Gli insetti

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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ORTOTTERI
Ordine di insetti terrestri, che un tempo comprendeva anche gruppi che oggi sono considerati ordini a sé. Hanno le ali anteriori poco larghe, rettilinee (da ciò il nome dell’ordine: in gr. orthos = retto), coriacee chiamate elitre, quelle posteriori sono membranose ripiegate a ventaglio. Il capo è grande, con occhi composti bene sviluppati, antenne corte o lunghe e filiformi; apparato boccale masticatore. Le zampe del primo e del secondo paio sono, salvo poche eccezioni, eguali fra loro, ambulatorie; quelle posteriori hanno femori molto ingrossati e lunghi, e funzionano come zampe ambulatorie e saltatorie. Esiste quasi sempre un organo stridulatore, costituito dalla parte interna del femore, provvista di dentellature chitinose, che sfregano contro le elitre. L’addome ha dieci segmenti. Nella femmina esiste di solito un ovopositore più o meno lungo. Nelle specie europee la colorazione è piuttosto uniforme, mentre molte specie esotiche hanno colori notevolissimi, e spesso forme e colorazioni mimetiche. Il colore verde, che di solito predomina, è dovuto a un pigmento in cui è presente la clorofilla. Lo sviluppo postembrionale è senza metamorfosi vistose, ma con cambiamenti graduali, dalla larva all’adulto. Gli ortotteri sono quasi tutti fitofagi, e possono perciò arrecare gravi danni alle coltivazioni: vi si comprendono alcune delle specie più devastatrici, come la cavalletta. Vivono in ambienti diversi: molte specie prediligono i luoghi secchi, altre sono igrofile, altre hanno abitudini terricole o cavernicole. Alcune hanno tendenza gregaria, e si riuniscono in colonie numerose. Gli ortotteri sono largamente distribuiti nella regione intertropicale. In Italia se ne contano circa 200 specie, su circa 14000 conosciute nel mondo. Si dividono attualmente in due sottordini.

CICLO VITALE DELLA FILLOSSERA
Genere d’insetti emitteri, famiglia degli afidi. La fillossera della vite è denominata Peritymbia vitisfolii. Fu riconosciuta nell’America del nord nel 1854. In Italia comparve nel 1879 nei dintorni di Como, distruggendo un quarto delle piante di vite presenti in Italia. La fillossera della vite può diventare adulta sotto forme diverse: gallecola, radicicola, alata e sessuale. Nelle prime tre forme esistono solo femmine partenogenetiche (la riproduzione avviene col suo solo consenso).Nella forma sessuale vi sono maschi e femmine. La femmina fecondata depone un unico “uovo d’inverno” che cade in letargo e dal quale a primavera si schiude una gallecola. Questa produce sulle foglie della vite una galla dove depone numerosissime uova, dalle quali nascono altre gallecole e radicicole che si lasciano cadere a terra e raggiungono le radici dove si succedono varie generazioni. Da giugno ad ottobre alcune radicicole acquistano le ali, escono dal terreno e depongono 6 – 8 uova da cui nascono i sessuati, maschi e femmine. Queste ultime, fecondate, depongono l’uovo d’inverno. La puntura delle larve radicicole determina sulle radici della vite la formazione di nodosità e tuberosità che poi marciscono. La vite colpita deperisce e muore. Solo la vite americana è resistente perché la radice non è soggetta a marciume, causa appunto della morte della vite. La diffusione avviene per migrazione delle radicicole che, in superficie o per via sotterranea, vanno alla ricerca di altre piante. I metodi di lotta diretta (iniezioni nel terreno di solfuro di carbonio e inondazione), provocando anche la morte della vite, hanno scarsa applicazione. La lotta indiretta si fa innestando le viti europee su radice americana.

