Petrarca

Materie:Riassunto
Categoria:Italiano
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Testo

FRANCESCO PETRARCA
LA VITA
Nasce nel 1304 ad Arezzo perché la sua famiglia, guelfa di parte bianca, era stata cacciata da Firenze. Si trasferisce a Carpentras nel 1312. Petrarca non crebbe quindi in un libero Comune ma in un ambiente di corte a causa del lavoro di notaio del padre. Nel 1326 ritornò ad Avignone senza aver preso la laurea, ed entrò a far parte del mondo della corte papale. A questo periodo risale l’incontro con Laura, la donna della quale parlerà durante tutto il Canzoniere, un amore che nacque da una contraddizione evidente: era il venerdì Santo del 1327, in una Chiesa invece di piangere sulla morte di Cristo, si fece sorprendere dall’amore profano. Amore e peccato, amore e colpa resteranno indubbiamente legati in tutte le sue opere. Ben presto il poeta raggiunse la fama soprattutto per le numerose opere in latino, la fama stessa e gli onori lo affascinavano, ma allo stesso tempo desiderava la calma e la quiete. Nel 1341 a Roma, con grande sfarzo, venne incoronato poeta laureato. Nel seguente decennio frequentò tutte le corti italiane, tra cui Roma. Questa città lo attirò in modo fortissimo sia per il fascino che su di lui esercitavano i classici latini, sia per il peso politico che l’antica capitale dell’Impero romano aveva. Dopo la morte di Laura, nel 1350 Petrarca si recò a Firenze, dove strinse una grande amicizia con Boccaccio. Morì il 18 luglio 1374.
IL PERCORSO LETTERARIO
La prima formazione di Petrarca avvenne in Francia, la preparazione in legge gli fornì una solida base di conoscenza del latino che gli permise di avvicinarsi ai classici. Nel 1326, dopo la morte del padre, prese gli ordini minori che gli garantirono una piccola certezza economica. A questi anni risalgono due esperienze fondamentali per Petrarca: la conoscenza di Laura che sarà alla base del suo Canzoniere, e l’avvio del rapporto con il frate Dionigi che lo porterà alla conoscenza delle Confessioni di sant’Agostino, un testo cui il poeta sarà legato per tutta la vita. Entrambe le esperienze saranno il filo conduttore della successiva attività letteraria di Petrarca. Nel 1337 giunge a Roma e l’incontro con la città segna una svolta decisiva nella sua formazione spirituale: l’amore per la romanità si salda con l’universalità cristiana della città. Di qui inizia il percorso umanistico di Petrarca tramite gli studi letterari, unici in grado di indagare l’animo umano.
DE VIRIS ILLUSTRIBUS (uomini illustri): è la prima opera di Petrarca e consiste in una rassegna di biografie di grandi uomini del passato attraverso un’attenzione critica e filologica. Questa è un’opera che inaugura di fatto il clima culturale che sarà proprio dell’Umanesimo: l’esaltazione della dignità della creatura umana.
AFRICA: è un poema epico che celebra la figura di Scipione l’Africano nella seconda guerra punica. Qui evidenzia l’analisi interiore del personaggio, fortemente ricercata da Petrarca, la conoscenza di se e del rapporto con la vita, con la morte e con i sentimenti più profondi.
Da qui fama internazionale e incoronazione a poeta laureato.
EPISTOLE: raccolgono 500 lettere circa scritte da Petrarca in latino che il poeta sistema in forma definitiva con minuziosa e filologica perizia. Ciò è segno che Petrarca pensava alle sue Epistole come ad una vera e propria opera, sull’orma delle lettere di Cicerone. In tal modo le Epistole diventano testimonianza di come Petrarca intendeva apparire nel suo ruolo d’intellettuale, di quale tipo di cultura intendesse farsi promotore e maestro. Le Epistole si dividono nelle Familiari, circa 350, e nelle Senili, circa 125.

CANZONIERE: Petrarca sviluppa una vasta produzione poetica in volgare che va sotto il nome di Canzoniere. Il volgare del Canzoniere tende a creare un lessico della lingua del sì che riscoprisse le proprie radici latine. Il Canzoniere è fondamentalmente una raccolta di poesie d’amore per una immaginaria donna, Laura. È la storia di un sentimento non corrisposto intorno ai quali ruotano molti aspetti della crisi della visione medievale. La donna angelo della tradizione stilnovista beatificata da Dante con Petrarca non riesce a spiccare il volo conservando la sua dimensione terrena che suscita passioni terrene. Temi ricorrenti sono: la sofferenza, la passione, l’attrazione e il pentimento. Il Canzoniere diventa così l’alternativa linguistica alla Divina Commedia: mentre Dante mette in mostra tutte le possibilità espressive del volgare, nel Canzoniere Petrarca si limita nei temi e nel linguaggio.
Ci fu poi un periodo di crisi causato dalla morte del frate Dionigi, dalla morte del grande amico Roberto d’Angiò e dalla scelta del fratello di diventare monaco. Si apre da questo momento un conflitto interiore che a lungo accompagnerà il poeta e che ha una grande rilevanza letteraria, il poeta manifesta questo conflitto d’introspezione attraverso una costante opera d’introspezione.
DE VITA SOLITARIA: libro di filosofia morale distante dalla crisi spirituale
L’otium letterario è la possibilità di dedicarsi alle lettere senza essere assillati dalle esigenze della vita pubblica.
DE OTIO RELIGIOSO: in esso esalta la serenità dell’esistenza contemplativa di chi si è dedicato alla vita religiosa integrale e ha del tutto tagliato i legami col mondo.
SECRETUM: è strutturato come un serrato dialogo tra il frate Agostino e Petrarca, in presenza di una donna bellissima, la Verità, che non interviene mai nella conversazione, ma ha la funzione allegorica di garantire la veridicità di quanto è scritto nell’opera.
I TRIONFI: è un’opera allo stesso tempo sapiente, filosofica, universale, intima e autobiografica. Rappresenta in forma astratta i dilemmi personali e intimi di Petrarca. (Pudicizia, Amore, Morte, Fama, Tempo, Eternità). L’opera risulta artificiosa per l’eccessiva sovrapposizione dei piani semantici.

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