Hegel

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

HEGEL E LO STATO ETICO IDEALE
Hegel fece una filosofia che portò ad uno sviluppo dello spirito romantico, in particolare quello tedesco, e alla nascita di ideali che saranno ripresi per la costituzione di regimi totalitari. Nella filosofia dello SPIRITO ultima fase degli studi hegeliana e in particolare nello SPIRITO OGGETTIVO Hegel parla di diritto, morale ed eticità: mentre prima gli altri filosofi come Kant trovavano nella moralità un senso positivo, Hegel da un senso negativo alla moralità poiché il bene che si concretizza non si attua mai pienamente. La vera attuazione si ha nell’ETICA; essa è la sostanza dello spirito, il rapporto per cui l’individuo si immedesima nell’altro individuo, il movimento della piena oggettivazione libera e consapevole in cui cioè l’uomo vede la realizzazione dei propri diritti.Hegel parla di famiglia, società e Stato. Nell’etica Hegel idealizza uno stato etico da prendere come modello, che dovrà a essere a capo della rinascita del mondo e della riconquista della propria libertà. Lo Stato perciò è l’AUFHEBUNG dell’etica; è il bene realmente presente nel mondo, è la sostanza etica consapevole di sé, è un’entità astratta, lo stato quindi è l’impersonificazione di Dio. Hegel dirà infatti che “Stato è l’ingresso di Dio nel mondo”: esso si realizza attraverso una sola persona, il capo dello stato; quest’ultimo perciò è l’incarnazione di dio, tale persona è sostanza etica, e ha piena consapevolezza.
Quando Dio viene sulla Terra non può pensare ai bisogni materiali perché ci deve pensare la società; lo stato perciò pensa solo a se stesso diventando ASSOLUTO ma non dispotico perché alla base dello stato hegeliano c’è la legge che lo stato deve rispettare. Il suo stato è rechtstaat, uno stato basato sulla legge ed è la suprema manifestazione razionale. La legge è strettamente connessa alla libertà: essa è l’oggettività dello spirito e la volontà della sua verità, e ne consegue che solo la volontà che ubbidisce alla legge è libera. La libertà di cui ne parla Hegel potrebbe essere messa in discussione: la vera libertà infatti potrà raggiungerla solo lo Stato, mentre i singoli individui si dovranno adeguare.
Lo Stato viene quindi prima di tutto, l’individuo passa in secondo piano e si deve sacrificare e diventando una pedina dello Stato stesso.
Avviene perciò una divinizzazione dello Stato, “Chi può capire i disegni di Dio?” i disegni di Dio sono imperscrutabili e non si possono conoscere dalla mente umana. Se Dio è lo Stato, l’uomo non ha nessuna giustificazione per entrare in questo disegno e perciò deve accettare tale condizione.
Lo Stato attraverso la Costituzione realizza l’ideale di un’etica positiva, non cristallizzata in leggi generiche ed astratte, ma articolata in un sistema di leggi singole e ben individuate, che esprimono l’anima e la vera natura dei singoli popoli. Esso perciò è il protagonista del processo dialettico dell’umanità, che si realizza in maniera concreta nell’affermazione degli Stati che avranno ognuno una particolare missione da compiere, un particolare stadio del processo storico-dialettico da raggiungere dopo il quale spariranno dal primo piano della scena, lasciando il posto ad altri Stati, secondo un preciso itinerario che avrà riscontri nella realizzazione dello spirito assoluto. Lo Stato quindi non è semplicemente l’organizzazione istituzionale di un popolo, ma la incarnazione dello SPIRITO DEL MONDO nella Storia. Per la storia le due categorie-chiavi sono ragione e libertà; la ragione è sovrana del mondo e la storia del mondo si presenta a noi come processo razionale. In quanto sviluppo razionale, la storia documenta la crescita della libertà umana, poiché la storia umana è un processo dalla schiavitù alla libertà. La Storia non è qualcosa di caotico, ma il percorso ideale e razionale di Dio e non potrà mai essere in discussione: essa è perciò vista in maniera finalistica,Hegel è convinto che vi sia un fine ultimo immanente ed intrinseco dell’umanità generale, presente negli albori della storia e destinato ad essere prima o poi realizzato. In questa storia finalizzata alla conquista della libertà, protagonisti sono i popoli organizzati in stati; nella Storia ogni popolo, che ha contribuito a questa conquista progressiva, ha posto un seme che è maturato in un altro popolo e così. Lo spirito del mondo si concretizza nel popolo, che svolge una missione specifica nel processo dialettica della storia, mentre gli Stati saranno protagonisti della storia lo spirito del mondo che osserva dall’alto, si evolve e si perfeziona in un continuo divenire.
