Appunti su Kierkegaard

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Testo

KIERKEGAARD

- Hegel: spiega la realtà basandola sui sommi principi==> deduttiva: filosofia di sistema animato dalla legge triadica (tesi, antitesi, sintesi) = DIALETTICA
- Kierkegaard: in contrasto con Hegel per scrittura e finalità ==> concezione dinamica della realtà: il motore di funzionamento è la legge dell’Assoluto. Esiste una processualità programmata per la quale l’uomo non può intervenire e le cose si realizzano automaticamente.
- Filosofia = testimonianza del singolo che in quanto dotato di una PROPRIA esperienza diventa filosofo ( filosofia = dimensione dell’esistenza)
- Tema dell’ironia: ripreso da Socrate = espediente che mira a rendere sempre provvisoria e negabile qualsiasi esperienza ed episodio ( nulla è definito)

IL SINGOLO NELL’ESISTENZA
- In Kierkegaard c’è una scarto tra l’esiguità degli avvenimenti esteriori e la complessità di un’esperienza interiore
- Infanzia: età infelice per il suo “ non essere come gli altri” ==> ragazzo fragile fisicamente e acuto spiritualmente lacerato da una sproporzione fra anima e corpo: sofferenza mascherata==> vede il cristianesimo come una crudeltà ma tuttavia lo difende sempre nel tentativo di mostrare la sua vera forma (studi di teologia)
- Sciagure famigliari: interpretate dal padre e dal fratello Soren come la punizione per una colpa commessa in passato ==> terremoto in Kierkegaard che si allontana dal padre e ha una crisi di sfiducia religiosa ==> esperienza di vita ESTETICA = dubbi, sensualità, disperazione ==> FALLO : colpa inconfessabile dello spiritiche gli fa ritenere preclusa una vita normale ( carriera, matrimonio)
- Formazione intellettuale e letteraria romantica: “ comprendere il mio destino, vedere ciò che in fondo Dio vuole che io faccia, trovare una verità che sia una verità per me, trovare l’idea per la quale io voglio morire” ==> più che il colosso enorme della teologia ed i gustosi fatti dell’albero della scienza lo interessa “ scandagliare e risolvere gli enigmi” della vita interiore
- Ripresa di Socrate: “conosci te stesso” e al modo ironico e maieutico del suo filosofare
- Diffidenza nei confronti della filosofia e avversione per la “teologia speculativa”
- “ L filosofia e il cristianesimo non si lasciano conciliare mai”
- Dopo la morte del padre:
- Riconciliazione con l’universale: con le regole di una ordinata moralità sociale, abbandono della radicale “diversità” con il matrimonio, la laurea, la carriera ecclesiastica==> Kierkegaard distrugge tale prospettiva per la consapevolezza della propria inadeguatezza ai compiti della vita matrimoniale; oppressione della colpa del padre e della sua, senso di avere un “destino” diverso e assolutamente singolare ( missione di compiere nella certezza di essere frainteso)
- La sua opera è un servizio di testimonianza reso all’idea e al cristianesimo
- Attività privata e battaglie pubbliche
- Conservatorismo del pensatore danese==> difensore della monarchia e dell’ordine costituito, attacca quello che giudica la confusa demagogia dei liberali, l’esaltazione del suffragio universale e della volontà popolare, il rivoluzionarismo quarantottesca
- Sfiducia politica: masse, folla = elementi pericolosissimi per la perdita di centralità dell’individuo, per la sua assoluta irriducibilità al collettivo
- Rivista: si lancia in modo violento e radicale contro la burocratizzazione e la mondanizzazione della chiesa ufficiale, che tradisce, l’autentico spirito cristiano
- Il cristianesimo della chiesa non è quello autentico perché quello vero è una lotta aperta con il mondo, una via aspra e stretta percorribile da pochi, è sofferenza segnata da un amore di Dio che è “ nemico mortale” della naturalità immediata dell’uomo.

