Regno di Spagna

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Categoria:Geografia

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Regno di Spagna

Superficie: 505.988 Km²
Abitanti: 42.717.000
Densità: 84 ab/Km²
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Capitale: Madrid (3.093.000 ab.,
Altre città: Barcellona 1.583.000 ab.. Valencia 781.000 ab. Siviglia 710.000 ab. Saragozza 626.000 ab., Malaga
Gruppi etnici: Spagnoli (compresi Catalani, Galleghi e Baschi) 96%, Europei 1,3%, Marocchini 0,6%, Ecuadoriani 0,5%, Colombiani 0,4%, altri 1,2%
Paesi confinanti: Portogallo a OVEST, Francia e Andorra a NORD-EST, Marocco (Ceuta e Melilla) a SUD, Gibilterra (Gran Bretagna) a SUD
Monti principali: Teide 3718 m (Canarie), Mulhacén 3478 m, Pico de Aneto 3404 m
Fiumi principali: Ebro 910 Km, Guadiana 818 Km (totale, compreso tratto portoghese), Tago 790 Km (tratto spagnolo, totale 1007 Km), Duero 700 Km (tratto spagnolo, totale 895 Km), Guadalquivir 657 Km
Laghi principali: Lago de Sanabria 3,7 Km²
Isole principali: Canarie 7447 Km² (Tenerife 2034 Km², Fuerteventura 1656 Km², Gran Canaria 1560 Km², Lanzarote 806 Km², La Palma 708 Km²), Baleari 4968 Km² (Maiorca 3604 Km², Minorca 693 Km², Ibiza 567 Km²)
Clima: Oceanico – temperato
Lingua: Spagnolo (ufficiale), Catalano, Gallego, Basco, Valenciano (tutte ufficiali nelle rispettive regioni: Catalogna, Galizia, Paesi Baschi e Valencia)
Religione: Cattolica 82%, Protestante 2%, Musulmana 1%, altro 15%
Moneta: Euro
Introduzione:
Spagna (nome ufficiale Reino de España, Regno di Spagna), è uno stato dell’Europa sudoccidentale il cui territorio occupa la maggior parte della Penisola iberica. Essa confina a nord-est con la Francia e il principato di Andorra, a ovest con il Portogallo, ed è bagnato a nord, nord-ovest e sud-ovest dall’oceano Atlantico, mentre a est e sud-est è bagnata dal mar Mediterraneo. La Spagna è inoltre separata dal continente africano da uno stretto di Gibilterra di proprietà britannica. Sono territori spagnoli le isole Baleari nel Mediterraneo, le Canarie nell’Atlantico, alcune città come Ceuta e Melilla situate in territorio africano, e l’arcipelago di Chafarinas, situato al largo del litorale africano. La superficie del paese, compresi i territori insulari, è di 505.990 km². La Spagna ha un’estensione costiera di 4.964 km; la capitale è Madrid.
Territorio spagnolo:

MONTAGNE: La forma del territorio spagnolo è tozza e poco articolata, e si possono distinguere 3 regioni geografiche:
1) L’altopiano centrale della Meseta: un territorio vasto e semiarido, di antica formazione che occupa buona parte dell’area del Paese (circa l’85%). E’attraversato da catene montuose ed è delimitato a Est dal Sistema Iberico e dalla Sierra Morena a Sud. I monti principali di questo altopiano sono: Sierra de Guadarrama, la Sierra de Gredos (2.592 m) e i Monti di Toledo.
2) Le catene settentrionali: sono costituite dai Pirenei e dalla Cordigliera Cantabrica che corre lungo la costa. La catena dei Pirenei è giovane, mentre i Monti Cantatrici sono più antichi. L’aridità della Meseta e la piovosità della regione atlantica rendono ricca la vegetazione. A nord è facile trovare monti con un’altitudine elevata, tra i quali: il Picos de Europa (2.648 m), il Mulhacén (3.477 m), il Pico de Aneto (3.404 m).
3) Il Sistema Betico, a Sud: E’formato da una serie di catene montuose, tra le quali la Sierra Nevada e la Sierra Morena. Nell’isola di Tenerife invece incontriamo la cima spagnola più elevata: il Pico de Teide (3.715 m).
