Sogno di una notte di mezza estate

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Categoria:Generale
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Testo

Andrea Piovanelli
Classe III D
20-5-2000
Relazione del libro:

Titolo originale: “A midsummer night’s dream”
Autore: William Shakespeare
Casa Editrice: La Spiga _ Tascabili
Anno di pubblicazione: edizione letta: 1995
Cenni sull’autore: William Shakespeare (1564-1616)
Drammaturgo e poeta inglese. Incerte sono le notizie biografiche, ma è assodato che appartenesse ad una numerosa famiglia, che avesse frequentato la locale Grammar School e sposato Anne Hataway, la quale gli aveva dato tre figli. Attore – autore subì inizialmente l’influsso di Marlowe (“Tito Andronico” (1590), “Enrico VI” (1589-91), “Riccardo III” (1593) ) e scrisse le prime commedie (“Commedia degli equivoci” (1592), “La bisbetica domata” (1594) ), attingendo i suoi capolavori in “Romeo e Giulietta” (1594-5) e “Sogno di una notte di mezza estate” (1595-6). Si era cimentato intanto con la poesia scrivendo i poemetti “Venere e Adone” e “Lucrezia” ed i “Sonetti”. Divenuto impresario di un teatro, “The Globe”, e poi del teatro coperto di “Blackfriars”, attese con maggior agio alla stesura dei suoi lavori nelle direzioni del dramma storico (“Re Giovanni” (1596-7), “Riccardo II” (1595), “Enrico IV” (1597-8), “Enrico V” (1599) ) e della commedia giocosa (“Molto rumore per nulla” (1598-9), “Come vi piace” (1599), “La dodicesima notte” (1599), “Le allegre comari di Windsor” (1600) ), toccando nuovi vertici, nell’uno e nell’altro campo, rispettivamente col “Giulio Cesare” (1599-1600), e col “Mercante di Venezia” (1596-7): queste ultime opere lasciano intravedere il sorgere, nel poeta, di una crisi spirituale che lo porta ad un radicale pessimismo, dal quale sprigiona la sua più alta poesia, espressa nei drammi (“Amleto” (1600-1), “Otello” (1604-5), “Re Lear” (1605-6) e “Macbeth” (1605-6) ), nelle tragedie (“Antonio e Cleopatra” (1606-7), “Coriolano” (1607-8), “Timone d’Atene” (1607-8) ) e nelle commedie (“Troilo e Cressida” (1601-2), “Tutto è bene quel che finisce bene” (1602-3), “Misura per misura” (1604-5) ). La crisi è superata nella saggezza contemplativa, tutta rinascimentale, della “Tempesta” (1611-2), affiancata dalle ultime opere: “Cimbelino” (1610-1), “Il raccolto d’inverno” (1611). La prima edizione delle opere teatrali uscì postuma nel 1623.
Personaggi:
Teseo: duca di Atene
Egeo: padre di Ermia
Lisandro, Demetrio: innamorati di Ermia
Filostrato: maestro di cerimonia del duca
Truciolo: carpentiere
Tranquillo: falegname
Fondello: tessitore
Flautino: aggiusta – mantici
Beccuccio: stagnino
Mortimpiedi: sarto
Ippolita: regina delle Amazzoni
Ermia: figlia di Egeo, innamorata di Lisandro
Elena: innamorata di Demetrio
Oberon: re delle fate e degli elfi
Titania: regina delle fata e degli elfi
Puck: Roberto Buontempone
Fiordipisello, Ragnatelo, Falena, Senapino: fate ed elfi
Altre fate assistono il re e la regina
Servitori al seguito di Teso ed Ippolita
Spazio: Atene ed un bosco vicino
Luoghi: Il palazzo di Teseo, la casa di Truciolo, il bosco.
Tempo: Atene nel periodo della Repubblica
Breve trama: Sogno di una notte di mezza estate
Con questa allegra commedia, composta tra il 1594 e il 1596, Shakespeare si prende gioco dei giuramenti d’amore e dei capricci di Cupido.
La storia si svolge nel mondo fatato del bosco, popolato da fate ed elfi, tra filtri d’amore e girotondi di magiche creature. All’incanto di questo luogo si contrappone, un po’ bruscamente, la rozzezza di un gruppo di zoticoni che si reca nella foresta per le prove di una ridicola commedia. Teatro nel teatro dunque e continui cambiamenti di tono, dal lirico al grottesco, tra mille equivoci che condurranno la regina delle fate ad innamorarsi nientemeno che di un asino.
I giovani amanti, che si separano e si riuniscono in un’eterna danza, non sono caratterizzati dall’autore, che ha voluto evidenziare come l’amore sia cieco e ci si possa invaghire di chiunque. Personaggi con una personalità più delineata sono solo Fondello, lo zotico artigiano con velleità d’attore, e Puck, il folletto diabolico che più volte è stato paragonato all’Ariele de “La tempesta”, di cui la presente commedia è ritenuta un’anticipazione.
Stile: Questa è una commedia molto allegra, le cui fonti sono quelle della letteratura classica, a cui l’autore attinge attraverso le rielaborazioni degli autori medievali e rinascimentali, dando nuova vita a personaggi già noti ed introducendo ad incastro ben cinque intrecci diversi, creando un’opera unica nel suo genere.
Conclusioni: Quest’opera mi è piaciuta, poiché l’autore ha saputo abbinare scene grottesche a luoghi incantevoli e fiabeschi, come il bosco popolato da fate ed elfi. Inoltre Shakespeare scrive con una semplicità che rende quest’opera adatta anche ad un pubblico molto giovane. Ne consiglio pertanto la lettura a chiunque.

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