Antico Regime

Materie:Riassunto
Categoria:Storia
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Testo

Con l’antico regime si isntende la società che caratterizzo l’europa del 14°-19° secolo ed è stato coniato dai rivoluzionari francesi, per indicare la società francese nel suo complesso, ma è stato poi utilizzato per defini re l’intera europa. Erano presenti alcune differenza e ad esempio l’inghilterra era molto avanzata mentre la russa era arretrata. Viene quindi usato per definire le caratteristiche comuni della società europea.

Una caratteristica è la stabilità del regime demografico in cui in 4 secoli ci fu un incremento del solo 30%. Questa stabilità fu prodotto dall’alternarsi di periodi di crisi e crescita. Ci furono grandi catastrofi demografiche causate dalla guerra, dalle epidemie e dalle carestie, spesso combinate fra di loro. Fu determinata anche da matrimonio tardivo in quanto il matrimonio non veniva fatto all’inizio dell’eta feconda perché la nuova famiglia necessitava di una nuova casa e di terre da coltivare ed era quindi necessario aspettare la scomparsa della generazione precedente. Il matrimonio fungeva da regolatore delle nascite e questo spiega il rapido incremento dopo le crisi.

La diffusione delle epidemie erano favorita dalle pessime condizioni igenico-sanitarie e dalla sottoalimentazione cronica. La vita era infatti molto dura e i + conducevano una vita insidiata dalla fame e dalle malattie. La vita media era di 30 anni ed altissima era la mortalità infantile. Le famiglie non avevano una prole vasta e se il numero di neonati era in eccesso venivano affidati ai nobili. I vecchi erano pochi e la società era dunque molto giovane.

L’antico regime era una società rurale che viveva in campagna e basata sull’agricoltura.
Il vincolo era costituito dalla disponibilità di terre: non vi furono grandi miglioramenti nella produttività che restò molto bassa e per aumentare la resa bisognava ampliare al superficie coltivata.
Per soddisfare il bisogno di 10 persone, 7\8 persone dovevano lavorare e quindi c’era un’alta concentrazione della forza lavoro nell’agricoltura, in cui operava il 65-90% della popolazione.
Anche i vecchi, i bambini e le donne dovevano quindi lavorare nei campi.
L’industria non era rappresentata dall’industria ma dal lavoro a domicilio in cui il mercante forniva la materia prima e gli attrezzi e poi ritirava il prodotto. Erano però poco produttive e venivano svolte nelle pause e nei periodi di calo o dai bambini.
Il settore industriale era quindi marginale ma c’erano delle eccezioni: c’erano alcune imprese importanti controllate dallo stato o da finanzieri.
I villaggi erano esclusi dalle innovazioni economiche e sociali che si sviluppavano in città e vengono quindi definiti immobili. Questo è causato dall’isolamento dei villaggi:i mezzi di trasporto erano lentissimi e anche piccole distanze erano enormi. Le comunicazioni erano quindi inadeguate e spesso non risultava conveniente vendere o acquistare merci da lontano e la economia era quindi di autoconsumo e basata sul baratto.
Le città erno estremamente vitali, ospitavano una piccola parte della popolazione e furono il luogo delle grandi innovazioni economiche e sociali. Li si trovavano le funzioni politiche, economiche, culturali e militari. La città aveva problemi di approvvigionamento e doveva ricorrere ai grandi traffici commerciali e doveva risolvere grandi problemi applicando le innovazioni tecnologiche che i tempi offrivano. La città era un luogo innaturale dove non si produceva niente ma si trovava di tutto e rivelava con brutalità le differenza tra il povero e il ricco, le disuguaglianze e i privilegi.

Ciò che caratterizzava la società dell’antico regime era il non riconoscimento del principio dell’eguaglianza politica. La legge sanciva i privilegi e la società + che in classi era divisa in 3 ordini (classe: si appartiene in base alle ricchezze, ordine:si appartiene per nascita):
- clero, si occupava di amministrare il culto divino ( diviso al suo interno in sottordini)
- nobiltà, doveva garantire la difesa
- terzo stato, doveva lavorar per garantire la sussistenza degli altri stati
gli uomini erano quindi giuridicamente diversi e gli ordini erano diversi per le funzioni e i privilegi: il privilegio è la legge privata che ogni ordine ha.
I privilegi più importanti sono quelli dei nobili e del clero che sono l’esenzione dalle tasse, diritto di apparire a tribunali speciali, i privilegi onorifici.
Sono anche dei privilegi quelli che assegnano il monopolio nella produzione a una corporazione e le libertà cittadine.
L’antico regime era basato sulla disuguaglianza.

La nobiltà aveva il primato sociale e il suo potere era basato sul controllo delle terre. I nobili non erano sempre ricchi perché per vivere nobilmente non bisognava interessarsi del denaro, godere le rendite, non praticare il commercio e nessun mestiere. Queste regole condannavano i nobili alla rovina ma cmq quando finiva in miseria manteneva i privilegi onorifici ma perdeva i poteri reali. Gli uomini che avevano ricchezza e potere erano quindi molto pochi.

La borghesia doveva la sua fortuna all’impegno negli affari e gli ideali erano:
- lo spirito d’intrapresa
- la dedizione personale cioè lavorare con impegno e correttezza
- e il risparmio
L’obbiettivo era il guadagno e i valori borghesi si identificano con lo spirito si profitto.
Dall’XI secolo c’è un’ascesa della borghesia e questi erano sempre piùimportanti e potenti in base alla loro ricchezza.
I borghesi però per diventare nobili, compravano titoli, uffici burocratici e feudi e questo fenomeno è definito come tradimento della borghesia.

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