"La malora" di Beppe Fenoglio

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Data:10.02.2010
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Testo

“La malora” di Beppe Fenoglio
1) Trama. La storia tratta di una famiglia, i Braida, che viveva a San Benedetto, nelle Langhe piemontesi. Questa, all’inizio della storia, s’impoverì sempre di più anche perché il figlio maggiore, Stefano, era partito ventuno mesi per la leva militare. Inoltre, il figlio minore Emilio fu costretto ad andare in seminario per desiderio della maestra creditrice. L’ultimo figlio rimasto, Agostino, dovette abbandonare anche lui la casa a soli diciassette anni per lavorare come servitore presso Tobia Rabino per sette marenghi l’anno. Nel primo anno di lavoro al Pavaglione, Agostino s’impegnò molto, perché Tobia voleva trasferirsi sulle prime colline sopra Alba, dove il diciassettenne si recò con il padrone per fare visita a suo fratello Emilio. Tobia aveva complessivamente tre figli, tra cui una femmina, Ginotta, che, durante il periodo in cui Agostino lavorava presso il Pavaglione, si sposò con Amabile. Dopodiché giunse la notizia della morte di Giovanni Braida, il padre del protagonista, e il figlio riuscì a ritornare a San Benedetto in tempo per il funerale. Nei due anni successivi, Agostino conobbe Mario Bernasca, un servitore ribelle che voleva scappare per trovare in città. Ma il protagonista non lo seguì e rimase da Tobia, che una sera litigò ferocemente con il figlio Jano per via della madre che si era ammalata. Intanto si era suicidato il vicino di casa dei Rabino, Costantino del Boscaccio, il cui cadavere fu ritrovato da Agostino nel bosco dove stava tranquillamente passeggiando. E dopo questo nel Pavaglione arrivò Fede, una ragazza che lavorava come domestica, di cui il giovane Braida s’innamorò. In seguito, Stefano venne assunto in un negozio appartenente a dei parenti molto ricchi, così Agostino, ormai ventenne, ritornò a San Benedetto, dove poco dopo il fratello Emilio morì.

2) Individua SCENA, ELLISSI e SOMMARIO a p.6 (episodio di Melina che va in pellegrinaggio.
ELLISSI: “dopo quattro giorni”
SCENA: da “Nostro padre” fino a “lasciato preparato?”
SOMMARIO: da “Per chiedere grazia” fino a “con un fagottino di roba mangiativa”; da “Potè partire” fino a “Tornò di notte” e da “e la mattina si levò” fino a “non fu mai con noi.”

3) Individua nel romanzo un lungo esempio di flash-back. La storia è caratterizzata da moltissimi flash-back, infatti racconta le vicende accadute al Pavaglione, i viaggi ad Alba e l’episodio in cui si conobbero i suoi genitori.

4) Chi è il narratore? Quale lingua usa nel suo narrare? Il narratore è Agostino e si tratta di un narratore interno, quindi è presente una focalizzazione interna. Nel suo narrare, utilizza il dialetto delle Langhe, cioè un linguaggio non particolarmente colto (infatti utilizza espressioni interregionali come: “Vecchia bagascia”)e prevale la paratassi nella struttura del romanzo. Le metafore utilizzate sono relative all’ambiente agricolo e contadino.

5) Chi è il protagonista? Quanti anni ha quando narra la sua storia? Com’è fisicamente e psicologicamente? Il protagonista è Agostino e quando narra la sua storia ha vent’anni e qualche mese. Fisicamente, non è molto descritto, ci viene solo detto che è alto e robusto (pesa 70 kg), invece psicologicamente, si può riassumere il suo carattere con un unico aggettivo: pietoso, poiché egli è responsabile, devoto alla famiglia e diligente nel lavoro.

6) Dov’è ambientata la sua storia e quale arco di tempo abbraccia? La sua storia è ambientata nelle Langhe Piemontesi, nei primi anni del 1900. L’arco di tempo che abbraccia è di circa venticinque anni.

7) Qual è la legge che regola i rapporti umani? La legge che regola i rapporti umani è l’economicità, infatti Agostino, Fede ed Emilio lavorano per guadagnare soldi per la famiglia; inoltre i rapporti umani sono molto influenzati dal destino e dal fatto che gli uomini siano padroni, all’interno della società.

8) Com’è rappresentato l’elemento femminile? Le donne, nella Malora, sono inferiori e completamente sottomesse agli uomini, infatti quest’ultimi le chiamano con nomi dispregiativi; d’altra parte però, in una società maschilista come quella del primo novecento, il fatto che fossero considerate fedeli e devote alla famiglia è molto positivo, anche perché sono tutte rappresentate come ottime persone.

9) Com’è rappresentato l’elemento religioso?E’ casuale che la servente amata da Agostino si chiamasse Fede? L’elemento religioso è molto presente nelle donne, infatti anche Melina, la madre di Agostino, va in pellegrinaggio; invece nelle figure maschili costituisce un elemento negativo, poiché i seminari sono desolati e anche i preti muoiono di fame. In tutta la Malora, Dio è completamente assente e non si parla assolutamente di Provvidenza. Non è casuale che la serva si chiamasse Fede, perché, anche attraverso un gioco di parole, se non fosse arrivata lei, Agostino non avrebbe ritrovato la fede.

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