Acropoli di Atene

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Testo

Acropoli di Atene

Una volta terminate le guerre persiane, si afferma l’egemonia di Atene su tutta la Grecia, dal 480 al 431 a.C. questa città conosce una fase di grande splendore, il merito si deve anche alla figura di Pericle, che domina interamente questo periodo, egli, infatti, si propone di abbellire l’Acropoli di Atene, e si avvale dei migliori artisti del tempo. La parola acropoli deriva del greco (tttttttttttt) e significa sommità, punta della città; l’acropoli è una cittadella fortificata, la città originaria, l’embrione dell’odierna metropoli ateniese.
Si accede all’acropoli per mezzo di una scalinata e di un porticato, progettate dall’architetto Mnesicle; in quest’area, troviamo anche una testimonianza romana: Il plinto di Agrippa, ossia il basamento di una statua equestre, che purtroppo non è giunta fino a noi, rappresentante appunto l’ammiraglio Agrippa.
Il cardine di tutta l’acropoli è però il Partenone, costruito per celebrare Atena, molto venerata ad Atene, poiché dea poliate, ovverosia, protettrice della città. Partenone (PPPPPPPP in greco) significa “stanza delle vergini”, infatti, secondo il mito, Atena era la dea vergine dallo spirito maschile, il tempio viene distrutto nel 480 a.C. dai persiani, ma viene poi ricostruito.
Le superfici riservate ai fregi sono i due frontoni (uno a est e uno a ovest), le metope (che corrono tutt’attorno al tempio al di sopra delle colonne, sono alternate da triglifi), e le pareti della cella (che era la vera e propria dimora della dea, si trova all’interno della fila di colonne).

Le metope
Le metope del lato est rappresentano la Gigantomachia, quelle del lato ovest la Amazzonomachia, quelle esposte a nord rappresentano la conquista di Troia, quelle del lato Sud la lotta dei Làpiti contro i centauri. Tutte queste opere hanno quasi un significato propagandistico, infatti, tutti i miti rappresentati comunicano la superiorità della Grecia.
La Gigantomachia
Simboleggia la vittoria delle divinità dell’Olimpo a discapito dei Giganti, o Titani, dei legati alla figura della Magna Mater, e quindi precedenti all’arrivo degli Indoeuropei. Gli dei del cielo, capeggiati da Zeus, sono i garanti della ragione e della giustizia, di conseguenza, gli umani, per soddisfare gli dei, devono organizzarsi secondo una rigida gerarchia e seguire la loro scala di valori: dei, uomini, donne, schiavi, animali e piante. Gli uomini venerano queste divinità in quanto protettrici dell’ordine. Del tutto diversa è invece, la scala di valori delle divinità matriarcali che si basa sul concetto di uguaglianza tra tutti gli uomini, poiché la terra genera ogni essere allo stesso modo e tutti dipendono dalla Magna Mater in egual misura. Sappiamo che gli Indoeuropei si sono lentamente insidiati nella società greca e la hanno conformata alle proprie idee e in gran parte alla propria lingua, non è difficile pensare che secondo gli uomini sia successa la stessa cosa tra le loro divinità, l’unica differenza è il modo in cui questo cambiamento è avvenuto: tra gli uomini pacificamente, e quasi inconsapevolmente, mentre tra gli dei per mezzo di una eroica guerra che ha portato alla schiacciante sconfitta dei Giganti, simbolo della mancanza di ordine. Zeus dopo la vittoria, instaura il proprio potere sugli uomini.Questo è il trapasso definitivo dalla religione matriarcale, a quella indoeuropea.
La Amazzonomachia
Le Amazzoni sono, secondo il mito, delle donne guerriere che abitano in Asia. Si svolge battaglia tra esse ed il popolo greco che, naturalmente, riporta una grande vittoria, simbolo della sottomissione delle donne e dell’Asia.
La guerra di Troia
Anche in questo caso la disfatta di Troia vuole ribadire la superiorità della Grecia sull’Asia.
Guerra tra Lapiti e Centauri
I Centauri secondo il mito sono degli esseri con il busto umano e il corpo di cavallo. Si narra che spesso i Centauri rapissero le fanciulle dai paesi limitrofi poiché non esistono esemplari femmina di Centauro. L’unico Centauro che viene visto di buon occhio è Chitone, che ha allenato grandi eroi tra cui Achille. Mentre si sta svolgendo il banchetto per la nozze del re dei Lapiti i centauri assalgono gli invitati per rapire le fanciulle, questa è la causa scatenante della guerra tra i Lapiti ed i Centauri che ovviamente vengono sconfitti, ovverosia, la vittoria dell’uomo sull’animale, dell’ordine e della ragione sull’irrazionalità delle bestie.

