Isaac Newton

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Testo

ISAAC NEWTON
Tre regole metodologiche
Nel 1687 Newton pubblicò i Philosophiae naturalis principia mathematica.
All’inizio del III libro dei Principia Newton esplicita quattro regole metodologiche (le regole del filosofare).
Regola 1: Non dobbiamo ammettere più cause delle cose naturali di quelle che sono sia vere che sufficienti a spiegare le loro apparenze.
Newton dice quindi che dobbiamo prefiggerci il raggiungimento di teorie semplici: questo è il postulato della semplicità della natura, che sottende la prima regola metodologica di Newton.
Regola 2: Ai medesimi effetti naturali dobbiamo, per quanto è possibile, attribuire le stesse cause.
Questa regola esprime un altro postulato, quello dell’uniformità della natura.
Regola 3: Le qualità dei corpi, che non ammettono né aumento né diminuzione di grado, e che si trovano appartenere a tutti i corpi all’interno dell’ambito dei nostri esperimenti, devono essere ritenute qualità universali di tutti i corpi.
Tale regola presuppone anch’essa il principio ontologico dell’uniformità della natura.
Regola 4: Nella filosofia sperimentale, le proposizioni tratte per induzione dai fenomeni, nonostante ogni ipotesi contraria, devono essere ritenute vere o rigorosamente o con un alto grado di approssimazione, finché non compariranno altri fenomeni, mediante i quali o sono rese più rigorose o vengono sottoposte ad eccezioni.
Dobbiamo seguire questa regola affinché la prova induttiva non sia elusa mediante ipotesi.
L’ordine del mondo e l’esistenza di Dio
Il sistema del mondo è una grande macchina. E le leggi di funzionamento dei vari pezzi di siffatta macchina sono rinvenibili induttivamente attraverso l’osservazione e l’esperimento.
L’ordine del mondo mostra con tutta evidenza l’esistenza di un Dio sommamente intelligente e potente.
Delle cose naturali, noi conosciamo quello che possiamo costatare con i nostri sensi; ma nessuno di noi conosce cosa sia la sostanza di una cosa.
E se questo vale per il mondo naturale, vale ancora di più quando vogliamo parlare di Dio. Quel che posiamo dire di Dio è che egli esiste, è sommamente intelligente e perfetto.
Hypotheses non fingo
Hypotheses non fingo: è questa la famosa e nota sentenza metodologica di Newton, tradizionalmente citata come inderogabile richiamo ai fatti e come decisa e motivata condanna delle ipotesi o congetture.
Newton non inventò ipotesi; e infatti tutto ciò che non si deduce dai fenomeni deve essere chiamato ipotese. E le ipotesi, sia metafisiche che fisiche, sia di qualità occulte che meccaniche, non hanno nessun posto nella filosofia sperimentale. In tale filosofia, proposizioni particolari sono dedotte dai fenomeni e successivamente rese generali per induzione. Tuttavia è chiaro che anche lui formulò ipotesi, ma la sua grandezza è tale perché le provò.

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