La risorsa lavoro

Materie:Riassunto
Categoria:Economia
Download:466
Data:27.02.2006
Numero di pagine:5
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
risorsa-lavoro_1.zip (Dimensione: 7.39 Kb)
trucheck.it_la-risorsa-lavoro.doc     35.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

LA RISORSA LAVORO

Il lavoro assume un’importanza primaria all’interno del nostro sistema economico perché funge da risorsa strategica cioè rappresenta una realtà fondamentale per il raggiungimento di obiettivi estremamente qualificati. Anche la nostra Costituzione ribadisce il concetto di rilevante importanza del fattore lavoro; infatti, l’art. 1 afferma che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e l’art. 4 riconosce nel lavoro un diritto e un dovere del cittadino.
Bisogna ricordare che attorno all’azienda ruotano tre componenti fondamentali: i clienti, la concorrenza e l’innovazione. Oggi, i clienti necessitano di prodotti sempre più elaborati e adatti a soddisfare le proprie necessità, sia in termini di qualità che di prezzo; le aziende che non si adeguano a ciò rischiano di non sopravvivere. Negli ultimi anni, anche grazie alla liberalizzazione degli scambi commerciali, la concorrenza fra le imprese si è intensificata e le aziende occidentali hanno dovuto far fronte all’invasione sul mercato di prodotti provenienti da Paesi esteri in cui la manodopera ha un prezzo molto scarso (si pensi al “problema-Cina”). Infine, particolarmente importante è diventato apportare dei cambiamenti sia alla gestione che alla produzione aziendale tramite l’innovazione, entro tempi sempre più rispetti e con costi non eccessivi. Per organizzare al meglio queste tre varianti le aziende hanno stilato dei “progetti di reengineering” mirati anche a migliorare l’andamento aziendale, rimanendo in una politica di contenimento dei costi e di riduzione dei tempi di lavoro.
Nonostante sia risaputa l’importanza della risorsa lavoro, va precisato che in Europa persiste tuttora un tasso di disoccupazione generalmente molto alto. Ciò è dovuto a due motivi in particolare: la richiesta, da parte dei datori di lavoro, di manodopera sempre più specializzata e qualificata e il difficile adattamento del prestatore di lavoro a svolgere un lavoro che non sempre coincide con le sue aspettative e i suoi desideri.
Il lavoro è definito anche una risorsa critica in quanto negli ultimi decenni (soprattutto dopo le ribellioni del 1968) ai lavoratori sono state garantite sempre più leggi per la tutela dei loro diritti ed essi stessi hanno preso coscienza della loro forza. Ciò ha portato anche ad una diminuzione della richiesta di manodopera e a un rafforzamento del settore terziario.
Possiamo riconoscere almeno tre tipi di lavoro: lavoro autonomo, lavoro parasubordinato e lavoro subordinato.
Nel lavoro autonomo il lavoratore è colui che si obbliga a compiere un’opera o un servizio nei confronti di un committente e in cambio di un corrispettivo in denaro; tutti i rischi ricadono sul lavoratore il quale, però, non è vincolato verso nessun altro soggetto.
Nel lavoro parasubordinato il lavoratore è legato all’azienda da un contratto di lavoro a progetto.
Nel lavoro subordinato la prestazione viene effettuata da un soggetto che si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro. In questa forma di lavoro, il Codice Civile individua quattro categorie di lavoratori che godono di un potere decisionale e di un trattamento economico diverso: i dirigenti, i quadri, gli impiegati e gli operai. Nel rapporto fra datore di lavoro e prestatore di lavoro, il legislatore individua quest’ultimo come la parte più debole e ha emesso un insieme di norme per tutelarlo. Le norme che disciplinano il lavoro dipendente sono contenute nel libro quinto del Codice Civile.
La contrattazione collettiva, che avviene a diversi livelli, può essere considerata come un altro pilastro portante dell’intera struttura di tutela del lavoro. Il livello più alto di contrattazione collettiva è quello nazionale intersettoriale, in cui il Governo incontra le parti sociali (ossia i sindacati) e, dopo aver esposto i contenuti della politica economica, cerca di regolare e gestire il lavoro dipendente. Al livello successivo vi è la contrattazione collettiva nazionale di settore, tramite la quale i sindacati dei datori di lavoro e quelli dei lavoratori cercano di stipulare un contratto, valido quattro anni per la parte normativa e due per quella economica, per disciplinare il lavoro nei singoli settori. Ai livelli successivi vi sono la contrattazione aziendale e la contrattazione individuale. Con la prima, le singole aziende tentano di migliorare le condizioni del contratto collettivo nazionale di settore; con la seconda, il singolo lavoratore incontra il datore di lavoro per cercare di ottenere condizioni contrattuali più favorevoli rispetto a quelle imposte dal contratto collettivo.
