La depurazione dei reflui

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Categoria:Biologia

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Testo

Acque reflue
Sono acque reflue quelle che fuoriescono da un qualunque ambiente dopo essere state utilizzate per particolari attività umane con modifiche rilevabili rispetto alla situazione in entrata, nella composizione chimica, nella caratterizzazione microbica e nelle proprietà fisiche , tali da non permetterne l’immissione in naturali corsi d’acqua per l’inattuabilità dei processi autodepurativi

I liquami
Le acque reflue sono costituite da liquami di diverso tipo, ovvero soluzioni acquose con specifica composizione chimica e biologica:
Civili (uso domestico, consumo personale, attività urbane cioè azoto,Fosforo, Macromolecole biologiche,Sali,Sostanze in sospensione e sedimentabili,Microrganismi vari, alcuni utili alla depurazione altri patogeni)
Industriali (Composizione varia a seconda della provenienza
Spesso ricchi di carichi organici eccessivi o di sostanze sintetiche e/o tossiche
Portano sostanze non compatibili con il sistema vivente (pesticidi, insetticidi, anticrittogamici)
Agricoli/zootecnici

La depurazione
E’ una serie di operazioni che mirano a rendere il refluo innocuo per l’ecosistema e quindi a permetterne l’inserimento nei corpi idrici senza alterarne la capacità autodepurativa
Prevede diversi livelli di trattamento

Trattamento primario
E’ un pretrattamento con cui il refluo viene liberato dalle sostanze più grossolane presenti in sospensione.Viene attuato mediante interventi meccanici e fisici articolati in varie fasi
Grigliatura.Separa i solidi grossolani mediante una serie di griglie di dimensioni variabili disposte in modo scalare.

Grigliatura (Separa i solidi grossolani mediante una serie di griglie di dimensioni variabili disposte in modo scalare) dissabbiatura (Separa il liquame dal terriccio, dal pietrisco e dalla sabbia, l’operazione si basa sul rallentamento della velocità di flusso del refluo) decantazione (Procede alla separazione naturale tra solidi sospesi e fase liquida per sedimentazione, Si avvale dell’uso di flocculanti (sali di alluminio) per aumentare la dimensione dei colloidi) flottazione (Permette di separare sostanze non solubili a bassa densità per affioramento in superficie, Sfrutta interventi meccanici come insufflazione di aria, o chimici, come variazioni di pH) sgrossatura (recupera i colloidi affiorati e li separa dalla fase acquosa attraverso un apposito sistema) filtrazione (Consente la separazione delle particelle più fini mediante flusso su filtri a sabbia con potere adsorbente, anche cellule batteriche)

Trattamento secondario
Si identifica con l’azione depurativa condotta dai microrganismi presenti nel refluo stesso (trattamento biologico)
Può essere aerobio o anaerobio o misto
Rende possibile la separazione della sostanza organica in soluzione nel refluo mediante la sua trasformazione in biomassa

Criteri di scelta
La scelta fra trattamento biologico e chimico ossidativo si effettua in base al rapporto BOD5 /COD che esprime la biodegradabilità del refluo, ovvero l’efficacia dell’azione microbica nel degradare le sostanze organiche.Il refluo si definisce biodegradabile quando tale rapporto è superiore a 0,6
In tal caso la scelta cade sui trattamenti biologici.

BOD è la concentrazione in mg/l di ossigeno necessario per la degradazione microbica della sostanza organica presente nel refluo; si misura per differenza tra la concentrazione iniziale dell’ossigeno libero sciolto nel campione d’acqua esaminato e quella finale dello stesso campione, dopo un intervallo di tempo stabilito (gen. 5 giorni). Se BOD< 4000ppm il trattamento sarà aerobio. Se BOD>4000 ppm il trattamento sarà anaerobio, con ossidazione parziale senza l’utilizzo di ossigeno molecolare e formazione di prodotti non completamente demoliti.

COD
E’ la quantità di ossigeno, espressa in mg/l, necessaria alla completa ossidazione della sostanza organica (biodegradabile e non) presente nel campione ed equivalente alla quantità di una sostanza chimica ossidante.

Trattamento anaerobio
Si compie in digestori anaerobi
Si compone di una prima breve fase aerobica in cui si consuma l’ossigeno inizialmente presente nel refluo e di una fase anaerobica prolungata.Viene realizzato grazie all’azione di popolazioni associate in catena trofica: acidogeni, acetogeni e metanogeni.Si applica anche allo smaltimento dei fanghi residui del trattamento aerobico.

Caratteristiche del fango anaerobico
Massa totale inferiore,Popolazione anaerobia,Assenza di patogeni,Trattamenti misti,Processo aerobico e anaerobico si associano in un unico impianto per ottimizzare la depurazione di effluenti di limitata quantità (piccoli agglomerati urbani) o con carico organico modesto (BOD

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