Post Impressionismo

Materie:Riassunto
Categoria:Arte
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Testo

Tendenze post impressionistiche
= quegli orientamenti artistici che si svilupparono in Francia nell’ultimo ventennio dell’ottocento. Dopo l’impressionismo occorreva un processo di ricerca quasi infinito che divenne sempre più personale. Caratteristiche comuni ai post-impressionisti = rifiuto della sola impressione visiva, tendenza a cercare la solidità dell’immagine , ripresa la sicurezza del contorno, la certezza e la libertà del colore.

Gauguin
Si sente impressionista ma in realtà non lo è, perché anche nelle opere di questo periodo, già si intuiscono uno scatto cromatico, una forza trasfiguratrice che lo allontanano dal naturalismo. Utilizza la tecnica del cloisonnisme, con i colori accostati e contenuti entro una bordatura metallica.Dà ampia possibilità sia al colore, sia alla linea, entrambi irreali e astratti. Poi utilizza il colore secondo la tecnica del sintetismo: abbandona la pittura a piccoli tocchi, distende i colori puri e caldi monocromatici in ampie zone piatte semplificando leforme in modo da trasmettere immediatamente il messaggio che l’artista vuole trasmettere.
Si distacca sia dall’impressionismo (il colore non poteva creare le vibrazioni dell’atmosfera) e dalle convinzioni di Cezanne(il colore non poteva creare il volume), ritendeno il colore stesso capace di suggestive emozioni. La pittura divenne simbolo del mondo puro. L’artista manifesta la propria visione interiore
Il Cristo Giallo: tutto è semplificato e sintetizzato, tela dominata dalla presenza incombente in primo piano della croce lignea marrone con l’uomo giallo. Gialli i prati e i monti, con macchie rosse degli alberi, davanti tre contadine bretoni vestite di blu. Tutto è attualizzato, anzi vissuto in ogni momento della giornata, predominano i colori primari (giallo rosso blu) evitando toni intermedi così da ottenere poter suggestivo. Ci colori fanno si che in noi si creino stati d’animo differenti.
…E l’oro dei corpi: un frammento di un discorso colto casualmente al quale ciascuno può dare un antecedente pur accentuando la bellezza languida dei corpi femminili dai colori caldi meridionali, il ritmo del disegno è visibile nella disposizione sinuosa della donna di sinistra e nel modo in cui l’una si inserisce armonicamente accanto all’altra, mentre il tono bruno dei corpi si esalta, sovrapponendosi ai colori retrostanti, in particolare ai cespugli rossi dietro le teste.
Da dove veniamo?Che siamo?Dove andiamo?: una vasta composizione che assume la forma orizzontale del fregio arcaico, quasi a voler conferire loro maggior solennità con il riferimento ad antiche sculture stilizzate ed idealizzate. Questa rappresenta il ciclo dell’esistenza: la nascita(il bambino addormentato), la vita (la fanciulla che coglie i frutti), la morte (la vecchia) e racchiude l’angoscioso problema sul mistero dell’esistere, espresso solitamentecon le tre domande che costituiscono il titolo del quadro. Le figure rivelano l’accettazione del destino umano.

