Natura e stato

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NATURA E STATO
Le filosofie principali che supportano il pensiero politico moderno sono quelle contrattualistiche e giusnaturalistiche, di cui i massimi esponenti sono Grozio, Hobbes, Pufendorf, Rousseau e Locke.

GIUSNATURALISMO (dal latino ius naturae = diritto di natura)
Dottrina filosofica che afferma l’esistenza nell’uomo di diritti naturali connessi alla sua natura di essere razionale che non si cancellano con il suo ingresso nella società organizzata.
Ha costituito la premessa di tutte le conquiste nell’Età moderna preparando l’avvento di un rapporto sociale fondato sulla tolleranza religiosa e la limitazione dei poteri dello Stato , mediante la partecipazione dei cittadini alla vita politica.

CONTRATTUALISMO
E’ la teoria secondo la quale lo Stato avrebbe origine da un accordo volontario, da un contratto ( idealmente) sottoscritto da tutti i cittadini, i quali precedentemente si trovavano al di fuori di ogni organizzazione politica allo “stato di natura”.
In epoca moderna ebbe la sua forma più perfetta e famosa nel Contratto Sociale di J.J.Rousseau. Il principio su cui si basa è: lo Stato si fonda sulla volontà individuale dei consociati, i quali l’ hanno costituito per mezzo di un contratto. Con Rousseau si considera inalienabile ogni diritto individuale, cosicché i singoli, riuniti in assemblea, possono, con un semplice atto di volontà, far tabula rasa di ogni governo e magistrato esistente: si ha il governo democratico.
Con Hobbes si pensa che, nel dar vita ad uno Stato, l’individuo rinunzi ad ogni suo diritto: si parla in questo caso di Stato dispotico. Secondo il filosofo, lo Stato di natura, che è caratterizzato dal bellum onium contra omnes, cede il posto allo Stato grazie una convenzione, tacita o sottintesa, per la quale gli individui isolati e in lotta fra loro, appunto per porre termine a questa lotta, trasferiscono il proprio diritto naturale ad un’autorità, cui tutti si inchinano e prestano obbedienza incondizionata e che riunisce in sé tutti i poteri, pur essendo anch’essa legata alla legge morale naturale che vieta l’abuso di potere. E’ una teoria sul governo assoluto fondato sulla volontà dei consociati.
Per Locke lo stato di natura è già uno stato di libertà, la quale però è meglio difesa nella società organizzata politicamente, cioè in uno Stato che sorge per il libero consenso degli individui ed è fondato sopra la volontà della maggioranza, espressa mediante i rappresentanti del popolo. Donde lo Stato liberale rappresentativo con i suoi tre poteri ben distinti: legislativo, esecutivo e giudiziario, quale traccerà più tardi Montesquieu.
Il giusnaturalismo si fonda su cinque postulati teorici:
o La convivenza umana può darsi solo entro una cornice statuale (extra res publica nulla salus);
o Anche se su fondamenti naturali, lo Stato ha un’origine artificiale, come opera della volontà razionale umana;
o L’istituzione dello Stato si dà nel passaggio da un primitivo stato di natura a uno stato civile;
o Il contratto e il consenso hanno un ruolo determinante per l’istituzione e la riconferma del vincolo di obbligazione politica;
o La legge naturale razionale, preesistente alle norme positive, deve fungere da criterio ispiratore all’opera legislativa e come criterio di verifica sulla legittimità etico-politica.

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