Il "Galileo" Di Bertolt Brecht

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Testo

COMPRENSIONE DEL TESTO,

“VITA DI GALILEO” di Bertolt Brecht :

1) Quale il senso dell’opera ? : (max 10 righe)
Il fatto stesso che l’opera abbia subito diverse redazioni prima di arrivare alla stesura finale, dimostra che il messaggio che l’autore voleva trasmettere non fosse ben definibile nemmeno allo stesso. Brecht usa il contesto storico e la vita di Galileo come metafora del proprio tempo ed esperienze , quindi l’opera si può considerare autobiografica. E’ principalmente incentrata sulla figura dell scienziato (o dell’artista) non libero di esprimere il proprio pensiero perché oppresso da un potere superiore, sia esso politico o religioso. Per poter continuare a sostenere le proprie teorie deve necessariamente scendere a compromessi e questo comporta il rischio di essere frainteso. Da ciò deduciamo il messaggio che Brecht vuole far arrivare e cioè che la scienza deve risultare libera da ogni cappio ideologico e politico e deve essere strumento di progresso degli uomini e non fonte della loro distruzione.

2) In sintesi il contenuto dell’opera : (max 5 righe)
Drammatizzazione della vita, ma principalmente delle scoperte, dello scienziato Galileo: le macchie solari , l’invenzione del telescopio, grazie al quale è il primo a poter dar prova di verità dell’intuizione già avuta da scienziati precedenti riguardo alla teoria eliocentrica, ma con queste sue rivoluzionarie innovazioni rischia di mettere a repentaglio gli equilibri teologici e sociali del suo tempo e perciò si piega alla ritrattazione per timore della tortura e come viene interpretato dai suoi discepoli: per mancanza di vocazione eroica.

3) L’autore B. Brecht , chi era , la collocazione politica, la fortuna :
Eugen Berthold Friedrich Brecht nasce il 10 Febbraio del 1898 ad Augusta . Viene considerato il più influente drammaturgo, poeta e regista tetarale tedesco del XX secolo, visse durante il periodo della seconda guerra mondiale, quindi essendo tedesco sentì molto l’influenza nazzista. Nel 1913 cominciò a scrivere le prime poesie piene di patriottismo ed entusiasmo per la guerra , nel 1924 si trasferì a Berlino e lavorò come drammaturgo presso il “Deutsches Theater” . Dopo il suo esilio si trasferì in america dove cercò di entrare nel mondo del cinema , ma non ebbe successo perciò si limitò ad organizzare alcune rappresentazioni teatrali. Morì a Berlino nel 1956.

4) Galileo: presenta la figura di Galileo…
Il personaggio di Galileo sembra variare alla fine, rispetto al principio della vicenda, in quanto
all’inizio nelle sue prime scoperte sembra avere un atteggiamento più determinato e più sicuro di sé nel dimostrare le sue teorie, e a volte usa anche un tono ironico e sarcastico, anche opportunista ad esempio quando sfrutta l’informazione datagli dal suo allievo Ludovico, sulle lenti viste in Olanda, per poi modificarla e introdurla in Italia come la sua invenzione del telescopio.
Mentre sembra che da quando comincia ad essere controllato dall’inquisizione per le sue ricerche, fino all’epilogo, assume un atteggiamente più sottomesso e passivo , sembra quasi che abbia perso la sua determinazione e la sua “sfrontatezza” davanti alle critiche , inoltre ricordando la scena in cui viene portato davanti agli strumenti di tortura, sembra di trovarsi davanti un uomo che sia per la vecchiaia sia per carattere , è spaventato e ha paura di soffrire , tanto che preferisce rinnegare le sue scoperte e convinzioni pur di non subire sofferenze fisiche.
Infine quando ritrova il suo allievo ,Andrea, sembra che tutto l’atteggiamento di sottomissione che aveva avuto prima fosse stato solo un’impressione e che non avesse perso la sua determinazione , questo quando si scopre che in realtà non aveva rinunciato alle sue ricerche ma che aveva terminato la sua opera di nascosto ai suoi ispettori, ma questa illusione di ritorno all’indole passata viene smentita dalla sua autodenuncia, quale reo di tradimento verso la scienza, quando invece la sua abiura poteva essere interpretata come un atto di furbizia per poter lavorare tranquillamente alle sue ricerche.
A mio parere nella prima parte aveva come qualcosa di eroico ,di sovversivo e un po’ ribelle e questo lo rendeva un personaggio interessante e carismatico, mentre sono rimasta un po’ sorpresa dalla sua abiura e dall’atteggiamento successivo è come se mi avesse un po’ deluso , questo anche verso alla fine con la sua autodenuncia, mi è sembrato come se l’autore avesse voluto condannarlo per le infrazioni commesse precedentemente , e questo mi ha lasciato un po’ perplessa , comunque al di là dell’idea che l’autore vuole trasmettere dello scienziato, nel finale, io lo trovo sempre un personaggio importante e ammirevole perché comunque alla fine ha avuto il coraggio di sostenere le proprie teorie in un’epoca in cui era difficile e rischioso sostenere idee diverse da quelle comuni.

