Die romantische schule

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Testo

DIE ROMANTISCHE SCHULE
Di Heinrich Heine

L’opera è la continuazione ideale di De l’Allemagne di Mdme de Stael.. I francesi si sono fatti un’idea sulla Germania sulla base di ciò che c’è scritto in quel libro, oggi è iniziato un nuovo periodo letterario e lo scopo di Heine è presentare questa Germania completamente nuova, è finita l’epoca aristocratica della letteratura e comincia quella democratica, è cessato lo spirito dei singoli ed è iniziato quello della collettività. Mdme de Stael esaltando la vita spirituale dei tedeschi, intendeva in realtà polemizzare contro il realismo francese del tempo e lo splendore materiale del periodo napoleonico.
Heine sostiene il protestantesimo perché permette la libera ricerca, mentre rifiuta l’oscurantismo cattolico.
Nel primo libro parla della scuola romantica in generale, sulle sue origini, e si sofferma su Goethe e sull’opposizione Goethe-Schiller.
Il secondo libro parla dei fratelli Schlegel e dei principali autori che influirono sulla scuola romantica.
Il terzo libro passa in rassegna i maggiori esponenti della scuola e i suoi contemporanei.

PREFAZIONE
Il libro vuole illustrare i momenti principali del movimento letterario romantico.

LIBRO I
Cosa fu la scuola romantica in Germania? Il risveglio della poesia medievale, che però era nata dal cristianesimo.
Heine condanna il cattolicesimo come ipocrita e dispotico. Certo ha avuto la sua importanza e utilità per l’Europa. Il cattolicesimo fu la necessaria reazione all’Impero romano, che minacciava l’annientamento dello spiritismo dell’uomo. La natura barbara e sanguigna dei popoli del Nord si spiritualizzò in senso cristiano e nacque la civiltà europea. La Chiesa ha saputo domare la violenza del barbaro nordico. La poesia epica medievale si divide in sacra e profana (i Nibelunghi). Dal ciclo delle leggende di Carlo Magno si sviluppa la cavalleria spirituale e quella mondana (leggende di re Artù, Santo Graal). Vi è anche un genere di poesia sensuale (Tristano e Isotta). La poesia medievale è ben distinta da quella dei greci e romani e chiamiamo, la prima romantica e la seconda classica. La differenza è che le figure plastiche dell’arte antica coincidono perfettamente con l’oggetto della loro rappresentazione, nell’arte romantica vi è anche un significato esoterico. L’arte classica doveva rappresentare solo il finito, la scuola romantica doveva raffigurare l’infinito e i rapporti spirituali e si rifugiò in un sistema di simboli. Heine passa in rassegna tutte le forme d’arte, poesia, musica, scultura, pittura, architettura. Nell’epoca della Riforma, che il cattolicesimo si spense, risorse la poesia greca → poesia neoclassica.
Con Luigi XIV in Francia, la vita moderna si sviluppo, e tutta l’Europa la imitò.
Fu Lessing a liberare la Germania dalla schiavitù delle imitazioni del teatro francese e fu il fondatore della moderna letteratura tedesca. Heine “…egli sia lo scrittore che io amo di più di tutta la storia della letteratura tedesca”. Il suo difetto fu favorire una nuova sorta d’imitazioni e la piatta mania illuministica.
A quei tempi Goethe non era ancora grande, vi era Wieland.
Fu contro questa letteratura che nacque la scuola romantica, a Jena, per opera dei fratelli Schlegel. Essi furono dei critici estetici, con la fantasia inaridita, ma avevano la ricetta per fabbricare capolavori. Esaltarono come modelli le migliori opere d’arte del passato, l’arte cristiano cattolica del medioevo e Shakespeare, Calderon.
La Germania era in un periodo particolare, il turbamento dovuto alla sconfitta inflitta da Napoleone trovò conforto nella religione → si tentò di destare nei tedeschi il senso della solidarietà, di nazionalità tedesca. Il patriottismo tedesco odia tutto ciò che è straniero → cominciò l’opposizione al cosmopolitismo.
In questo clima prosperò una scuola ostile alla natura francese ed esaltava tutto ciò che fosse popolare e tedesco. Molti poeti si gettarono nel grembo della Chiesa cattolica romana e, coloro che erano nati protestanti, per passare al cattolicesimo ebbero bisogno di un atto pubblico (Tieck, Novalis, Werner).
Voss ha minato la scuola romantica tedesca fin dal suo nascere. Cantò la vita piccolo borghese della bassa Elba, con personaggi comuni. Tradusse i più grandi poeti pagani dell’antichità, voleva favorire la poesia e la mentalità classica, mentre gli Schlegel volevano rendere accessibili i poeti cristiano-romantici. La polemica del Voss esercitò un potente influsso, distruggendo nella pubblica opinione il gusto imperversante per il medioevo. Tutte le sette soprannaturaliste della Chiesa protestante si schierarono con Voss, il razionalista.
Goethe condannò gli Schlegel, anche se questi lo avevano sempre decantato e doveva a loro la maggior parte della sua fama. Se ne distaccò e fondò la sua assolta egemonia nella letteratura tedesca. Egli aveva timore d’ogni scrittore originale e lodava solo i mediocri (l’epoca imperiale goethiana). L’opposizione a Goethe cominciò con la pubblicazione del Wilhelm Meisters Wanderjahre, gli si rimproverava il fatto che le sue opere non avessero uno scopo morale, mentre Schiller aveva presentato caratteri idealmente più nobili ed era quindi poeta più grande → si divisero le opinioni.
Schiller s’immerge nella storia, si entusiasma per i progressi sociali dell’umanità, Goethe si cala nei sentimenti individuali, o nell’arte o nella natura, egli aveva una concezione panteistica del mondo.
Heine definisce le opere di Goethe dei capolavori artistici, ma sono solo statue, non generano l’azione come quelle di Schiller. Individua la ragione delle convinzioni antigoethiane nell’invidia. Schiller è stato esaltato solo per abbassare Goethe. Il suo merito più grande è nella perfezione di tutto ciò che rappresenta, non ci sono personaggi secondari.
Goethe ebbe molti oppositori, ma anche molti apologeti. Il suo Faust è sterminato al pari della Bibbia, abbraccia cielo e terra. Con il Faust ha termine il periodo della fede medievale e inizia quello critico e moderno della scienza. L’armonia tra personalità e genio fu in lui perfetta. Aveva lo sguardo di un dio, di Giove.

