Il risorgimento italiano

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Testo

IL RISORGIMENTO ITALIANO

L’Italia era stata unita politicamente solo ai tempi dell’Impero romano anche se una nazione italiana, in quanto comunità linguistica, culturale, religiosa e in parte economica esisteva almeno fin dall’epoca dei comuni.
Nella prima metà dell’800 l’Italia conobbe un processo di graduale riscoperta e di sempre più netta rivendicazione della propria identità nazionale.
• 1831: scoppiano insurrezioni nei Ducati di Modena e Parma e in una parte dello Stato pontificio, come conseguenza della situazione creatasi dopo la rivoluzione del luglio 1830 in Francia.
Precedente cospirazione all’interno del Ducato di Modena appoggiata dal duca Francesco IV per creare un Regno dell’Italia centrosettentrionale.
Viene bloccata la rivolta a Modena.
4 febbraio: la rivolta scoppia a Bologna e in tutti i centri principali delle Legazioni pontefice: in Romagna, a Pesaro, Urbino, Ferrara e nei Ducati di Parma e Modena.
Fuga di Francesco IV.
A muoversi furono i ceti borghesi appoggiati dall’aristocrazia liberale e da una mobilitazione popolare.
Costituzione di un Governo delle province unite.
Organizzazione di un corpo di volontari per marciare verso Roma.
Marzo: intervento militare austriaco. Repressione.
Estate: nasce in Francia la Giovine Italia.
• 1830-1840: periodo di tentativi insurrezionali organizzati dalla Giovine Italia, tutti falliti.
Regno delle due Sicilie e Stato pontificio: Gregorio XVI si oppone a qualsiasi riforma.
Toscana: viene impedito ogni sviluppo.
Piemonte: vengono attuate caute riforme.
• Inizio anni ’40: incoraggianti sintomi di progresso economico.
• Anni ’40: costruzione di ferrovie con conseguente slancio dell’economia degli stati italiani.
Progressi nel sistema bancario.
Sviluppo dei porti e della marina mercantile.
Nascita di un orientamento moderato.
Nasce una nuova scuola di pensiero definita “neoguelfa”, il cui principale rappresentante è Vincenzo Gioberti, che propone una confederazione fra gli stati italiani presieduta dal papa.
• 1846-47: accelerazione del moto riformatore.
• Giugno 1846: elezione al soglio pontificio di Pio IX.
Pio IX concede un’ampia amnistia per i detenuti politici liberali e moderati. Si pensa che Pio IX possa essere l’uomo capace di dar corpo all’utopia neoguelfa.
• Primavera-estate ’47: viene convocata una consulta di Stato, viene istituita una Guardia civica e attenuata la censura alla stampa.
• Estate-autunno ’47: il moto riformatore dilaga in tutta Italia.
• 1848: l’Europa viene sconvolta da una crisi rivoluzionaria di ampiezza e intensità eccezionali, come sono da ritenersi eccezionali l’estensione dell’area geografica interessata dalle agitazioni e la rapidità con cui il moto rivoluzionario si diffonde in tutta l’Europa continentale.
Questo fenomeno viene favorito dalla situazione economica di crisi del 1846-1847.
Intervento delle masse popolari urbane.
Emergere degli obiettivi sociali accanto a quelli politici.
• Gennaio 1848: Marx e Engels scrivono il “Manifesto dei comunisti”, testo-base della rivoluzione proletaria.
Sollevazione di Palermo: concessione di una costituzione nel Regno delle due Sicilie.
Carlo Alberto di Savoia, Leopoldo II di Toscana e Pio IX concedono la costituzione.
Sollevazione di Venezia: liberazione dei detenuti politici, i reparti austriaci vengono costretti a capitolare. Proclamazione della costituzione della Repubblica Veneta.
Insurrezione di Milano: assalto al palazzo del governo. Borghesi, popolani, operai e artigiani combattono contro gli austriaci. Costituzione di un governo provvisorio.
23 marzo 1848: il Piemonte dichiara guerra all’Austria.
Ferdinando II di Napoli, Leopoldo II di Toscana e Pio IX si uniscono alla lotta antiaustriaca.
