Cause della I Guerra Mondiale

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Testo

La prima guerra mondiale

CAUSE PROFONDE:
- Rivalità economiche e politiche dividevano le principali potenze europee, impegnate nella lotta per la ripartizione dei mercati mondiali (capitalismo franco-inglese contro capitalismo tedesco) e l’affermazione della propria supremazia politica. Le potenze europee avevano creato due blocchi contrapposti di alleanze:
- la Triplice Alleanza (1882), di cui facevano parte l’Austria-Ungeria, la Germania e l’Italia
- la Triplice Intesa (1907), di cui facevano parte la Francia, l’Inghilterra e la Russia
In particolare i principali focolai di tensione erano da ricondurre:
1.al contrasto franco-tedesco per il possesso dell’Alsazia e della Lorena, ricche di ferro e di carbone; che erano state perse dalla Francia nel 1870-71.Si parla a questo riguardo di revanscismo o revanche francese, cioè di volontà di rivincita dei francesi umiliati dalla sconfitta del 1870-71.
2.al contrasto anglo-tedesco per la crescente potenza economica della Germania nel mondo e per la ripartizione delle colonie tedesche in Africa che spezzavano la continuità di quelle inglesi.
3.al contrasto austro-russo per l’egemonia nella regione balcanica. L’aggravarsi della crisi interna dell’Impero Ottomano, economicamente arretrato e militarmente debole, consentì all’Austria-Ungeria di annettersi la Bosnia-Erzegovina nel 1908, che scatenò la prima guerra balcanica nel 1912, seguita da una seconda nel 1913, che consentirono a Serbia e Grecia di spartirsi la Macedonia, mentre l’Austria riuscì ad impedire che la Serbia divenisse troppo potente annettendosi l’Albania.
- Anche le rivendicazioni nazionalistiche da parte di nazioni che aspiravano all’indipendenza, ebbero un peso rilevante nello spingere verso la guerra. L’irredentismo (cioè il movimento per la conquista della libertà per i popoli sottomessi al dominio straniero) era particolarmente forte in alcune regioni europee:
1.l’Italia aspirava al completamento dell’unità nazionale con il Trentino e Trieste, ancora sotto gli austriaci
2.la Serbia voleva riunire tutti gli Slavi del sud o Jugoslavi in un unico stato nazionale e, insieme agli altri stati balcanici voleva allontanare dal territorio europeo i Turchi.
Nella stessa regione balcanica costituiva aspiravano all’indipendenza Cechi, Croati e Magiari.
La regione balcanica costituiva dunque per l’Europa una vera e propria “polveriera”, dove convergevano i contrastanti interessi del nazionalismo slavo, del militarismo austriaco e dell’imperialismo russo.
3.anche la Polonia era interessata dall’irredentismo, divisa com’era tra Austria, Germania e Russia.
- Importanti nel creare l’atmosfera e le condizioni idonee alla guerra saranno anche la corsa agli armamenti da parte delle potenze europee (ed in particolare della Germania): le grandi potenze cercavano di assicurarsi la superiorità militare, con gran gioia delle industrie produttrici di materiale bellico.
Altrettanto decisivo nello spingere verso le guerra saranno il militarismo, l’imperialismo, il nazionalismo.
Quest’ultimo, in particolare, era presente nelle varie nazioni europee sotto forme diverse. I movimenti nazionalistici erano di stampo autoritario, ossia favorevoli alla guerra come unica soluzione possibile. Erano quindi molto diversi dagli analoghi movimenti della prima metà dell’’800, quando i patrioti si erano battuti per la liberazione dei territori occupati da governi stranieri.
In Germania il nazionalismo fu molto forte; il mondo culturale, economico e politico auspicava la creazione di una Grande Germania, che comprendesse tutti i popoli di lingua e cultura tedesca. Questo movimento, detto Pangermanesimo, si nutriva dei miti di una presunta superiorità della razza tedesca su tutte le altre.
CAUSA OCCASIONALE:
L’attentato di Sarajevo (capitale della Bosnia, che l’Austria si era annessa nel 1908) contro l’arciduca Francesco Ferdinando e la principessa Sofia, eredi al trono austriaco, uccisi da uno studente nazionalista.

