I Pitagorici

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Testo

Pitagora e i pitagorici

Pitagora viene presentato dalla leggenda come un personaggio mitico, sacerdote, profeta e mago. A lui si attribuiscono addirittura dei miracoli, ma quel che si sa per certo è che fosse una persona saggia e dedita agli studi di matematica. Fonderà una scuola a Crotone, fondata sull'amore per la matematica e l'orfismo, una religione basata sul concetto di immortalità dell'anima, destinata a reincarnarsi fino all'espiazione dei propri peccati. Questa religione rappresenterà una delle loro dottrine, la dottrina dell'anima. Secondo i pitagorici, tra l'anima e il corpo c'è infatti un dissidio insanabile: il corpo è mortale e impuro, mentre l'anima è immortale. Tuttavia l'anima, a causa di una colpa originaria, è costretta a reincarnarsi in corpi sempre diversi, fino a che non si libererà del tutto da ogni contatto materiale. L’uomo sapiente però è privilegiato rispetto agli altri e si reincarnerà meno del resto dell’umanità. Ammettono però che c'è un rimedio al male della vita corporea: attraverso la ricerca e la conoscenza.
La seconda dottrina sarà quella del numero, diverso dalla nostra concezione astratta. La scuola pitagorica, a differenza dei precedenti filosofi, non individua l'archè in uno dei 4 elementi (acqua, terra, fuoco, aria), ma nel numero concepito come punto fisico, originato dall'orfismo. Il numero 1 è concepito come punto fisico, il numero 2 come l'insieme di due punti fisici, tutta la natura come un insieme di punti. Possiamo pure notare che dall'uno, quindi da un punto, si genera la linea se ne facciamo un altro; possiamo formare una superficie, aggiungendone un terzo (pensate ad un triangolo); possiamo formare un solido con un quarto (pensate ad una piramide). Da questo deriva che il numero è la sostanza di tutte le cose.
La numerazione sarà in base dieci, visto che per loro il 10 rappresenta il numero perfetto, sacro. E' infatti formato da numeri pari e dispari e disponendo i punti in tal modo
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si forma un triangolo equilatero. Su questa figura, chiamata tetractys, erano soliti prestare il loro giuramento.
Si pensi addirittura che fin dall'antichità si aveva la certezza di 9 pianeti, ma i pitagorici, per continuare a sostenere che il 10 fosse il numero perfetto, ne inventarono uno: l'Antiterra. Per di più, non concepivano l'infinito. Per averne una, bisognerà aspettare il 1500 con la teoria copernicana.
Ancora, pur se la teoria del teorema di Pitagora va attribuita proprio a Pitagora stesso, si può notare che dividendo l'ipotenusa per un cateto si ottiene un numero infinito, periodico. I pitagorici lo tennero nascosto, o la teoria sarebbe stata screditata.
Sono i pitagorici a vedere tutto in modo oggettivo, ma così non è. Leggono l'universo secondo una chiave che loro hanno scelto, una scelta della mente umana, determinata dalla lotta dai dualismi dei contrari.
Poiché il numero è pari e dispari, anche le cose del mondo saranno così divise.
Il pari è divisibile in due parti uguali: entrambe pari o entrambe dispari (ad esempio 4 è divisibile in due parti pari, 2+2; 6 in due parti dispari, 3+3). Il dispari invece, una volta diviso produce una parte dispari e una necessariamente pari. Fa eccezione a questa regola il numero 1, chiamato parimpari, perchè ha sia la natura del pari che dell'impari, infatti, se lo si somma ad un numero pari diventa impari, se lo si somma ad un numero dispari diventa pari. Ritenevano inoltre che il dispari corrispondesse al concetto di limite e fosse pertanto simbolo di perfezione poiché tutto è limitato, e solo ciò che è limitato permette la misurazione, mentre il pari corrispondesse al concetto di illimitato, simbolo di perfezione. Accostato a questo, abbiamo pure la teoria (come al solito, maschilista) che il numero pari sia la donna e il numero dispari l'uomo.

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