Redditività del capitale investito

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Categoria:Economia Aziendale
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Testo

ANALISI DELLE CAUSE CHE INFLUENZANO IL R.OI
Il ROI rappresenta la redditività del capitale investito ,cioè l’ammontare di reddito operativo prodotto da 1 o 100 euro di capitale investito e rappresenta la sorgente di redditività dell’impresa, cioè la causa prima ed originaria della redditività.
Ciò significa che , quando aumenta il ROI, aumenta di conseguenza anche la redditività del capitale proprio ROE.
L’analisi delle cause del ROI individua le leve su cui agire per potenziare la redditività del capitale investito e di riflesso per accrescere la redditività del capitale proprio ROE.
Tale analisi rappresenta un’analisi dell’efficienza aziendale, perchè verifica la capacità dell’impresa di utilizzare al meglio le proprie risorse, cioè di sfruttare in modo ottimale i fattori produttivi a disposizione.
Per aumentare il ROI è necessario agire ,contemporaneamente o alternativamente, su due fattori, aumentando il valore di ciascuno o di uno dei due.
Le cause della redditività del capitale proprio sono:
1) la redditività delle vendite ROS (Return On Sales )
2) la rotazione del capitale investito (Vendite/ Capitale investito)
La redditività del capitale investito, infatti, risulta dal prodotto degli indici che esprimono le sopra citate grandezze.
REDDITO OPERATIVO REDDITO OPERATIVO VENDITE
CAPITALE INV. VENDITE CAPITALE INV.

Il che significa che:

