Le famiglie vegetali

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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Testo

RANUNCOLACEE
Famiglia di dicotili, sono piante erbacee molto comuni nei climi temperati e freddi. Hanno fiori molto vari, spesso aciclici o emiciclici. Gli stami sono di solito numerosi, i carpelli possono essere uno o molti, spesso liberi con uno o molti ovuli. Entrambi sono disposti a spirale. L’ovario è generalmente supero. Le foglie sono molto divise e il frutto è quasi sempre un poliachenio. Sono erbe annue o perenni. Si conoscono circa 1200 specie. Molte ranuncolacee contengono sostanze acri o alcaloidi, per cui sono velenose (alcune soltanto allo stato fresco).Molte specie sono coltivate per i fiori. Le principali esponenti sono le specie di ranuncoli e anemoni, l'aquilegia e l’elleboro. La formula fiorale è K5 C5 Ai G
CROCIFERE
Famiglia di dicotili, sono erbe, di rado arbusti, con foglie sparse e sono diffuse nei climi temperati e freddi. Sono formate da un calice di quattro sepali in due cicli, e da una corolla di quattro petali, entrambi disposti come i quattro bracci di una croce (da qui proviene il nome della famiglia). Gli stami sono sei, di cui due più corti degli altri. L’ovario è supero, formato da due carpelli. I fiori sono piccoli, spesso riuniti in infiorescenze. L’impollinazione è entomofila, avviene cioè per mezzo degli insetti. Il frutto è tipicamente una siliqua dalla forma allungata o una siliquetta dalla forma sferica con i semi attaccati ad un setto centrale; talora è un achenio o un frutto indeiscente pluriseminato. I semi sono privi di endosperma. Vi sono comprese circa 3000 specie. Parecchie hanno importanza come piante alimentari per l’uomo e per gli animali domestici (ravanello, rapa, cavolo, barbaforte…), altre forniscono olio (la colza), altre sono medicinali (la coclearia e la senape nera), altre sono ornamentali per i fiori o per i frutti (violacciocche, lunaria). Un altro esponente di questa famiglia è la Arabidopsis thaliana che, avendo un ciclo vitale molto breve (60 giorni) e una quantità di DNA molto piccola per un eucariote è molto utile per i fisiologi vegetali.
SOLANACEE
Famiglia di dicotili, sono erbe o frutici diffuse nei climi tropicali e temperati, a foglie sparse e fiori in cima o solitari. Il fiore è pentamero, cioè con cicli di cinque elementi ciascuno. Il calice è gamosepalo e la corolla gamopetala. Anche gli stami sono cinque mentre il gineceo è formato da due carpelli, saldati a formare il pistillo. L’ovario è supero, obliquo rispetto alla linea mediana del fiore, con numerosi ovuli. Il frutto è di solito una bacca (con tutto il pericarpo morbido, in cui sono immersi i semi), ma può essere anche una capsula (una specie di scatolina con pareti secche formata da numerose foglie carpellari che, quando è matura, si apre liberando un grandissimo numero di piccoli semi). Si conoscono circa 1700 specie, di cui alcune importanti come medicamenti (atropina, scopolamina, iosciamina. A questa famiglia appartengono la patata, il peperone, il pomodoro, la melanzana, il tabacco e alcune piante velenose come la belladonna e lo stramonio.
LABIATE
Famiglia di dicotili, sono dette anche LAMIACEE, e sono per lo più erbe o arbusti con fusti tetragoni (a sezione quadrangolare) e con foglie opposte. Il fiore è irregolare con calice gamosepalo a cinque punte e corolla gamopetala formata quasi sempre da due “labbra” (da ciò deriva il nome della famiglia). Gli stami sono due o quattro (in questo caso due più corti e due più lunghi). Il pistillo è supero, formato da due carpelli, ognuno dei quali ha due ovuli. I carpelli subiscono una precoce bipartizione, cosicché il frutto (una capsula) risulta composto da quattro acheni o noci. I fiori sono nelle cime e spesso l’insieme di fiori somiglia spesso a una spiga. Le varie parti della pianta hanno per lo più peli ghiandolari che elaborano un olio essenziale, vario nella sua composizione a seconda della specie; perciò le labiate sono piante eminentemente aromatiche, di odore grato o ingrato, che forniscono parecchi condimenti usati in cucina e molte essenze medicinali e da profumo. Sono inoltre per questo motivo pascolo preferito dalle api. Sono note 3500 specie, diffuse in tutto il mondo, distribuite in otto sottofamiglie; in Italia sono noti 31 generi con circa 150 specie. Le principali sono la lavanda, la melissa, l’origano, la menta, la salvia, il timo, il basilico, il rosmarino.