E’ a questo punto che Hegel parla di “astuzia della ragione”, in cui lo spirito del mondo si serve appunto di popoli o individui per raggiungere l’eticità assoluto raggiunta la quale abbandona quei personaggi alla loro storia: da Alessandro Magno, a Cesare fino a Napoleone. Se ogni popolo rappresenta in un dato momento lo spirito del mondo, ciò significa che quello che per es ha fatto la Grecia l’ha fatto per se stesso, ma soprattutto per lo spirito del mondo intero. Ecco perché in età romantica affiora l’idea che i popoli abbiano una missione, tendenza che in Hegel sarà aggressiva e poggerà sulla convinzione che il popolo che incarna lo spirito del mondo ha anche il compito di schiacciare gli altri popoli. Per Hegel bisogna considerare la storia nella sua interezza, “il vero è l’intero”,a sottolineare che la verità è solo alla fine e risiede nella storia. Per Hegel la situazione attuale è migliore delle precedenti, che però, seppure inferiori, non sono errori bensì sono tutte tappe necessarie, gestite provvidenzialmente dallo spirito del mondo. Ecco perché “ogni negativo è sempre anche positivo”: anche le guerre, le rivoluzioni, le violenze e tutte le altre cose negative sono positive perché estrinsecazione necessaria e provvidenziale dello spirito del mondo; non ci sono errori nela storia perché tutto rientra nella finalità.
Hegel perciò accetta e giustifica la guerra perché è l’unico mezzo per dirimere le controversie tra Stati, è necessaria e mantiene la salute dei popoli come il vento sulle paludi; l’unico effettivo giudizio universale su tali conflitti particolari è quello pronunciato dalla “storia del mondo” come “tribunale universale”. Lo spietato realismo hegeliano porta ad una negazione dell’utopia e della speranza kantiana nella pace, non c’è possibilità di una pace duratura.
Si è detto che il fine ultimo della storia del mondo è la realizzazione della libertà dello spirito del mondo; la vera e assoluta libertà si raggiunge nel mondo cristiano-germanico e lo siccome la libertà si identifica nello stato, lo stato che deve riportare la libertà, che deve essere a capo del mondo e deve essere da esempio a tutti è la Germania. La Germania è la personificazione dello stato ideale di cui Hegel ha parlato. Lo spirito del mondo si è fermato sulla Germania come “il sole allo zenit”e da lì non si sposterà mai: lo stato tedesco è l’unico che ha mantenuto la propria unità primitiva.Hegel dice anche che la “ germania non è più uno stato” e che deve riacquistare la capacità di fare guerra e di imporsi come una potente “totalità” militare perché la germania è la sola ad avere il diritto di stare a capo del mondo ed ha il diritto assoluto “di essere giuda” dell’attuale grado di sviluppo dello spirito universale.la Germania non potrà mai faalire, se fallisse tutto il mondo cadrebbe e ciò non può accadere poiché lo spirito del mondo rimarrà su di essa e veglierà su di lei. Il passaggio dall’idealità alla realtà è molto breve: queste teorie furono da ispirazione ad Hitler nella costituzione del nazismo: le idee hegeliane rigurado lo stato etico e della Germania come stato guida, provocarono l’inizio di un periodo che tutto il mondo d’oggi vorrebbe dimenticare.
Hegel non fu liberale, ma un autocarte e uno statalista, alcuni lo definirono “pazzo per lo stato”, certo è che egli vedeva nello stato l’espressione massima dell’eticità del popolo e vedeva nella legge la realizzazione dello spirito. Hegel assorbì il pensiero romantico per poi volgerlo contro di esso: da tale sintesi nasce una concezione dello Stato che sarà seriamente contestata senza avere nemmeno il tempo di proporsi appieno. Non risulterà accttabile dai liberali, perché considerata negatrice delle libertà individuali; non sarà accettabile dai socialisti e dai marxisti, i quali vedranno nello stato l’espressione della classe dominante ed un suo strumento di oppressione. Le più recenti interpretazioni liberal di Hegel, ad esempio quella di Popper vedeva in Hegel il principio del totalitarismo moderno, confermato dallo stesso Hitler il quale fu influenzato anche dalla filosofia politica di Fichte ma anche di Nicthzie.

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  1. sissa

    hegel nazismo