LIBRO II
Heine fu allievo all’università di Wilhelm Schlegel che visse grazie alle idee del fratello e conobbe solo l’arte di elaborarle. Friedrich Schlegel fu un uomo profondo ma non vide, nelle sofferenze dell’epoca, le doglie della rinascita. Egli fondò in Germania lo studio del sanscrito, ma nell’interesse del cattolicesimo perché nei poemi indiani si potevano ritrovare i misteri e l’organizzazione gerarchica cattolica. Egli traccia inoltre un panorama della letteratura dal punto di vista cattolico. Wilhelm ebbe meriti come traduttore di Shakespeare e grande conoscitore della metrica. “la sua gloria è figlia naturale dello scandalo”. Egli attaccò tutte le autorità vigenti, volle sminuire la poesia di Bürger e la paragona alle ballate inglesi, molto più semplici e quindi più poetiche. Ma non aveva capito che le poesie esprimono lo spirito della loro epoca. Wilhelm attaccò le autorità letterarie francesi, dimostrò che tutta la loro letteratura classica non valeva niente (Racine, Moliére, Corneille). I suoi attacchi erano privi di fondamento, “quel modo di misurare il presente con il metro del passato era talmente radicato …”. Tieck e gli Schlegel deplorarono il tramonto del cattolicesimo, attaccarono i razionalisti protestanti e gli illuministi. Wilhelm è debitore della Stael per la sua esteriore forbitezza. Uno dei meriti principali degli Schlegel sta nell’aver favorito l’eleganza.
Heine incontra per la prima volta Wilhelm nel 1819, a lezione. Rimane abbagliato dalla sua esteriore nobiltà → matrimonio simbolico, il romanticismo si unisce con il razionalismo.
I commediografi tedeschi debbono astenersi da qualsiasi riferimento alla politica e furono costretti a parlare d’ozioso estetismo. Con la rivoluzione si temette che l’arte andasse in rovina, ora che l’ordine è tornato a regnare, la critica teatrale e la novella tornano ad essere le questioni fondamentali e Tieck eccelle in entrambe.
In Tieck si possono distinguere diverse maniere:
1. Appartiene ancora alla vecchia scuola
2. Dopo aver conosciuto gli Schlegel, si schiudono i tesori della fantasia e del suo spirito → commedie satiriche, poesie d’ogni genere, novelle
3. Avversario del fanatismo, rappresentante della moderna vita borghese, si rivela allievo di Goethe. Vi è in lui un contrasto tra fantasia e intelletto.
Fu un grande poeta, ma gli mancò una decisa energia, nessuna indipendenza si rivela nei suoi scritti. La sua prima maniera non gli conferisce nessuna originalità, la seconda lo rivela fedele scudiero degli Schlegel, la terza lo mostra imitatore di Goethe. Ha il merito d’aver tradotto alcuni drammi inglesi dell’epoca pre-shakesperiana, il Don Chisciotte.
Heine passa in rassegna coloro che hanno influenzato la scuola romantica: Böhme, con i suoi scritti teosofici, Schelling con la sua filosofia della natura, Hegel, Görres, uno dei principali sostegni della propaganda cattolica a Monaco. La vera filosofia tedesca nacque con Kant che poco si occupò dei problemi politici o religiosi, ma tanto più dei fondamenti ultimi della conoscenza. Si cercarono i motivi per giustificare l’esistente.
Rapporti tra Schelling e la scuola romantica → mistici
I mistici si dividono tra veri mistici (Novalis) e gli esorcizzatori della natura (Hoffmann). La grande somiglianza tra i due sta nel fatto che per entrambi la poesia era una malattia.

