Il pianeta Venere

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Testo

E’ il secondo pianeta del sistema solare in ordine di distanza crescente dal Sole, da cui dista in media circa 107 milioni di km e intorno al quale ruota con un periodo di circa 244 giorni; la sua distanza dalla Terra varia da 258 a 42 milioni di km; il suo diametro reale medio è di circa 6.050 km; volume e massa sono rispettivamente 0,92 e 0,81 volte quelle della Terra. Appartiene con Mercurio al gruppo dei pianeti inferiori. Relativamente vicino al Sole, Venere si osserva sempre in prossimità di questo spostarsi apparentemente avanti e indietro sulla sua orbita vista in prospettiva: il moto apparente si traduce quindi in un’oscillazione, perciò Venere o segue il Sole dopo il tramonto o lo precede prima che sorga non superando mai la distanza di 47º che è il valore massimo della sua elongazione. Per questa caratteristica nell'antichità, credendo si trattasse di due pianeti distinti, fu indicato come Vespero, la stella della sera, e Lucifero, la Stella del mattino. Venere percorre intorno al Sole un'orbita quasi circolare e non presenta perciò il fenomeno delle librazioni come Mercurio.Dalla distanza tra Venere e la Terra deriva una gran variazione del diametro apparente, tra il momento della congiunzione superiore e in prossimità di quell’inferiore. Venere, infatti, presenta il fenomeno di fasi simili a quelle della Luna con periodo coincidente con quello sinodico di 583,92 giorni. Quando avviene l'allineamento di Venere col Sole e la Terra si assiste al fenomeno del transito di questo pianeta sul disco solare. Poiché la densità media è quasi uguale a quella terrestre si presume che la costituzione interna di Venere sia molto simile a quella della Terra ad eccezione forse del nucleo centrale di ferro che sarebbe un po' meno esteso. A causa della densa atmosfera che circonda Venere, le proprietà fisiche del pianeta ed anche il suo periodo di rotazione sono rimasti molto incerti fino al 1962 quando iniziarono i primi lanci di sonde spaziali verso Venere, proseguiti nel 1989 con l’invio della sonda , che permise uno studio molto approfondito della superficie del pianeta. In seguito ad una serie di missioni spaziali in vicinanza del pianeta e sulla sua superficie è ora possibile dare una descrizione abbastanza circostanziata dell'atmosfera di Venere in termini di struttura, costituzione fisica e composizione chimica. Alcuni dati suggeriscono la presenza di correnti convettive stratificate, di acido solforico in gocce e di grani solidi (forse di cristalli solforici), al di sopra dello strato più denso che è localizzato ad un'altezza di circa 50 km. Tra le acquisizioni più rilevanti vanno inoltre segnalate quelle ottenute dall'esame “cromatografico” dell'atmosfera spessa 115 km circa, che è stata costituita in modo predominante da anidride carbonica (per circa il 98% in numero di particelle) e per il resto quasi completamente da azoto (per il 2% circa) che è invece l'elemento più abbondante (78%) dell'atmosfera terrestre. Uno dei dati con maggiori implicazioni sulla formazione ed evoluzione dei pianeti interni (da Mercurio a Marte) e delle loro atmosfere è collegato alle osservazioni sulle abbondanze e sui rapporti isotopici dei gas nobili (argon, elio, neon) che sarebbero su Venere presenti in quantità maggiori che non sulla Terra e su Marte dove sono invece rari. In conformità a questo fatto è stata elaborata che Venere non si conformi alla teoria, largamente accettata, dei modelli delle cosiddette atmosfere successive, che si sarebbero cioè succedute nel tempo in seguito alla modifica strutturale dei relativi pianeti. In tutti i casi considerati si è creduto che la direzione dei venti è concorde con il verso di rotazione (retrogrado) del pianeta; le velocità sono invece sensibilmente diverse alle varie altezze dal suolo. In particolare nello strato fino a 10 km di altezza (nel quale è concentrata la metà della massa dell'atmosfera) si hanno venti molto deboli, con velocità non superiori a 5 km/h; tra i 20 e i 60 km c'è invece un notevole aumento delle velocità, che possono variare dai 70 km/h a più di 300 km/h con una dipendenza della velocità dal grado di “insolazione” in relazione alla posizione apparente del Sole. A quote maggiori il movimento generale dell'atmosfera raggiunge i 400 km/h e dà luogo a una rotazione dell'alta atmosfera con periodo di quattro giorni. Sono stati identificati tre diversi tipi di regioni. Le pianure che coprono il 65% della superficie osservata, in cui predominano avvallamenti lineari, serie di creste parallele e formazioni circolari dal diametro variabile tra 1.700 km e il limite di risoluzione di 30 km. Gli altopiani si stendono sull'8% dell'area osservata e comprendono le tre formazioni Terra Isthar, Terra Afrodite e la Regione Beta. I bassopiani coprono il 27% della superficie nota e sono formati da depressioni di forma circolare o allungata nel cui fondo i radar non hanno rivelato nessuna formazione topografica nitida. Le prime foto a colori di questo pianeta, ottenute da Venera 13 e 14, indicano che tra le rocce prevale il colore bruno, la loro composizione è prevalentemente basaltica. Potrebbero essere di origine vulcanica ed essere il residuo di colate laviche della Regione Beta. Le immagini più recenti del pianeta sono state ottenute con un radar ad altissima risoluzione (oggetti con dimensioni fino a 120 m). Esse testimoniano che i processi tettonici sono stati più intensi di quanto si riteneva in precedenza. Sono, infatti, state osservate profonde fratture lunghe decine di chilometri e importanti catene montuose lunghe centinaia di chilometri. È stata anche osservata per la prima volta la regione intorno al polo Nord che appare come un vastissimo altopiano da cui emergono montagne alte fino a 5 km.

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