COLEOTTERI
Il nome deriva dal greco e significa “dalle ali inguainate”. ’ il più grande ordine della classe degli insetti con circa 200.000 specie, diffuse su tutta la terra. In Italia se ne conoscono circa 12.000 specie. Sono insetti terrestri o acquaioli, buoni o mediocri volatori, talvolta inabili al volo. Le dimensioni vanno da 1 mm a 15 cm. L’apparato boccale è masticatore, con mandibole più o meno robuste e in alcuni casi di dimensioni imponenti. Il protorace è ben distinto e più voluminoso degli altri due segmenti. Le ali anteriori sono trasformate in astucci più o meno chitinizzati (elitre) e ricoprono per lo più tutto il corpo. Le ali posteriori, membranose, nel riposo si ripiegano completamente sotto le elitre. Le zampe sono per lo più uguali fra loro, spesso del tipo ambulatorio o cursorio. I coleotteri sono quasi tutti ovipari, taluni ovovivipari, rara è la partenogenesi. Dal punto di vista economico, molte specie vivono a spese di piante coltivate, di derrate, di manufatti. Parecchie invece sono utili perché distruttrici di forme nocive. Vi appartengono tra gli altri lo scarabeo, il maggiolino, la cetonia, il cervo volante, la lucciola e i tarli. Un esempio di lotta biologica è dato dalla famiglia delle coccinellidi, cui appartengono alcune specie, come la comunissima Coccinella 7-punctata, che divora gli Afidi, pericolosi parassiti delle piante, o la Coccinella lyncea che si ciba di un altro coleottero dannoso agli olmi.
LEPIDOTTERI
Ordine di insetti denominato anche FARFALLE, uno dei più grandi, a metamorfosi completa. Gli adulti hanno capo mobile, occhi composti ben sviluppati, antenne allungate e di forme diverse. L’apparato boccale è adatto a succhiare sostanze fluide: le mandibole mancano o non funzionano, le mascelle costituiscono una lunga tromba, che l’insetto tiene arrotolata a spirale sotto il capo quando non si nutre. Le quattro ali sono membranose, di solito le anteriori più grandi delle posteriori, sono ricoperte di squame variamente colorate, cui si deve la colorazione delle ali e del corpo; i maschi di alcune specie hanno certe zone delle ali provviste di squame odorifere. Le zampe sono di solito uguali fra loro. L’addome ha forma variabile. Le larve hanno il corpo allungato e cilindrico. Il labbro inferiore è provvisto di una papilla da cui esce, in forma di sottilissimo filo, la seta secreta da ghiandole salivari modificate. Sono quasi tutte fitofaghe; in maggioranza vivono solitarie, talvolta gregarie (come le Processionarie). Molte vivono dentro i frutti, i fiori, le gemme o a spese di sostanze vegetali secche e conservate. Ingenti i danni che i bruchi delle farfalle arrecano all’agricoltura. Particolari i bruchi detti minatori di foglie, che scavano gallerie fra l’epidermide superiore e quella inferiore, che rispettano. Le farfalle sono insetti ovipari, a sessi distinti, con dimorfismo sessuale talora notevole. Le femmine spesso emanano un odore caratteristico che richiama i maschi. Molte farfalle hanno una livrea smagliante, talora con splendidi riflessi metallici. Le dimensioni variano da un minimo di pochi mm di apertura alare fino a un massimo di 280 mm. Hanno volo talvolta indeciso, talora invece veloce e sicuro. I lepidotteri sono importanti insetti pronubi. Molte specie compiono volando migrazioni di notevole ampiezza. Particolarmente utili sono le farfalle sericigene, come il baco da seta. Una sola specie riesce dannosa allo stato adulto poiché penetra negli alveari per succhiare il miele.
DITTERI
Ordine d’insetti, i più elevati rappresentanti, olometaboli comprendente circa 50.000 specie descritte. Le più note sono le mosche e le zanzare. Allo stadio adulto sono quasi sempre terrestri; da larve hanno habitat terrestre o acquatico. Hanno capo mobilissimo, occhi bene sviluppati, tre ocelli, antenne di forma varia e costituite da parecchi articoli simili fra loro. L’apparato boccale è conformato diversamente nei vari gruppi. Il suo maggiore sviluppo si trova negli Ortorrafi ematofagi dove generalmente esistono: il labbro superiore allungato e stiliforme, le mandibole e le mascelle trasformate in stili pungenti, il labbro inferiore a forma di guaina. Quest’ordine deve il suo nome al fatto che possiede solo un paio di ali (dal gr. “a due ali”), quelle portate dal mesotorace, membranose e provviste alla base di un lobo. Il metatorace porta invece un paio di organi a forma di bastoncelli clavati, i bilancieri, considerati come ali ridotte e trasformate in organi di senso, probabilmente statico. I metameri addominali sono ridotti o modificati. Le larve, così come gli insetti adulti, possono essere fitofaghe, fungivore, saprofaghe, coprofaghe, predatrici o parassite anche dell’uomo. I ditteri sono infatti gli insetti che hanno maggiori rapporti diretti e indiretti con l’uomo, capaci come sono di danneggiare, talora gravemente, i prodotti di piante coltivate e di trasmettere i germi di terribili malattie (malaria, febbre gialla, malattia del sonno…). Le più evolute sono le mosche: i loro occhi composti sono così ricchi di ommatidi che ad esse è possibile vedere in ogni direzione senza volgere il capo; inoltre possiedono un vero e proprio telescopio, costituito da tre occhi nel mezzo della fronte, capaci di fare da lente d’ingrandimento e di vedere vicini gli oggetti lontani, esplorandoli comodamente.