ROI = ROS * rotazione capitale investito
La redditività delle vendite esprime l’efficienza economica della gestione, mentre la rotazione del capitale investito ne esprime l’efficienza finanziaria.
CAUSA FINANZIARIA DEL ROI: LA ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO
Il tasso di rotazione del capitale investito, che esprime la velocità di ritorno degli impieghi attuati , cioè il numero medio di volte in cui gli investimenti complessivi di un’impresa ritornano in forma liquida nell’arco di un esercizio , è un indicatore del livello di efficienza finanziaria raggiunto dall’impresa.
Infatti, poiché l’efficienza è la capacità di massimizzare il risultato conseguito, minimizzando lo sforzo sostenuto per raggiungerlo,l’indice mostra le vendite realizzate (RISULTATO CONSEGUITO) ,utilizzando n°1 unità (100 unità) di capitale investito (SFOEZO SOSTENUTO).
L’impresa è efficiente quando massimizza le vendite ,minimizzando il capitale investito utilizzato per conseguirle.
In altre parole l’efficienza finanziaria deriva dalla massimizzazione dell’indice di rotazione del capitale investito.
Per accrescere il ROI è necessario attuare una politica finanziaria volta all’innalzamento del tasso di rotazione del capitale investito.
L’attenzione va prestata particolarmente agli impieghi in attività circolanti, che, fornendo la propria utilità a cicli operativi di breve durata, presentano un maggior grado di controllabilità e più ampie possibilità di intervento volte ad un loro contenimento e finalizzate al miglioramento del tasso di rigiro in esame.
Il magazzino ed i crediti commerciali, infatti, sono gli impieghi sui quali è possibile intervenire con maggiore efficacia, per ridurli, aumentando il corrispondente tasso di rotazione , a parità di vendite,e migliorando le condizioni di utilizzo del capitale investito in essi.
Inoltre per verificare il grado di efficienza finanziaria raggiunto dall’impresa è necessario fare un duplice confronto nel tempo e nello spazio:
a) confronto nello spazio fra il valore del tasso di rotazione del capitale investito dell’impresa in esame ed i valori assunti dallo stesso indice all’interno di altre imprese dello stesso settore.
b) Confronto nel tempo fra il valore del tasso di rotazione del capitale investito calcolato alla fine dell’esercizio preso in considerazione ed i valori assunti dallo stesso in esercizi precedenti all’interno della stessa impresa.
CAUSA ECONOMICA DEL ROI : L’INDICE DI REDDITIVITA’ DELLE VENDITE ROS
Il reddito operativo è la differenza fra le vendite ed i costi della gestione caratteristica e la redditività delle vendite è un indicatore dell’ efficienza economica raggiunta dall’impresa analizzata.Infatti indica il contributo delle vendite alla realizzazione del reddito operativo,cioè la percentuale delle vendite destinata a remunerare il capitale investito(perché il reddito operativo è posto al numeratore del ROI).
Ad esempio un ROS del 10% significa che 100 euro di vendite producono 10 euro di reddito operativo , il quale, a sua volta, è destinato a remunerare il capitale investito.
L’efficienza economica migliora quando viene massimizzato il reddito operativo (RISULTATO CONSEGUITO), minimizzando i costi operativi (SFORZO SOSTENUTO ), a parità di vendite : ciò significa aumentare il valore del ROS.
Questo indice sarà tanto maggiore quanto maggiore è il divario fra le vendite ed i costi della gestione caratteristica , a parità di vendite.
Per aumentare tale divario agire in tre differenti direzioni:
a) AUMENTARE I PREZZI DI VENDITA DEI PRODOTTI
b) AUMENTARE LE QUANTITA’ VENDUTE
c) CONTENERE I COSTI OPERATIVI
aumentare i prezzi di vendita è possibile solo , previa verifica che il mercato sia in grado di assorbire l’aumento di prezzo , senza rischiare un calo delle quantità vendute. Nell’attuale mercato , caratterizzato da crescente competitività nei vari settori economici , questa manovra può avere successo solo per”i prodotti di nicchia”
caratterizzati da elevata qualità ed indirizzati a target o segmenti di mercato ristretti.
Negli altri casi, invece, cioè per i beni di largo consumo è una linea d’azione difficilmente praticabile , per il pericolo di perdere quote di mercato.
Aumentare le quantità vendute provoca un aumento del reddito operativo ( quindi
Del ROI e del ROS ) solo se i costi operativi aumentano in modo meno che proporzionale all’incremento delle quantità vendute.
Il minor incremento dei costi operativi si realizza solo in presenza di capacità produttiva parzialmente inutilizzata. In tal caso, infatti, i costi fissi connessi ai beni strumentali non aumentano ,mentre ne diminuisce l’incidenza su ogni unità di prodotto, realizzando le cosiddette economie di scala.
L’efficacia di tale manovra sul reddito operativo è tanto maggiore quanto più elevata è l’incidenza dei costi fissi e più contenuta quella dei costi variabili sui costi operativi totali.
Infatti, mentre i primi , a parità di capacità produttiva,non aumentano all’aumentare della quantità prodotta e venduta, i secondi crescono in misura direttamente proporzionale ad essa.
In un caso estremo, se i costi operativi fossero tutti variabili, l’aumento delle quantità prodotte e vendute non provocherebbe alcun incremento del reddito operativo, perché
I maggiori ricavi sarebbero interamente assorbiti dai maggiori costi caratteristici, senza alcun beneficio per il ROS e per il ROI.
D’altro canto l’attuale tendenza delle imprese,in forte competizione fra loro,è nella direzione di una crescente flessibilità ,per essere in grado di reagire ai mutamenti nelle richieste del mercato .
La flessibilità ,in particolare, impone:
- ad alcune imprese la riduzione della capacità produttiva , dimensionata su livelli medi della domanda del mercato, per ridurre i costi fissi e la loro sostituzione con costi variabili ( lavorazioni di terzi ) in momenti contingenti , per fronteggiare temporanei incrementi della domanda.