LA COMUNICAZIONE DI ESISTENZA: TRA SCRITTURA E VITA
- Vivere e scrivere per Kierkegaard coincidono
- Rapporto con la scrittura: non è immediato ma è il frutto di una riflessione continua e della sofferenza che si rivela nell’estrema varietà e ricercatezza delle forme
- Scrittura filosofica capace di riprodurre la mobilità, la concretezza, la vicinanza alla vita del dialogare socratico==> imitazione dei suoi grandi maestri senza utilizzare la scrittura di comunicazione: il rapporto tra il pensiero e la comunicazione è la chiave della sua filosofia
- Divisione dell’opera in rapporto alla modalità comunicativa:
- Comunicazione diretta: scritti di carattere direttamente religioso
- Comunicazione indiretta: opere pseudonime
- Pseudonimia = polinomia: rapporto non causale con la sua produzione ==> teatro di maschere che il filosofo mette in scena e guida con regia puntigliosa
- Pseudonimi: nomi bizzarri e allusivi, vere e proprie cifre di interpretazione dell’opera di cui figurano autori)
- Scopo: realizzare quella comunicazione indiretta unica in grado di parlare della verità==> realizzare una comunicazione di esistenza che ha di mira l’attivazione nell’interlocutore del “ poter fare”
- Cristianesimo: parte più alta della verità, non è una dottrina ma una comunicazione di esistenza, ovvero una comunicazione che trasforma
- Pseudonimia e ironia: strumenti fondamentali di questa scelta comunicativa: ciascun pseudonimo esprime un’idea e l’individualità corrispondente ==> gli pseudonimi servono per distanziare il punto di vista dell’autore da quello espresso dalle sue maschere. Ciascun pseudonimo acquista l’autonomia necessaria per rappresentare una possibilità di esistenza. Obiettivo:
- Polemico: situazione comunicativa falsa: falsità che dipende dal rapporto tra mittente e ricevente
- Situazione comunicativa: comunicazione
- Modelli: Cristo e Socrate:
- Cristo: verità che si fa esistenza = essenza del Cristianesimo
- Socrate: pensatore esistente e non speculatore che dimentica ciò che è l’esistenza.
- Anonimato del mittente crea un anonimato del ricevente
- La comunicazione di esistenza usa la forma indiretta = processo di ricerca della verità
- Scrivere = azione, esistere personale che non si rivolge ad un pubblico ma al singolo come da esistente a esistente ==> costringere gli uomini a diventare attenti alla verità
- Verità = autoattività di appropriazionee non approssimazione ad un oggetto
- La cristianità ha bisogno di un Socrate==> scrittore religioso ha il compito di lavorare per rompere l’illusione della cristianità
- Kierkegaard non fissa maiun risultato, non scrive mai il paragrafo che conclude il sistema ma vuole aprire
- Attività di Kierkegaard è COLPIRE ALLE SPALLE

