James Joyce: "Eveline"

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Testo

EVELINE James Joyce

Presentazione: Evelyne è tratto da “Gente di Dublino”. Di questo libro fanno parte quindici racconti, che sono stati scritti dallo scrittore irlandese James Joyce . Ha cominciato a scrivere i suoi racconti nel 1904 su richiesta del poeta George Russel il quale gli aveva proposto di creare dei brevi racconti per un quotidiano irlandese. Il libro è stato scritto verso i1 1915 E’ un testo narrativo. Tutti i quindici racconti sono ambientati a Dublino, luogo di nascita dell’autore.
Spazio e tempo: Ci sono molti elementi che fanno capire lo spazio del racconto. La finestra, ad esempio, è il confine tra lo spazio interno ed esterno. Questo si può notare anche dalla polvere sulle tende e sull’harmonium scordato, la fotografia ingiallita, la foto del prete. Tutto questo mette in evidenza lo spazio interno il senso di abbandono. La foto ingiallita del prete rappresenta la grande fede, presente non solo nella sua famiglia, anzi la famiglia ha questa fede per il contatto con la società e quindi con lo spazio esterno.
Sono presenti anche elementi che danno l’idea del tempo. Alcuni di questi sono: guardava la sera, giocavano ogni sera, a quei tempi, tanto tempo addietro…….
Punto di vista e focalizzazione: All’inizio il narratore è omnisciente, infatti il narratore descrive gli atteggiamenti, gli stati d’animo e le sensazioni. Dopo pochi righi, l’autore usa il discorso diretto libero, ma non durerà per molto perché il narratore, ridiventa omnisciente. Verso la fine del racconto, Joyce comincia ad usare il proprio punto di vista. Alla fine diventa nuovamente omniesciente. Essendo per lo più un narratore omnisciente, viene usata la focalizzazione zero, perché l’autore sa di più del personaggio e del lettore.
Personaggi: il protagonista del racconto è Evelyne, una ragazza costretta a vivere una vita monotona, a causa della morte di sua madre, perché poi dovette badare a suo padre e ai suoi fratelli, tra cui uno grande andato via di casa e due più piccoli. Il fratello più grande è anch’essi morto.
Evelyne è una ragazza introversa, passiva sottomessa dal padre, condizionata dalla mentalità del paese e dalla religione, indecisa, paurosa, propensa più ai ricordi che ad aderire alla realtà, ifelice e insoddisfatta. Si è sottoposta al padre perché prima che sua madre morisse, gli ha promesso, di badare sempre a suo padre e ad i suoi fratelli. Aveva molta paura dei giudizi delle persone, il che si può notare quando pensa a quello che avrebbero detto le persone se lei fosse partita con Frank.
Un altro personaggio del racconto è Frank, il suo fidanzato. A differenza di Evelyne, era preciso, pieno di sogni e di speranze, forte di carattere sicuro di sé e generoso. Lui avrebbe voluto fuggire con Evelyne e con lei, vivere una vita felice. Ha avuto molti battibecchi, col padre di Evelyne, perché non voleva che Evelyne uscisse con lui, perché così si sarebbe dedicata meno alla famiglia, e perché avrebbe disonorato la sua famiglia, perché la società di quel tempo, non ammetteva certe cose.
Si accenna nel racconto, un altro personaggio: il fratello maggiore di Evelyne, Harry. Era il figlio preferito da suo padre, gli voleva molto bene. Lavorava fuori città, e quando poteva, mandava alla sua famiglia un aiuto economico.
Altri personaggi del racconto sono, i due fratelli minori e il padre di Evelyne. Questi personaggi, sono solo accennati ma non sono descritti.
Tecniche narrative: Joyce usa delle tecniche narrative molto particolari. Si serve quindi, del “monologo interiore” e del “flusso di coscienza”. Trascrive il succedersi analogico dei pensieri e delle sensazioni dei personaggi senza seguire la regolare organizzazione sintattica e mescolando diversi linguaggi e registri.
Trama: Una ragazza di nome Evelyne, viveva col padre e i suoi due fratelli più piccoli. Viveva una vita molto monotona, perché non faceva altro che lavorare in una sartoria e lavorare in casa.
Aveva però, un fidanzato, di nome Frank, che le voleva molto bene, e che avrebbe fatto di tutto per farla felice. Le propose di fuggire insieme a lui e vivere una vita nuova. Lei era molto insicura per molti motivi. Uno poteva essere dato dalla promessa fatta a sua madre prima di morire e cioè che si sarebbe sempre presa cura della sua famiglia. Inoltre aveva paura dei giudizi che avrebbe fatto la gente, alla paura del futuro, quindi paura della situazione economica. Un altro motivo poteva essere l’attaccamento agli oggetti, alla famiglia e alla sua città. Infine si decise a partire, perché glielo doveva a Frank, dopo tutto quello che aveva fatto per lei. Arrivata al porto, gli vennero tanti rimorsi di coscienza tanto che decise di non partire più. “Si precipitò oltre i cancelli chiamandola perché lo seguisse. Gli urlarono di proseguire ma lui continuava a chiamarla. Allora lei gli mostrò il volto esangue, come quello di un animale spaurito. I suoi occhi non gli dettero il minimo di segno d’amore o di addio o di riconoscimento.”

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