Il romanzo storico in Manzoni

Materie:Riassunto
Categoria:Italiano

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Testo

Manzoni se in un primo momento affidò la funzione educativa nelle tragedie in un secondo momento tentò di attribuirla al romanzo storico. Nella stesura dell’opera l’autore individua un destinatario preciso con cui stabilire und dialogo . per lui infatti il vero intellettuale sta nel ceto borghese lombardo che ha retaggi illuministi in quanto questo impegnato politicamente fronteggia il progresso visto in maniera positiva con un atteggiamento etico. Questa visione dimostra perfettamente il desiderio di Manzoni di una rinnovamento sociale dato da una nuova ideologia politica e sociale data dal progresso dimostra poi la delusione covata da Manzoni per la situazione politica del suo tempo, per la tirannide austriaca criticata anche dal conciliatore e dal Leonardo, due note riviste dell’800 che più o a meno esplicitamente si opposero al sistema politico italiano. Il romanzo storico si affermò cosi con la rivoluzione industriale e l affermazione della borghesia in quanto questo era la forma perfetta per l’espressione dei gusti e della vita borghese . per Hegel il romanzo era l’espressione della moderna epopea borghese. questo era un genere problematico perfetto per un dibattito e per unire diverse forme con il fine di penetrare nella coscienza dell’autore. Nel 800 nuovi romanzi si affermarono sulla scena europea letteraria, meno invece in Italia dove ricordiamo solo notti romani e le ultime lettere di Jacopo hortis.il primo vero e proprio romanzo storico venne composto da walter scott l’evanoe. In questo clima nacquero i promessi sposi che portarono cosi a uno svecchiamento della cultura italiano e divennero un duttile strumento di elaborazione storico politica ideologica. Che permetteva a Manzoni di esprimersi liberamente, impegnarsi civilmente esprimendo le proprie idee comunicare fatti storici per dare un quadro globale non solo politico di una determinata epoca rappresentare fedelmente la realtà senza convenzioni e idealizzazioni raggiungendo un vasto pubblico che coinvolgesse anche i lettori meno colti con temi meno lontani e astrusi rispetto alle tragedie ai fatti storici Manzoni integrava vari personaggi inventati per poter descrivere meglio le diverse condizioni quotidiane. Per la fedeltà ala realtà il romanzo storico di Manzoni può essere paragonato al sabato del villaggio la quiete dopo la tempeste e il passero solitario di leopardi. Manzoni ricercò un nuovo linguaggio funzionale all’informazione e perciò semplice e parlato lontano dalle forme classiche e auliche ma piuttosto nuovo e malleabile. In questo periodo infatti si era formato un sempre più profondo abisso tra società e cultura, Manzoni con quest’opera cercò di colmarlo con un rinnovamento che diede un colpo definitivo alla tradizione accademica ottenuto perfettamente nei promessi sposi. In quanto l’opera venne scritta in una prosa nazionale moderna e popolare, la lingua fiorentina, che riusciva a far corrispondere le forme espressive alle diverse tematiche, inoltre era viva e in uso e riusciva ad armonizzare diverse istanze narrative in un'unica lingua. Inoltre si parla di polilinguismo poiché confluiscono all’intero dell’opera diversi linguaggi che corrispondono alle diverse situazioni e ai diversi linguaggi usati dai vari personaggi appartenenti a varie classi sociali. All’interno del romanzo possiamo poi trovare vari excursus e varie piccole storie che fanno si che si parli di poliromanzo. La prima edizione dei promessi sposi fu il fermo e Lucia. Questa non era funzionale all’intrattenimento ma voleva dare una dimensione etico e religiosa ai fatti storici tramite la convergenza del reale e del cristianesimo in maniera aperta e problematica nella quale il fedele poteva immedesimarsi. La provvidenza è molto presente nel romanzo ma non fa violenza sulla storia poiché i fatti vengono connotati provvidenzialemente solo dopo che si verificavano i promessi sposi non sono perciò un epopea della provvidenza ma un palcoscenico sia di questa sia della società con tutte le sue convinzioni e convenzioni tipiche del 600. la società è descritta da Manzoni proprio come fece pirandello, per entrambi infatti l’uomo usava maschere , e questo era dislocato nel cuore della storia non riuscendo cosi a percepire la realtà e le varie nicissitudini, ma solo i fatti tangibili. La società per manzoni opera all’interno della coscienza dell’uomo tramite pregiudizi di classe e codici d’onore. Per questo motivo l’uomo non riesce ad agire anche se è sua responsabilità perché c’è uno scontro tra ciò che è obbligato a fare e ciò che ha nel cuore. La passività maggiore è vista nella figura di lucia che rimane inerte e si lascia agire. Per manzoni non bisogna abbandonarsi a se stessi nell’idillio e nella immaginazione come aveva affermato leopardi ma è più importante agire per il futuro. Renzo è consapevole delle contraddizioni della società contro le quasi si oppone ma lui non è un rivoluzionario ma agisce comunque nella storia, le sue prospettive sono poste in una dimensione di progresso. la classe al potere secondo manzoni non vuole che avvengano mutamenti e per questo motivo cerca di impedire agli uomini di agire con un governo arbitrario, d’anarchia feudale e fondato sull’ignoranza. Manzoni cosi per voce di renzo fa capire che la storia è rapina dei potenti che rubano alla storia i possibili mutamenti. Nella sua odissea urbana Renzo sperimenta l’oppressione l’ipocrisia e l’ingenuità del suo piccolo mondo, assume per questo motivo una maggiore consapevolezza ideologica grazie alle sue varie esperienze. Alla fine della storia Renzo è migliorato è cambiato non può regredire perciò alla morale di don Abbondio truffatore complice della violenza ma fa un salto sociale e diviene comproprietario di una piccola azienda tessile grazie alla sua nuova moralità al suo nuovo intelletto e alle suo nuove conoscenze ciò nonostante la fine dell’opera è inquieta non c’è tranquillità nella famiglia di renzo che ha paura continuamente di nuovi soprusi e prepotenze

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  1. Francesca

    Il romanzo storico


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