Hume

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Testo

Nato in scozia ad Edimburgo nel 1711, David HUME, proveniva da una famiglia di media borghesia, fu indirizzato agli studi di legge, ma scelse la filosofia. In Francia conobbe padre Marsein e il pensiero di Cartesio e si formò alla scuola di Locke e Newton.
Fu un empirista che porterà questa filosofia nello scetticismo: intendeva realizzare una scienza della natura umana così come Newton aveva fatto per la natura.
Ebbero successo i saggi; scrisse la storia del popolo Ungherese e fu segretario dell’ambasciata inglese a Parigi dove conobbe esponenti dell’illuminismo francese come Voltaire e Rousseau.
Morì nel 1776.

Il trattato sulla natura umana
Alla base della filosofia di Hume c’è il desiderio di costruire una scienza della natura umana su base sperimentale, in grado di offrire un’analisi sistematica delle varie dimensioni che la costituiscono e una tendenza empiristica e anti-metafisica
Hume, infatti, riteneva che non ci sono idee innate ma la conoscenza nasce dai sensi e dall’esperienza; per questo si propone di scoprire delle leggi applicando il metodo di Newton alla natura umana e quindi fondando la scienza dell’uomo su basi sperimentali.
I sensi, a contatto con la realtà portano all’IMPRESSIONE, cioè conoscenza immediata della stessa realtà, ed oltre all’impressione nascono anche SENSAZIONI e PERCEZIONI.
Immagini delle impressioni sono le IDEE, che sono “impressioni sbiadite” o ricordi di impressioni.
Quindi il contenuto della mente sono idee e impressioni che possono essere semplici e complesse: quelle semplici sono elementi che costituiscono quelle complesse.
La facoltà di stabilire relazioni fra idee è detta da Hume IMMAGINAZIONE che è data dall’incontro tra le idee secondo certe leggi

 Rassomiglianza (associazione di un oggetto ad un altro)
 Continuità (spaziale e temporale)
 Rapporto di causa efficiente (causa ed effetto nel mondo scientifico)

Si ritiene che il fenomeno che precede è causa di quello che segue, ma, siccome le conoscenze nascono dai sensi e dalle esperienze, posso collegare un effetto ad una causa ma non sappiamo qual è il legame che li unisce.
Questo legame è regolato dall’ABITUDINE.
Per esempio sappiamo che alle nuvole può seguire la pioggia ma non come essa avviene.

Critica al concetto di sostanza
Locke sosteneva che la sostanza materiale esiste ma è inconoscibile, mentre Barkley nega l’esistenza di essa!
Hume nega sia l’esistenza della sostanza materiale che di quella spirituale poiché esse si riducono ad un FASCIO DI SENSAZIONI e se si riducono le sensazioni non c’è più l’animo, l’io.

Critica al concetto di spazio e tempo
Lo spazio è costituito da un insieme di punti ed il punto è un ente ideale senza estensione ne dimensione, per questo motivo critica la concezione spaziale di newton.
Stesso discorso per quanto riguarda il tempo, costituito da attimi.
Quindi una realtà che non si conosce non è percettibile, anche lo spazio e il tempo, essendo costruzioni della mente non sono percettibili.

La matematica
Mentre nel mondo fisico non abbiamo certezze perché non tutto è percettibile, nel mondo matematico si, perché la matematica è una costruzione della mente: in essa ci sono le IDEE DI RAGIONE in cui il principio di identità è valido.

L’etica
Hume fonda l’etica sul sentimento.
Le nostre azioni tendono ad un utile piacere (edonistico ed estetico).
L’azione utilitaristica div4enta moralistica quando è mossa da una sensazione comune, cioè che porta beneficio al maggior numero di uomini. Nell’azione morale gioca molto il sentimento di simpatia.
L’azione è mossa dalla volontà e la volontà dalle sensazioni.
Le passioni guidate dalla volontà sono dirette e indirette e non possono essere condizionate dalla ragione.

La religione
Hume fa una critica delle prove dell’esistenza di Dio. La prova ontologica, cosmologica e teologica vengono confutate sulla base del principio che l’esistenza è materia di esperienza e non può essere dimostrata logicamente.
A concepire la divinità come perfetta e illimitata gli uomini non sono condotti dalla riflessione filosofica ma dal bisogno di adularla infatti essa nasce da un sentimento di paura: anche il concetto filosofico di Dio ha il fondamento in un istinto dell’uomo. H. giustifica in questo modo la nascita del monoteismo, che ha però il rischio dell’intolleranza, cosa estranea al politeismo.

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