riesce, all'indomani della morte del vecchio 'Ntoni, a realizzare il sogno del nonno di riscattare la "casa del nespolo".
1⇨Verifica quali sviluppi abbiamo avuto ne “I Malavoglia” i personaggi e i ruoli narrativi della novella “Fantastichere”.
• Il vecchio al timone è padron ‘Ntoni.
• Maruzza rimane vedova.
• Luca muore a Lissa.
• ‘Ntoni va a Pantelleria.
• La mena rimane zitella.
2⇨Individua un certo numero (10) di modi di dire proverbiali, similitudini proprie della città dei pescatori di Aci Trezza.
“Per menare il remo bisogna che le cinque dita s’aiutino l’un l’altro.” Capitolo I
“Di telaio, gallina di pollaio, e triglia di gennaio” Capitolo I
“Perché il motto degli antichi mai mentì” Capitolo I
“Senza pilota barca non cammina” Capitolo I
“Per far da papa bisogna saper far da sacrestano” Capitolo I
“Fai il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai” Capitolo I
“Contentati di quel che t’ha fatto tuo padre; se non altro no sarai un birbante” Capitolo I
“Aveva venduto la gatta nel sacco” Capitolo I
“Scirocco chiara e tramontana scura mettiti in mare senza paura!” capitolo I
“A donna alla finestra non far festa.” Capitolo II
“Il mare è amaro e il marinaio muore a mare” Capitolo II (La fine è nel capitolo V)
“Chi ha il cuor contento sempre canta” Capitolo II
“Ci sono i diavoli per aria” Capitolo III
“Chi fa l’oste deve far buon viso a tutti” Capitolo III
“Chi fa credenza senza pegno, perde l’amico la roba e l’ingegno!” Capitolo III
“Non è oro tutto quel che luccica” Capitolo IV
“Triste quella caso dove ci è la visita pel marito” Capitolo IV
“Ne vista di morte senza risa, ne sposalizio senza pianto” Capitolo IV
“A chi vuol bene, Dio manda pene” Capitolo IV
“Donne coi capelli lunghi e il cervello corto” Capitolo IV
“Chi non sa l’arte chiuda bottega e chi non sa nuotare che si anneghi” Capitolo IV
“L’arte è aprente” Capitolo IV
“Il galantuomo come impoverisce diventa birbante” Capitolo IV
“Uomo povero ha i giorni lunghi” Capitolo IV
“I vicini devono fare come le tegole del tetto a darsi l’acqua l’un l’altro” Capitolo IV
“Augura bene al tuo vicino che qualcosa te ne viene” Capitolo V
“Pari coi pari e stati coi stati” Capitolo VI
“Amore di soldato poco dura, a tocco di tamburo addio signora” Capitolo VI
“Un pesce fuori dell’acqua non sa starci, e chi è nato pesce il mar lo aspetta” Capitolo VI
“Carcere malattie e necessità si conosce l’amistà” Capitolo VI
“Allora la donna è fedele quando il turco si fa cristiano” Capitolo VI
“Amici con tutti, e fedeli con nessuno” (stesso discorso presente ne “I promessi sposi”)
“L’uomo per parola e il bue per le corna” Capitolo VIII
“I forestieri vanno frustati” Capitolo VIII
“Il riso con i guai vanno a vicenda” Capitolo VII
“Dove ci sono i cocci ci son feste” Capitolo IX
“San Giuseppe prima fece la sua barba e poi quella di tutti gli altri” Capitolo IX
“Cento mani Dio benedisse, ma non tutte in un piatto” Capitolo IX
“Per conoscere un uomo bisogna mangiare sette salme di sale” Capitolo IX
“Chi ha la bocca mangia, e chi non mangia se ne muore” Capitolo IX
“Né testa, né coda, ch’è meglio ventura” Capitolo XI
“Forza di giovane e consiglio di vecchio” Capitolo XII
“Cuocersi le corna al sole” Capitolo XII
“Per un pescatore si perde la barca” Capitolo XIII
“Degli uomini segnati guardatene” Capitolo XIII
“Bisogna rompere la pentola per aggiustarla” Capitolo XIII
“Fecero pace cani e gatti” Capitolo XIII
“Alla casa del popolo ognuno ha ragione” Capitolo XIV
“La forca è fatta pel disgraziato” Capitolo XIV
“Ad albero caduto, accetta , accetta! Capitolo XV
“Chi cade nell’acqua è forza che si bagni” Capitolo XV
“A cavallo magro, mosche” Capitolo XV
Metafora animalesca.
“Quindi a poco a poco si sbrancarono”
“……carne d’asino…..” Capitolo XI
“……mulo da bindolo……..” Capitolo XI
“…peggio di un cane rognoso…..” Capitolo XIII
“….peggio di una gallina…..” Capitolo XV
Umanizzazione della barca
La Provvidenza l’avevano rimorchiata a riva tutta sconquassata, così come l’avevano trovata di la dal Campo dei Mulini, col naso fra gli scogli, e la schiena in aria.
Metafora animalesca.