5) Perché Galileo è avvertito come un “sovversivo dell’ordine sociale“ ?
Galileo viene considerato come un “sovversivo dell’ordine sociale” principalmente dalla chiesa, perché introduce teorie nuove che ribaltano le convinzioni dell’epoca su cui si basava il dominio di questa, in quanto con le sue scoperte , toglie prima di tutto, sostenendo la teoria eliocentrica, l’uomo dal centro dell’unverso per confinarlo in un punto imprecisato ai margini, in questo modo nega che l’uomo sia la creatura prediletta da Dio, perciò viene considerato come un nemico del genere umano, inoltre scoprendo le macchie solari , è come se affermasse che il sole, cioè Dio, non fosse perfetto. In questo modo diffondendo queste teorie può sia generare una confusione generale e sia spingere il popolo a diffidare della chiesa.

6) Il telescopio: raccontalo come se fosse un personaggio :
Galileo riceve una visita da un suo allievo e questo gli parla di uno strumento ottico realizzato da alcuni oculisti olandesi , che aveva la funzionalità di far vedere tutto cinque volte piu grande, lui lo perfeziona e aumenta il potere d'ingrandimento, inventa così il Telescopio, (da “tèle”= lontano, “scopios” (da scòpeo)= ossevo) questo è costituito da due lenti , una concava che ingrandisce,
l'altra convessa che rimpicciolisce, avvolte in un fodero di cuoio.
Inizialmente Galileo sfrutta quest'informazione e la perfeziona a scopo principalmente economico,
per sostenere le sue ricerche e viene accusato dal suo allievo di aver solo cambiato il colore del fodero ad un’ invenzione già esistente in Olanda. Ma in seguito Galileo spinto dalla curiosrità scientifica diresse il proprio strumento perfezionato verso il cielo, fece quindi delle scoperte sugli astri che nessuno aveva mai dubitato: in primo luogo che la Luna non brillava di luce propria, ma di quella riflessa dalla terra, poi le montagne, sempre sulla Luna , le lune di Giove, le fasi di Venere, le macchie solari , ma soprattutto potè provare che scienziati, che pochi anni prima erano stati mandati sul rogo, perché avevano sostenuto il sistema Copernicano , avevano ragione. Quindi grazie a questa “invenzione”, Galileo rivoluziona le basi della conoscenza cosmologica dell’epoca.

