Il doping

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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Testo

Che cos'è il doping?

Doping? No, grazie...
Gli allenamenti sono stressanti, gli incontri sono difficili, il pubblico sempre più esigente... Che fare per migliorare la prestazione? Magari seguire il consiglio dell'amico di un amico che ha provato quel farmaco magico... E' così che può nascere nello sportivo l'idea del doping. Varie categorie di farmaci e pratiche terapeutiche vengono proposte come mezzo per migliorare artificialmente la performance, ma quasi mai esiste una base razionale nel loro utilizzo. Gli eventuali miglioramenti ottenuti sono spesso dovuti al cosiddetto "effetto placebo": chi li usa si aspetta di migliorare le prestazioni, e questo gli dà quella carica psicologica che gli permette di superare i limiti precedenti. E' invece molto più probabile la comparsa di effetti collaterali indesiderati che possono essere molto pericolosi e, talvolta, mortali.
Cos'è il doping?
E' considerato come DOPING l'uso di sostanze o di procedimenti destinati ad aumentare artificialmente il rendimento, in vista o in occasione di una gara, e che può portare pregiudizio all'etica sportiva e all'integrità fisico-psichica dell'atleta. E' importante distinguere questa pratica sia dalle terapie che vengono utilizzate negli atleti con qualche problema fisico che da quella che viene definita "preparazione biologica" effettuata con allenamenti programmati, diete particolari, integrazioni vitaminiche o di aminoacidi o di altre sostanze naturali dall'altra.
Storia della lotta anti-doping
La lotta al doping è nata in Italia nel 1954. Nel 1961 fu aperto a Firenze il primo laboratorio europeo di analisi anti-doping. Dal 1964 (Olimpiadi di Tokyo) si iniziò ad effettuare sistematici controlli anti-doping sugli atleti. Dal 1971 esiste in Italia una legge che punisce sia chi fa uso di sostanze proibite, sia chi le distribuisce agli atleti. Nel 1971 il Comitato Olimpico Internazionale ha pubblicato una lista di sostanze proibite che viene periodicamente aggiornata.
Tipi di doping
Esistono vari tipi di doping, utilizzati in particolari periodi della stagione agonistica:
• periodo pre-gara, durante la preparazione, per tentare di aumentare le masse muscolari e la forza fisica (steroidi);
• durante la gara, per ridurre il senso di fatica, o per stimolare il sistema nervoso centrale o, infine, in alcuni sport, per ridurre il livello di ansia (anfetamine, amine simpaticomimetiche, tranquillanti, betabloccanti ecc.); o ancora per tentare di aumentare il trasporto di ossigeno e quindi la resistenza fisica alla fatica (autotrasfusione);
• dopo la gara, per riacquistare il più velocemente possibile le energie (frequente nei ciclisti durante le corse a tappe).
Gli steroidi anabolizzanti
Le classi di farmaci più frequentemente utilizzate a fini dopanti sono gli steroidi anabolizzanti e le sostanze eccitanti.
Sono sostanze, derivate dagli ormoni sessuali maschili, che favoriscono la sintesi proteica e quindi la costruzione di tessuti dell'organismo. Spesso chi li adopera a fini illeciti assume quantità enormi di farmaco, fino a più di 10 volte i dosaggi normali. I presunti vantaggi dell'uso di queste sostanze sono l'aumento della massa muscolare e della forza, ma le ricerche effettuate dimostrano che gli effetti ottenuti sono modesti, specie nel maschio, mentre molto rilevanti sono gli effetti collaterali. Questi sono diversi a seconda del sesso e dell'età di chi li usa: negli adolescenti, sono forse realmente efficaci, ma provocano una riduzione dell'altezza definitiva; nelle donne provocano la comparsa di caratteri sessuali maschili (peluria sul volto e sul corpo, abbassamento del timbro della voce, irregolarità mestruali ecc.); nell'uomo, infine, compromettono la fertilità e provocano l'atrofia dei testicoli e la calvizie. In tutti, infine, c'è una elevata incidenza di tumori, aumentano le cardiopatie e le patologie a carico dei tendini (specie lacerazioni), compaiono alterazioni della personalità.
Le sostanze eccitanti
Normalmente, in chi si prepara ad affrontare un esercizio fisico, aumentano la vigilanza e la capacità di concentrazione; aumentano il flusso di sangue nei muscoli, la forza contrattile del cuore, la profondità degli atti respiratori. Queste reazioni sono mediate dal sistema nervoso simpatico, prevalentemente attraverso l'azione della adrenalina. Esistono sostanze che esplicano le stesse azioni dell'adrenalina, dette "amine simpaticomimetiche". Queste sostanze sono presenti in molte specialità medicinali in commercio, come preparati contro la tosse e il raffreddore, antiasmatici, farmaci che riducono l'appetito ecc. Anche per queste sostanze sono state effettuate delle prove per dimostrarne l'efficacia nel migliorare la prestazione fisica. In effetti è stato notato un piccolo miglioramento nella