PIANURE: Tra i rilievi che orlano la Meseta e il mare si estendono pianure costiere di scarsa ampiezza; l’unica pianura estesa del paese, di origine alluvionale, è quella formata dal Guadalquivir, nella parte sudoccidentale del paese. Da ricordare inoltre che a nord si estende la Pianura dell’Ebro mentre a Sud si estende la Depressione Betica.
FIUMI: Il territorio spagnolo può contare su una fitta rete idrografica. I fiumi a causa del clima prevalentemente arido sono di modesta portata e solo alcuni sono navigabili. Il più lungo è l’Ebro con i suoi 910 km. Esso nasce dalla Cordigliera Cantabrica e sfocia nel Mediterraneo. Poi c’è il Guadiana, che è un fiume che nasce in territorio spagnolo e sfocia nell’Oceano Atlantico dopo aver percorso un tratto di territorio portoghese. La sua lunghezza totale è di 818 km. Terzo fiume spagnolo per lunghezza è il Tago. Esso è il più lungo fiume di tutta la penisola iberica ma solo il terzo fiume più lungo della Spagna. Nasce in Spagna e sfocia dopo 1008 km nell’Oceano Atlantico presso la città di Lisbona. I ponti che lo attraverso sono spettacolari. Infine gli ultimi due fiumi spagnoli sono il Duero e Il Guadalquivir. Il primo nasce nel Sistema Berico e sfocia nell’Oceano Atlantico presso la città portoghese di Oporto dopo 895 km. Il secondo invece scorre a sud e percorre la Spagna per 657 kme sfocia nell’Oceano Atlantico. Esso è l’unico fiume con traffico fluviale della Spagna. Da ricordare che i fiumi spagnoli alimentano una ricca rete di energia idroelettrica.
CLIMA: La Spagna presenta notevoli differenze climatiche, dovute a diversi fattori: l’altitudine media, la disposizione dei rilievi, la forma della penisola iberica. Sono tutti elementi che condizionano l’influsso oceanico.
1. L’area atlantica è caratterizzata da un clima umido (da 1.000 a 2.500 mm annui di pioggia), dovuto ai venti occidentali che scaricano sulle coste l’umidità accumulata sulle superfici oceaniche.
2. L’influsso oceanico assicura stagioni temperate, con medie invernali fra i 5 e i 10 °C ed estive fra i 18 e i 20 °C.
3. Un clima mediterraneo caratterizza invece la sezione orientale del paese, con inverni miti ed estati calde e asciutte;
4. La costa mediterranea meridionale ha un clima dai caratteri subtropicali: infatti la città di Malaga, nell’estremo sud, ha una media invernale di 13,9 °C.
5. L’intera Meseta ha un clima continentale con piovosità molto scarsa (200-500 mm annui) e forti variazioni di temperatura; si può passare dai 40 °C in estate ai -25 in inverno.
6.
VEGETAZIONE: La vegetazione spontanea comprende alberi ed arbusti che si sono inserite nell’Europa meridionale dopo la distruzione della foresta originaria. Si tratta della macchia mediterranea e della gariga che comprendono: lavanda, timo, ginestra, pino marittimo, olivo, mandorlo,……
Coste: Le coste atlantiche settentrionali sono frastagliate ed incise da profonde insenature (rias), infatti a nord moti rilievi scendono verso il mare a formare promontori. Le coste mediterranee, invece, sono piatte e poco articolate, con eccezione del golfo di Valencia e dell’area dell’Ebro e di alcuni promontori. Essa è lunga circa 1.660 km, e presenta tratti talvolta bassi talvolta dirupati e frastagliati nella Costa Brava; coste regolari e prive di insenature caratterizzano la Costa del Sol.
ISOLE: La Spagna possiede numerosissime isole, di cui alcune molto famose. Le prime sono l’arcipelago delle Baleari, formato da tre isole: Minorca, Maiorca, Formentera. L’arcipelago delle Baleari è molto famoso per i suoi stupendi paesaggi che richiamano ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo. Nell’oceano atlantico invece sono di proprietà spagnola le isole delle Canarie come Tenerife o La Palma. Anch’esse richiamano numerosi turisti ogni anno. Infine anche l’arcipelago di Chafarinas, situato lungo le coste africane appartiene alla Spagna, come anche le città di Ceuta e Melilla situate in Marocco ma di proprietà della Spagna.