ROSACEE
Famiglia di dicotili comprendente specie molto varie di erbe, arbusti e alberi, assai diverse tra loro e spesso molto importanti per l’uomo. I fiori sono comunque pentameri e actinoformi: hanno cinque petali e cinque sepali, gli stami sono molti numerosi, i carpelli, da uno a molti, sono liberi o saldati con la parete interna della coppa e si trovano in mezzo a folti peli. L’ovario è supero e contiene un solo ovulo. Le foglie sono composte, col margine seghettato e sono stipolate. L’asse fiorale è pianeggiante o convesso o scavato a coppa e porta al margine i sepali, i petali e gli stami. Se ne conoscono circa 2000 specie, diffuse in tutto il mondo. Il frutto è vario, e per questo le rosacee sono state divise in sei sottofamiglie:
- spireroidee, con un numero di carpelli compreso tra uno e dodici; il frutto è il follicolo
- pomoidee, che producono pomi; vi appartengono il melo, il pero, il cotogni, il nespolo, il sorbo
- rosoidee, il cui frutto è un achenio o una drupa; vi appartengono il rovo, il lampone, la fragola e le rose
- neuradoidee
- prunoidee, il cui frutto è una drupa; ne fanno parte il mandorlo, il pesco, l’albicocco, il susino, il ciliegio
- crisobalanoidee.
LEGUMINOSE
Sono una delle famiglie più vaste delle dicotili: comprendono oltre 12000 specie. Per questo la classificazione di queste specie è alquanto confusa: secondo alcuni sistematici la famiglia delle leguminose è una sola, comprendente tre sottofamiglie (mimosacee, cesalpinacee e papiglionacee); altri staccano le mimosacee; altri considerano le leguminose solo le papiglionacee. La prima soluzione è comunque la preferita.
Comprende alberi, cespugli, erbe e piante rampicanti. Le foglie sono stipolate, spesso composte e con fiori isolati o in infiorescenze racemose (grappolo, spiga). I fiori sono ciclici, pentameri, actinoformi o zigoformi, generalmente con 10 stami, nove dei quali hanno i filamenti congiunti. Il pistillo, infero, di solito consta di un solo carpello con molti ovuli. La formula fiorale è pertanto K5 C5 A(9)+1 G1.La forma è irregolare: sono formati dal vessillo, che sporge in alto, due ali, poste di lato, e la carena, formata da due petali saldati a forma di barchetta in cui si trovano gli stami e il pistillo. Questa caratteristica forma, somigliante a una farfalla dà al fiore il nome di fiore papilionaceo. Il seme ha l’endosperma scarso o nullo. Il frutto è generalmente un legume o baccello, ma in alcuni generi è modificato in noce o drupa. Le leguminose comprendono, tra le altre, piante utili per l’alimentazione umana (pisello, fagiolo, lenticchia, soia, arachide), piante medicinali (tamarindo, liquirizia), piante utili per il foraggio (trifoglio), piante industriali, piante ornamentali (glicine, mimosa, ginestra, acacia).Le leguminose sono molto importanti anche in ecologia e in agricoltura: parecchie specie ospitano in una relazione di simbiosi dentro piccoli tubercoli nelle radici batteri procarioti detti azotofissatori, poiché hanno la capacità di trasformare l’azoto presente nell’aria (N2) in ammoniaca (NH3), utilizzabile dalle piante così da aumentare il loro contenuti proteico.