Cezanne
Dall’impressionismo Cezanne apprese il dipingere en plen air e la ricerca della massima luminosità dei colori che segna un punto di raccordo tra L’ Impressionismo e il successivo Cubismo. Nelle sue opere le sensazioni non si manifestano soltanto come colore e come luce ma anche come una forma suggerita dal colore stesso.
Ma l’esperienza impressionista fu per lui solo l’inizio di una ricerca che lo vide tormentarsi continuamente nella speranza di giungere a quella verità essenziale delle cose che l’impressione visiva non poteva esaurire. Il disegno di Cezanne è deciso e realizzato con linee ondulate che si sovrappongono nel delimitare i contorni mentre un fitto tratteggio indica le zone in ombra e modella i volumi. È’ presente un disegno sottostante a matita che individua la geometria dell’insieme e dei vari strati di trasparenze colorate.
La sua pittura si manifesta con originalità e forza innovativa,le opere hanno toni scuri e netti contrasti tra luce ed ombra.L’energia costruttiva della sua pennellata,caratterizza ogni sua opera.
Cerca di dare la massima espressione al colore.
Vuole arrivare all’essenzialita’ delle cose,e non alla superficialita’.
In Cezanne andava accentuandosi l’interesse per un ordine geometrico-strutturale dell’immagine dipinta che superasse l’apparenza dei fenomeni.
Si dedico’ a pochissimi soggetti diversi,per concentrarsi in modo esclusivo sullo specifico linguaggio della pittura,sui rapporti equilibrati tra i colori,i volumi,le diverse parti della composizione,svolti secondo un procedimento di sintesi geometrica.
Il problema per Cezanne non era di riprodurre la natura,di imitarla,ma di partire da essa,trattandola,come dei cilindri,delle sfere e dei coni…
Cercherà di rappresentare nella tela,l’insieme dei sentimenti e delle emozioni che egli prova.
I giocatori di carte
Due uomini in un’osteria di paese giocano a carte davanti a uno specchio (potrebbe sembrare un tema tipicamente impressionista, ma non c’è più nulla d’impressionista nel dipinto). Il modo in cui essi sono rappresentati li avvicina a degli inanimati manichini; i volumi con cui sono stati fatti i corpi sono stati isolati, le pennellate contribuiscono alla resa volumetrica Dipinto costruito per piani elementari e secondo complessi accordi cromatici,con dominio di giallo e bruno.
A ciò contribuisce anche lo stacco di colore della tovaglia rossa che se da un lato divide i due giocatori,dall’altro costituisce un piano di raccordo tra i due volumi.
Nel suo complesso,il dipinto è organizzato simmetricamente per diagonali incrociate,il cui punto d’incontro e’ la bottiglia.
La montagna Sainte – Victoire
Nel dipinto di Filadelfia alla rappresentazione dei volumi, cioè alla scomposizione delle cose (paesaggio naturale e paesaggio creato dall'uomo) in essenzialità e loro ricomposizione tramite superfici accostate, si somma la ricerca della profondità senza prospettiva, ma attuata tramite i colori. Sono lo spessore e la corposità dell'aria che Cezanne intende mostrare. E l’aria e il cielo assumono anche i colori delle case e degli alberi: il verde è pure nel cielo da cui solo un tenue contorno azzurrino riesce a separare il monte, tanto i loro colori sono simili. La profondità è tutta lì, in quel cielo unito al monte dall’aria palpabile che si interpone tra il pittore e l’oggetto ritratto. Diverso da altri impressionisti ad esempio Renoir dipinge qualcosa di carezzevole e limpido. Un dipinto che riconcilia uomo e natura, un paesaggio paradisiaco mentre quello di Cezanne mostra una natura vinta e svelata, pronta per essere consegnata ai pittori-ricercatori delle generazioni future (Cubisti). Utilizza larghe pennellate, si ha una sintesi tra forma e colore.
Le grandi bagnanti
Deriva da modelli classici e rinascimentali.
Il tutto si ritrova in una solidissima costruzione plastico.architettonica,fondata su puntuali corrispondenze e risonanze formali e cromatiche,sorretta da dei passaggi di tono.
Fondamentale di questo dipinto e’ la linea,estremamente marcata,che definisce perfettamente il corpo delle donne,ma che lascia un po’ indietro i particolari soprattutto del volto.
Si rifà ad una struttura piramidale,come Delacroix in “La liberta’ che guida il popolo” e nel “La zattera della medusa”
Il chiaroscuro e gli sbalzi di tonalità offrono un grande senso di volumetria.
La casa dell’impiccato ad Auvers: la visione ottica della realtà, dà una visione parziale. Sulla realtà si deve cogliere l’essenzialità, è una pittura di ricerca. La scelta del plein air e i piccoli tocchi di colore fanno di questo dipinto un’opera sicuramente impressionista. Pennellate molto differenti rispetto agli altri artisti, anche impressionisti, colori meno puri: scabrosità e una corposità inusuale mostrano gia la volontà dell'artista di andar oltre la ricerca degli amici impressionisti. Secondo Cezanne "nella pittura ci sono due cose: l'occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro", l’artista deve penetrare all’interno degli oggetti per coglierne l’essenza. Ciò vuol significa che la lettura semplicemente percettiva della natura (considerata solo quale appare, come si mostra ai nostri sensi) non è sufficiente. Esiste infatti un secondo livello di lettura, quello intellettivo. L’intelligenza deve spronare il pittore ad indagare la realtà per scoprirne l’essenza, la verità nascosta dalle apparenze che la rivestono. È la geometria, che permea tutte le cose, e cui tutto può essere ricondotto, la verità cui Cezanne tende. Le sue figure, pur nell'essenzialità delle forme, acquistano quindi una maggiore monumentalità e una potenza architettonica, l'uso costruttivo del colore determina curve, spigoli, mutamenti d'inclinazione, differenze di luce, come in una scultura di creta appena abbozzata, ma che già mostra il modellato finale. Scriveva Cezanne “ trattare la natura secondo il cilindro, la sfera, il cono, il tutto posto in prospettiva, in modo che ogni lato di un oggetto o di un piano si diriga verso un punto centrale”.