- Ad altre imprese la dotazione di una consistente capacità produttiva, da utilizzare in parte per la produzione destinata al mercato di sbocco ed in parte per effettuare lavorazioni per conto di altre imprese dello stesso settore committenti ( lavorazioni per conto terzi ).
Il contenimento dei costi operativi rappresenta , al contrario delle precedenti, una manovra sempre valida soprattutto in presenza di un mercato altamente competitivo e di una crescente incidenza dei costi variabili sui costi operativi.
CONCLUSIONI SULLE LEVE PER ACCRESCERE IL ROI
L’utilizzo della leva economica (ROS), piuttosto che di quella finanziaria (tasso di rotazione del capitale investito), per aumentare la redditività del capitale investito, dipende spesso anche dalle caratteristiche dell’attività svolta dall’impresa in esame:
Infatti, un aumento del ROS non è sempre possibile, se :
a) un aumento del prezzo di vendita non può essere assorbito dal mercato;
b) un aumento delle quantità vendute causa un proporzionale aumento dei costi caratteristici e/o non può essere assorbito dal mercato;
c) i costi caratteristici sono rigidi e non si riescono a ridurre.
In tali condizioni, per accrescere il ROI, bisogna agire potenziando l’efficienza finanziaria ed incrementando, quindi, la velocità di rinnovo degli investimenti.
Tale obiettivo verrà realizzato nei seguenti modi :
a) riducendo adeguatamente gli investimenti (soprattutto quelli circolanti),
b) utilizzando gli investimenti stessi un maggior numero di volte;
c) accorciando la permanenza media di tali investimenti all’interno dell’impresa , mediante la riduzione dei tempi intercorrenti fra le liquidità iniziali e quelle finali del ciclo produttivo.
Le descritte manovre hanno l’effetto di ridurre il fabbisogno finanziario variabile.
Normalmente le imprese che producono beni di largo consumo agiscono sulla leva finanziaria, mentre quelle che operano in settori “di nicchia” prediligono la leva economica (ROS).
Non è possibile ,tuttavia, escludere il ricorso contemporaneo al entrambe le manovre ( ROS e rotazione del capitale investito ), per alzare la redditività del capitale investito.
COORDINAMENTO DEGLI INDICI DI REDDITIVITA’
Dopo aver calcolato tutti gli indici di bilancio si procede ad un loro coordinamento, poiché le valutazioni sullo stato di salute dell’impresa dipendono dall’analisi congiunta di tutti gli indici.
A tale scopo viene costruita una piramide degli indici di redditività , che ha come vertice l’indice più importante , che il responsabile d’impresa tende a massimizzare ,cioè quello di redditività del capitale proprio.
A sua volta il ROE dipende non soltanto da circostanze legate ad aspetti economici della gestione ( ROI e ROS ), ma anche da circostanze di carattere patrimoniale e finanziario.
In particolare queste ultime sono le seguenti : a) la composizione delle fonti di finanziamento , in termini di una loro suddivisione fra capitale proprio e di terzi ,esercita un effetto di leva finanziaria, positiva o negativa, sul ROE.
b)La liquidità dell’impresa, verificata attraverso il calcolo degli indici di rotazione del capitale investito,ha un impatto diretto sul ROI ed indiretto sul ROE.
c)La composizione degli investimenti, cioè la loro suddivisione in immobilizzazioni e attivo circolante, influenzando la rotazione del capitale investito, che diminuisce all’aumentare delle immobilizzazioni , ha un impatto indiretto sulla redditività del capitale investito e , quindi anche del capitale proprio.
d)La presenza o meno di una correlazione fra investimenti e finanziamenti
non ha un impatto diretto sulla redditività , ma potrebbe averlo, qualora il perseguimento di un’errata politica di copertura del fabbisogno finanziario causi un aumento del costo dell’indebitamento (ROD) ,che è strettamente legato alle condizioni di leva finanziaria.
ROE Rn
Cp
ROI RO Ci Rn
Ci Cp RO
ROS RO VENDITE
VENDITE Ci
Con riferimento, poi, all’ultimo aspetto della correlazione fra investimenti e finanziamenti, bisogna precisare che non è necessario che per ogni investimento immobilizzato esista un finanziamento a titolo di capitale permanente, ma è sufficiente che l’indice di copertura delle immobilizzazioni ( capitale permanente/ immobilizzazioni ) sia maggiore di 1 , in misura tale da consentire la copertura delle scorte con finanziamenti consolidati.
Infatti la correlazione va ricercata, non fra ogni singolo investimento ed ogni singolo finanziamento, ma fra classi di investimenti e classi di finanziamenti .
Può accadere ,quindi, che un investimento in immobilizzazioni possa essere coperto da debiti a breve,qualora l’indice di copertura delle immobilizzazioni , calcolato prima di effettuare l’investimento immobilizzato, sia talmente buono da mantenersi ad un valore superiore all’unità anche dopo l’investimento in esame, finanziato con debiti a breve.
Comunque, anche qualora l’imprenditore ricorra a fonti di finanziamento inadeguate,
per la copertura del proprio fabbisogno finanziario, l’impresa non pregiudica la propria continuità , se si trova in buone condizioni di redditività.
Finchè l’impresa è in grado di produrre un reddito ,che remuneri adeguatamente il proprio capitale, potrà sostituire ,cioè surrogare ad una linea di credito inadeguata un’altra linea di credito e creare , così ,quella correlazione fra investimenti e finanziamenti , che in origine non esisteva.
Dalla capacità di reddito di un’impresa dipende la sua capacità di credito, intesa come capacità di reperire i finanziamenti esterni a titolo di capitale di terzi di cui ha fatto richiesta per la copertura del proprio fabbisogno finanziario.
Infatti i creditori valutano nella capacità di reddito passata e prospettica di un’impresa
Il criterio guida per decidere se concederle o meno il credito da quest’ultima richiesto.
Pertanto il giudizio sull’aspetto economico della gestione è fondamentale , per valutare lo stato di salute di un’impresa, in quanto un’impresa economicamente sana è in grado di riequilibrare eventuali squilibri presenti nei propri aspetti patrimoniale e finanziario .

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