CI SONO TRE STADI DEL CAMMINO DELLA VITA : ESTETICO, ETICO, RELIGIOSO
- Esteta: vive immediatamente il rapporto con la vita come godimento e come rappresentazione del godimento ==> gioco,immaginazione==>la vita è come un teatro
- Estetico: è ciò per cui l’uomo è immediatamente ciò che è; utilizza figure e modelli puri:
- Don Giovanni ==> potere e piacere della seduzione immediata = pura forza dell’eros
- Faust ==> gioco della conoscenza, potere dissolutore del dubbio radicale ==> dubitare di tutto, non potersi mai arrestare ==> seduttore di una donna sola ==> nel potere assoluto sopra una donna egli trova “ un momento di presente” un” istante di riposo” di fronte al nulla che lo minaccia e che il suo scetticismo gli propone
- Johannes ==> non gode del possesso ma della rappresentazione della conquista; evita il possesso perché la risposta della seduzione mette fine al piacere, implica in qualche modo l’impegnarsi con la realtà, mentre ciò che interessa è l’idea, l’immaginazione estetica dell’interessante ==> riflessione ==> il soggetto non guarda ai contenuti ma ai modi. Egli non vive e non gode delle cose, ma della loro anticipazione e del loro ricordo il suo desiderio rimane indefinitivamente aperto perché non si appaga di un’idea, non si traduce mai in realtà. Seduzione estetica – Il diario di un Seduttore” ( trama sottile in cui egli avvolge la giovane Cordelia per conquistarla e poi abbandonarla) ==> Seduzione = scrittura ( forma letteraria)
- Esteta: privo di un contenuto reale della propria soggettività. La sua personalità è dispersa nella molteplicità, l’unità del suo Io è illusoria ed evanescente ==> si rappresenta e si mostra come un enigma del quale rimane egli stesso costantemente prigioniero ==> sempre ciò che è, senza poter divenire
- Wilhelm ==> categoria della disperazione ==> ogni concezione estetica della vita è disperazione, e ciascuno che vive esteticamente è disperato, che lo sappia o no . L’esteta riamane costantemente nel vertice delle infinite possibilità, può essere tutto e in realtà non è niente ==> disperazione = movimento che coinvolge l’intera personalità. Disperazione ==> combattuta con il gioco della distrazione, l’anima si perde ( se è scelta nella sua pienezza: ETICA)
- Scelta = movimento che genera la personalità morale. L’Io diventa se, la personalità si passa a quello della realtà ( da non essere a essere)
- Etico = scegliere Estetico = non scegliere==> non è una scelta estetica
- AUT – AUT = atto che fonda la personalità e che deve essere rinnovato ==> esperienza della libertà: trasparenza a se stessa ( chi si è scelto è ciò che è divenuto, si conosce in concretezza di azione non in astrattezza della contemplazione della scelta = rivelarsi a sé e al mondo.
- Diversa concezione del tempo : la vita etica ha consistenza temporale = durata e sviluppo ==> c’è storia
- Estetico : libertà = illusione ==> l’individuo rifiuta o rimanda la scelta e “altri scelgono per lui”
- Non ha memoria : ripete se stesso in istanti sempre uguali ( non può riprendere se nella profondità del proprio Io)
- Etico = fondamento individuale ==> si istituisce nella scelta libera del singolo ma trova attuazione nel quadro di una moralità sociale molto vicina all’eticità Hegeliana
- Le possibilità infinite del seduttore Johannes sono divenuti i “compiti” del borghese Wilhelm

LO SCACCO DELL’ETICA: IL PECCATO E L’ANGOSCIA
- La scelta da vita al Sé: “ciò che è scelto già esiste, altrimenti non si tratterebbe di una scelta”; ciò che è scelto è già posto: è l’individuo che esiste nel tempo all’interno della specie==> la vera scelta etica di sé deve passare attraverso l’accettazione dolorosa della colpa propria e della specie ovvero attraverso il pentimento (espressione dell’amore per Dio).
- Abramo è di fronte alla contraddizione: il dramma della sua scelta avviene nel silenzio e nella solitudine assoluti perché essa non è condivisibile. Questa scelta avviene nell’assurdo e nel paradosso ( Dio prima gli promette una terra ed una discendenza poi gli ordina di uccidere il figlio; Abramo sceglie la fede e obbedisce al comando divino: sarà ricompensato): COLLISIONE FRA ETICA E RELIGIONE( in Timore e Tremore).
- Il peccato è una rottura rispetto ad una condizione di innocenza ==> Innocenza = ignoranza = condizione in cui della naturalità in cui l’uomo non è determinato come spirito e non è ancora consapevole della differenza tra bene e male.Il presupposto per passare dall’Innocenza Al Peccato è l’ANGOSCIA ( nello stato di innocenza la quiete della naturalità immediata è attraversata dalla tensione dell’angoscia.
- Angoscia = “ realtà della libertà derivata all’uomo dalla libertà come possibilità per la possibilità” = sentimento che deriva all’uomo dalla libertà del Potere ==> l’angoscia ha come oggetto il nulla ( niente di determinato). Con il peccato Adamo prende coscienza di sé e inizia la sua storia==> Angoscia = possibilità del male e del bene. Essa accompagna l’uomo in tutte le sue culture e situazioni: è INSOPPRIMIBILE come la possibilità da cui si genera. Angoscia = condizione di apertura verso la libertà: “ colui che è formato dall’angoscia è formato mediante possibilità; e soltanto chi è formato dalla possibilità, è formato secondo la sua infinità”.
- Possibilità = categoria più pesante grazie alla quale si attua però l’autentica pedagogia della libertà.