Quando il datore di lavoro non rispetta un diritto del lavoratore, quest’ultimo può aprire una controversia agendo in tre modi differenti: o cercando di discutere il caso col proprio datore e trovare una risoluzione al problema, o affidando la pratica ai sindacati o, ancora, rivolgendosi alla magistratura. La più classica forma di protesta utilizzata dai lavoratori è lo sciopero, un’astensione collettiva dal lavoro che viene riconosciuta dalla Costituzione. Quest’ultima tende maggiormente a regolare lo sciopero dei settori che offrono servizi pubblici essenziali (come quelli legati alla salute e all’istruzione), imponendo loro prestazioni minime durante gli scioperi.
Le relazioni industriali sono l’insieme delle forme di interazione tra azienda e lavoratori ed hanno l’obiettivo di discutere e regolare le condizioni economiche e normative riguardanti il rapporto di lavoro. Sia i lavoratori che i datori di lavoro possono godere del supporto di alcune organizzazioni; i sindacati sono proprio delle associazioni di lavoratori o datori di lavoro appositamente costituite per promuovere e difendere gli interessi economici e professionali degli associati stessi. I principali sindacati in tutela dei lavoratori sono la Confcommercio e la Confesercenti, mentre quelli riguardanti i lavoratori sono la CGIL, la CISL e la UIL.
Le due maggiori forme di partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale sono rappresentate da:
• il consiglio dei delegati, in cui i rappresentanti dei dipendenti di un’impresa discutono sulla corretta applicazione dei contratti di lavoro;
• l’assemblea dei lavoratori che riunisce tutti i lavoratori dell’azienda per trattare dei problemi di interesse comune.
Negli ultimi anni si è assistito ad una vera e propria rivoluzione del lavoro che sta ovunque diventando più flessibile e precario. Infatti, il mito del posto fisso è caduto soprattutto per scelta delle aziende che preferiscono non rischiare sottoponendo ai lavoratori contratti a tempo determinato. Ciò ha portato anche al “boom” della piccola impresa e del lavoratore che decide di mettersi in proprio. Per costituire un’impresa individuale è sufficiente:
• avere un’idea sul tipo di lavoro che si vuole avviare;
• richiedere la partita IVA;
• iscriversi al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio;
• attivare il sistema contabile.
Vista l’importanza che ricopre all’interno dell’azienda, al personale è stata dedicata un’intera area, detta proprio “area del personale”. Quest’ultima si è posta principalmente due obiettivi:
• cercare di distribuire equamente le risorse umane all’interno dell’azienda;
• motivare il dipendente a lavorare per il raggiungimento dell’obiettivo aziendale.
Per raggiungere il primo obiettivo, vengono richieste l’assunzione di personale altamente qualificato, la necessità di preservare le risorse umane più importanti per l’azienda e la possibilità di aggiornare professionalmente i lavoratori. Il raggiungimento del secondo obiettivo coincide con l’adeguamento delle retribuzioni, la puntualità nel loro pagamento, la possibilità di far carriera, ecc..
Soprattutto nelle grandi aziende, l’area del personale è in continua interazione con la line, ossia l’insieme dei manager che assicurano la operatività aziendale. Nelle piccole aziende l’amministrazione è affidata a collaboratori esterni dell’imprenditore mentre quest’ultimo si occupa della conduzione. Nelle aziende di maggiore dimensione l’area del personale è basata su tre sub-aree:
• l’area di organizzazione e sviluppo risorse che si occupa di reperire e selezionare le risorse umane e di analizzare le prestazioni del personale;
• l’area delle relazioni industriali che gestisce i contatti con i lavoratori e i sindacati;
• l’area di amministrazione del personale che si occupa della gestione del sistema informativo e di quello contabile.

Esempio



  



Come usare