Michelangelo Buonarroti

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Testo

Michelangelo Buonarroti
Michelangelo di Lodovico Buonarroti Simoni, universalmente noto semplicemente come Michelangelo.
Fu scultore, pittore e architetto ma anche letterato: infatti scrisse poesie vergandole su semplici fogli di carta. Michelangelo manifestò subito una forte inclinazione artistica che il padre cercò in ogni modo di ostacolare, mettendolo a studiare grammatica a Firenze. Il 28 giugno 1488 Michelangelo entra nella bottega dei fratelli Ghirlandaio, dove vi rimase il tempo necessario per apprendere le tecniche lasciata, inizia la frequentazione del giardino delle sculture di Piazza San Marco, dove si studiano le sculture antiche, vicino a Bertoldo di Giovanni che operava alla corte di Lorenzo de' Medici. Ebbe modo così di crescere nutrendosi della dottrina platonica ed elaborando un proprio gusto artistico derivato dallo studio delle opere di Masaccio e Giotto. Andando in città a Roma, scolpisce sul modello dell'antico, un Cupido dormiente. Questo viene acquistato da un mercante, il quale mette sottoterra l’opera in modo tale da fare macchiare il marmo e dare l’impressione che l’opera sia molto antica. Venduto al cardinale Raffaele Riario, quest’ultimo scoprì l’inganno e volle conoscere l’artista dell’opera, affidandogli successivamente varie commissioni. Iniziò dunque la sua “carriera” fino a quando ebbe una commissione da parte di un cardinale francese di realizzare una Pietà.Ciò venne chisto da cardinali stranieri perché la Pietà non rientra nell’iconografia dell’ Italia ma bensì dal nord Europa.
Madonna della scala (1490-1491)
La Madonna della scala è databile tra il 1490 e il 1492, ed è ora conservata a Firenze nella Casa Buonarroti: sappiamo che fu donata da Leonardo Buonarroti, nipote dell'artista, al duca Cosimo I de' Medici. Probabilmente l'opera era sempre rimasta nella casa dell'artista in via Ghibellina, dove ritornò, quando il granduca Cosimo II de' Medici la restituì ai discendenti di Michelangelo. In quest'opera l'artista riprende la tecnica donatelliana dello stiacciato, creando un'immagine di tale monumentalità da far pensare a steli classiche. La Madonna massiccia, perfetta, tiene in braccio il Bambino, nella rappresentazione troviamo una novità:il fanciullo è inglobato nel corpo della Madonna in una torsione incredibile, ciò sottolinea lo studio da parte dell’artista. E’ in bassissimo rilievo. La lotta dei Centauri, dove le figure dell’opera, per un giovane artista, sono molto complesse. Il Bacco è un’opera sugli elementi antichi ellenistici.Il Bacco è di virtuosismo tecnico eccezionale con un atteggiamento nobile ma stabile, riesce a dare una visione di tecnica ma anche di immagine.

La Pietà
Stipula un contratto, garantito da Jacopo Galli, con il cardinale francese di San Dionigi, per la realizzazione, entro un anno, di una Pietà di marmo destinata ad essere esposta nella Basilica di San Pietro. La Pietà di Michelagelo nasce su un blocco di marmo scelto personalmente nelle cave di Carrara, dove l'artista rappresenta le figure isolate della Vergine Maria che tiene in grembo il corpo di Cristo appena deposto dalla croce, secondo un'iconografia che, in quel periodo, aveva trovato largo consenso al di là delle Alpi.
Alta 1.74cm, la Pietà di Michelangelo presenta forti particolari anatomici e nelle finiture dei panneggi, con effetti di traslucido accentuati dal modo in cui la luce sembra carezzare le superfici marmoree. Una delle cose che maggiormente sorprende nella scultura è l'aspetto estremamente giovanile che l'artista volle dare al volto della Vergine Maria; questa scelta, vivamente criticata dai contemporanei, trova giustificazione nel carattere astratto della composizione.
Nelle intenzioni dello scultore, la Madonna rappresenta probabilmente l'intera umanità.
Dalla figura del Cristo sono assenti i segni della Passione, Michelangelo, infatti, non persegue la rappresentazione oggettiva della morte ma manifesta la propria visione religiosa nel volto abbandonato e tuttavia sereno del Figlio a testimonianza della comunione fra uomo e Dio sancita con il sacrificio del Salvatore.
Si racconta che Michelangelo, non solito a firmare le proprie opere, dopo aver casualmente sentito alcuni visitatori lombardi dire che la Pietà era opera di Gobbo di Milano, sia entrato la notte stessa nella Basilica di San Pietro, ed abbia inciso sull'opera la scritta: "Angelus Bonarotus Florentinus Faciebat". Nel 1972 la mano di un folle le inferse 15 colpi di martello danneggiando una delle opere più grandi di tutti i tempi che Michelangelo aveva scolpito, nel 1499, a soli venticinque anni. Da allora, una pesante teca di vetro antiproiettile ricopre il capolavoro. Lo protegge, ma tiene anche un po’ a distanza i visitatori e ne rende difficile la visione.

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