Il purgatorio, canto I

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Testo

CANTO I
I PERSONAGGI STORICI del CANTO
Piche→ riferimento al mito di Ovidio delle figlie di Pierio, re di Tessaglia, che ardirono sfidare nel canto le Muse. Calliope le vinse e per punizione le trasformò in gazze.
M. Porcio Catone l’Uticense→ fin da giovane cercò di liberare Roma da Silla, poi dopo aver combattuto nella guerra di Macedonia, poi fu avversario di Catilina e infine contestò il triumvirato.
Seguì Pompeo considerato da lui l’unico in grado di salvare la repubblica e si uccise a Utica dopo la vittoria di Cesare per non sopravvivere alla caduta della reubblica da lui difesa con tutte le forze per tutta la vita.

SPIEGAZIONE
Il tema dominante è l’inizio della purificazione di Dante.
Il poeta invoca le muse e in particolare Calliope perchè accompagnino il suo canto (per innalzarlo) con quel suono con cui esse vinsero la figlie di Pierio.
Dante uscito dall’Inferno (il tempo riprende a scorrere) gode della purezza dell’aria serena e guarda con diletto il cielo illuminato dalle stelle ed è colpito dallo splendore di quattro di esse che non furono mai viste se non da Adamo ed Eva e compiange il nostro emisfero perchè privo della loro bellezza.
Allontanato lo sguardo dalle stelle Dante vede vicino a sé un vecchio dall’aspetto venerando (Catone→ simbolo di libertà morale) sul cui volto si riflette la luce delle quattro stelle che lo illuminano come farebbe il sole.
Catone credendo che i due poeti siano dei dannati con tono sdegnato chiede loro come possano essere fuggiti dall’Inferno infrangendo le leggi eterne.
Virgilio fatto inginocchiare Dante, risponde a Catone rivelandogli la loro vera condizione chiarendo le ragioni del viaggio e supplicandolo, anche a nome della sua Marzia, di lasciar loro visitare il regno di cui egli è custode.
Catone risponde di aver amato teneramente Marzia e di aver fatto per lei ogni favore finchè visse. Ora che essa dimora all’inferno non può più influire su di lui per quella legge che fu fatta quando lui lasciò il Limbo. Ma se un volere celeste guida i due poeti, basta ciò per concedere il suo permesso.
Virgilio dovrà però lavare il volto di Dante togliendovi le tracce dell’Inferno e ricingerne i fianchi con un giunco che coglierà sulla spiaggia dell’isola. Detto questo Catone sparisce.
I due poeti scendono verso la spiaggia e alla prima luce Dante scorge il tremolio del mare. Giunti in un luogo ancora in ombra dove l’erba è bagnata di rugiada Virgilio lava con essa il volto di Dante poi recatisi sulla spiaggia recinge i fianchi del poeta con un giunco che appena strappato rinasce miracolosamente. (da umiltà nasce umiltà).