IL PENSATORE SOGGETTIVO E LA DIALETTICA DELL’ESISTENZA
- Ultimi scritti : Briciole di filosofia, Postilla conclusiva non scientifica di Johannes Climacus, La malattia mortale e Esercizio del cristianesimo di Anticlimacus ==> pseudonimi che rivelano il rapporto di Kierkegaard con queste opere e con le modalità di esistenza in esse delineate:
- Climacus (monaco bizantino Giovanni) = aspirazione, la tensione verso l’ascesa. Non è cristiano ma si pone il problema della verità e del cristianesimo, del rapporto fra ragione e Assoluto.
- Aticlimacus = cristiano staordinario che ha già compiuto il movimento dell’ascesa.
La posizione esistenziale di Kierkegaard è intermedia: egli si pone un po’ più in basso di Anticlimacus e un po’ più in alto di Climacusperchè ha già compreso che l’autentica verità è nel rapporto con il trascendente ma non ha ancora compiuto il passaggio decisivo in questa dimensione.
- Critica della filosofia Hegeliana: un sistema logico è possibile ma non è possibile un sistema dell’esistenza; infatti mentre la logica, cioè la sfera del pensiero puro, non può essere movimento l’esistenza è continuo divenire. L’essere non può essere dedotto dal Pensiero: il pensiero astratto e oggettivo, nella ripresa di comprendere razionalmente l’esistenza sub specie aeterni la fraintende completamente. L’ESISTENTE NON SI LASCIA PENSARE perché l’ESISTENZA E’ SEMPRE LA REALTA’ SINGOLA, L’ASTRATTO NON ESISTE. ==> non appena viene ricondotta nell’universalità del pensiero dell’astratto l’esistenza si volatilizza.
- Kierkegaard vede la necessità di superare l’immediatezza: tutto il percorso dell’esistenza è riflessione e dialettica. LA VERITA’ NON E’ LA TOTALITA’ MA L’APPROPRIAZIONBE SOGGETTIVA DELL’INTERIORITA’ ==> appropriarsi la verità significa diventare se stessi, dunque la soggettività non è un dato ma un compito che va realizzato, un’aspirazione.
- LIMITE DEL SOCRATISMO: il singolo porta la verità dentro di sé e dunque l’appropriazione di essa è una reminiscenza.
- KIERKEGAARD: il Singolo è fuori dalla verità: l’appropriazione richiede dunque un salto, una discontinuità rispetto all’immanenza che è non-verità.
- Differenza tra uomo e Dio, finito e infinito : “ Dio non pensa, Egli crea. Dio non esiste , Egli è eterno. L’uomo pensa ed esiste e l’esistenza separa pensiero ed essere, li distanzia l’uno dall’altro nella successione”.
- HEGEL : la sua dialettica è quantitativa in cui le differenze di grado sono ricapitolate nella continuità del processo==> Assoluto = altro ==> la via del Singolo non può che essere qualitativa in cui ogni posizione è essenziale ed è rottura rispetto alle altre.
- Categorie fondamentali della dialettica di Kierkegaard = decisione e ripresa:
decisione: il Singolo compie il salto cioè la scelta verso l’infinito che è in lui
ripresa: il Singolo realizza la sua vera essenza, riprendendo il suo passato in vista dell’avvenire ( ricordare un procedimento e non ricordare ciò che si è stato –reminiscenza-
- Esteta: non conosce la decisione e la ripresa non è possibile
- Vita etica: c’è scelta e ripresa, cioè continuità dall’Io nella sfera dell’immanenza
- Solo nella decisione della fede la ripresa si configura come una vera “RINASCITA” ==> solo il rapporto con l’Assoluto genera un uomo nuovo, che ha scelto sino in fondo la propria infinità e quindi ritrova la propria essenza.