ECONOMIA:
La Spagna, paese tradizionalmente agricolo, ha intrapreso la strada dello sviluppo industriale negli anni Cinquanta del XX secolo; a partire dalla seconda metà degli anni Settanta il paese ha vissuto uno straordinario sviluppo, che ne ha trasformato radicalmente il panorama economico e sociale. Oggi il paese, pur conservando le sue forti basi agricole, è una nazione industriale di livello europeo. L’industria poggia su un settore di base rilevante, che comprende impianti siderurgici, metallurgici e petrolchimici di notevole capacità produttiva, oltre che su un’industria manifatturiera che ha aggiunto al ramo tessile (di antica origine in Catalogna) anche una serie di altre specializzazioni (come quella meccanica e dell’automobile), sia pure come emanazione di grandi gruppi europei. A ciò si aggiunge oggi il turismo, una delle risorse maggiori dell’economia nazionale. Nel 2003 il prodotto interno lordo del paese ammontava a 838.652 milioni di dollari USA, pari a 20.400 dollari pro capite. Secondo i dati Eurostat, nel febbraio del 2001 il tasso di disoccupazione del paese era pari al 13,7%, il più alto dell'Unione Europea.
SETTORE PRIMARIO (8%): Per molti anni era ilsettore principale dell’economia spagnola, oggi invece l’agricoltura contribuisce solo in minima parte (3,3% nel 2003) alla composizione del prodotto interno lordo, occupando il 6% (2001) della forza lavoro. La superficie del paese è coltivata per il 37,5% (2002). Si coltivano soprattutto cereali (frumento, orzo, mais, segale, avena), riso, ortaggi, tabacco, barbabietola, canna da zucchero, cotone, arachidi, girasole, luppolo, soia, colza, olivo, vite e alberi da frutto. I prodotti agricoli esportati, sono in concorrenza in particolare con l’Italia, mentre è con il Portogallo che divide il primato mondiale per la produzione di sughero. Le province mediterranee si avvalgono di efficaci sistemi di irrigazione, grazie ai quali l’arida zona costiera è diventata una delle aree più produttive del paese. Grazie all’intervento pubblico, che ha consentito il prelievo di acque dal fiume Guadiana, anche l’Estremadura dispone di un ramificato sistema di irrigazione. Importante ancora oggi per l’economia nazionale è l’allevamento di volatili, ovini, bovini, equini e suini.
SETTORE SECONDARIO (28%): Il comparto industriale forniva, nel 2003, il 29,6% del PIL, occupando il 32% della forza lavoro. I principali impianti siderurgici sorgono nella zona di Bilbao, nelle Asturie, presso Santander, nel Levante e in Catalogna. L’industria meccanica ha centri nelle aree di Barcellona, Toledo e Siviglia. I maggiori cantieri navali sono quelli di El Ferrol, Cartagena, Cadice, Barcellona e Bilbao. L’industria tessile (cotone) è fiorente soprattutto in Catalogna, dove hanno sede anche impianti chimici di grande rilievo. Fra le voci trainanti dell’industria spagnola si ricordano inoltre il settore meccanico, la produzione di fibre sintetiche, la lavorazione del petrolio, della gomma e delle materie plastiche, la produzione di birra, zucchero, tabacco e, infine, la lavorazione del cemento, del vetro, della carta e dei pellami. La Spagna è inoltre uno dei maggiori produttori mondiali di vino e di olio d’oliva.