7) Scena III : Cosa vuol dire “Galilei vide che il cielo non c’era” :
Galileo servendosi del telescopio osserva il cielo e scopre diversi fenomeni celesti che confermano le teorie copernicane , e scopre che “Il cielo non c’era” o meglio che non c’era differenza tra cielo e terra, perché scoprì le montagne lunari , e quindi si stupì che anche un astro celeste fosse imperfetto come la terra, poi vide le macchie solari , e il suo stupore fu ancora più grande vedendo che l’astro considerato perfetto , aveva delle macchie, infine scoprì che la luna non emanava luce propria, ma spledeva della luce riflessa dalla terra dal sole, perciò , dedusse che non c’era alcuna differenza tra la terra e la luna, e che Giordano Bruno aveva ragione dieci anni prima , e così, avendo per tanti anni associato il cielo e tutti gli astri celesti a Dio , la domanda che sorse fu “ Dov’è Dio allora ?”. Inoltre prendendo in considerazione le teorie di Aristotele, sulle quali si basavano le conoscenze della fisica e dell’universo dell’ epoca, lui affermava che c’erano due fisiche , quindi due mondi diversi, quello celeste e quello sublunare , ma con le nuove scoperte di Galileo , soprattutto sui moti dei pianeti , si scoprì che non c’era differenza tra questi due mondi, quindi non esisteva un mondo sublunare così come non esisteva un mondo celeste , di consequenza Galileo afferma che “ Il cielo non c’era” , perché appunto non esisteva più il mondo celeste .
8) La condanna della teoria di Copernico : quali argomentazioni, da parte di chi ?
(riporta le frasi del testo che ritieni più significative)
L’accenno alla condanna della teoria di Copernico , che poi Galileo riprende, è discussa nella sesta scena, nel Collegio Romano dell’Istituto Pontificio delle ricerche scientifiche, dove vengono confermate le scoperte di Galileo , qui nella sala , il “Secondo astronomo” afferma che quest’epoca delle nuove teorie sulla costituzione dell’universo, siano iniziate da quando si è cominiato a fare uso delle tavole di Copernico :
“… Tutto è cominciato perché già da troppo tempo ci serviamo delle tavole di quell’eretico di Copernico per calcolare una quantità di cose: la durata dell’anno solare, le date delle eclissi di sole e luna, le posizioni dei corpi celesti… “(pag 67)
E da qui, come si può notare nel commento successivo , gli ecclesiastici dell’epoca rifiutavano le nuove teorie principalmente per paura di rinunciare alla salvezza eterna :
“Cos’è meglio dico io? Osservare l’eclissi di luna con tre giorni di ritardo sul calendario, o rinunciare per sempre alla salvezza eterna ? “(pag 67)
La condanna alla teoria di Copernico si basa principalmente sul fatto che non concorda con l’immagine del moto dei pianeti accennata nella Bibbia, in cui veniva ordinato al sole di fermarsi, e ovviamente non è considerevole di aver frainteso la Bibbia :
“…Che cosa sta scritto nella Bibbia ? Sole fermati in Gabaòn … come può fermarsi il sole se non si muove , stando alle teorie di questi eretici ? O è forse la Bibbia che mente ? “(pag 67)
Ma principalmente la cosa che sconvolge di più della nuova teoria è il fatto che la terra, e quindi l’uomo, non viene più posto al centro della terra , posto destinato a lui in quanto specie prediletta da Dio, ma “ in un punto imprecisato ai margini dell’universo “( pag 68).
La teoria di Copernico viene quindi definita dal Sant’Uffizio , folle , assurda ed eretica.

9-10)Il ruolo della ragione e dell’esperienza :
Il ruolo della ragione è alla base delle scoperte , ma soprattutto il ruolo della ragione in contrasto con il ruoo della fede, quindi del credere per fede , senza poterlo capire e dimostrare , mentre la ragione consiste nella capacità dell’uomo di poter comprendere e spiegare ciò che ci circonda , unita con l’esperienza è ciò che distingue l’età medievale dall’età moderna , queste due insieme si completano perché non possiamo fare a meno di una o dell’altra , perché la ragione da sola può solo costruire castelli in aria, così come l’esperienza da sola è solo senso comune e manca di consapevolezza, perciò solo insieme possono portare alla scoperta di nuove verità. Inoltre nel periodo di Galileo , l’uomo veniva associato alla ragione ,Galileo afferma infatti “ Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano”(p.43), Galileo inoltre attribuisce il merito delle sue scoperte non a se stesso, ma alla ragione , dichiarando che lui ha solo sostenuto la ragione non ha inventato niente : “…la ragione ha vinto , non io “(p.69).
Ma la ragione non avrebbe comunque portato a niente di concreto senza l’esperienza , perché infatti se la ragione portò Galileo a porsi delle domande , solo l’esperienza le ha potute risolvere, per mezzo di misurazioni fatte con gli strmenti da lui inventati, questa è la dimostrazione che ragione ed esperienza vanno insieme , infatti anche scienziati precedenti come Copernico e Giordano Bruno avevano sostenuto le stesse idee, ma non avevano potuto provarle , quindi gli era mancata l’esperienza, mentre Galileo potè provare che erano vere.