LA DIALETTICA DELLA DISPERAZIONE, IL PARADOSSO, LA FEDE
- Nella dialettica qualitativa ogni stadio ha un’autonomia propria e il passaggio dall’uno all’altro non è necessità di sviluppo della ragione ma possibilità della decisione
- Disperazione: condizione esistenziale che l’uomo incontra nel suo rapportarsi a se stesso ==> è “ malattia mortale” non perché da al morte ma perché in essa l’individuo prova il tormento “ di non poter morire”. ==> L’IO dimora sempre nella disperazione anche quando non se ne accorge perché essa abita “nell’intimo dell’anima, nel nascondiglio più segreto della felicità”
- L’uomo si dispera per lui stesso: essa nasce dal fatto che “ quell’Io , che egli disperatamente vuole essere, è un Io che non è” ==> alla base della disperazione c’è un fraintendimento: il fatto che l’uomo non accetta la propria natura di essere derivato, di essere posto da altro ==> si generano lo squilibrio, la mancanza della sintesi e lo svanire della speranza = DISPERARE
- Il disperato cerca l’infinito attraverso l’illusione del pensiero e della fantasia, negandosi come finitezza: si getta a capofitto nel finito della temporalità e della mondanità, negandosi all’infinità
- La via d’uscita della disperazione è la DECISIONE ETERNA del credere: “l’IO si fonda in trasparenza nella potenza che l’ ha posto”
- La disperazione è un fatto vissuto dalla coscienza ==> quanto più il Singolo è cosciente tanto più è vicino a Dio e consapevole della sua lontananza da esso. Il passaggio avviene tramite l’accettazione del Paradosso ( Cristo stesso è il paradosso perché è l’eterno venuto nel tempo, l’istante che è “ la pienezza del tempo” = ETERNITA? CHE SI FA TEMPO = CONTRADDIZIONE NON ACCETTABILE DAL PENSIERO)
- SCANDALO = non accettare il paradosso ==> Dio si abbassa in Cristo verso l’uomo, diviene Maestro, Redentore, Riconciliatore; viene in incognito e viene come servo: è dono gratuito di salvezza e insieme possibilità di scandalo. SCANDALIZZARSI = non accettare l’assurdo e il rischio, l’incertezza della fede che nessuna prova storica può togliere.
- CRISTO = no momento di mediazione ma SEGNO DI CONTRADDIZIONE: segno che risveglia, attraverso la contraddizione che è in lui stesso, l’attività di chi lo riceve in direzione della verità.

COMPOSIZIONE E STRUTTURA AUT- AUT
- 2 parti con struttura complessa quasi barocca ( la seconda parte sembra essere stata composta prima = esaltazione della vita etica del matrimonio)
- Kierkegaard non compare ne come autore ne come editore ma come “curatore”
- Insieme di carte diverse e di provenienza sconosciuta distinte in 2 parti: A, B
- Carte A : studi di carattere estetico ( Il Diario di un seduttore)
- Carte B : pseudonimo Johannes
- Il rapporto di esistenza fra il momento Etico ed Estetico è l’individualità esistente ed emerge dal reciproco illuminarsi delle diverse parti e quindi dalla scrittura ( macroscopico)
- Dualità proposta dal libro = bipartizione dell’insieme
- Protesta contro una lettura che isola e autonomizza i singoli pezzi perché l”Aut- Aut” è un tutto unico ( comunicazione indiretta: capire che la struttura del libro è un compito dell’attività personale ==> non ha di mira l’esterno ma l’interno dell’opera stessa
- 1 – Diaplasmata: conferisce all’estetica la sua tonalità fondamentale che varia nel registro
- 2 – Carattere proteiforme della vita estetica, il suo darsi in modi e possibilità infinite, il suo carattere essenzialmente poetico
- 3 – Ultimatum= edificante tipico della comunicazione religiosa ==> scarto stilistico per attirare l’attenzione del lettore sul fatto che l’intera trattazione dell’estetico-etico si colloca sotto l segno religioso:
- “ Di fronte a Dio abbiamo sempre torto” ==> finitezza dell’uomo e trascendenza dell’amore di Dio per la salvezza
- “ Solo la verità che edifica è verità per te” ==> polemica contro Hegel
- Solo la verità che trasforma, quella di Cristo, può dare risposta al tormento del poeta che ha aperto l’Aut- Aut

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