Gli artisti del rinascimento

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Testo

Leonardo da Vinci: nacque a Vinci in Toscana in provincia di Firenze nel 1452 figlio illegittimo di Ser Piero, notaio e Caterina, contadina. Morì al Castello di Cloux in provincia di Amboise nel 1519 in Francia. Pittore, scultore, architetto, ingegnere e scienziato italiano, fu uno degli artefici del Rinascimento. L'amore per la conoscenza e la ricerca segnarono profondamente la sua produzione artistica e scientifica. Le innovazioni che portò nella pittura influenzarono l'arte italiana per oltre un secolo e i suoi studi scientifici, anticiparono molte conquiste della scienza moderna.
Per dieci anni fece tirocinio dal Verrocchio poi andò ad abitare a Milano con i suoi allievi.
Tra le sue invenzioni ricordiamo:
- per la guerra: bombarda, balestra gigante, carro falciante…
- per l’acqua: scafandro, salvagente, pattini per camminare sull’acqua…
- per il volo (dal quale era ossessionato fin da 14 anni): elicottero, aerei, ala a pipistrello…
A 30 anni lascia Firenze e va a Milano da Ludovico il Moro.
Dagli altri artisti venne giudicato HOMO SANZA LITTERAE.
Alla morte di Ludovico il Moro, nel 1500 circa, se ne andò da Milano e si ritirò a Venezia.
Poi fu richiamato a Milano, insieme a Michelangelo, per dipingere la vittoria della guerra di Filippo Maria Visconti. I due artisti litigarono spesso.
A 51 anni dipinse la Gioconda che finì a 55 anni.
A 62 anni vorrebbe diventare maestro di corte ma la sua proposta non venne accolta poiché giudicato stregone ed eretico.
Allora si rifugiò in Francia ad Amboise dove per vivere fu costretto a vendere la Gioconda al sovrano di Francia ad un prezzo altissimo: 4000 scudi.
Ammalatosi gravemente morì il 2 maggio 1519. Volle un funerale da iconoclasta cioè come fu la sua vita.
Andrea Vesalio: nacque a Bruxelles nel 1514 - Zante 1564), anatomista fiammingo, le cui dissezioni e descrizioni del corpo umano contribuirono a gettare le basi della moderna anatomia.
La sua opera più importante, De Humani Corporis Fabrica (1543, in 7 volumi), contiene la descrizione dei tessuti e degli organi osservati da Vesalio stesso durante le dissezioni anatomiche dei cadaveri. La pubblicazione di questo trattato suscitò accese polemiche, che da un lato costrinsero Vesalio ad abbandonare l'ambiente accademico, dall'altro contribuirono ad accrescere la sua fama, conducendolo alla corte imperiale di Madrid, in qualità di medico personale di Carlo V e successivamente di suo figlio Filippo II. Condannato a morte dal Tribunale dell'Inquisizione in base all'accusa di avere condotto dissezioni su persone vive, Vesalio riparò in Terra Santa. Morì sull'isola greca di Zante mentre stava facendo ritorno in Europa.
Johann Gutemberg: nacque a Magonza nel 1397 dove morì nel 1468, stampatore tedesco, ritenuto l'inventore dei caratteri tipografici mobili. Di nobile casata, compì un apprendistato come orafo. Tornato a Magonza verso il 1450, mise a punto un torchio e un sistema di caratteri che permettevano di comporre uno "scritto artificiale". Gutenberg iniziò a stampare una grande Bibbia latina e alcuni libri di formato minore e opuscoli. Questa Bibbia, nota come Bibbia di Gutenberg, mazarina o "delle 42 linee", fu portata a termine prima della fine del 1456, forse con l'aiuto di Peter Schöffer, genero di Fust e apprendista di Gutenberg.
Tommaso Moro: nacque a Londra nel 1478 dove morì nel 1535. Statista e scrittore inglese, noto anche con il nome italianizzato di Tommaso Moro, dopo essersi laureato in legge all'Università di Oxford, approfondì i suoi interessi per le scienze, la teologia e la letteratura, soprattutto greca e latina. Scrisse varie commedie e nel 1499 decise di farsi monaco entrando nell'ordine dei certosini. Quattro anni dopo abbandonò l'idea e nel 1504 ottenne un seggio al Parlamento. Dopo la morte del re, nel 1509, Tommaso Moro rientrò in politica e nel 1510 fu nominato rappresentante della Corona a Londra. La sua opera più famosa è Utopia (1516), in cui critica la società e i costumi dell'Inghilterra del suo tempo attraverso il resoconto della vita nell'isola immaginaria di Utopia, dove gli interessi individuali sono subordinati a quelli della società, tutti svolgono un lavoro, l'educazione universale e la tolleranza religiosa sono pratiche comuni e la terra è di proprietà collettiva.

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