Apocalisse negli Stati Uniti

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Apocalisse negli Stati Uniti
Due aerei distruggono le Torri Gemelle: gli USA sotto attacco
Il secondo aereo si schianta
La gente si getta dalle Torri
La seconda Torre crolla
L’11 Settembre gli USA sono cambiati, e con loro il mondo intero. New York, ore 8.45, gli oltre 50000 impiegati che lavorano nelle Torri Gemelle, simbolo dell’economia statunitense e mondiale, si recano a lavoro senza sapere che diventeranno i protagonisti di un film che causerà oltre 6000 vittime. Un aereo di linea dell’America Airlines si fa strada attraverso lo sky line di New York, a quota pericolosamente bassa, andandosi a schiantare contro la Torre Sud accompagnato dal boato della tremenda esplosione. La Torre trema, oscillando di oltre 3 metri a destra e a sinistra, contro i pochi pollici previsti dalle norme antisismiche, facendo saltare i bulloni delle travi di sostegno e degli ascensori, che precipitano verso il basso. Nella torre è il panico e mentre arrivano i primi soccorsi la gente, che non ha ancora ben compreso il pericolo, inizia ad uscire ordinatamente dalla Torre. Passano 20 minuti e il peggio deve ancora venire: un altro Boeing si schianta contro la Torre nord. Si mobilitano le televisioni di tutto il mondo e la CNN, la BBC, SKY News e la FOX Tv, le principali emittenti americane, iniziano la diretta di quella che sarà considerata all’unanimità la peggiore tragedia dalla fine della seconda guerra mondiale. Lo scenario ai piedi delle Torri è apocalittico, la gente corre via per decine d’isolati mentre i mezzi di soccorso si avvicinano sempre di più, portando soccorso ai primi feriti che giungono dai piani vicini alle due esplosioni. Vengono sventolati fazzoletti per chiedere aiuto, chi può fa una telefonata ai parenti, che per la maggioranza sarà l’ultima. Chi ormai è assediato dalle fiamme si sporge dalle finestre e sono decine coloro che non trovando più scampo si gettano nel vuoto. Ore 10.13, crolla la prima torre colpita. Gli USA si rendono conto di essere sotto attacco dei terroristi e vengono evacuati altri simboli del potere come il Congresso, la Casa Bianca, il Palazzo di Vetro e il Pentagono. E proprio verso quest’ ultimo punta un terzo aereo di linea il quale alle 10.13 si schianta sul Ministero della Difesa. Mentre le Tv passano da un collegamento all’altro e miliardi di persone in tutta la terra seguono la vicenda prese dall’angoscia, la seconda torre cade, sono le 10,27. Il bombardamento non finisce e la Tv da la notizia che un quarto aereo si dirige verso Washington, probabile obbiettivo: la Casa Bianca. Si levano così in volo i caccia dell’aeronautica militare statunitense per abbattere l’aereo-bomba, questo però si schianterà nell'ovest della Pennsylvania, nel distretto di Somerset. A New York si verificano crolli a catena di altri edifici del World Trade Center e di edifici limitrofi e, Downtown, la parte sud di Manahttan viene evacuata. Bush, presidente degli Stati Uniti, sale sull’Air Force One, l’aereo presidenziale, diretto ad una località segreta per pericolo di nuovi attentati alla sua persona. Intanto gli ospedali di New York sono in tilt, manca soprattutto sangue. Iniziano a circolare i primi bilanci: 272 morti sugli aerei di linea, 50 nel pentagono, circa 300 i soccorritori dispersi, incalcolabili le vittime delle Torri Gemelle, bilancio destinato tristemente a salire. Mentre New York viene considerata No Fly Zone fonti attendibili danno la colpa ad Osama Bin Laden, capo del terrorismo islamico internazionale. A New York i soccorsi continuano e durante la serata Bush pronuncia un discorso alla nazione: "Siamo una Nazione forte e non arretreremo. Possono attaccare l'acciaio dei nostri edifici, ma non l'acciaio della nostra volontà. Colpiremo chi ci ha colpiti".
Nei giorni successivi molti degli stati mondiali mandano messaggi di solidarietà e di cordoglio agli USA dando il proprio appoggio militare. Alla NATO, per la prima volta viene richiamato l’articolo cinque secondo il quale un attacco a uno degli stati membri è un attacco a tutti gli stati dell’unione. Iniziano le indagini con arresti in tutto il mondo e si fa sempre più insistentemente un solo nome: Osama Bin Laden. Ma chi è quest’uomo che è riuscito a mettere in ginocchio la nazione più potente al mondo, l’unica superpotenza rimasta? Bin Laden è un ricchissimo sceicco arabo che ha dichiarato guerra agli USA ai quali contesta tutto: dalla civiltà, all’economia, alla politica. Bin Laden non è la prima volta che risalta alle cronache di tutto il mondo per fatti di terrorismo, infatti, nel 1997 è stato il mandante degli attentati alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania