woyzeck

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

WOYZECK
Di Büchner

CARATTERISTICHE DELL’AUTORE
La notte per Büchner è il regno magico. Evoca la morte e l’attrazione del non-essere (della fuga dal dover essere, dal vivere come dover scegliere), in lei risuonano le voci, si muovono le forze oscure che attraggono Woyzeck. La notte in cui tutto è increato, in cui la creazione non è ancora avvenuta e tutto è ancora possibile.
Claustrofobia büchneriana: senso del mondo chiuso. Tutti provano l’impulso di uscire, dalle stanze, dal cielo, dal mondo. La morte può sembrare una liberazione, ma poi ci si accorge che il mondo stesso è morto e spento.
Bisogna amare l’umanità per penetrare nell’essenza particolare d’ognuno, nessuno deve essere per l’altro troppo piccolo, nessuno troppo brutto, solo allora si può comprendere

STRUTTURA
La concisione degli episodi è quella della cronaca, la sua forza è quella di una stupefacente conoscenza dell’animo umano e di un’abitudine clinica che non esita davanti ai particolari bizzarri, ma li elenca uno dopo l’altro.
Woyzeck è portato dalle forze oscure ad uccidere. La natura si compie annientandosi.
Il testo non può essere stabilito con certezza nella sua struttura complessiva. Ci è pervenuto in una serie di abbozzi disordinati, è frammentario e incompiuto ed ha inoltre tre finali diversi.
La tragedia è divisa solo in scene, non in atti.

L’ORIGINE
Büchner ha tratto spunto dalle cronache criminali e mediche relative a un fatto realmente accaduto nel 1823. L’assassino Woyzeck venne condannato perché aveva assassinato per gelosia la sua amante. Il processo era stato accompagnato da una lunga polemica tra esperti medici, i quali erano in disaccordo se riconoscerlo infermo di mente o no.

LA TRAMA
Woyzeck è un povero barbiere, costretto a sottoporsi a degli esperimenti per guadagnare qualche soldo e poter così mantenere la fidanzata Maria e il figlio.
Per il paese passa la banda militare, con il tamburmaggiore in testa, che nota Marie.
Lei è considerata dalla gente del paese come una prostituta perché ha un figlio e non è sposata. C’è anche Woyzeck.
Woyzeck va dal dottore, che lo tratta come una bestia. Lo costringe a mangiare solo piselli da quasi tre mesi e a trattenere l’orina. Woyzeck sta impazzendo, ha le allucinazioni.
Nel frattempo Maria, nella sua stanza, ammiragli orecchini che ha indosso. Molto probabilmente è un dono del tamburmaggiore.
Torna Woyzeck e le lascia i soldi avuti dal dottore.
Maria è con il tamburmaggiore.
Dal dottore, il capitano fa allusioni e schernisce Woyzeck per il tradimento di Maria.
Torna a casa e scruta Maria in cerca di qualche indizio di infedeltà, ma non vede nulla. Ad un certo punto delira e non sa più cosa credere.
Maria “preferirei avere un coltello nel corpo che la tua mano addosso”.
C’è una festa in paese, Woyzeck è nell’osteria e, dalle finestre, vede Maria e il tamburmaggiore ballare insieme.
Woyzeck fugge nella campagna, dove sente una voce che gli dice di ammazzarla, ormai è impazzito.
Dal dottore, ci sono alcuni studenti, a cui il medico fa una lezione su Woyzeck, e lo visita e analizza davanti a loro, trattandolo come una cavia e un fenomeno da baraccone. Sono evidenti i problemi fisici, ma ormai mancano pochi giorni alla fine dell’esperimento.
Woyzeck sogna i coltelli.
Nell’osteria incontra il tamburmaggiore, i due si battono ma Woyzeck perde.
Va dal rigattiere ad acquistare un coltello.
Maria è con dei bambini e la nonna, sopraggiunge Woyzeck che la porta nel bosco. Maria è ormai spaventata da lui.
Nel bosco la ammazza, colpendola furiosamente con il coltello.
Della gente sente dei rumori e va a vedere cos’è successo.
Woyzeck è già nell’osteria, canta e beve. Ad un certo punto scopre di essere sporco di sangue e fugge via.
Torna allo stagno dove ha ammazzato Maria per cercare il coltello. Vede Maria. Trova il coltello e lo getta nell’acqua, ma non è abbastanza lontano, entra nello stagno e lo getta più in là, poi si lava via le macchie di sangue.
Va dal bambino, che però, quando cerca di accarezzarlo, si allontana, non lo vuole.
Il dramma finisce con il poliziotto che dice: “Un bel delitto, tanto bello che non si poteva pretendere di più. Da tanto non ne avevamo avuto uno così”.
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