OMBRELLIFERE
Famiglia di piante dicotiledoni, sono erbe annue o perenni con foglie dalla guaina sviluppata, e lamina molto divisa. I fiori, piccoli e numerosi sono disposti in ombrelle semplici o più spesso composte (da qui il nome della famiglia) che permettono di richiamare a distanza gli insetti. Sono pentameri, con calice spesso ridotto o scomparso, con cinque stami che si alternano ai petali, pistillo formato da due carpelli, ognuno contenente un ovulo, con lo stilo inserito in un’espansione a cuscinetto o ad anello. Il frutto si divide in due acheni, detti mericarpi, ognuno dei quali ha nella faccia esterna cinque costole, fra le quali restano limitate le vallecole. La membrana di separazione tra i due acheni è detta commessura. Nella parete del frutto si trovano canali contenenti oli essenziali – importanti nella classificazione delle varie specie – che insieme a quelli contenuti nel fusto e nella radice, sono usati in medicina, liquoreria, profumeria e culinaria. Le ombrellifere comprendono 3000 specie diffuse in tutto l’emisfero boreale; se ne conoscono 200 in Italia. Alcune di queste sono il prezzemolo, il sedano, il finocchio, l’anice e la cicuta (velenosa).
COMPOSITE
Famiglia di piante dicotili, la più numerosa con 1000 generi e oltre 20000 specie, è diffusa nei climi temperati. In Italia si trovano 485 specie tra le più importanti. Sono erbe, di rado arbusti o alberi, di aspetto molto vario, ma concordanti per l’infiorescenza, detta a capolino. I singoli fiori, piccolo, accompagnati da una palea, sono pentameri: hanno il calice rudimentale (detto pappo), rappresentato da squamette, peli o setole; la corolla, a tubo, è formata da cinque denti; gli stami sono cinque, con le antere saldate in un tubo attraversato dallo stilo; l’ovario, infero, è formato da due carpelli e un solo ovulo. Il frutto è un achenio è può essere sormontato da un pappo. I fiori di un capolino possono essere tutti ermafroditi o monoici o quelli esterni sterili e quelli interni generalmente maschili. La maggior parte delle composite è entomofila, ma alcune volte può avvenire l’autoimpollinazione. Alle composite appartengono molte piante alimentari (carciofo, cicoria, invidia, lattuga, carciofo, girasole), da pascolo e medicinali (camomilla, bardana), industriali, aromatiche, ornamentali (margherite, dente di leone, stella alpina, crisantemi, zinnia, dalia).
CUCURBITACEE
Famiglia di dicotili, sono erbe, di rado arbusti, con lunghi cauli striscianti ricoperti di peli, la cui lunghezza può superare i sette metri. Le foglie sono alterne, picciolate o semplici. I fiori sono attinomorfi con calice e corolla pentameri. Questa famiglia è monoica o dioica, per cui i fiori sono o maschili o femminili. I primi hanno cinque stami liberi o uniti per mezzo delle antere. Gli altri hanno il pistillo formato da tre carpelli, con l’ovario infero. I fiori sono generalmente a forma di campanella e di colore giallo. L’embrione ha grossi cotiledoni ricchi di olio. Il frutto è una bacca, il peponide e può arrivare a pesare anche mezzo quintale. L’epicarpo e il mesocarpo sono rappresentati dalla parte coriacea, l’endocarpo è la parte carnosa in cui sono immersi i semi. Le cucurbitacee vivono nelle regioni calde in cui non difetti l’acqua. Ne sono note 760 specie, tra le quali la zucca, il cocomero, il cetriolo e il melone.
RUTACEE
Famiglia di dicotili, sono piante per lo più legnose con fiori e frutti molto vari. Il nome viene dalla ruta, suffrutice appartenente a questa famiglia. Assai più importanti sono le piante del genere Citrus. I fiori sono a simmetria raggiata e gli stami sono generalmente di numero doppio rispetto a quello dei petali. Il frutto è detto esperidio, in cui l’epicarpo è la “buccia” colorata, il mesocarpo la parte bianca spugnosa, mentre l’endocarpo è diviso in spicchi che contengono filamenti in cui vi è il succo. Le foglie e la buccia del frutto sono ricchi di ghiandole ripiene di oli essenziali dai quali si ricavano anche profumi. A questa famiglia (di cui si conoscono 1600 specie raggruppate in cinque sottofamiglie) fanno parte l’arancio, il limone, il cedro, il mandarino, il bergamotto, il chinotto e il pompelmo. I frutti di alcune di queste piante servono anche per canditi, sciroppi, marmellate e quelli del limone anche per l’estrazione dell’acido citrico. Native dalle Indie orientali, sono oggi coltivate particolarmente in Italia, Spagna e California.
