Hegel

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia
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Testo

Hegel
Critica dell’intelletto
Hegel qnd si trova ancora a Jena fa propria la critica di Schelling all’intelletto.
Le colpe dell’intelletto sono:
• Riduce gli eventi a punti fissi e stabili
• Scinde la natura come estranea dalla molteplicità
• Dio è astratto e scisso dal molteplice → la religione nasce quindi da qst errore di divisone ora la religone nn è un guasto ma un derivato dall’uso analitico e astratto dell’intelletto
Problema= l’intelletto genera separazioni ora si tratta di pensare x unità!!
La filosofia deve giungera lla totalità non attraverso una soluzione riflessiva MA attraverso la dialettica
del determinato: ogni determinato contraddicendosi produce sempre nuove posizioni così da determinato
si giunge alla totoalità

Fenomenologia dello Spirito
la Prefazione
a) critica Schelling: il suo errore è di concepire l'Assoluto come indifferenza, appiattimento dei contorni (una "notte in cui tutte le vacche sono nere"), attingibile perciò dall'intuizione, con un "colpo di pistola" immediato. Invece esso è l'Intero, in cui le differenze non sono annientate, e che non è Sostanza (statica), ma Soggetto (dinamico), si sviluppa realizzandosi progressivamente, mediante tappe o "figure" e così la filosofia lo raggiunge mediante uno sviluppo, la "fatica del concetto", che ripercorre tali figure.
b) Non parla il filosofo dello spirito ma è lo spirito ke attraverso il fiolosofo si svela come sostanza
le "le figure" della Fenomenologia
1)l'autocoscienza
L’uomo desidera di essere riconosciuto da un altro umo.

dialettica servo/padrone
ma due uomini ke hanno questo desiderio spirituale si trovano in conflitto: riconoscere la volontà pienamente libera dell’altro significa considerare la propria subordinata. La decisione di ki sarà il signore avviene nel conflitto delle autocoscienze. Entrare in conflitto vuol dire riskiare morte, ki si ritira pr primo skiavo.
stoicismo scetticismo

Ma se il padrone dipende dalla natura e dai suoi prodotti ke gli fornisce il servo; è nel servo che nasce l’autocoscienza dell’indipendenza dell’uomo dalla natura. Autosufficienza→ stoicismo
Vi è lo stoicismo in qnt si nega l’oggettività della natura: inessenzialità essere
coscienza infelice
la coscienza è infelice, perché "scissa entro sé stessa", tra una coscienza transmutabile (umana) e una instrasmutabile (divina), ponendo l'Assoluto nella trascendenza, nell'Instrasmutabile. Più che pensiero è devozione, subordinazione della coscienza singola a Dio, a cui riconosce di dovere tutto come un dono. Più essa cerca di darsi valore ponendosi in relazione con l’assoluto più l’assoluto le incombe cm distanza inarrivabile.
2)la ragione
E’ il momento in cui il soggetto si pensa secondo un ordine universale. Ogni pensiero del soggetto è un tentativo di universalizzarsi.
Vari universali Alla vita cm ricerca felicità si oppone la fenomenologia della vita morale ke cerca una propria univesalixaxione attraverso varie figure:
a) si dà alla legge del cuore (cfr. i Romantici), che però è ancora troppo individuale e urta contro la legge di tutti (l’uomo del cuore)
b)poi si passa al cavaliere dell’ideale ke cerca di ridare ideali nobili parlandone e senza realizzarle.
c) cerca nell'azione: l’uomo della Causa dedica ogni suo sforzo alla realizzazione di un fine ke nn potrà però essere universale ma dewterminato.
d) solo nell'eticità, nell'operare nello Stato, la Ragione trova pienamente sé stessa, deponendo ogni scissione, ogni infelicità e raggiungendo pace e sicurezza.
3) lo spirito
Nasce dalla ragione diventata eticità, dentro un popolo (sostanza della vita degli individui). Hegel ne segue l'evoluzione in tre momenti essenziali: il mondo greco, quello romano e quello moderno.
a) il mondo greco è il mondo della "libertà bella", spontaneo inserimento dell'individuo nello Stato. Già in esso però si manifestano antitesi *tra legge umana (quella della polis) e divina (testimoniata dalla Antigone), e *tra consapevolezza umana e Fato (documentata nell'Edipo Re).
b) il mondo romano è poi il momento della antitesi (tra individuo e legge universale).
c) il mondo moderno è così chiamato ad essere la sintesi, destinata ad aversi quando avverrà l'alienazione di sè da parte degli individui (come enti naturali) nello Stato e nella società [secondo Hyppolite Hegel pensa qui a Hobbes, Locke e soprattutto Rousseau], costruendo così la civiltà (Bildung).
A ciò si oppongono: *la fede, che la giudica vanità; e *la pura "intellezione" (l'illuminismo), che si chiude nel finito. Sia Kant sia la Rivoluzione francese, in tal senso non sanno conciliare, rispettivamente: legge e volontà, stato e individuo.
Il romanticismo vi si avvicina (proclamando la sanità degli impulsi immediati), ma resta ancora soggettivista, con la sua idea di "anima bella" (da Hegel in precedenza approvata e ora criticata).

La logica

Per Hegel la logica è la scienza delle strutture del pensiero e la produzione scientifica delle loro relazioni necessarie.
Essere & finalità

Quando diciamo ke qlcs è pensiamo il mondo la natura sotto la categorizzazione dell’essere; quando diciamo ke nella crescita di un organismo l’insieme delle parti collabora allo sviluppo del tutto pensiamo qst organismo sotto il concetto della finalità.
Essere e finalità sono determinazioni del pensiero ke vengono reperite secondo un ordine necessario o scientifico dalla logica.
Essere & pensare
La logica hegeliana riconosce ke nn esite alcuna forma di obbiettività se nn come posizione del pensiero: la totalità raggiunta nel sapere asssoluto è prodotta nella forma del’identità tra essere e pensare.

Esempio