IMENOTTERI
Ordine di insetti olometamboli, che comprende circa 60.000 specie, tra le quali le api, le vespe, le formiche. Hanno capo libero, occhi composti quasi sempre ben sviluppati, tre ocelli, apparato boccale di tipo masticatore o talvolta lambente. Le quattro ali sono membranose, le posteriori più piccole delle anteriori e ad esse connesse mediante una serie di uncini, ma possiamo trovare specie attere. Le zampe anteriori sono modificate per scavare o afferrare; le posteriori e le medie per raccogliere il polline. L’addome può essere provvisto di una terebra o di un pungiglione, organo d’offesa o di difesa, o d’un tubo retrattile. Le uova vengono deposte dalle forme fitofaghe in varie parti della pianta provocando una galla; dalle forme carnivore sul o nel corpo di una preda. Le larve hanno il corpo tozzo, arcuato, la capsula cefalica poco chitinizzata, occhi e ocelli assenti, antenne ridottissime. Poche specie sono dannose: la maggior parte sono insetti utilissimi all’uomo, sia direttamente (la produzione di miele e di cera), o come attivissimi predatori d’insetti dannosi, o come pronubi di piante coltivate. Ottimi volatori, quasi tutti terrestri, hanno una facile diffusione. Sono gli insetti psichicamente più elevati: la loro vita è organizzata in società. Significativa è quella delle api.
Una società di api è normalmente costituita da una sola regina, 20-25 mila operaie e alcune centinaia di fuchi presenti in determinati periodi dell’anno. Le operaie, quelle più piccole, compiono tutti i lavori necessari alla società: raccolgono il nettare dalla corolla dei fiori, costruiscono con la cera i favi, celle esagonali e contigue che riempiono di miele e polline per la nutrizione delle larve (per raccogliere un kg di miele occorrono non meno di 70.000 voli!).Ad esse competono anche la difesa, la pulizia, la ventilazione dell’alveare e la trasformazione del nettare in miele o in propoli. Le operaie si dividono in api giovani, che svolgono le funzioni all’interno dell’alveare, e le api foraggere o bottinatrici, che hanno più di sedici o diciassette giorni. La vita delle operaie dura 5-6 settimane d’estate. I fuchi hanno il capo corto, l’apparato boccale poco sviluppato e ali molto lunghe. Il loro compito è quello di fecondare la regina durante il volo nuziale: sono incapaci di fare qualsiasi altro lavoro. Sono allevati e tollerati nella società soltanto nei periodi di raccolta, di sciamatura o quando la minaccia della prossima sterilità della regina li rende necessari alla fecondazione delle altre regine. Cessate queste condizioni, le api li scacciano dall’alveare o impediscono loro di nutrirsi. La regina è l’individuo più grande della società. Ha l’addome lungo, leggermente appuntito verso l’estremità posteriore. Viene nutrita dalle operaie; manca dei dispositivi per la raccolta del polline. Vive normalmente 4-5 anni. S’accoppia solo una volta, ricevendo una provvista di sperma che viene conservato nella spermoteca e dura per quasi tutta la sua vita. Depone mediamente all’inizio un centinaio di uova al giorno, fino a 1.500-3.000 nel periodo primaverile - estivo. Dalle uova fecondate nascono femmine; dalle non fecondate, partenogeneticamente, i maschi. Le uova disposte nelle celle comuni danno origine a operaie e fuchi; quelle deposte in alcune celle più grandi, riempite di “pappa reale” danno invece le regine, destinate poi a sciamare. La moltiplicazione delle società di api avviene per mezzo di sciami: quando la società è popolosa, la vecchia regina e un gran numero di operaie, lasciano l’alveare, dove da una cella reale uscirà una nuova regina. Nei nostri climi durante la stagione fredda le api riposano, tutte riunite al centro dell’alveare, e si cibano del miele rimasto; nei climi più caldi, esse lavorano tutto l’anno.

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