Vincent Van Gogh
La velocità = l’urgenza interiore di esprimersi in assoluta libertà obbedendo al sentimento + che alla ragione. Tende a proiettare nella realtà se stesso e quindi a trasformarla o a trasfigurarla secondo i propri sentimenti; usa la linea non come mezzo descrittivo ma con funzione espressiva e trasforma volutamente il colore reale per renderlo suggestivo; il suo modo di vedere non è mai oggettivo: a lui interessa il significato umano di ciò che rappresenta così come lo sente.
I mangiatori di patate
Si può dire che “I mangiatori di patate” costituiscono la sintesi del lavoro di Van Gogh a Neuen e alla stesso tempo costituiscono anche la fine della sua pittura di interni e nature morte; tre donne e due uomini siedono in un’umile casupola a un piccolo tavolo con tazza di tè e ciotole di patate. Dal soffitto a travi scende una lampada a petrolio che proietta una luce debole nell’oscurità della sera. La disposizione delle figure non è casuale, ma segue un preciso modello geometrico: due personaggi di profilo incorniciano una coppia che siede in posizione frontale, mentre il tavolo viene interrotto visivamente da una figura femminile di spalle. Le poche azioni sono concentrate sul misero pasto, i volti appaiono tristi e suggeriscono un senso di oppressione; la stanza è arredata poveramente, infatti ci sono solo pochi soprammobili (orologio e immagine di Cristo).
Per questa rappresentazione, il pittore utilizza nuove combinazioni di colore, che esprimono anche la sua partecipazione emotiva: le superfici che dovevano essere bianche, sono invece di un grigio cupo, formato da rosso, blu e giallo. Egli da molta importanza alle mani, in quanto vuole mettere in evidenza il rapporto tra il lavoro manuale e il mangiare patate. Van Gogh si è esercitato a lungo su questo tema e la prima testa che ha dipinto è stata effettivamente ridipinta molte volte. Opera che meglio rappresenta la viva partecipazione del pittore a questo umile mondo;in una povera stanza rischiarata da una lampada a petrolio appesa al basso soffitto, alcuni contadini consumano il pasto serale servendosi da un unico piatto di patate mentre una di loro sta versando il caffè. La luce che viene dall’alto e colpendo soltanto alcune parti provoca contrasti chiaroscurali e accentua la caratterizzazione dei volti, mani nodose, abiti, con una deformazione che significa fatica fisica; colori bruni; forme sintetizzate. I personaggi non sono abbruttiti e conservano la loro dignità (si vede dallo sguardo)

