La dinamica delle popolazioni

Materie:Altro
Categoria:Biologia

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Testo

La dinamica delle popolazioni

Supponendo che l’ambiente offra a una popolazione spazio e nutrimento illimitati, e che tutti gli organismi maturi si riproducano e che quindi il potenziale riproduttivo di quella popolazione sia sfruttato al massimo in assenza di qualunque resistenza ambientale; in tal caso, teoricamente, il numero di individui di quella popolazione dovrebbe aumentare secondo una legge esponenziale,cioè con velocità proporzionale al numero di individui.
Questo grafico mostra come la velocità sia piccola all’inizio, quando è piccola anche la popolazione, poi cresca progressivamente fino a diventare in teoria infinita. La curva di crescita esponenziale assume una forma a “J”. In natura questo non avviene mai:se una sola cellula batterica sfruttasse pienamente il suo potenziale riproduttivo, e quindi in grado di riprodursi ogni 20 minuti, dopo un ora formerebbe 8 cellule, dopo 3 ore 512 cellule e dopo 12 ore 70 miliardi di cellule. Continuando con questo ritmo, riempirebbe la Terra e lo stesso farebbe ciascuna specie vivente. Questo però non accade poiché esistono dei fattori limitanti. Per esempio, in una coltura ottenuta seminando poche cellule di lievito in un recipiente rifornito periodicamente di sostanze nutritive, notiamo che la curva di crescita effettiva segue solo per il primo tratto quella teorica, assumendo un andamento a “S”; ad un certo punto le dimensioni della popolazione si stabiliscono attorno a una costante “K” e la crescita è zero, cioè natalità e mortalità si equivalgono. Così si instaura una condizione di equilibrio che dipende da fattori ambientali esterni, ma anche dalle condizioni interne delle popolazione, quali la competizione per lo spazio o per l’utilizzazione delle risorse. Questo fenomeno può essere spiegato in modo più semplice negli ecosistemi sperimentali rispetto a quelli naturali. Nei primi, il cibo o lo spazio diventano fattori limitanti; oppure gli stessi individui producono sostanze nocive che contribuiscono all’aumento della resistenza ambientale, limitando così la densità della popolazione in esame. Una differenza fra popolazioni naturali e artificiali consiste nel fatto che all’interno di queste ultime non sono consentite né emigrazioni né immigrazioni. Le popolazioni chiuse sono però atipiche. La maggior parte delle popolazioni naturali costituisce sistemi aperti, nei quali nuovi individui possono entrare e altri uscire. Esse inoltre instaurano una complessa rete di relazioni con le altre popolazioni della stessa comunità, che fungono a loro volta da fattore limitante.

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