e da allora è nella lista dei 10 ricercati più pericolosi d’America del FBI con una taglia di oltre cinque milioni di dollari. La vera forza di Bin Laden è nell’integralismo islamico grazie al quale riesce a convincere i suoi militanti addirittura a suicidarsi per la causa. Nei deserti dell’Afghanistan nasconde campi di addestramento di kamikaze, nei quali fin da poco più che bambini vengono addestrati all’uso delle armi e gli viene insegnato che morire nella guerra santa condotta contro gli infedeli porta al paradiso. La guerra che purtroppo nelle ultime ore si fa sempre più inevitabile sarà lunga e dispendiosa, ma non di vite umane, almeno nello schieramento degli Occidentali.
Anche il Pentagono è in fiamme
In questa guerra verrà utilizzata una strategia diversa: non verrà infatti utilizzata la fanteria, bensì ristrettissimi gruppi scelti di USA, Germania, Inghilterra e Francia, che nella maggioranza dei casi si muoveranno di notte, con azioni veloci e mirate. Uno dei motivi per cui sono state scelte queste truppe d’elite, oltre alla loro preparazione e agli armamenti di ultima generazione, è il fatto che, nel caso degli Americani, conoscono alla perfezione il territorio, dato che sono stati proprio loro a donare le armi gli Afgani e prepararli nell’uso delle stesse durante la guerra che circa 20 anni fa ci fu tra ex-Unione Sovietica e l’Afghanistan. Il resto degli attacchi saranno fatti dal cielo con missili aria-terra e aria-aria. L’esercito di Bin Laden non si sa esattamente come sia composto, si pensa ad un esercito che va dalle 35000 alle 50000 unità, e non i 300000 dichiarati dai terroristi che sono poco attendibili. Sono forniti inoltre di carri armati, mine anti-carro, missili terra-aria e poche decine di aerei da combattimento ma soprattutto le armi batteriologiche. La cosa però preoccupa il mondo è l’eventuale uso dell’arma nucleare e non è escluso che anche i terroristi posseggano delle testate. Angosciante la dichiarazione di un rappresentante del Pentagono che non ne esclude l’uso. Tutto il mondo è schierato al fianco degli USA, comprese alcuni vicini dell’Afghanistan, vicini non solo geograficamente ma anche politicamente e religiosamente al paese islamico. Il Pakistan, amico dell’Afghanistan in molte occasioni, si è schierato al fianco del resto del mondo dando il preziosissimo spazio aereo e la disponibilità delle basi militari. In cambio dell’aiuto gli è stata promessa la cancellazione del debito e aiuti economici. Al fianco dell’Afghanistan è rimasto in pratica solo l’Iraq di Saddam e nella lunga guerra non è escluso che gli USA tentino di togliere di mezzo anche questo regime dittatoriale. Così come la Russia che vuole vendicarsi contro i separatisti ceceni mussulmani, spina nel fianco dei russi, e gli Afgani, protagonisti di un “Vietnam russo”, oppure l’India che è coinvolta da anni in una guerra contro il regime dei Talebani per l’acquisizione della regione del Kashmir. Bin Laden sarebbe stato catturato da tempo se non avesse avuto la protezione del regime Talebano che da qualche anno governa con un regime dittatoriale dopo il rovesciamento della monarchia. Il governo si basa sulle regole del Corano, come in tutti gli stati Musulmani, con la caratteristica che sono particolarmente integralisti. Infatti, è stato ordinata la distruzione di tutti i televisori, la distruzione di tutte le opere architettoniche non Musulmane (ne sono la prova i giganteschi e antichissimi Buddha scavati nella montagna distrutti circa un anno fa), e l’eliminazione di tutti i diritti per le donne. Infatti, sono obbligate a girare per strada con il corpo completamente coperto da un mantello e non possono né votare e lavorare. Tutte queste riforme hanno fatto regredire lo stato già di per sé poverissimo all’età medioevale.
La gente di tutto il mondo si chiede se questa guerra ci sarà e quanto durerà facendo scoppiare in alcuni casi una vera e propria psicosi. In tutto il mondo vanno a ruba le maschere antigas e a Londra un uomo fitta uno dei 100 posti del suo bunker a 30 metri sotto terra a 100 milioni di lire. A New York invece i cittadini sono in preda a crisi di pianto, angoscia e insonnia dopo aver visto i simboli della loro città cadere in pezzi e portarsi con sé parenti e amici, costringendo il comune ad istituire dei centri d’ascolto per risolvere questi problemi. Una cosa però si deve riconoscere di tutto quello che sta succedendo nel mondo, vale a dire la straordinaria solidarietà che gli stati del mondo ma soprattutto gli americani stessi, hanno riservato alla nazione più potente del mondo, colpita al suo cuore.

Michele di Maio, IIIªF

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