11) Tra vecchio e nuovo : scegli e trascrivi almeno tre frasie che annunciano la nuova era (per ognuna descrivi brevemente la situazione, indica chi parla, a chi)
•“ Quel malvagio sa ciò che fa quando scrive le sue opere d’astronomia non più in latino , ma nell’idioma volgare delle pescivendole e dei lanaioli” (p. 109)

In una stanza del Vaticano, il Papa Urbano VIII sta dando udienza all’Inquisitore che cerca di persuaderlo a condannare Galileo, ma il Papa difende lo scienziato , perciò l’Inquisitore cerca di dimostrare che Galileo è pericoloso per la società, ma soprattutto per la Chiesa.

•“Loro mettono in dubbio ogni cosa ; e possiamo noi fondare la compagnie umana sul dubbio anziché sulla fede ?” (p. 107)
(Come sopra)

•“Oggi ha davvero inizio l’era della scienza: questo è il momento della sua nascita. “ (p. 114)

Al Palazzo dell’Ambasciata fiorentina a Roma , i discepoli di Galileo aspettano con ansia notizie, e sperano che il loro maestro non abiuri. In questa scena, quindi, Federzoni vedendo che non arrivano notizie sull’abiura di Galileo , esclama la precedente frase in segno di trionfo della scienza .

12) Tra vecchio e nuovo: scegli e trascrivi almeno tre frasi che mostrano l’ostinata permanenza del vecchio ( per ognuna descrivi brevemente la situazione, indica chi parla, a chi ):

•“Sovente mi accade di vedere dottori di ogni facoltà chiudere gli occhi davanti ai fatti e comportarsi come se nulla fosse. Mostro i miei rilievi e si sorride, pongo a disposizione il mio telescopio perché ognuno possa accertarsi, e si cita Aristotele. Lui non ce l’aveva, il telescopio! “ (p.55)

Alcuni sapienti della corte dei Medici si recano a casa di Galileo per vedere e approvare le sue scoperte, ma qui posti davanti al telescopio, si rifiutano di osservare , e mostrano di credere più nell’autorità di Aristotele, quindi nel passato , che a Galileo , quindi di guardare al futuro.
La frase riportata è detta da Galileo al Matematico.

•“ Se qui ci si propone di trascinare nel fango Aristotele , l’autorità riconosciuta non solo da tutta l’antica sapienza, ma anche fai grandi Padri della Chiesa, ritengo superfluo continuare la discussione… “ (p. 56)

(Il contesto è lo stesso descritto sopra). La frase è detta dal Filosofo, in risposta alla precedente affermazione di Galileo.

• L’abiura stessa di Galileo è un fatto che mostra l’ostinata permanenza del vecchio, il fatto che Galileo si dovette arrendere davanti al passato e alle sue teorie e convinzioni, dovette rinnegare le sue scoperte, per cedere apparentemente alle vecchie.

“ Io Galileo Galilei, lettore di matematiche nell’Università di Firenze, pubblicamente abiuro la mia dottrina che il sole è il centro del mondo e non si muove, e che la terra non è il centro del mondo e si muove. Con cuor sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto i suddetti errori ed eresie, e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla Santa Chiesa “.

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