Pio IX, il granduca di Toscana e Ferdinando di Borbone ritirano le truppe entro metà maggio.
Accorre dal Sud America Giuseppe Garibaldi.
9 agosto: armistizio con gli austriaci.
• Autunno:
Sicilia: si trova sotto il controllo dei separatisti che si danno un proprio governo e una propria costituzione democratica.
Venezia: rimane in mano agli insorti.
Toscana: il granduca è costretto dalla pressione popolare a formare un ministero democratico.
Roma: il papa abbandona la città, prendono il sopravvento i gruppi democratici.
• Gennaio 1849: in tutti i territori dell’ex Stato pontificio si tengono le elezioni a suffragio universale per l’Assemblea costituente, fra gli eletti ci sono Mazzini e Garibaldi. L’Assemblea proclama la decadenza del potere temporale dei papi. Lo stato assume il nome di Repubblica romana.
Gli sviluppi della situazione nello Stato pontificio hanno immediate ripercussioni nel resto d’Italia.
Abolizione dei tribunali ecclesiastici. Confisca dei beni del clero.
Progetto di riforma agraria.
Pio IX si ristabilisce nei suoi territori con l’aiuto dei francesi.
Agosto 1849: gli austriaci riescono a soffocare gli ultimi focolai di rivolta.
• Il ritorno dei sovrani legittimi blocca ogni esperimento riformatore e frena pesantemente lo sviluppo economico dei vari Stati.
Stato pontificio: riorganizzazione secondo il vecchio modello teocratico-assolutistico, con qualche lieve ritocco che non ne muta i caratteri di fondo.
Regno delle Sicilie: totale ritorno al sistema assolutistico e repressione durissima.
Lombardo-Veneto: pesante regime di occupazione militare e pressione fiscale.
Piemonte: difficoltà e contrasti. Sopravvive l’esperimento costituzionale. Opera di modernizzazione dello Stato. Febbraio 1850: approvazione di un progetto di legge che riordinava i rapporti fra Stato e Chiesa ponendo fine ai privilegi di cui godeva il clero.
• 1851-52: la polizia austriaca infligge duri colpi all’organizzazione mazziniana.
• 6 febbraio 1853: a Milano poche centinaia di operai e di artigiani assaliscono con armi improvvisate i posti di guardia austriaci, ma il moto fu facilmente represso.
• 1853: Mazzini fonda a Ginevra una nuova formazione politica a cui dà il nome di Partito d’azione.
• Il Piemonte si allea alla Francia nella guerra contro la Russia.
• 1859: scoppia la guerra con l’Austria.
11 luglio: firma dell’armistizio. L’Impero asburgico rinuncia alla Lombardia e la cede alla Francia. Cavour cede Nizza e la Savoia in cambio dell’assenso francese alle annessioni del Granducato di Toscana, dei Ducati di Modena e Parma e delle Legazioni pontefice.
Annessione del Piemonte.
Aprile 1860: scoppio di un’insurrezione popolare a Palermo sanguinosamente repressa ma che si estende alle campagne.
Giuseppe Garibaldi assume la guida della spedizione.
• 5-6 maggio 1860: poco più di 1000 volontari, provenienti da diverse regioni e di varia estrazione sociale prendono il mare a Quarto, presso Genova. Pochi giorni dopo sbarcano a Marsala e penetrano all’interno della Sicilia con entusiasmo della popolazione. Mettono in fuga un contingente borbonico. All’arrivo a Palermo la città insorge. Dittatura di Vittorio Emanuele II.
6 settembre: Francesco II abbandona la capitale, il giorno dopo Garibaldi fa il suo ingresso trionfale a Napoli.
Settembre: le truppe regie varcano i confini dello Stato della Chiesa, invadono l’Umbria e le Marche e sconfiggono l’esercito pontificio.
Ottobre: l’esercito sabaudo comincia la marcia verso il Sud.
21 ottobre: in tutte le regioni del Mezzogiorno continentale e in Sicilia, si tengono plebisciti a suffragio universale per decretare l’annessione di altre regioni italiane. La maggioranza è dei sì.
• 17 marzo 1861: il primo Parlamento nazionale proclama Vittorio Emanuele II re d’Italia.

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