“Quindi a poco a poco si sbrancarono”
“……carne d’asino…..” Capitolo XI
“……mulo da bindolo……..” Capitolo XI
“…peggio di un cane rognoso…..” Capitolo XIII
“….peggio di una gallina…..” Capitolo XV
Discorso indiretto libero.
……..a mietere l’erba pel vitello…….. Capitolo I
……...che dovevano mangiarseli i vermi……. Capitolo I
……..chi rompe il filo…….. Capitolo IV
……..e voleva pagar ……. Capitolo IV
……..Ei non sapeva nulla …….. Capitolo V
……..Campana di legno……..diventano serpi Capitolo VIII
……...Ma bisogna guardarsi………muricciuoli. Capitolo XI
……..Chissà……Alfio? Capitolo XI
…….Quando uno ……….colle zampe in aria. Capitolo XII
…….per chiacchiera dell’ingiustizia ……. Ugualmente. Capitolo XIII

Metafora semplice.
…quella barca della casa del nespolo…… (contrapposizione di due metafore) Capitolo I
…il vento si era messo a fare il diavolo a quattro…….. Capitolo III
…da Erode a Pilato….. ( la metafora è rapportabile alla cultura religiosa popolare) Capitolo IX
Similitudini
….la Provvidenza si dondolava sulle onde rotte dai fariglioni come un’anitroccola…. Capitolo I
….abboccheranno un chiodo arrugginito….. Capitolo I
….e rideva a crepapelle con degli ah! ah! ah! che sembrava un gallina…..don Silvestro fa le uova d’oro… Capitolo II
….i bambini stettero a sentire e poi si rimisero a pigolare….. Capitolo II
….si udiva il mare che russava li vicino….e ogni tanto sbuffava, come uno che si volti e rivolti nel letto….. Capitolo II
….come se sul tetto ci fossero tutti i gatti del paese a scuotere le imposte…….. Capitolo II
….che pareva la madonna addolorata…… Capitolo V
….al pari di un uccello del malaugurio…. Capitolo V
….Barbara coi suoi piedi, come una pera matura….. Capitolo X (ripetuta nel capitolo XII e nel VIII)
….Il cuore si stanca anche lui, vedi; e se ne va a pezzo a pezzo, come le robe vecchie si disfano dal bucato ..Capitolo XI
…….che la bettola è come un porto di mare…… Capitolo XIV
……ammanettato come un Cristo…… Capitolo XIV
Umanizzazione della barca
………La Provvidenza l’avevano rimorchiata a riva tutta sconquassata, così come l’avevano trovata di la dal Campo dei Mulini, col naso fra gli scogli, e la schiena in aria…………
Cha Floscio
…..non faceva altro mestiere, «che» per questo stava in piazza tutto il giorno…… Capitolo IV
3⇨Analizza la durata e il trattamento del tempo nel romanzo verificando le coincidenze, le distanze tra tempo del racconto e della storia nello sviluppo della vicenda.
Il tempo del discorso coincide con il tempo della storia. Si assiste lungo tutta la durata del racconto ad una dilatazione del tempo della storia ed ad una concatenazione del tempo del discorso. Il trascorrere del tempo è misurabile dai cambiamenti fisici e morali dei personaggi. Aiutandoci con dei riferimenti temporali presenti lungo tutta la durata del romanzo possiamo approssimare a una decina di anni la durata della storia. Possiamo anche datarlo sempre grazie a date esplicite o riferimenti temporali presenti nella novella intorno alla seconda metà del secolo scorso (1800).
4⇨Analizza la dimensione spaziale.A
Aci Trezza : è un villaggio di pescatori sulla costa orientale della Sicilia a pochi chilometri da Catania. Non è descritto oggettivamente ma come appare ai personaggi. Viene menzionata Catania ma sono descrizioni quasi favolose come di una terra molto lontana. Agli occhi del povero pescatore, la città non è altro che un paese; in cui si ingigantiscono non solo le dimensioni fisiche ma anche il senso di isolamento e di impotenza. Il mare non è descritto, fa da sfondo e partecipa anche come personaggio stesso. Assume inoltre una grande importanza la figura del nespolo con la sua casa, che simboleggia l’unità della famiglia ed è presente in molti commenti della popolazione di Aci Trezza. All’ombra del nespolo si consumano gli eventi decisivi della famiglia: di fronte ad esso Luca si ferma qualche attimo prima di partir soldato; sotto di esso padron ‘Ntoni e padron Cipolla si fermano a discutere del futuro della Mena ecc. Al nespolo viene spesso affiancata “la casa del nespolo” che rappresenta il simbolo della fedeltà alla tradizione e dell’unità della famiglia di padron ‘Ntoni. Quasi tutti gli avvenimenti si svolgono all’aria aperta tra i commenti quasi corali dell’intera popolazione.
5⇨Riporta qualche esempio di concatenazione.