PARAFRASI
Per percorrere acque più tranquille (Purgatorio) rispetto a quelle dell’Inferno, la nave del mio intelletto (ingegno poetico→si prepara ad affrontare un argomento più piacevole) alza le vele, lascia dietro di sé quel mare così tormentato; e io con il mio canto parlerò del Secondo Regno (il Purgatorio), in cui lo spirito umano si purga e diventa in questo modo degno di entrare in Paradiso.
(1-6)
Ma qui la poesia morta (poiché aveva parlato di anime spiritualmente prive di vita) risorga, oh sante Muse (che ispirano la composizione religiosa), poiché sono vostro (vi ho consacrato completamente la mia vita); e qui Calliope (Musa della poesia epica)si innalzi di un poco, accompagnando il mio canto con quella musica di cui le sciagurate figlie di Pierio avvertirono la superiorità al punto che furono punite per la loro superbia. (7-12)
Il chiaro colore dello zaffiro, che si espandeva nell’aria chiara, intatto fino all’orizzonte (o al primo circolo della luna), rinnovò quel piacere del vedere ai miei occhi, non appena fui uscito dal buio di morte dell’Inferno, che mi aveva rattristato i sensi e l’animo.(13-18)
Venere, il pianeta che esercita il suo influsso accendendo le anime d’amore, illuminava l’Oriente, nascondendo con la sua luce più viva la Costellazione dei Pesci che l’accompagnava (con cui si trovava in congiunzione). (19-21)
Io mi voltai verso destra, verso il polo antartico, e vidi quattro stelle (rappresentanti le quattro virtù cardinali: prudenza giustizia, forza e temperanza) che sono state viste solamente dai primi uomini (Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre che si trova in cima alla montagna del Purgatorio). (22-24)
Il cielo pareva gioire della loro luminosità: oh sfortunato emisfero settentrionale, dolorosamente privo di quella luce (“vedovo sito”) da quando non puoi più contemplarla (nostalgia per il Paradiso perduto)! (25-27)
Quando mi fui distolto dal guardarle, volgendomi un poco verso il polo artico, in quel punto dell’orizzonte in cui il Gran Carro (l’Orsa maggiore) era già sceso, vidi vicino a me un vecchio solo (ricorda la statuarietà del personaggio, la sua solennità), all’apparenza degno di grande rispetto, pari a quello che un figlio deve nutrire nei confronti del padre. (28-33)
Aveva una lunga barba con qualche pelo bianco, dello stesso colore dei capelli, che scendevano sul petto in due liste diverse. (34-36)
I raggi delle quattro stelle sante illuminavano (adornavano) il suo volto, così che io lo vedevo come se il sole fosse davanti a lui (possedeva tutte e quattro le virtù prima della rivelazione). (37-39)
“Chi siete voi, che risalendo il ruscello in senso contrario, siete fuggiti dall’Inferno?”, disse muovendo quella barba che gli conferiva dignità, “Chi vi ha guidato o vi ha fatto da guida, aiutandovi ad uscire fuori dalla notte che rende sempre tenebrosa la valle infernale? Le leggi che impediscono ai dannati di uscire dall’inferno sono state infrante a tal punto? O in cielo è stato fatto un nuovo decreto che permette ai dannati di fare ciò?” (40-48)
Virgilio allora mi afferrò e con le sue parole, le sue mani e i suoi cenni mi fece inginocchiare a capo chino, in atto di riverenza. (49-51)
Dopo di che rispose: “Non venni per mia iniziativa: una donna scese dal Paradiso e, per le sue preghiere, soccorsi quest’uomo con la mia compagnia. (52-54)
Ma dal momento che tu vuoi che io ti spieghi quale sia la nostra vera condizione, non è possibile che il mio desiderio si neghi al tuo volere. (55-57)
Egli non è né morto né dannato, ma a causa della sua superbia intellettuale, la Morte gli si avvicinò a tal punto che mancò poco che avvenisse. (58-60)
Come ho già detto, fui mandato a lui da Beatrice per salvarlo e non c’era altra via che questa (attraversare l’Inferno e giungere al Purgatorio).(61-63)
Gli ho mostrato tutti gli spiriti dannati e ora gli voglio far vedere quelle anime che si purificano sotto la tua custodia (controllo). (64-66)
Raccontarti come l’ho condotto fin qua sarebbe cosa lunga da fare: dall’alto scende la virtù di Dio che mi ha aiutato a condurlo, a vederti e ad ascoltarti (CAPTATIO BENEVOLENTIA→modo di accattivarsi la simpatia dell’ascoltatore). (67-69)