RISORSE ENERGETICHE E MINERARIE: Il settore energetico si basa su un sistema molto diversificato, che comprende centrali idroelettriche, nucleari e a carbone. Quasi un terzo dell’energia (26,14%) viene prodotta da centrali nucleari, e nell’intento di ridurre il ricorso all’energia nucleare, negli ultimi anni il governo spagnolo ha avviato ricerche sulle fonti di energia alternative. La ricchezza del sottosuolo spagnolo è considerevole. Fra le principali risorse minerarie vi sono carbone, lignite, ferro, pirite, zolfo, piombo, zinco, mercurio, fluorite, tungsteno, antimonio, oro, argento, magnesite, sale uranio, petrolio, gas naturale. Le principali miniere di carbone si trovano nelle Asturie e nel León, i maggiori depositi di ferro sono nella stessa zona, intorno a Santander e a Bilbao, e nelle aree di Granada, Murcia e Almería. Grandi riserve di mercurio si trovano ad Almadén, nel sud-ovest della Spagna; l’Andalusia è ricca di piombo.
RISORSE FORESTALI E PESCA: Le foreste coprono il 28,8% (2000) del territorio. La risorsa forestale principale del paese è la quercia da sughero, che alimenta un’industria seconda per importanza solo a quella del Portogallo. Un posto importante nell’economia spagnola è occupato dalla pesca, che fornisce notevoli quantità di tonni, polipi, seppie, naselli, sardine, acciughe, sgombri, crostacei e molluschi.
SETT. TERZIARIO (64%): E’in grande espansione, con un turismo internazionale e vie di comunicazione efficienti ed ammodernate. La navigazione marittima ha grande importanza. Lo sviluppo delle telecomunicazioni e delle tecnologie informatiche è notevole.

COMMERCIO E FINANZA: Le Borse principali sono quelle di Madrid, Barcellona e Bilbao. Le importazioni superano le esportazioni, che comprendono soprattutto veicoli e macchinari, prodotti minerari e chimici, metalli lavorati, prodotti tessili, pellami, pesce e prodotti ortofrutticoli. Nel 2002 il valore totale delle esportazioni fu di 125.872 milioni di $ USA, contro le importazioni per 165.920 milioni di $ USA. Fra i maggiori partner commerciali si annoverano la Francia, la Germania, l’Italia, la Gran Bretagna, il Portogallo, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti. Prima dell’introduzione dell’euro, il 1° gennaio del 2002, l’unità monetaria spagnola era la peseta, emessa dalla Banca di Spagna.
TRASPORTI E VIE DI COMUNICAZIONE: Nel 2001, la rete stradale spagnola si estendeva su 664.852 km. La rete ferroviaria (che si sviluppa su 13.856 km) è gestita da compagnie private e statali. Dal 1992 è attiva una linea ferroviaria ad alta velocità da Madrid a Siviglia, che verrà prolungata fino a Barcellona. La linea aerea nazionale è l’Iberia, che effettua voli nazionali e internazionali. La flotta mercantile contava nel 2004 1.423 navi per una stazza complessiva di 1.045.804 tonnellate lorde di registro. Fra i principali porti si annoverano Vigo, Malaga, Huelva, Algeciras, Cadice, Cartagena e La Coruña. Da registrare il recente ammordenamento delle vie di comunicazione che ha permesso un maggior sviluppo industriale.
SITUAZIONE POLITICA:
ORDINAMENTO DELLO STATO:La Spagna è tornata alla democrazia nella seconda metà degli anni Settanta del XX secolo, dopo quattro decenni della dittatura di Francisco Franco. In base alla Costituzione del 1978, la Spagna è una monarchia costituzionale di tipo ereditario.
POTERE ESECUTIVO:Il sovrano è capo dello stato e delle forze armate. Il potere esecutivo è affidato al capo del governo, eletto dall’Assemblea nazionale su designazione del sovrano; il presidente è coadiuvato da un consiglio dei ministri da lui nominato e da un consiglio di stato.
REGIONI: La Spagna è suddivisa in 17 regioni autonome (comunidades autónomas) che sono ulteriormente suddivise in 50 province, più due città autonome (Ceuta e Melilla). Il sistema politico presenta una struttura federale
Le regioni autonome sono:
• Andalusia Aragona Asturie Baleari Canarie Cantabria Castiglia e Leon Castiglia-La Mancia Catalogna Comunità Valenciana Estremadura Galizia La Rioja Madrid Murcia Navarra Paesi Baschi
Ma tra tutte queste regioni solo due sono molto importanti perché cercano di rendersi autonome anche ricorrendo alla forza.