- Ma pure ci pensavano sempre. Capitolo I
- Il Peggio è che i lupini li avevano presi a credenza. Capitolo IV
- Si vedrà! Si vedrà! Un giorno o l’altro si vedrà se ne dite, di bugie. (per concatenazione dovuta alla citazione del nome dello zio crocifisso) Capitolo V
- Luca , poveretto, non stava ne meglio ne peggio. (la concatenazione inizia nelle prime righe del capitolo VIII ricollegandosi alla fine del capitolo VII) Capitolo VIII
- S. Francesco misericordioso li udì. (frase legata per concatenazione al capoverso precedente mediante la ripresa del nome del santo) Capitolo IX
- ‘Ntoni andava a spasso sul mare. (l’inizio del capitolo riprende la fine del capitolo precedente) Capitolo IX
- Andando girelloni. (riprende la conclusione del capitolo precedente)
- Arriva a casa ubriaco. (si ricollega alla fine del capitolo precedente: ….se ne tornarono dall’osteria…)
- Per dargli il resto. (riprende le parole conclusive del capitolo precedente) Capitolo XIV
La gente…..don Michele. (riprende il termine del capitolo precedente) Capitolo XV
6⇨Come si può definire il punto di vista del romanzo?
L’Introduzione a I Malavoglia venne, infatti, considerata dai veristi loro manifesto programmatico. Due pagine in cui Verga illustra non solo il contenuto del proprio romanzo ma traccia le linee di una nuova metodologia. "Questo lavoro è lo studio sincero e spassionato…", scrive l'autore in apertura, e per spassionato intende letteralmente privo di passioni, cioè di coinvolgimento emotivo da parte dell'autore. Dopo tanto soggettivismo romantico l'ideale di metodo impersonale e oggettivo s'impone come bisogno nella letteratura. "Chi osserva questo spettacolo", specifica infine, "non ha il diritto di giudicarlo". Allo stesso tempo, però, si può interpretare questa frase di chiusura come un'indicazione per il lettore dell'epoca che, nel romanzo verista, si trovava a confrontarsi per la prima volta con un mondo violento, primitivo e sconosciuto. E’ presente un procedimento caratteristico della tecnica narrativa verghiana consistente nell’identificarsi dell’autore in un “narratore interno alla vicende”, che esclude punti di riferimento esterni alla cultura del mondo rappresentato tutto rapportato ad un ambiente delimitato sul piano spaziale e favolosamente storico e ripetitivo sul piano temporale. Nonostante ciò a volte accade che intervenga il narratore commentando i fatti. Il Verga utilizza la correlazione uditiva: ciascuno vede tutto, ascolta tutto e giudica tutti. Spesso perciò il narratore popolare lascia il posto al narratore “onnisciente”. E’ ben visibile inoltre la coralità del racconto: una dura voce che ascolta ed un regista che narra. Utilizza spesso la tecnica della concatenazione, cioè ripete una stessa frase da una sequenza all’altra. Notiamo che tutti i personaggi hanno una loro ideologia. Vediamo come gli abitanti del villaggio sono contrapposti alla figura dell’intera famiglia de “I Malavoglia”, poiché è ben distinto come per “tutti gli altri” vale la legge del meccanismo economico mentre per “I Malavoglia” contano principalmente i valori considerati da loro estremamente importanti ed autentici. Viene addirittura definito un comportamento strambo quello di padron ‘Ntoni: la sua stranezza consiste nel comportarsi secondo un codice di valori non condiviso dalla collettività. Però è anche vero che l’ottica economista coinvolge “I Malavoglia” non meno degli altri membri della comunità.
Abitanti (cinici) N Comico
I Malavoglia (seri) S Tragico
Appare così, spesso, l’ottica del vicinato (tutto il paese) incapace di comprendere ed accettare le ragioni di umanità che suggeriscono il comportamento de “I Malavoglia”. Chiuso nel suo gretto mondo di interesse, il vicinato valuta e condanna tutto ciò che non riesce ad adeguarsi ai suoi stessi parametri, riuscendo a deturpare anche i gesti più nobili. Nell’ottica utilitaristica di Campana di legno, tutto ha un senso e un valore soltanto se rapportabile a un concreto ricavo, al contrario di quello che pensa padron ‘Ntoni per il quale prevale sull’utile la logica del sentimento.
In certi punti però l’autore si pone in un’ottica esterna, da narratore “onnisciente” informandoci sugli avvenimenti tragici della vicenda. Il Verga, inoltre, utilizza la tecnica dello “Straniamento”, molto particolare, che consiste nella differenza tra la veduta del narrante e quella personaggio; e nel rapportare ciò che è normale come se fosse strano e viceversa.
7⇨Quali sono secondo te i protagonisti e perché?
I due personaggi principali sono i due omonimi ‘Ntoni: padron e nipote. Su padron ‘Ntoni, il capo famiglia, pesano tutte le responsabilità poiché per lui è importante mantenere unita la famiglia così come secondo l’ottica dell’ostrica. Ottica non condivisa dal nipote, il quale agisce rifiutando il codice di valori impartitogli dal nonno. L’autore si serve il personaggio di questi due protagonisti per esprimere un messaggio, determinando così la loro importanza.
8⇨Come viene trattato il tema dell’amore?
Il tema dell’amore ne “I Malavoglia” è di importanza secondaria. L’amore è assoggettato all’interesse economico. L’unico sentimento puro narrato e quello tra Mena e Alfio. Sentimento che non ha futuro per adeguarsi ad una visione materialistica.

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