Ora degnati di prendere in considerazione benevola il suo arrivo: va cercando la libertà morale (dello spirito dal peccato), che è così importante, che lo può sapere solo colui che, in nome di essa, ha rinunciato alla vita. (70-72)
Tu lo sai (quanto è importante la libertà), poiché non ti fu grazie a lei amara la morte nad Utica, dove lasciasti il tuo corpo che nel giorno del giudizio universale e della resurrezione dei morti risplenderà tra i beati. (73-75)
Non sono stati infranti gli editti eterni, poiché egli è ancora vivo e io non sono legato al giudizio di Minosse ( in quanto appartenente al Limbo→ non dannato), ma sono nel cerchio dove si trova Marzia dagli occhi casti che nel volto ancora prega, oh anima santa, che tu la tenga con sé (la credi ancora tua). In nome del suo amore, acconsenti alle nostre preghiere. (76-81)
Lasciaci andare per le sette cornici del Purgatorio: ringrazierò anche lei per il tuo favore, se ti fa ancora piacere di essere ricordato laggiù (Inferno). (82-84)
“Marzia piacque tanto ai miei occhi durante la mia vita terrena” disse allora, “che feci tutto quello che lei volle. (85-87)
Ora che si trova dall’altra parte del fiume dell’Inferno, non può più farmi fare nulla (non ha più influenza su di me), a causa di quella legge che fu fatta nel momento in cui Cristo liberò le anime degne della salvezza dal Limbo.(88-90)
Ma se è una donna del Paradiso a determinare il tuo viaggio, come dici tu, non è necessario richiamarmi al mio amore terreno: è sufficiente che tu mi richieda ciò che mi sta chiedendo nel nome di questa donna celeste.(91-93)
Vai dunque (continua il tuo viaggio), e fai in modo di cingere costui con un giunco liscio e di lavargli il volto e gli occhi, in modo da cancellare dal volto ogni traccia di bruttura, poiché non è appropriato presentarsi all’angelo che sta sulla porta del Purgatorio (primo dei ministri di Dio che si trovano in questo luogo) con l’occhio offuscato dalla nebbia (necessità di tornare ad una visione pura, limpida).(94-99)
Questa piccola isola, nella parte più bassa della spiaggia, là dove è percossa dalle onde marine, presenta dei giunchi sopra la fanghiglia: nessun’altra pianta che produca foglie o abbia un tronco vi può vivere, perché non cede alle percosse dell’onda, assecondandola. Poi (quando Dante sarà lavato e cinto) il vostro ritorno non avvenga da questa parte; il sole che ormai sta sorgendo vi mostrerà come affrontare il monte verso una salita meno aspra, più agevole.” (100-108)
Detto questo Catone sparì; io mi alzai senza parlare, mi avvicinai a Virgilio e alzai gli occhi a lui. (109-111)
Egli cominciò: “Segui i miei passi, volgiamoci indietro (verso il mare), poiché la pianure scende da questa parte, dove ha la sua parte più bassa (dove si trova il mare).” (112-114)
L’alba, sorgendo, vinceva e faceva fuggire l’ultima ora della notte, in modo che al nuovo albore potei vedere il tremolare (suggerisce il “movimento” della luce sull’acqua che, Dante, dopo essere passato per l’ombra dell’Inferno, riesce a riconoscere + indica una visione indistinta, non nitida) del mare in lontananza.(115-117)
Noi camminavamo per la pianura solitari come chi torna a cercare la strada che ha perduta, al quale pare di fare un tragitto inutile fino a quando non l’ha trovata.(118-120)
Quando noi fummo là dove la rugiada lotta con il sole (resiste al calore del sole) e, trovandosi in un luogo dove spira un vento fresco (o dove si trova l’ombra), evapora lentamente, entrambe le mani, con delicatezza, il mio maestro distese delicatamente sulla rugiada; non appena compresi lo scopo del suo atto, avvicini verso di lui le mie guance piene di lacrime (dovute al viaggio per la valle oscura): mi rese nuovamente e del tutto visibile il colore naturale che era stato nascosto dal sudiciume dell’Inferno.(121-129)
Ritornammo poi per la spiaggia deserta, che non vide mai avvicinarsi un navigante (riferimento ad Ulisse) che fosse poi in grado di tornare.(130-132)
Virgilio mi cinse con un giunco, come aveva voluto Catone (o Dio): che meraviglia! Non appena egli colse l’umile pianta del giunco, un’altra rinacque là dove la prima era stata divelta.(133-136)

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