Dinosauri

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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DINOSAURI

Membri di un gruppo di circa 350 rettili che comparvero alla fine del Triassico medio o all'inizio del Triassico superiore e si estinsero rapidamente circa 65 milioni di anni fa. Il nome Dinosauria, che significa letteralmente "terribile lucertola", fu coniato dall'anatomista e zoologo inglese Richard Owen verso la metà del secolo scorso. I dinosauri sono per la maggior parte raggruppati in due ordini, in base alla forma del bacino: i saurischi, ad esempio Apatosaurus e Tyrannosaurus, e gli ornitischi, come Iguanodon e Triceratops. Staurikosaurus e Herrerasaurus del Sud America costituiscono due eccezioni poiché sono considerati troppo primitivi per essere classificati in questi due ordini.
I dinosauri più antichi erano piccoli, di struttura leggera, carnivori o onnivori. Snelli e agili, erano probabilmente più rapidi degli animali loro contemporanei, la maggior parte dei quali si estinse entro la fine del Triassico, circa 190 milioni di anni fa. Nel corso dei periodi geologici successivi, il Giurassico e il Cretaceo, l'evoluzione dei dinosauri diede origine a una miriade di forme diverse, molte delle quali raggiungevano dimensioni colossali.
I primi resti fossili furono portati alla luce in Inghilterra, nel terzo decennio del secolo scorso; dopo una ventina d'anni erano stati individuati vari gruppi di questi rettili, ma fu solo con l'esplorazione delle regioni occidentali degli Stati Uniti, dopo il 1880, che si poterono recuperare alcuni scheletri completi. Dai reperti si dedusse che questi animali erano in gran parte bipedi, fatto inusuale per i rettili; ebbe così inizio un lungo studio sulla loro locomozione, il loro comportamento e la loro fisiologia.
La suddivisione dei dinosauri in due ordini distinti è dovuta a H.G. Seeley; nel penultimo decennio dell'Ottocento egli osservò che gli ornitischi erano caratterizzati da bacino simile a quello degli uccelli mentre i saurischi avevano bacino rettiliano. Paradossalmente, gli uccelli si sono probabilmente evoluti dai Saurischi e, più precisamente, da piccoli dinosauri carnivori imparentati con Deinonychus e Compsognathus.
I dinosauri erano caratterizzati dalla postura eretta: gli arti posteriori erano posizionati più o meno al di sotto del tronco, e non lateralmente come nei coccodrilli, nelle lucertole e nelle tartarughe. Essi condividono questa caratteristica con gli pterosauri, i loro parenti più stretti, e anche con gli uccelli loro discendenti. Le orme fossili mostrano che i dinosauri bipedi camminavano come gli uccelli, mettendo una zampa davanti all'altra e mantenendo le dita rivolte leggermente all'interno. Erano dotati di zampe anteriori prensili, con primo dito opponibile. In particolare, i dinosauri carnivori e quelli a becco d'anatra (o adrosauri) avevano il cervello più grande rispetto alla media dei rettili.
Come la maggior parte dei rettili attuali e degli uccelli, i dinosauri nidificavano e deponevano uova. Resti di nidi contenenti uova e piccoli dinosauri sono stati trovati nel Montana, Stati Uniti. Il fatto che i nidi fossili abbiano spesso un aspetto stratificato fa pensare che questi animali preistorici facessero ritorno agli stessi siti di nidificazione anno dopo anno.
La documentazione fossile non è sufficiente per dedurre con certezza se i dinosauri fossero o meno animali a sangue caldo; l'ipotesi più probabile è che fossero dotati di meccanismi di termoregolazione. Essi, come gli uccelli e i mammiferi, avevano infatti crescita rapida; la postura eretta implicava un grande dispendio energetico e alcune specie potevano raggiungere grandi velocità nella corsa. Quasi sicuramente, comunque, non è possibile attribuire a tutti i dinosauri un unico meccanismo di regolazione termica.
Sono state avanzate molte ipotesi sull'estinzione dei dinosauri, in gran parte fantasiose o non del tutto dimostrabili. Fino a poco tempo fa si riteneva che si fossero estinti gradualmente nel corso dell'ultima fase del Cretaceo, ma la recente scoperta, in corrispondenza del limite Cretaceo-Terziario, ovvero circa 65 milioni di anni fa, di tracce dell'impatto di un grande asteroide o di una cometa sul nostro pianeta, ha alimentato nuove teorie. Un tale impatto può, infatti, aver causato variazioni climatiche capaci di portare all'estinzione in massa dei dinosauri. Per quanto eventi del genere, notoriamente comuni nella storia geologica, possano avere avuto alcune conseguenze ambientali, bisogna però tener presente che la grande maggioranza dei dinosauri era estinta già da lungo tempo. Inoltre altri organismi (come coccodrilli, tartarughe, pesci, uccelli e anfibi), che avrebbero dovuto risentire in pari misura degli effetti di un simile cataclisma, lamentarono solo perdite di entità minore. La scomparsa dei dinosauri rimane, in conclusione, un problema ancora aperto: è noto peraltro che attraverso l'ultima fase del Cretaceo il clima andava facendosi più instabile e stagionale, e ondate di estinzioni investivano da lungo tempo tanto la vita marina quanto quella terrestre.

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