LIBRO III
I maggiori esponenti della scuola romantica: Clemens Brentano, Arnim (passa in rassegna alcune sue poesie), Uhland.
Arnim fu scrittore eccellente, ma non riuscì mai ad affermarsi perché appariva ai suoi amici cattolici sempre troppo protestante e viceversa. Al poeta mancava la vita, era poeta della morte.
Appello ai francesi, che devono rendersi conto che l’orribile non è affar loro, solo l’animo tedesco riesce ad evocare i veri fantasmi.
Heine cita poi Laube. Gutzkow, Jean Paul, grande poeta e filosofo, il più allegro e il più sentimentale.
Nel medioevo dominava la superstizione, al giorno d’oggi il denaro. E’ per questo motivo che si è andati a riscoprire il Medioevo, come opposizione.
Cita F. de la Motte Fouqué, vero poeta, l’unico scrittore della scuola romantica che ha incontrato anche i gusti delle classi inferiori.
Il vero poeta dei Lieder è Uhland, analizza alcune sue poesie. Le sue ballate e romanze hanno avuto successo sia con i patrioti del 1813, ma anche con uomini di più nuove concezioni. La gente del 1813 ritrova nelle poesie lo spirito politico, morale ed estetico, della propria epoca. Egli non è un rappresentante di una scuola, ma compendiano in lui tutti i suoi lirici compagni della scuola romantica
Chamisso, benché contemporaneo della scuola romantica, si è affermato come uno dei più caratteristici poeti moderni e appartiene alla giovane Germania.
Gli scrittori che in Germania trassero fuori il Medioevo, misero in pericolo la felicità e la libertà della patria. Gli scrittori francesi perseguivano invece solo fini artistici. La moda del gotico fu, in Francia, solo una moda che servì ad accrescere il gusto del presente. In Germania ha un gusto maligno.
La Francia, dopo la Rivoluzione, ha totalmente schiacciato il cattolicesimo. Rifiorì la mitologia classica.
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