CACTACEE
Famiglia di piante grasse dicotili con il fusto, generalmente di forma sferica o cilindrica e di colore verde, carnoso poiché contiene i tessuti turgidi d’acqua. Le foglie sono per lo più fugaci e ridotte a squame o a piccoli cilindri con ciuffi di peli o aculei per la difesa della preziosa riserva liquida; per questo motivo la funzione fotosintetica è compiuta dal fusto. I fiori, isolati e vistosi, si circondano di numerose foglie che gradualmente passano dai sepali ai petali. Gli stami sono numerosi, l’ovario è infero ed è costituito da più carpelli, è uniloculare, con molti ovuli parietali. Il frutto è una bacca. Le cactacee sono originarie dell’America tropicale e vivono nei climi aridi caldi, ma alcune specie arrivano al limite delle nevi perenni. I principali esponenti di questa famiglia sono il fico d’India, il cereus e l’echinocactus.
EUFORBIACEE
Famiglia di piante erbacee, arbustacee o anche arboree dicotili. I fiori sono unisessuati e riunite in tipiche infiorescenze complesse, dette ciato, formate da un involucro campaniforme, al centro del quale sporge il fiore femminile; attorno ad esso si sviluppano molti fiori maschili. La loro costituzione è molto varia, ma tipico è il pistillo tricarpellare, da cui deriva il frutto, una capsula, a tre cocchi, ciascuno dei quali si apre dal lato interno, lanciando lontano l’unico seme che contengono. Spesso in appositi tubi laticiferi matura un latice bianco. Le euforbie assumono comunque un aspetto caratteristico in rapporto all’ambiente in cui vivono; per questo motivo molte specie assomigliano a quelle della famiglia delle cactacee (fenomeno della convergenza morfologica). Le principali piante appartenenti a questa famiglia sono l’erba cipressina, il ricino, il bosso e l’euforbia.
FAGACEE
Famiglia di dicotiledoni comprendente alberi e arbusti. Le foglie sono stipolate, i fiori monoici con perianzio semplice fatto di 4-7 filli saldati o nudi. Gli stami sono di numero vario, i carpelli tre, raramente 6, saldati a formare il pistillo infero triloculare, con due ovuli per loggia. Il frutto è un achenio, la noce, circondata ala base o nascosta durante la maturazione dalla cupola (per la presenza di questa struttura, alcuni sistematici danno a questa famiglia di CUPULIFERE), involucro lignificato dovuto alla proliferazione dell’asse fiorale. Tuttavia in alcune specie il frutto è la ghianda. Le fagacee sono diffuse con cinque generi e 400 specie soprattutto nelle regioni tropicali e temperate: mancano nell’Africa a sud del Sahara. A questa famiglia appartengono la rovere, il leccio, la quercia (che vive ad altitudini inferiori ai 300 metri), il castagno (che forma folti boschi per lo più da 300-400 metri sino a 900 m nei paesi più freddi e 1300 m nelle regioni più calde) e il faggio, che cresce tra i 700 metri sino ai 2000 m), la betulla, il sughero, il cerro, l’ontano e il nocciolo.
LILIACEE
Famiglia di monocotili, dette anche GIGLIACEE, principalmente erbe rizomatose, bulbose (per resistere all’inverno) o tuberose ma anche arbusti o alberi poco ramificati. Le foglie sono piane, scanalate o cilindriche. I fiori sono di tipo vario, regolari, ermafroditi, di solito appariscenti con un perianzio formato da sei elementi, così come per gli stami. L’ovario è triovulare, supero. La formula fiorale è pertanto: P 3+3 A 3+3 G (3). I semi presentano albume carnoso o cartilagineo. Il frutto è una bacca o una capsula. Questa famiglia comprende circa 2800 specie, diffuse in tutto il mondo, distribuite in 12 sottofamiglie. Le liliacee forniscono parecchie droghe medicinali, altre danno ortaggi (aglio, cipolla, porro, asparago), fibre tessili (iucca, lino), molte sono ornamentali (tulipano, giacinto, giglio).