corsa, nel nuoto, nel lancio del peso. Assumendo questi farmaci, gli atleti hanno comunque l'impressione di stare effettuando una prestazione eccezionale, ma ciò in seguito si rivela una illusione; questo effetto è legato all'aumento del tono dell'umore e all'euforia indotte da questi farmaci nella fase acuta (dopo qualche ora compare invece una profonda depressione reattiva). Sono molto importanti gli effetti indesiderati provocati dagli stimolanti. Possono dare assuefazione e dipendenza psicologica; tremori, stato confusionale, aggressività; ma gli effetti peggiori sono a carico del sistema cardiovascolare: inducono aumenti della pressione arteriosa, aritmie cardiache pericolose, ed aumentano il rischio di morte improvvisa; infine, poichè mascherano la fatica fisica, inducono l'atleta a superare pericolosamente i limiti delle proprie prestazioni provocando gravi danni anche a carico dei muscoli e dei tendini e colpi di calore. Il più famoso simpaticomimetico è l'amfetamina; la vittima più illustre dell'amfetamina è stato il ciclista Tom Simpson che, nel 1967, morì durante il giro di Francia. E' assimilabile a questa classe anche una droga, la cocaina: ha le stesse azioni e gli stessi effeti collaterali degli altri psicostimolanti, ma in più è molto più marcato il rischio di assuefazione, dà maggiori problemi psicologici, e lede i tessuti attraverso i quali viene assorbita, come la mucosa nasale.
ALTRE SOSTANZE
Fra le altre sostanza proibite si trovano i betabloccanti, che svolgono una azione opposta a quella delle amine simpaticomimetiche e che vengono utilizzate per ridurre il tremore e la paura del pubblico; i narcotici e gli antidolorifici maggiori, di tipo morfinico, che annullano la sensibilità al dolore da fatica e da lesione muscolo-tendinea. Infine è stata utilizzata ultimamente la pratica dell'autotrasfusione: in pratica all'atleta viene sottratta, durante il periodo di allenamento, una certa quantità di sangue che viene conservato. Ciò induce l'organismo ad aumentare la produzione di globuli rossi per riportarne il numero totale nella norma. Il giorno prima della gara, vengono reinfusi i globuli rossi in precedenza prelevati, per cui risulta un aumento della concentrazione di emoglobina e quindi un miglioramento della capacità del sangue di trasportare ossigeno. Però anche con questa pratica si corrono seri rischi: trombosi, embolie, setticemie, emolisi.
In CIn IIIIonclusione
La pratica del doping ha quindi pochi vantaggi e tantissimi rischi. E' questa la ragione per cui tutti in tutto il mondo si cerca di debellarla. Inoltre, il fatto stesso di cercare di superare gli altri atleti con mezzi fraudolenti è da considerare moralmente condannabile. Purtroppo però non tutti gli atleti riescono a resistere alla tentazione. Per questo, dopo molte competizioni sportive vengono effettuate analisi per accertarsi che gli atleti non abbiano utilizzato sostanze proibite. Queste analisi vengono svolte su campioni di urina prelevati subito dopo la gara alla presenza dei commissari di gara e del medico incaricato anti-doping. I campioni vengono poi inviati ad un centro attrezzato per riconoscere anche piccole tracce delle sostanze proibite. In caso di positività, ovviamente, scatta la squalifica per l'atleta colpevole. Recentemente è stato stabilito che può essere effettuato anche un prelievo di sangue per effettuare il test. E' importante sapere che, talvolta, si può risultare positivi anti-doping pur senza aver utilizzato consapevolmente sostanze per aumentare il proprio rendimento. Questo succede perchè, come abbiamo detto prima, alcune delle sostanze proibite dal Comitato Olimpico Internazionale sono normali componenti di certi farmaci in commercio, e quindi un atleta che utilizza questi farmaci avrà nelle proprie urine tracce rilevabili di sostanza proibita. I farmaci che più frequentemente contengono queste sostanze sono i preparati utilizzati contro il raffreddore e l'influenza (anche spray nasali), farmaci contro la tosse, alcuni colliri, farmaci che riducono l'appetito, antiasmatici (anche spray) ecc. Per questo motivo è meglio consultare il medico prima di utilizzare qualsiasi farmaco in un periodo vicino a competizioni agonistiche, ed avvertire comunque il medico addetto all'anti-doping del tipo di farmaco che si è utilizzato nei giorni precedenti, per non incorrere in brutte sorprese. Infine, è opportuno che ciascun atleta di buon senso cerchi di educare i propri amici che tendono ad utilizzare sostanze proibite spiegando loro i rischi che corrono a fronte di ben pochi vantaggi ( se ce ne sono), ed insegnando che fare sport non deve significare voler vincere ad ogni costo, ma solo migliorarsi con l'allenamento e lo spirito di sacrificio che caratterizzano i veri Campioni, dando il meglio di se stessi, indipendentemente dal risultato delle gare.

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