Kierkegaard

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Testo

VITA:
1. GLI ANNI DI APPRENDISTATO
Nato nel 1813, è l'ultimo di sette figli (si definisce "figlio della vecchiaia"). Sua madre muore presto, ma K. sarà molto influenzato dalla rigidità del padre.
In effetti, il padre sembrava portarsi dietro un oscuro senso di colpa: egli si era velocemente arricchito, ma la sua fortuna la concepiva come un castigo divino per una sua giovanile ribellione alla Provvidenza, che pareva essergli ostile. Questo castigo si era manifestato con la morte di cinque dei suoi sette figli, il figlio maggiore si dedicò alla vita religiosa e Sören fu malato di malinconia.
2. IL GRANDE TERREMOTO
"quando osservo la vita dei cristiani e la paragono a quella di molti pagani, non posso che considerare i primi dei castrati rispetto a degli stalloni"
K. attraversa una profonda crisi spirituale: interrogandosi sul rapporto con Dio e con la Chiesa, si rende conto che il cristianesimo autentico richiede un impegno più autentico di quello che propone la società.
Intanto vive da "dandy" finché la confessione del padre in punto di morte dell'apostasia della sua gioventù non lo sconvolge.
3. IL FIDANZAMENTO CON REGINA OLSEN
Diventa pastore e si fidanza con Regina. Ma presto rompe a causa della sua malattia esistenziale, la malinconia, che lo lacera come "una spina nella carne". Egli vede il fidanzamento come un ostacolo alla sua vocazione religiosa e per tutto il tempo in cui la relazione dura cerca di ferire la ragazza per allontanarla da sé; dopo la rottura continuò a volerle bene, ma anche ad avere sensi di colpa per aver iniziato con leggerezza un rapporto che avrebbe poi respinto. Intanto il giornale satirico Corsaro prende di mira il filosofo.
4. IL CONFLITTO CON LA CHIESA STABILITA
K: attacca la Chiesa affermando pubblicamente che cristianesimo e cristianità sono ben diversi: il cristianesimo è l'eroica dottrina di chi è disposto a compiere il "salto" in nome della fede; la cristianità è la condizione di compromesso in cui storicamente è contenuto il messaggio evangelico. Ormai isolato, muore a soli 42 anni, rifiutando il viatico da un pastore protestante.
Opere di comunicazione diretta: l'autore si rivolge al lettore direttamente, in prima persona (Diario)
 Le sue opere sono divise in:
Opere di comunicazione indiretta: opere in cui si serve di pseudonimi1.
Aut-Aut di Victor Eremita
Timore e Tremore di Johannes de Silentio
Il concetto di angoscia
Briciole di filosofia ossia una filosofia in briciole di Johannes Climacus
La malattia mortale
 Quando si ricerca la verità oggettiva, quella scientifica, non ci sono problemi di comunicazione. Ma quando un individuo viene coinvolto nella ricerca della verità interrogandosi su ciò che accade intorno a sé, nasce il problema della comunicazione di una verità non oggettivabile. È quindi necessaria una comunicazione indiretta, che passi attraverso personaggi, maschere che esprimano dimensioni della sua personalità, quello che egli è o potrebbe essere.
 Egli rivaluta Cristo e Socrate come maestri della comunicazione: in essi la Verità si fa ESISTENZA.
 Kierkegaard attribuisce un significato universale e rappresentativo alla propria esperienza di vita.
 ORIGINALITA': respinge il panlogismo hegeliano e tutto il razionalismo moderno, opponendo ad essi l'ESISTENZA DEL SINGOLO.
"In ogni genere animale la specie è la cosa più alta…solo nel genere umano, a causa del Cristianesimo, l'individuo è più alto del genere"
- La filosofia moderna ha dimenticato ciò che è il singolo individuo. Hegel, volendo ridurre la realtà a razionalità e la verità a qualcosa di Universale ed Astratto si è dimenticato che l'ESISTENZA non è risolvibile in un concetto.
"Più si pensa meno si esiste"
Infatti le contraddizioni della realtà non si superano con la mediazione del pensiero (unità e sintesi tra opposti), ma esse sono insuperabili.
- L'errore è quello di voler comprendere la realtà perché essa non si lascia trasformare in realtà pensata. L'accusa più grave ad Hegel è l'immanentismo, il panteismo, l'aver abolito la differenza qualitativa tra Dio e l'uomo.
 S.K. è il padre dell'ESISTENZIALISMO = EX-SISTERE = stare fuori dall'universale, porre se stessi come singoli, assumersi il proprio destino, giocarsi il tutto per tutto.
Questa è la filosofia dell'Aut…Aut: si interessa al SINGOLO2 ed ha come categoria fondamentale quella della scelta(responsabilità) inevitabile.(IO ESISTO PERCHE' SCELGO)
Essa si radica nella :
POSSIBILITA': ANGOSCIA3. La possibilità nella scelta è angosciante perché può portare anche a sbagliare. Angoscia è la situazione nella quale si trova Adamo prima del peccato originale: egli è innocente e libero, ma ignorante. Egli è turbato da qualcosa che fa parte della sua innocenza: scegliendo è entrato il peccato e la consapevolezza di peccare. (SE SCELGO POSSO)
DISPERAZIONE: MALATTIA MORTALE (malattia dalla quale non si può guarire, nemmeno con la morte)- (QUANDO SCELGO SONO RESPONSABILE DELLA SCELTA E SE CI PENSO MI DISPERO)
 Tre tipi di disperazione:
1. Non essere consapevoli di aver un IO;
2. NON VOLER ESSERE SE STESSI quando l'IO rifiuta se stesso e cerca di essere qualcosa di diverso da se si imbatte in qualcosa di assolutamente impossibile.
