Feuerbach

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Testo

DESTRA E SINISTRA HEGELIANA
Già negli ultimi anni della vita di Hegel ci furono delle critiche del sistema hegeliano per opera di un gruppo di giovani che diede vita alla sinistra hegeliana. Le critiche di questi discepoli vennero poi approfondite ed ampliate da Marx ed Engels, che, partiti dalle posizioni della sinistra hegeliana, si spinsero assai oltre, tentando di scendere dal piano teorico a quello pratico politico. La destra interpretava in modo trascendente l'Assoluto del maestro e lo identificava col Dio della tradizione teologica. Essa pertanto tende a ridurre la dialettica hegeliana alla dogmatica ortodossa, tornando ai principi e ai valori tradizionali. Al contrario la sinistra hegeliana ritiene che ci sia una sostanziale incompatibilità tra il cristianesimo, che afferma la trascendenza di Dio, e il razionalismo immanentistico difeso da Hegel. Va infine sottolineato che la destra e la sinistra sono state entrambe polemiche verso il positivismo. La destra combatté il positivismo in quanto troppo immanentistico, la sinistra invece perché contraria a quanto vi era di poco razionalistico e soprattutto contraria ai molti compromessi con la trascendenza accettati dai positivisti. Infine il contrasto riguardava anche l'atteggiamento verso la società. Il positivismo inglese e francese cercava, sul piano politico, di perfezionare le strutture della società borghese, che era invece criticata dalla sinistra, mentre la destra vedeva nello stato prussiano il punto più alto raggiunto dallo sviluppo dello spirito e quindi imperfettibile. Gli esponenti più importanti della destra sono Rosenkranz, Goeshel e Fisher; al contrario quelli della sinistra sono Feuerbach, Strauss e Bauer. In particolare Strauss pubblicò la Vita di Gesù nella quale sostiene che gli elementi soprannaturali di tale vita non sono né autentici dati storici né una mera invenzione dei primi cristiani, ma mito, cioè trasfigurazione delle idee religiose più largamente diffuse ai tempi di Gesù. In altri termini il Vangelo ci esprime attraverso il mito il significato più profondo del cristianesimo, così il dogma dell'incarnazione non è altro che la raffigurazione mitica dell'idea dell'unità tra finito e infinito.

LUDWIG FEUERBACH fu allievo di Hegel. Feurbach nella Critica della filosofia hegeliana riconosce i meriti del maestro, ma ne individua anche alcuni limiti. In particolare Feuerbach ritiene che quando Hegel parla di spirito assoluto , parla di Dio, così pensa che la filosofia di Hegel sia una teologia mascherata, teologia ridotta a logica. Hegel ha commesso l'errore di aver ridotto a determinazioni, predicati dell'infinito, le determinazioni della realtà o del finito. Si tratta ora di rovesciare l'hegelismo e assumere il finito come momento iniziale della riflessione filosofica. Da ciò la rivendicazione di Feuerbach di una nuova filosofia che ponga al centro della propria riflessione l'uomo. Per questa rivendicazione della centralità dell'uomo come oggetto della riflessione filosofica, l'orientamento del filosofo tedesco è stato definito "umanesimo". Con la sinistra hegeliana era iniziato il progetto di demitizzazione della religione cristiana e si credeva che tutta la componente soprannaturale dei vangeli non fosse altro che una serie di miti e leggende. Feuerbach ritiene che il fenomeno della religiosità possa trovare nell'uomo stesso la sua più completa spiegazione. I principi religiosi non sono altro che costruzioni antropomorfiche nelle quali l'uomo proietta i propri pensieri e le propria esigenze più profonde. Quindi l'essenza del cristianesimo non è altro che l'essenza dei pensieri che albergano nel nostro cuore. E la coscienza che l'uomo ha di Dio coincide con la coscienza che l'uomo ha di se stesso. La religione ha avuto quindi il merito di essere la prima coscienza che l'uomo ha avuto di se, ma la sua illusorietà consiste nel trasformare i più intimi ideali dell'uomo in proprietà di un essere divino, distinto da lui. È quindi necessario negare l'esistenza di Dio e far sorgere nell'uomo una coscienza diretta di se stesso. Feuerbach attribuisce alla filosofia il compito di sviluppare questa coscienza. Per Feuerbach la filosofia deve essere antropologia e quindi da idealismo diventa materialismo. L'uomo si realizza compiutamente nel rapporto con gli altri, nella vita sociale ed è proprio dal rapporto tra uomo e uomo che si sviluppa la moralità. Dal vincolo della solidarietà sorge il sentimento del dovere, come rimorso di fronte all'azione che ha causato l'infelicità altrui; ancora dal vincolo della solidarietà sorge l'istinto politico che si realizza nella costruzione di istituti sopra-individuali.

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