.1) I Paesi Baschi Le aspirazioni degli abitanti dei Paesi Baschi, regione sul Golfo di Biscaglia, vogliono una completa indipendenza. Importanti sono i movimenti separatisti dell’ETA, che s’avvale di metodi terroristici. La lingua è Basca.
2)La Catalogna I Catalani hanno rivendicazioni meno radicali di quelle Basche e chiedono maggiore autonomia in ambito fiscale. Rivendicano con orgoglio le loro usanze.
DEMOGRAFIA E POPOLAZIONE:
La popolazione della Spagna è di 40.341.462 abitanti, con una densità media di 81 unità per km² (2005), relativamente bassa rispetto alle medie europee. La popolazione urbana è pari al 77% (2003). Il tasso di crescita demografica era, nel 2005, dello 0,15%. Le zone meno popolate sono quelle interne, mentre un’alta densità abitativa si riscontra lungo i litorali. Nell’area della capitale la popolazione presenta una densità di 616 abitanti per km². Madrid e i suoi sobborghi ospitano quasi un decimo della popolazione spagnola. La popolazione spagnola presenta una forte mescolanza etnica dovuta a invasioni, migrazioni e dominazioni. Popolazioni di celti, iberi, fenici, greci, cartaginesi, romani, visigoti si sono succedute nei secoli e hanno lasciato nelle diverse regioni le tracce della loro presenza. Di grande rilievo è stata, in tutta la parte meridionale del paese, l’occupazione degli arabi, che, respinta nel XII secolo con la Reconquista, ha lasciato un’impronta indelebile nell’arte, nella cultura e nella stessa organizzazione territoriale. Nonostante i processi di omologazione nazionale, avviati dallo stato unitario sin dal XV secolo, che hanno sancito il predominio dell’elemento castigliano, alcuni gruppi etnici hanno mantenuto sino a oggi le loro peculiarità etnico-linguistiche: è il caso soprattutto dei baschi, che vivono nel nord-est della Spagna, ma anche dei galiziani e dei catalani, che vantano una specificità culturale, storica e linguistica rispetto al gruppo dominante, quello castigliano. La composizione etnica della popolazione spagnola è la seguente: spagnoli (74%), catalani (16%), galiziani (8%), baschi (2%).
LINGUA E RELIGIONE: La lingua ufficiale del paese è lo spagnolo, più precisamente il castigliano, che è anche lingua ufficiale di 21 paesi dell’America latina. Lingue riconosciute ufficialmente solo dalle rispettive comunità autonome sono il basco parlato nelle Province Basche; il catalano, parlato nel nord-est, e il galiziano diffuso nel nord-ovest. Il cattolicesimo, fino al 1978 religione di stato, è professato dal 97% degli spagnoli. Esistono nel paese piccole comunità di protestanti, ebrei e islamici.
ISTRUZIONE E CULTURA: Il sistema educativo spagnolo comprende istituti pubblici laici e scuole private, generalmente cattoliche. L’insegnamento pubblico è obbligatorio e gratuito per i ragazzi dai sei ai sedici anni. Tra i principali istituti universitari del paese vi sono l’Università di Salamanca (fondata nel 1218), che fu modello per le accademie dell’America latina istituite dal XVI secolo in poi, e l’Università Complutense di Madrid, fondata ad Alcalá de Henares alla fine del XV secolo e trasferita a Madrid nel 1836. Altre istituzioni storiche sono le università di Barcellona (1450), Valencia (1500), Siviglia (1502) e Granada (1531). L’Accademia reale spagnola venne fondata nel 1713 e l’Accademia reale storica nel 1738. Biblioteche, musei e gallerie d’arte testimoniano la ricchezza delle tradizioni culturali del paese. La maggiore raccolta libraria del paese è la Biblioteca nazionale di Madrid (1712), che contiene più di quattro milioni di volumi, oltre a manoscritti rari, mappe, stampe e la magnifica sala dedicata al grande scrittore spagnolo Miguel de Cervantes. Nella capitale hanno sede inoltre la Biblioteca del Palazzo Reale (1760) e la Biblioteca