L'ecosistema

Materie:Riassunto
Categoria:Biologia

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ECOSISTEMA

In ecologia, sistema formato dall'insieme degli organismi vegetali e animali che popolano un dato luogo (componente biotica o biocenosi) e dai fattori ambientali (componente abiotica o biotopo). L’ecosistema si considera l’unità fondamentale dei sistemi ecologici e ne rappresenta il primo livello gerarchico, in cui si verifica l’interazione tra fattori abiotici e biotici; a livelli successivi, si trovano il bioma, formato da più ecosistemi, e la biosfera, composta da un insieme di biomi.
CARATTERISTICHE DI UN ECOSISTEMA
Un ecosistema è un sistema aperto dal punto di vista energetico e chiuso dal punto di vista della materia. L’energia fluisce in modo unidirezionale dalla radiazione solare all’ecosistema e viene in parte dissipata sotto forma di calore.
La materia, invece, viene continuamente riciclata, essendo utilizzata dagli organismi viventi sia in forma minerale sia in forma organica.
L’ecosistema, inoltre, è dinamico e ha capacità di autoregolazione. Il termine “dinamico” si riferisce al fatto che un ecosistema non rimane identico nel tempo, ma subisce una continua trasformazione per effetto delle stesse interazioni che si verificano tra i suoi componenti: ad esempio, una palude per effetto dell’evaporazione e dello sviluppo di vegetazione che, al termine del suo ciclo vitale, si deposita sul fondo, è destinata a un progressivo interramento. Un ecosistema, cioè, fa parte di una sequenza di traformazioni che costituiscono una successione ecologica. La “capacità di autoregolazione” di un ecosistema, infine, consiste nella possibilità che esso ha di tamponare le variazioni determinate da fattori a esso esterni, ripristinando il suo equilibrio. Ciò vale entro un certo lasso di tempo e per un certo grado di variazione; infatti al di fuori di tali valori l’equilibrio tra le componenti del sistema può spostarsi in modo irreversibile, determinando l’alterazione o la morte dell’ecosistema stesso (per esempio, si pensi all’immissione di una ingente quantità di inquinanti chimici in un piccolo lago), o il passaggio verso un nuovo stadio della successione ecologica.
HABITAT, NICCHIA ECOLOGICA E CATENA ALIMENTARE
Le componenti abiotiche di un ecosistema comprendono tutti i fattori ambientali di natura chimico-fisica che lo caratterizzano, quali la temperatura, il valore di pH, la concentrazione dei sali minerali, la quantità di luce, l’ossigeno e l’anidride carbonica disponibili, lo spazio e così via. Le componenti biotiche sono costituite, come si è detto, dagli organismi che ne costituiscono la comunità. Ciascuna specie, all’interno dell’ecosistema, occupa un determinato habitat, ovvero utilizza alcune delle componenti abiotiche disponibili; rispetto agli altri organismi, svolge una funzione che prende il nome di nicchia ecologica. Comunemente, si usa esplicare questo concetto immaginando che l’habitat di una specie sia il suo “indirizzo” e la nicchia ecologica sia la sua “professione”. Ad esempio, un uccello insettivoro come la rondine occupa una nicchia ecologica diversa da un uccello frugivoro come il passero, e può trovarsi nello stesso habitat, ad esempio la campagna coltivata. Nell’ecosistema, due specie che si trovano nello stesso habitat non possono occupare la stessa nicchia; se ciò si verifica, si instaura un rapporto di competizione.
Catena e rete alimentare
La funzione di un organismo all’interno dell’ecosistema, dunque, può essere differente. Si riconoscono organismi produttori, capaci di svolgere la fotosintesi e di produrre materia organica (autotrofia), e organismi consumatori, incapaci di elaborare sostanza organica e perciò costretti a procurarsela nutrendosi di altri organismi (eterotrofia).
I consumatori sono detti primari se si nutrono di produttori (animali erbivori); secondari se predano consumatori primari (animali carnivori); terziari se predano i consumatori secondari e così via. In genere, si dicono superpredatori gli organismi che non vengono predati e che, quindi, “chiudono” la sequenza. Tale insieme di passaggi è detto catena alimentare, perché stabilisce il “chi mangia cosa” dell’ecosistema; in altri termini, la catena alimentare è la sequenza dei rapporti trofici, o nutritivi, tra gli organismi. In realtà, negli ecosistemi in genere è più frequente individuare reti alimentari che catene; infatti in molti casi i rapporti si fanno più complessi, e un predatore può essere consumatore di vari livelli. Ad esempio, una volpe può cibarsi di frutti, comportandosi da consumatore primario, e di piccoli mammiferi erbivori, essendo in tal caso un consumatore secondario.
La materia organica derivante dagli organismi morti viene mineralizzata dagli organismi decompositori (funghi, batteri) e ritorna disponibile per l’assorbimento operato dagli organismi produttori. Nel ciclo della materia, si può dunque distinguere una catena del pascolo, che porta dai produttori ai consumatori (quindi, da sostanza minerale a sostanza organica), e una catena del detrito, che porta dalla materia organica a quella inorganica.

Livelli trofici di un ecosistema
A seconda del sistema adottato per procurarsi l'energia di cui hanno bisogno, gli organismi viventi si dividono in autotrofi (piante e alcuni batteri), che producono essi stessi il proprio nutrimento attraverso i processi di fotosintesi o di chemiosintesi, ed eterotrofi, che si nutrono di materia organica vegetale (consumatori primari) o animale (consumatori secondari).
I membri di un ecosistema che si nutrono di materia organica di scarto, invece, sono detti decompositori; il loro ruolo consiste nel rimettere in circolazione preziose sostanze organiche nella rete alimentare.

Esempio



  


  1. daniela

    un breve riassunto sull'ecologia


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