Autoritratto con il cappello di feltro grigio
La giacca è trattata con rapidi tocchi di colore, il modellato del volto è ottenuto con il variare dell’inclinazione delle tante linguette di colore che seguono una disposizione raggiata. L’artista sfrutta l’accostamento di colori complementari (es rosso e verde tra i risvolti della giacca). Nella raffigurazione l’artista ha fissi occhi inquieti, labbra serrate ed evidente magrezza, che fanno trasparire il carattere instabile di Van Gogh. l’andamento tondeggiante della testa è ripreso e moltiplicato da una sorta di aureola costituita da cerchi concentrici di strisce azzurre punteggiate di marrone mentre in basso analoghe strisce assumono una diversa direzione adeguata alla forma della giacca e + in alto grigie con riflessi di altri colori indicano la struttura della calotta e della tesa del cappello di feltro; tutto x portare attenzione sul viso fatto da pennellate che dal centro vanno verso l’esterno, dando forte espressività.
Campo di grano con volo di corvi
Questa è una delle ultime opere di Van Gogh. Il formato è inusuale (con il rapporto altezza – larghezza di 1 a 2) e genera una straordinaria ampiezza visiva, accentuata dal perdersi all’orizzonte della vasta distesa di grano e dalla scomparsa dei tre sentieri, l’uno in mezzo alle messi, l’altro al di là dei bordi del quadro, così da generare un senso di smarrimento. La scena è composta con un furore creativo, a colpi di pennello, le cui direzioni seguono i piani prospettici o, ad esempio nelle zone più lontane del campo, si scontrano e si accavallano come ondate in tempesta. I colori sono violenti, senza mezze tinte e essenziali: i tre primari e uno secondario, il verde dell’erba che serpeggia lungo i sentieri; qua e là svolazzano i corvi, rappresentati da linee nere zigzaganti, che danno l’idea di presenze minacciose. La natura ssume l’animo dell’artista, tutto in una forte angoscia.
La camera da letto
Quest’opera rappresenta la camera di Van Gogh nella città di Arles; l’arredamento è abbastanza misero e composto unicamente da un letto,due sedie e un tavolino, mentre le pareti sono arricchite da alcuni suoi quadri. In questo dipinto, il pittore voleva rappresentare il “riposo assoluto”, ma ogni tratto dimostra praticamente il contrario: l’ambiente risulta mosso e traballante, le pareti sembrano come convergere verso il centro della stanza e questo infonde un senso di angoscia e tensione. A creare la tensione, contribuiscono anche le linee prospettiche, molto marcate, del pavimento che sono spezzate dalle crepe trasversali; un altro elemento di angoscia sono i colori, molto evidenti, ma senza né ombre né chiaroscuro.
Le rappresentazioni della camera da letto fatte da Van Gogh, sono moltissime e la maggior parte si differenzia unicamente per i quadri appesi alle pareti: ci sono stampe giapponesi, ma soprattutto autoritratti, alcuni creati appositamente per essere appesi lì e anche alcuni quadri di altri artisti.
La notte stellata
La struttura, ovvero l’articolazione interna degli elementi a formare un tutto organico, è un principio compositivo assai rilevante nelle opere tarde di Van Gogh. Ad esempio in quest’opera non si possono più distinguere le macchie di colore che caratterizzavano il puntillismo, perché questi elementi appaiono tutti insieme: i vortici di linee si tramutano in stelle nel cielo notturno, le cime dei cipressi sono rese con pennellate slanciate, le superfici arrotondate fittamente tratteggiate sono i crinali dei monti e le forme geometriche rappresentano l’architettura di un paese. Il dipinto non è quindi frutto dell’impulso di un momento, ma le pennellate e il cromatismo sono ben ponderati.
Quest’opera è stata dipinta nella casa di cura e mostra tutte le angosce e paure del pittore; lo si può vedere dalle pennellate che sono forti, decise, quasi violente.

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