AMARILLIDACEE
Famiglia di monocotiledoni, in maggioranza erbacee, bulbose o rizomatose. La struttura è molto simile a quella delle liliacee, con sei tepali, sei stami, tre carpelli, ma l’ovario è infero. A questa famiglia appartengono 1000 specie, tra le quali il narciso, il bucaneve, la clivia, l’agave, le amarilli e il campanellino.
GRAMINACEE
Famiglia di monocotiledoni, per lo più erbe, di rado arbusti o alberi, con radici fascicolate striscianti orizzontalmente; il fusto, detto culmo, è cilindrico, nodoso e spesso cavo. Le foglie sono nastriformi munite di lunga guaina e di lamina brevemente picciolata. I fiori, ermafroditi, sono caratterizzati da un perianzio ridotto a due o tre squamucce, una delle quali, le resta, è rigida, tre stami (raramente più di tre) che sorreggono grandi antere a forma di X che al minimo soffio di vento si muovono liberando il polline, un unico carpello supero con due stimmi piumosi e un ovulo. Il seme è farinoso, con il cotiledone dilatato. I fiori sono riuniti in infiorescenze dette spighette con fiori disposti lungo l’asse (rachilla) ciascuno accompagnato da due brattee dette glumette; la spiga è a sua volta protette da brattee dette glume. Il frutto si chiama cariosside ed è fuso al seme, tanto che per dividerli occorrono macchine speciali per un processo detto brillatura. Le graminacee comprendono 4000 specie, spesso costituenti prati o steppe, e sono alla base dell’alimentazione umana poiché il seme, tra l’altro l’amido, polimero del glucosio; per questo anticamente si coltivavano laddove esistevano civiltà sedentarie. Oggi, in seguito alla selezione artificiale, si ottengono specie il cui ciclo vitale dura 90 giorni, e perciò sono coltivabili anche in zone dove il clima non è temperato, sfruttando la breve stagione estiva. Questa famiglia annovera, tra gli altri, il frumento, l’orzo, il riso, il mais, il bambù, , la segale, l’orzo, l’avena, la canna da zucchero, il miglio …
ORCHIDACEE
E’ la più numerosa famiglia delle monocotiledoni, e la più vasta di tutto il regno vegetale comprendendo oltre 20000 specie, in prevalenza diffuse nelle regioni calde e temperate. Sono erbe terrestri o epifite, con radici sotterranee tuberizzate o aeree e ricche di materiali di riserva e che catturano l’umidità dell’aria. Nelle radici vive in simbiosi un fungo, la cui presenza nel substrato è indispensabile per il prosperare della pianta e per la sua germinazione. I fiori sono a simmetria bilaterale, di forma strana e colori vivaci, col perigonio di due cicli trimeri, ma un tepalo anteriore (detto labello) è assai differente dagli altri per dimensioni, forma e colori. L’androceo è costituito da tre stami, di cui generalmente uno solo è fertile; sono saldati insieme all’ovario tricarpellare a formare il ginostemio, alla cui parte sommitale si trova l’antera, che racchiude il polline conglomerato. Questa particolare struttura permette a una sola specie di pronubi l’impollinazione: l’insetto si poggia nel labello, e così facendo un disco adesivo che si trova nel ginostemio si fissa sulla sua testa. Il polline è così pronto per essere depositato sullo stimma di un altro fiore. Il frutto è una capsula praticamente priva di endosperma e di albume. Alcune specie appartenenti a questa famiglia sono la vanda, l’orchidea, il fiammone e la vainiglia.
PALMACEE
Famiglia di monocotiledoni, l’unica comprendente piante arborescenti, di rado ramificate: il tronco è formato da foglie legnificate, con in cima un ampio ciuffo di foglie pennato o palmato-composte, anche se da piccole erano intere o bilobe; sono avvolte da una o più brattee. I fiori hanno il perianzio erbaceo formato da due cicli trimeri. Gli stami sono da tre a molti, il pistillo è composto da tre carpelli, liberi o saldati. Il frutto è una bacca o una drupa; il seme contiene abbondante albume, talvolta oleifero, che racchiude un piccolo embrione. L’endocarpo è fortemente legnoso. La pianta può essere monoica (l’infiorescenza comprende fiori sia maschili sia femminili) o dioica. La famiglia delle piante comprende 1200 specie che si dividono nelle palme dattilifere – il cui frutto è il dattero - e palme da cocco.

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