1914- PRIMI CINQUE MESI DI GUERRA
- I generali tedeschi, ben sapendo che una guerra su due fronti era molto difficile (ricordiamo inoltre che nell’agosto 1914 Austria e Germania potevano contare su 3milioni800mila soldati, contro i 5milioni800mila di Inghilterra, Francia e Russia), elaborarono un piano che prevedeva una strategia difensiva sul fronte russo (orientale), con l’impiego di nove divisioni, e una strategia offensiva sul fronte francese (occidentale), con ben settantadue divisioni: battute rapidamente Francia e Inghilterra, sarebbe poi stata battuta la Russia.
- Sul fronte occidentale i tedeschi invadono il Belgio, che si era dichiarato neutrale e che resistette tenacemente, facendo saltare le ferrovie e impedendo i rifornimenti. Superata la resistenza dei Belgi, i tedeschi entrarono in Francia ed avanzarono fino al fiume Marna, a soli 40km da Parigi, ma qui i francesi, guidati dal generale Joffre, riuscirono a fermare l’avanzata tedesca con un’eroica resistenza, costata ben 500mila morti. Il piano tedesco di una vittoria rapida in sei settimane è infranto. La guerra, che fino ad allora era stata una guerra di movimento, si trasforma in una logorante guerra di posizione (le trincee costituivano un fronte ininterrotto, che dal Mar del Nord andava fino alla frontiera svizzera, una lunga striscia lunga ben 800km).
- Sul fronte orientale i Russi che avevano invaso la Prussia, sono sconfitti dal vecchio generale tedesco L. Hindenburg, nelle due grandi battaglie di Tannenberg (26-29 agosto) e dei Laghi Masuri (8-10 settembre). Quasi contemporaneamente gli Austriaci erano costretti, dalla pressione russa, a ritirarsi, abbandonando la Galizia. Anche sul fronte orientale la guerra si stabilizzava: la prospettata guerra di movimento si trasformava in una logorante e sanguinosa guerra di posizione.
- Sui mari l’Inghilterra organizza il Blocco Continentale.

1915- PRIMO ANNO DI GUERRA, ANNO DIFFICILE PER L’INTESA
- Il 26 aprile 1915 l’Italia stipula con l’Intesa il Patto di Londra: secondo il quale l’Italia sarebbe entrata in guerra contro l’Alleanza. In cambio, in caso di vittoria, l’Italia avrebbe ottenuto il Trentino, il Sud Tirolo, l’Istria, la Dalmazia e alcune colonie in Africa. Così il 24 maggio 1915 l’Italia dichiara guerra all’Austria-Ungheria.
L’intervento italiano in guerra costituì l’unico elemento positivo per l’Intesa, perché obbligò l’Austria ad aprire un nuovo fronte a sud, costringendola ad indebolire gli eserciti sul fronte russo per opporsi all’esercito italiano.
- Sul fronte italiano nei primi mesi dell’anno, l’esercito italiano, comandato dal generale Luigi Cadorna avanzò al di là del confine segnato nel 1866. Era un’avanzata lenta, che costava molte perdite, e che porterà inizialmente ad una modificazione del fronte a nostro parziale vantaggio.
Verso la fine dell’anno però gli Austriaci, vittoriosi nello scacchiere orientale, possono distogliere rilevanti forze da quel settore e bloccare, su un terreno impervio e fortificatissimo, ogni nostro ulteriore progresso. Così, con l’inverno, anche sul fronte italiano aveva inizio un’estenuante guerra di posizione, resa ancora più difficile dalle difficoltà rappresentate dalle montagne, dov’erano arroccate le truppe, costituite in gran parte da contadini, provenienti dalle più diverse regioni d’Italia.
- Sul fronte orientale la situazione dell’Intesa era andata peggiorando. I Russi erano stati ricacciati con gravissime perdite dalla Galizia, dalla Polonia e dalla Lituania. Inoltre anche la Serbia era stata vinta dagli Austro-tedeschi, con l’appoggio della Bulgaria (da poco entrata in guerra a favore della Triplice Alleanza). In questo modo gli Austro-tedeschi, con i loro alleati, potevano costituire un unico e ininterrotto fronte dal Mar Baltico al Mar Egeo.
- Fu un insuccesso per l’Intesa anche la spedizione navale nei Dardanelli, ideata da Winston Churchill, per aprire attraverso gli Stretti una diretta comunicazione con la Russia, a causa dell’ostinata resistenza dei Turchi.
- Sui mari, nel frattempo la Germania aveva risposto al blocco navale imposto da Inghilterra e Francia, scatenando la guerra sul mare, condotta da navi corsare che, camuffate da mercantili neutrali, attaccavano d’improvviso e affondavano tutte le navi che incrociavano. Quando poi la flotta inglese riuscì a liberare le rotte oceaniche dalle unità corsare, fecero la loro comparsa i sommergibili tedeschi, (gli U-Boot), armati di siluri. Si ebbe così una strenua lotta ai trasporti, che mise a durissima prova gli equipaggi Alleati, impegnati ad assicurare, ai rispettivi Paesi, i rifornimenti marittimi provenienti soprattutto dall’America.
In una guerra lunga come quella che si stava prospettando, avrebbe contato soprattutto la capacità di resistenza e il regolare afflusso di vivere e di armi. Da questo punto di vista il controllo, da parte inglese, dei mari sarebbe stato un elemento fondamentale, così come fondamentale si stava rivelando il costante apporto di rifornimenti provenienti dagli Stati Uniti, che avevano messo a disposizione degli Alleati il loro enorme potenziale produttivo.

