E venne chiamato due di cuori (Muntant message down under)

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:26.07.2001
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Testo

TITOLO: …E VENNE CHIAMATO 2 CUORI
AUTORE: MARLO MORGAN
TITOLO ORIGINALE: MUTANT MESSAGE DOWN UNDER
EDIZIONE: EUROCLUB ITALIA

L’AUTORE
Marlo Morgan è nata negli Stati Uniti. Attualmente vive nel Missouri lavorando come dottoressa nella prevenzione sanitaria. Ha scritto questo romanzo al ritorno dalla favolosa escursione nell’Outback, zona al centro dell’Australia in cui domina il paesaggio dell’arido deserto, accompagnata da una tribù indigena.
Il libro, scritto per spargere un messaggio formulato dagli aborigeni in cui si avvisa della lenta e implacabile distruzione del nostro pianeta, ha avuto un grandissimo successo tanto che è prossima una rappresentazione cinematografica.
La stessa autrice è stata completamente mutata dall’esperienza, tanto da scrivere e pubblicare questo libro a proprie spese rispettando fedelmente ciò che ha vissuto, romanzando quel po’ che basta per difendere i diritti della tribù.
IL GENERE LETTERARIO / I TEMI AFFRONTATI
Il romanzo autobiografico, scritto in prima persona, è ricco di accurate descrizioni sensoriali (ad esempio tattili quando Morgan si lamenta delle spine sotto i piedi, gustative quando mangio i vermi o i serpenti, olfattive quando sente che puzza molto,…) rese soggettive dalla presenza di termini che esprimono le emozioni e le sensazioni provate dalla stessa autrice e che catturano l’attenzione del lettore trasportando anch’egli nel magico mondo degli aborigeni australiani.
Il racconto si svolge in un tempo presente e fornisce una vasta gamma di particolari sulla vita condotta dalle tribù dell’Outback al di fuori del mondo civilizzato, a contatto con la natura e nel rispetto di tutte le forme di vita..
LA TRAMA
Tutto ha inizio quando Marlo Morgan, l'autrice, un'americana che per motivi di lavoro si trova a vivere in Australia; così, costretta a lasciare la cara figlia, accetta l'invito di una tribù di aborigeni, convinta di partecipare a una cerimonia in suo onore quale riconoscimento per l'attività svolta. Con sua grande sorpresa, Marlo viene invece portata con una jeep nel cuore di una foresta, in un accampamento aborigeno, dove viene spogliata degli eleganti abiti, dei gioielli e dei soldi per vestirsi poi con uno straccio come tutti gli altri tribali. Conosciuto il capo anziano, Marlo venne a sapere che la tribù della “Vera Gente”, avrebbe intrapreso un viaggio detto “walkabout”, ossia con un periodo di tempo non prestabilito. Marlo accetta, ignara tuttavia di quanto l'attende. Perché il "vagabondaggio" si rivela in realtà un viaggio di quattro mesi che mette a dura prova il suo fisico e la sua volontà: 1.400 miglia nell'Outback australiano, a piedi nudi, cibandosi di quanto la Natura offre, vermi e serpenti compresi, sotto un sole implacabile, a volte senz'acqua. Ma, privata anche del più piccolo agio cui la civiltà ci ha abituati, condividendo la vita quotidiana degli aborigeni, imparando i loro segreti per sopravvivere, Marlo scopre un altro mondo e un altro modo di essere, in completa armonia con la Natura, con se stessa e con gli altri, e comprende il vero significato della parola esistere.
I riferimenti spaziali / temporali
Come già detto, la vicenda si svolge nel cuore dell’Australia, l’Outback, tra distese di spinex, una specie di erba affilata come un coltello e munita di spine che emanano una sostanza altamente irritante, foreste e deserti.
Il tutto sotto un sole bollente e un’aria troppa calda da inspirare con la bocca.
Il protagonista
L’autrice Marlo Morgan è una donna sui 40 anni qualificata come dottoressa che aveva vissuto sempre tra i piaceri e vizi della vita grazie all’enorme successo in campo medico. Inizialmente è dispiaciuta di effettuare questo viaggio perché avrebbe lasciato per un periodo assolutamente sconosciuto la figlia e le colleghe di lavoro; nonostante ciò, la curiosità ha la meglio davanti al pensiero dell’assenza di persone a lei care.
Ma quando finalmente arriva, rimane altamente sorpresa. Infatti tutti i beni che aveva portato con sé vanno in fumo e questa privazione la vuol far tornare a casa.
Presto le idee cambiano e Morgan si rende conto che le è stata offerta un’opportunità incredibile.
Comincia infatti a sopportare il dolore fisico e lo stress psicologico causato dalla scarsità d’acqua ed impara a vivere in modo semplice a contatto con la Natura.
Gli altri personaggi
I componenti della tribù fisicamente si presentano con i sensi molto più sviluppati dei nostri tanto da trovare l’acqua anche nel deserto. Le grandi narici permettevano di sopportare l’aria estremamente calda mentre i piedi callosi erano in grado si oltrepassare qualsiasi ostacolo.
Questa gente pensava che niente al mondo si trovava lì per caso; ogni singolo individuo, dal più piccolo al più grande, aveva un proprio compito nel ciclo vitale e, andava perciò rispettato.
Nessun compleanno veniva festeggiato, si celebravano esclusivamente l’evoluzione del talento di ogni singolo membro.
Una cosa che mi è particolarmente rimasta impressa è il modo con cui gli aborigeni comunicavano: infatti, durante il romanzo si dice che essi parlavano tramite la telepatia. Marlo, che era in fin di vita a causa della mancanza d’acqua, chiese con la mente come potesse fare per sopravvivere e le fu risposto di mettere un sasso in bocca per fare saliva.
Alcune citazioni interessanti
“…sorridendo, si volse a guardarmi e quando i nostri occhi si incontrarono apri le braccia. Tutte le mie cose finirono in fumo! Per un momento lo stupore mi impedì persino di reagire, poi sospirai sconsolata.”
“…Dimentica il dolore. Toglierai le spine quando ci saremo accampati. Impara a sopportare. Focalizza la tua attenzione su altre cose……non c’è nulla che tu possa fare in questo momento.”
“…arrostite queste bestiole (ranocchie) conservavano un notevole grado di umidità e il loro sapore assomigliava a quello del petto di pollo……Mangiammo canguro, lucertole, cavalli selvaggi, serpenti, insetti, vermi, formiche, formichieri, uccelli, pesci, semi, noci, frutta e persino coccodrillo.”
Conclusioni
Ho apprezzato particolarmente questo libro, nonostante non sia una vera e propria storia, ma bensì una raccolta d’insegnamenti che tutti noi dovremmo seguire per allontanare quel grande pericolo che ci sovrasta, l’annientamento della Terra.
Inoltre, le descrizioni assai accurate mi hanno fatto vivere l’esperienza quasi da protagonista, infatti quando la protagonista soffriva mi pareva di soffrire anch’io.
Ora, visto l’elevato interessamento che ha suscitato in me questo libro, credo che leggerò anche “Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo”, un altro romanzo di questa famosa autrice: Marlo Morgan.

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