dell’Università di Madrid (1341). Importanti sono anche la Biblioteca dell’Escorial e la Biblioteca del capitolo della Cattedrale di Toledo, che raccoglie preziosi testi antichi (dall’VIII all’XI secolo).Una delle maggiori collezioni d’arte di tutto il mondo è conservata al Museo del Prado di Madrid, che raccoglie opere di grandi pittori spagnoli ed europei, mentre il Centro de Arte Reina Sofía, sempre a Madrid, è specializzato in pittura spagnola del XIX e del XX secolo. Di grande interesse anche il Museo Thyssen-Bornemisza, pinacoteca e centro culturale della capitale. Il cattolicesimo è un elemento determinante della cultura spagnola. Le arti, la letteratura, la storia del paese e la vita stessa dei suoi abitanti sono state segnate, nei secoli, da una profonda religiosità. Fra le più antiche tradizioni folcloriche si annoverano le fiestas e le ferias, che uniscono elementi sacri e profani, solenni processioni, danze, musiche e canti in cui viene coinvolta tutta la cittadinanza. Le ferias di Valencia e Siviglia, il Corpus Christi di Toledo, la Settimana Santa di Valladolid sono alcune delle più celebri ricorrenze spagnole. Uno dei simboli del paese è la corrida, rito di origine antica regolato da un complesso rituale.
STORIA DELLA SPAGNA:
PRIMI INSEDIAMENTI: Nel I millennio a.C., i Celti giunsero nella penisola stabilendosi nella zona che corrisponde alle regioni odierne della Galizia, delle Asturie, della Cantabria, dei Paesi Baschi, del nord della Castiglia e buona parte del Portogallo. La costa peninsulare orientale venne invece occupata prima dai Fenici, approssimativamente nel 700 a.C. I Greci si stabilirono più verso il nord della costa, nell'attuale zona della Catalogna, incontrando così gli Iberi e dando le prime testimonianze a memoria di questo popolo. I dati storici che ci vengono riportati dai greci ci parlano di due culture presenti: Celti e Iberi, i primi al nord e gli altri al sud. Insieme a questi convivevano nella penisola altre popolazioni come i Celtiberi i Lusitani, i Galaici, gli Asturi, i Cantabri e i Baschi.
I ROMANI: (206 a.C. - V secolo) A partire dalla fine della Seconda guerra punica, avvenuta nel 201 a.C., si può considerare la penisola iberica sottomessa al potere di Roma. La campagna di occupazione, dopo l'espulsione cartaginese, fu rapida, eccetto nell'interno. Nel 196 a.C. i Romani dividono il territorio iberico in due zone: la Hispania Citeriore e la Hispania Ulteriore. La sottomissione totale della penisola ebbe luogo nel 19 a.C., dopodichè venne divisa in tre province: Betica, Tarraconense e Lusitana, organizzazione che durò per tutto il Basso Impero.Il processo di romanizzazione, inteso come l'incorporazione della lingua, dei costumi e dell'economia romana, iniziò approssimativamente verso il 110 a.C. e durò fino alla metà del III secolo. Il processo fu talmente intensivo che tre imperatori, Traiano, Adriano e Teodosio erano ispanici.
DOMINIO ARABO: Nel 711gli Arabi decidono di espandersi in Europa e conquistare la Spagna. Ci riuscirono con Tāriq ibn Ziyād, il quale conquistò Toledo e giunse fino a León; e con Mūsā ibn Nusayr il quale conquistò Siviglia, per arrivare sino a Mérida (712). In seguito unì le sue forze a quelle di Tāriq e insieme presero Saragozza. Infine il figlio di Mūsā completò la conquista della Penisola, eccetto le zone montane cantabriche e pirenaiche (716), entrando poi in territorio franco. Gli Arabi vennero fermati da Carlo Martello a Poitiers nel 732 (Battaglia di Poitiers). Nel 773 l'omayyade Abd al-Rahman I proclamò l'Emirato di Cordova, rendendo politicamente indipendenti i musulmani spagnoli, e nel 929 Abd al-Rahman III proclamò il Califfato di Cordova, che evidenziava ancor più la separazione definitiva dal Califfato di Baghdad.