1916- SECONDO ANNO DI GUERRA: L’ANNO DELLE GRANDI OFFENSIVE
- Sul fronte occidentale la Germania lanciò una grand’offensiva contro la Francia, con lo scopo di conquistare l’antica fortezza di Verdun nell’Alsazia. La battaglia di Verdun durò ben dieci mesi (dal febbraio al dicembre 1916) con perdite altissime da ambo le parti (più di 800mila morti), furono utilizzate armi micidiali come il lanciafiamme, i gas asfissianti…
I Francesi, dopo una lotta eroica, riuscirono a conservare Verdun e, aiutati dagli Inglesi, scatenarono dal luglio al settembre del 1916 una grand’offensiva sul fiume Somme, che si risolse in un successo limitato dei Francesi e che vide per la prima volta l’uso dei carri armati. Anche l’attacco sul fiume Somme costò un numero impressionante di morti (600mila tra gli Alleati, 750mila tra i Tedeschi), mostrando ancora una volta che questa guerra era la più grande carneficina della storia.
- Sul fronte italiano, all’inizio del 1916, l’Austria progettò una grande offensiva: la Strafe Expedition (=spedizione punitiva), con lo scopo di eliminare l’avversario ritenuto più debole. In un primo momento gli Austriaci si impadroniscono dell’Altipiano di Asiago, ma l’esercito italiano resistette e passò alla controffensiva riuscendo a conquistare Gorizia (9 agosto 1916).
Nel corso di questi combattimenti caddero prigionieri dell’Austria patrioti trentini, ma di cittadinanza austriaca come Cesare Battisti, Fabio Filzi, Damiano Chiesa e Nazario Sauro, poi impiccati o fucilati come traditori.
- L’Italia il 28 agosto 1916 dichiara guerra anche alla Germania, desiderando il nuovo governo, presieduto da Paolo Boselli e di cui facevano parte tutti i partiti interventisti, aderire in pieno agli impegni assunti a Londra dall’Italia.
- Sul fronte orientale l’esercito russo travolse le linee austriache e giunse fino ai Carpazi: a questo punto solo l’intervento tedesco riuscì a salvare l’Austria.
- Sui mari la Germania tentò nuovamente di rompere il blocco navale inglese, con una grande battaglia navale nel Mare del Nord: la battaglia dello Yutland (31 maggio 1916). La flotta tedesca inflisse gravi perdite a quella inglese, ma non riuscì a superare il blocco e fu costretta a ritornare al sicuro nei suoi porti.
- Muore l’Imperatore dell’Austria-Ungheria Francesco Giuseppe (21 novembre 1916), dopo 68 anni di regno, e gli succede il nipote Carlo I.
- Nello stesso anno vi furono tentativi di giungere alla pace da parte Austro-prussiana con la mediazione del Pontefice Benedetto XV (1914-1922). Ostacolati però dall’intransigenza del Primo Ministro inglese Lloyd Gorge, assertore della guerra ad oltranza.

