Gli universali

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Testo

GLI UNIVERSALI
Organon = strumento → raccoglie una serie di trattati: 1) Categorie
2) De interpretazione
3) Analitici (primi e secondi)
4) Topici
5) Elenchi sofistici
1) CATEGORIE
Analizzano l’organizzazione dei nostri ragionamenti. Le categorie sono dieci e quella più importante è la sostanza.
2) DE INTERPRETAZIONE
Si occupa del livello delle proposizioni che sono formate dalle categorie e più proposizioni in ordine logico formano il sillogismo che è una procedura organizzativa.
Categorie → proposizioni → sillogismi
Es: Socrate è un uomo → tutti gli uomini sono mortali → Socrate è mortale.
3) ANALITICI 4) TOPICI 5) ELENCHI SOFISTICI
Raccolgono delle procedure logiche che non sono scientifiche e producono ragionamenti.
Tutto ciò costituì il dibattito sugli universali → disputa filosofica tra i più importanti professori universitari del tempo.
1) Nominalismo → non esistono gli universali
3 GRANDI POSIZIONI 2) Realismo → esistono solo gli universali
3) Concettualismo → esistono sia gli universali che gli individui
1) NOMINALISMO
Il principale esponente è Roscellino (1050-1120).
Secondo questa concezione chiamiamo individui diversi solo per comodità (flatus vocis), non c’è un ordine precostruito ma deriva dal pensiero umano per comodità (post rem).
Questo pensiero è condannato dalla chiesa, per esempio la trinità non può essere universale perché sono tre persone uguali e distinte.
2) REASLISMO
Il principale esponente è Guglielmo di Champeaux, secondo il quale gli universali precedono gli individui (ante rem).
Esiste un ordine stabile della realtà ma l’uomo deve conoscerlo.
3) CONCETTUALISMO
Il principale esponente è Pietro Abelardo (1079-1142).
Secondo questa concezione hanno torto sia i nominalisti che i realisti, in quanto c’è dell’universale i tutti gli individui (in re).
Il tema più importante nel Medio Evo è quello delle prove dell’esistenza di Dio.
Anselmo D’Aosta (1033-1109): era un monaco e si rese conto che anche i suoi confratelli, nel dimostrare l’esistenza di Dio , non avevano una fede tanto forte.
Mentre leggeva un passo di un Salmo dalla bibbia che diceva che “lo stolto pensa che Dio non esiste” ha un’illuminazione infatti riflette sul fatto che gli atei hanno comunque un’idea di Dio altrimenti non potrebbero dire che non esiste, quindi tutti coloro che nominano Dio hanno una nozione di Dio stesso.
Il concetto di Dio si sintetizza con un’espressione:
“Ente di cui non si può pensare niente di più grande” → ente perfetto.
Un essere per poter essere perfetto deve esistere perché se non avesse l’esistenza sarebbe imperfetto, quindi gli atei si contraddicono perché pensano ad un essere perfetto che non esiste → DIO ESISTE.
Questo argomento viene anche chiamato da Kant ontologico o a priori perché parla della natura di Dio; quelli dopo Kant (Tommaso D’Aquino) lo chiameranno a posteriori in quanto partono dai sensi.
Gaunilone confutò la tesi di Anselmo e successivamente lo fecero anche Tommaso D’Aquino, Kant e Hegel.
Gaunilone: dice che allora qualsiasi cosa perfetta a cui penso deve esistere → isola perfetta.
Anselmo però controbatte dicendo che ciò vale solo per Dio perché solo lui è perfetto.
Tommaso D’Aquino: dice che l’uomo è imperfetto e quindi può arrivare a Dio tramite la creazione → argomento a posteriori.
Non è possibile l’operazione contraria perché l’uomo è imperfetto.
Kant: dice che Anselmo dimostra solo che se pensiamo a Dio dobbiamo pensare che esiste ma rimaniamo sempre sul piano logico, cioè lo pensiamo soltanto.
Es: se penso a 100 talleri non vuol dire che ce li ho in tasca.

Tommaso D’Aquino: maestro prestigioso all’università di Parigi, reinterpretò le tesi di Aristotele in chiave cristiana.
La sua filosofia, tomismo, sarà accettata dalla chiesa come precetto fondamentale.
5 PROVE:
1) Dalla potenza all’atto: tutta la realtà è formata da esseri o potenzialità che si attuano e ci dev’essere un atto puro a cui tutti gli enti tendono = Dio.
2) Causa efficiente: tutti i movimenti dell’universo sono determinati da una catena di cause, ma c’è una causa prima = Dio.
3) Rapporto tra necessità e contingenza:
non può non essere possiamo immaginare che sia
quindi l’universo può esserci solo se c’è qualcuno = Dio.
4) Ex gradibus: ci sono diversi gradi di qualità, calore ma anche dell’essere ontologico e questi gradi si misurano rispetto a un grado assoluto = Dio
5) Finalità universale: l’universo è talmente ordinato e organizzato che dev’esserci per forza un artefice = Dio.
L’ultima grande scuola filosofica medievale è quella di Oxford.
I principali esponenti sono: - Duns Sooto
- Ruggiero Bacone
- Guglielmo D’Ockham
Guglielmo D’Ockham: frate francescano e in lui coesistono:
- studio della natura (empirismo)
- temi logici
- diffidenza nei confronti della metafisica e della scolastica.
Ha una visione irrazionale di Dio, cioè la ragione non può arrivare a Dio → filosofia volontarista in campo teologico.
Rasoio di Ockham = empirismo = cancellazione della metafisica
Tendenza ad eliminare tutte le forme superflue di tipo metafisico (universali) e logico, infatti secondo lui non si devono moltiplicare gli enti oltre il necessario.
Esistono solo gli individui infatti Ockham è nominalista.
In questo periodo c’è anche la svalutazione della teologia razionale (tentativo della teologia di accostarsi a Dio tramite la ragione).
Secondo Ockham l’uomo non può avvicinarsi a Dio perché è perfetto e imperscrutabile e può conoscerlo solo tramite la fede e non la ragione.

Esempio