RECONQUISTA: (secoli VIII a XV) Verso il 720: Un distaccamento musulmano viene sconfitto da un gruppo di cristiani rifugiatisi nelle foreste di Covadonga (Asturie). I vincitori si organizzano in un minuscolo e rudimentale Stato, il Regno delle Asturie grazie a un nobile goto, Pelayo nel 737. Due anni dopo (739), suo genero Alfonso I, approfittando delle lotte tra Arabi e Berberi, dà nuovo impulso alla riconquista raggiungendo la Rioja e il Duero. Tuttavia non ha la possibilità di ripopolare la zona, poiché nell'altopiano del nord resta un ampio deserto strategico, terra di nessuno. L’obiettivo era togliere la Spagna ai musulmani, operando la riconquista. Si procedette quindi a conquistare la Pastiglia e la valle del Duero. Successivamente si conquistano anche la Spagna meridionale ad eccezione di Granata e Cordoba che rimarranno possedimenti arabi ancora per un po’.
DINASTIA DEGLI ASBURGO: Con la dinastia degli Asburgo, la Spagna avrebbe conosciuto la sua più grande espansione territoriale grazie alle conquiste dei grandi territori dell'America e delle colonie di oltremare. Inoltre, l'incorporazione all'impero di Carlo V e, in seguito, l'entità datale da Filippo II, faranno diventare la Spagna la maggior potenza economica e militare del mondo. Dopo la Guerra di Successione perdette però la preponderanza militare in Europa, benche continuò ad essere la più grande potenza economica mondiale e conservò il dominio dei mari, tutto questo almeno fino al XVIII secolo.
GUERRA CIVILE: La Guerra Civile Spagnola (17 luglio del 1936 - 1 aprile del 1939), è stata considerata come il preambolo alla Seconda Guerra Mondiale dato che servì come banco di prova per l'Asse Roma-Berlino-Tokio oltre che come confronto tra le principali ideologie politiche presenti in Europa e che sarebbero entrate in conflitto di li a poco: il Fascismo, la Democrazia liberale e i vari movimenti rivoluzionari ossia il Socialismo, il Comunismo e l'Anarchia.Ovviamente la guerra civile fu un dramma per tutto il popolo spagnolo. Ad ogni modo il trionfo finale del nazionalista Francisco Franco dette inizio a una dittatura durata trentasei anni.
DITTATURA FRANCHISTA: Dal 1937 al 1975 Francisco Franco si appropria del potere e diventa il dittatore spagnolo. Le sue ideologie così come le ideologie del movimento franchista si basavano sul fascismo, e nei primi anni, il regime portò avanti una repressione brutale contro i suoi avversari, diede sostegno ad Hitler e Mussolini e praticò una politica economica autarchica che frenò lo sviluppo del Paese. Più avanti, il regime stabilì contatti con gli Stati Uniti d'America e cambiò la politica finanziaria. Durante gli Anni Sessanta si produsse un incremento apprezzabile del livello economico di vita a cui però corrispondeva l'assenza di libertà personale e politica. Il franchismo come regime politico si concluse con la morte di Franco, a cui successe il re Juan Carlos I. Fu grazie a quest'ultimo che il Paese riuscì finalmente a tornare alla democrazia
STORIA ATTUALE: Negli ultimi anni la Spagna ha avuto una grande crescita. Già negli ultimi anni di dittatura franchista il paese produsse maggiore ricchezza che lo portò nel 1986 ad entrare nella CEE, e nel 1992 ad ospitare le Olimpiadi di Barcellona, segno che lo stato aveva compiuto davvero una grande crescita. In questi ultimi anni, invece, la Spagna è stata scossa dagli attentati dell’11 marzo del 2004 che portò in tutta Europa paura e preoccupazione di rivivere i terribili momenti dell’11 settembre 2001. Tre giorni dopo degli attentati la guida del paese cambia: passa da José María Aznar, primo ministro dal 1996 al 2004, a José Luis Rodríguez Zapatero che apporta dei grossi cambiamenti in tutto il paese e che continuerà a far discutere per le decisioni estremamente delicate che prende (vedi le nozze gay).
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