1917- TERZO ANNO DI GUERRA: GLI USA ENTRANO IN GUERRA, LA DISFATTA ITALIANA DI CAPORETTO, LA RUSSIA ESCE DAL CONFLITTO.
- Il 1917 rappresenta un anno molto importante nello svolgimento della I guerra mondiale.
- Da un lato lo scoppio della Rivoluzione Russa (febbraio 1917), che portò alla caduta dello zar Nicola II, alla proclamazione della Repubblica, all’armistizio di Brest Litovsk, poi trasformato in pace il 3 marzo del 1918. La Russia esce dal conflitto, ma a condizioni molto onerose: rinuncia alla Polonia, alla Finlandia, alle province baltiche (Lettonia, Estonia, Lituania), all’Ucraina.
Il crollo del fronte russo provocò un duro colpo all’Intesa, dando la possibilità agli Imperi Centrali di concentrare le loro forze in Occidente.
- Il secondo fatto rilevante del secondo anno di guerra è l’entrata in guerra degli Stati Uniti (6 aprile 1917), che, grazie alla loro potenza economico-industriale, contribuirono in modo definitivo alla vittoria dell’Intesa. Le motivazioni che spinsero gli americani, guidati dal presidente Thomas Wilson a dichiarare guerra alla Germania furono varie: innanzitutto l’intervento del Paese fu presentato come l’intervento di un Paese democratico, che scendeva in campo in difesa della democrazia e della libertà dei Paesi alleati, contro la tirannide e l’oppressione degli Imperi Centrali. La guerra si trasformava così in una crociata per la democrazia, ma naturalmente anche gli Stati Uniti avevano i loro interessi da difendere: non perdere i debiti enormi che gli Alleati avevano accumulato in questi tre anni di guerra.
- Sul fronte italiano l’offensiva austro-tedesca porta alla Disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917): le truppe italiane, mal guidate, furono travolte, la sconfitta si trasforma in una ritirata rovinosa, con ben 500mila morti nei combattimenti. Le truppe austriache penetrano per oltre 150km nel territorio italiano e la resistenza del nostro esercito si attesta sul Piave (il generale Cadorna viene sostituito dal generale Armando Diaz, che usò maggior comprensione verso i propri uomini riuscendo a risollevare il morale delle truppe).

1918- ULTIMO ANNO DI GUERRA: L’ANNO DELLA VITTORIA
- Il 1918 fu l’anno decisivo per la guerra. Nella primavera la Germania e l’Austria tentarono di spezzare la resistenza avversaria prima dell’arrivo del grosso degli aiuti americani: si ebbero così due distinte offensive, una tedesca in Francia e una austriaca in Italia.
- Sul fronte occidentale i Tedeschi riescono a far arretrare il fronte alleato fino al fiume Marna, sulla stessa linea raggiunta nel 1914. Si ha la cosiddetta Seconda Battaglia della Marna: il generale francese Foch impedisce ogni ulteriore avanzata tedesca, per i quali iniziava la ritirata, lenta, ma inesorabile, fino alla resa definitiva. L’aiuto dei mezzi e dei soldati americani fu decisivo, insieme all’impiego massiccio di aerei militari e carri armati.
- Sul fronte italiano l’Austria attaccava con decisione sul Piave, ma senza successo. Nell’ottobre il generale Armando Diaz lanciò un’offensiva, che prese il nome di Battaglia di Vittorio Veneto, che vide la ritirata e la disfatta del nemico austriaco (24 ottobre 1918)
Il 3 novembre l’esercito italiano conquistava Trento e Trieste e lo stesso giorno a Villa Giusti (PD) veniva firmato l’armistizio tra Italia e Austria, che sanciva la vittoria dell’Italia.
- In Germania l’imperatore Guglielmo II, in seguito ad un’insurrezione popolare, fu costretto a fuggire in Olanda. Venne proclamata la Repubblica e l’11 novembre anche la Germania firmava l’armistizio (di Rethondes) con l’Intesa.
- A fine settembre anche la Turchia e la Bulgaria avevano, esauste, chiesto la pace.
- Finiva così la Grande Guerra: quasi 9milioni di uomini avevano perso la vita sui campi di battaglia e si apriva una nuova fase storica densa di gravissimi problemi di ordine sociale, economico e politico.

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