I frontoni
Nel frontone a est troviamo raffigurata la nascita di Atena, in quello rivolto ad ovest è rappresentata la gara tra Atena e Poseidone.
La nascita di Atena
Si narra che Atena sia nata dalla testa di Zeus, grazie ad un colpo inflitto al capo del signore dell’Olimpo da Efesto, Pallade è riuscita a venire al mondo, senza madre, e con un carattere maschile. Questa raffigurazione è volta ad oriente, ovvero la direzione in cui sorge il sole.
Gara tra Atena e Poseidone
Secondo il mito, Atena e Poseidone si sfidano per ottenere l’incarico di proteggere Atene. Il giudice di questa gara è Cecrope, il mitico primo re di Atene, è una divinità ctonia, cioè legato alla terra, qui è rappresentato come un serpente. Gli dei devono offrire un dono alla città, Poseidone porta in regalo una sorgente di acqua salata, Atena dona un ulivo, non è difficile per Cecrope stabilire che Atena diventerà la dea poliate di Atene.

La cella
Sulla cella è raffigurato il momento culminante delle Panatenaiche, ovvero la processione delle Canefore, giovani vergini di nobile famiglia, che tengono in mano cestini colmi di doni per Atena. Le Panatenaiche sono delle festività religiose in onore di Pallade, si dividono in grandi Panatenaiche, molto solenni e maestose(avevano luogo ogni 4 anni), e piccole Panatenaiche (si svolgono tutti gli anni) ma erano meno sfarzose, più semplici. Il mese dedicato a queste festività è l’Ecatombeo, che corrisponde, parlando in termini di oggi, alla fine di luglio, inizio agosto, si svolgono in questo periodo perché il giorno della nascita della dea Atena è il 28 luglio. Durante queste festività si svolgevano sacrifici solenni, gare di vario tipo (ginniche, di corsa a piedi e con i carri e di musica), lungo la strada i Rapsodi recitavano parti di poemi omerici. Il momento di maggiore rilievo è appunto quello della processione delle Canefore, che parte dal Ceramico a si avvia verso l’acropoli costeggiando il muro pelagico ed entra attraverso i Propilei. Durante la processione una nave viene fatta scorrere per le vie della città, questa nave che durante l’anno si trova nell’Areopago, durante la processione ha un compito molto importante, ovvero quello di portare sull’acropoli il peplo di lana che viene fatto indossare alla statua della dea. I Meteci, cioè coloro che non possiedono la cittadinanza Ateniese, portano durante le celebrazioni un distintivo che, probabilmente non gli permette di prendere completamente parte ai festeggiamenti degli Ateniesi. Durante le Panatenaiche venivano anche liberati i prigionieri di guerra.

Eretteo
L’eretteo è un altro edificio fondamentale dell’acropoli, simbolo di un mito antichissimo riguardante Atena e la città. Secondo il mito questo tempietto conservava i cimeli della città:
- L’ulivo donato da Atena nella gara con Poseidone
- Uno sgabello pieghevole inventato da Dedalo
- Un antichissima statua lignea di Atena.
La pianta di questo tempietto ha un porticato sorretto dalle Cariatidi, ovvero statue femminili che fungono da colonne, la pianta dell’edificio è confusa e irregolare a causa delle svariate modifiche che sono state apportate nel corso del tempo. Sempre secondo un altro mito l’eretteo era stata la dimora di Cecrope e delle sue tre figlie: Erse, Aglauro e Pandroso.

Esempio



  


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