3. VOLER ESSERE SE STESSI nel voler realizzare se stesso fino in fondo viene subito messo a confronto con la propria limitatezza e con l'incapacità di compiere il proprio dovere.
 L'uomo è sintesi di INFINITO(eternità, possibilità) e FINITO(tempo, necessità)
LA DISPERAZIONE E L'ANGOSCIA POSSONO AVERE UN SOLO ESITO POSITIVO: LA FEDE.
L'uomo deve compiere un salto qualitativo aggrappandosi all'unica possibilità infinitamente positiva che è DIO. Così l'uomo non è più angosciato nelle sue scelte perché sa che dipende tutto da Dio e non si dispera per la sua impossibilità più perché sa che è tutto nelle mani di Dio. Il passaggio alla fede non è una scelta razionale, ma è qualcosa che va al di là della ragione umana: PARADOSSO.
La verità della fede è SOGGETTIVA ed è fondata sul rapporto del singolo con Dio. Nella fede ogni uomo è solo con Dio.
 L'autenticità della vita sta nel dramma della scelta. L'esistenza umana si fonda sull'impegno dell'individuo a compiere continuamente delle scelte. Queste scelte si devono fare tra le diverse dimensioni alternative dell'esistenza, cioè tra STADI DI VITA. Il passaggio da uno altro avviene mediante un salto.
STADIO ESTETICO: ("estetica" come dimensione dell'esistenza, modo di vivere)
L'esteta è colui che vive "poeticamente", nell'immaginazione, come in uno stato d'ebbrezza, cercando di cogliere dalle vita tutto ciò che sembra bello e interessante, godibile nella sua fuggevolezza e irripetibilità, sempre diverso e mai banale.
 Modello è Don Giovanni, il seduttore. Egli non compie mai una scelta definitiva, non si impegna mai in nulla, passa da un'esperienza all'altra, secondo il motto oraziano del carpe diem. L'unico elemento costante nella sua vita è la ricerca del nuovo ed il rifiuto della ripetizione per sfuggire alla noia.
 Proprio a causa dell'assenza di qualcosa che dia un senso alla sua esistenza ("ha il suo centro nella periferia") si accorge della vanità delle cose -insufficienza della vita-, cadendo nella disperazione.
Ironia romantica: distacco dell'artista dalla sua opera. Essa è compiuta e finita ma queste sue caratteristiche causano paradossalmente l'insoddisfazione dell'autore che rimane legato all'infinito.
Se la disperazione porta a non prendere nulla sul serio ed a godere della mancanza di senso di ogni cosa non si esce dallo stadio estetico.
Ma se l'esteta sceglie la disperazione e si assume la responsabilità di se stesso, la vanità di tutte le cose può spingerlo a fare un salto verso una vita superiore.
STADIO ETICO: marito o Consigliere di Stato Guglielmo., la cui esistenza si svolge tra matrimonio, famiglia, professione e fedeltà allo Stato.(modello borghese)
La vita dell'uomo etico è contrassegnata dalla scelta (la vita non è un gioco, ma impegno e volontà di superare i problemi che incontriamo vivendo).
1. Sceglie il BENE e non il male;
2. Rinnova quotidianamente la sua scelta (egli non teme la ripetizione come il seduttore)
La vita dell'uomo etico si sviluppa:
 nella continuità del tempo (compiere delle scelte per il futuro)
 nella concezione di un dovere universale (coniugale, professionale o civile) che consiste nell'assumersi i propri compiti e le proprie responsabilità.
Ma quest'uomo può trasformarsi in conformista, convenzionale, superficialmente etico.
Infatti l'uomo può pensare che tutti problemi possano essere risolti sul piano etico e che questo tipo di vita assicuri la felicità.
Ma nonostante l'individuo abbia fatto una scelta resta dentro di lui una tendenza al peccato che si aggrava fino a sconfinare nella disperazione: il marito si rende conto di non riuscire a raggiungere un equilibrio stabile nella famiglia e in una vita "rispettabile". Nasce quindi il pentimento perché l'uomo si sente inadeguato e peccatore.
STADIO RELIGIOSO:
 Abramo decide di uccidere suo figlio Isacco per ubbidire a Dio: la sua intenzione non è giustificabile con le leggi dell'etica, ma solo con la fede.
 La fede è rischio: egli non può essere sicuro di non sbagliare ma compie un salto nelle braccia di Dio.
 Nessuno può aiutarlo perché il cavaliere della fede è solo nel suo rapporto con Dio.
1 PSEUDONIMO: personaggio ideale che esprime le diverse possibilità dell'esistenza, le diverse facce della libertà e delinea il percorso dell'uomo verso la sua possibile realizzazione. Questi personaggi che sono e non sono l'autore, confermano la sua convinzione di non essere o non poter essere nulla. Non essendo riconoscibile in nessun personaggio, K. non è in grado di testimoniare con la propria esistenza scelte di vita etiche o ecclesiali.
2 SINGOLO: contrapposto alla filosofia di Hegel che si basava sulla totalità. La categoria del singolo è una categoria cristiana: è l'uomo che esiste e che è singolo nel rapporto con Dio, ma diverso rispetto a Lui.
3 ANGOSCIA: sentimento del possibile, vertigine della libertà, indefinito senso di sbigottimento che proviamo davanti all'esistenza poiché essa si apre sul futuro(possibilità, minaccia del nulla).
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