L'arte preistorica

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Testo

L’ARTE PREISTORICA

La nascita dell’arte

L’arte ha inizio quando l’uomo ha affiancato a produzioni strettamente utilitarie (pietre per scheggiare, punte di lancia, ecc.) opere di carattere figurativo:segni o figure incisi o dipinti sulla roccia, su armi, utensili, piccole sculture.L’uomo ha in questo modo cercato di comunicare le proprie intenzioni o di esprimere le proprie emozioni.
L’arte può assumere diversi significati:
• ha fini magici, quando vuole propiziare il buon esito della caccia o la fertilità della terra;
• ha fini di culto, quando è riferita a divinità naturali, quali il sole e gli astri;
• è realistica, quando vuole comunicare fatti o eventi attraverso la successione di immagini.

L’età paleolitica

Circa 35000 anni a.C. l’uomo avverte l’esigenza di esprimersi, affidando l disegno e a pitture sulle pareti e sulle volte delle caverne l’espressione del suo mondo interiore. Egli raffigura soprattutto animali (bisonti, renne, cavalli, cervi, mammuth). Tali opere manifestano una concezione magica dell’esistenza: l’uomo non sa spiegare i fenomeni naturali, come il lampo, il tuono, la pioggia, i buio, il percorso del sole nel cielo, la regolarità delle fasi della luna; così, raffigurando gli elementi che lo circondano egli crede di poter ‘intervenire’ sulla realtà,anticipandone gli eventi.
I dipinti o i graffiti sulle rocce (i graffiti rupestri) e le piccole statue hanno dunque carattere propiziatorio e rituale.

L’immagine della donna

In tutto il Paleolitico la figura umana è poco frequente. Rappresentano un’eccezione le cosiddette veneri, statuette scolpite in pietra, in osso o in avorio e rappresentanti figure femminili. Ne sono state ritrovate numerose in una vasta area d’Europa, tutte con precise caratteristiche comuni: sono rese in forme semplificate, ma con caratteri fisici accentuati, quali il seno, i glutei e il ventre.
Evidentemente l’artista pensa a propiziare la fecondità: auspica che nascano tanti figli per aiutarlo nel lavoro, che la selvaggina sia abbondante, che i raccolti siano floridi.

L’età neolitica

In Europa, nell’età neolitica, l’uomo diventa sedentario; vive in piccoli centri abitati e acquisisce nuove abilità: si dedica alla pastorizia, all’agricoltura e alla tessitura, grazie alla diffusione dell’uso del telaio. Leviga le pietre per servirsene in svariati modi; sa riconoscere ricerca specifici tipi di pietra, che impara a commercializzare.
Assai rilevante è la produzione di ceramica per quanto riguarda l’attività dell’uomo in età neolitica.
La realizzazione di ciotole e vasi, spesso collocati nei corredi funebri delle sepolture, è un elemento molto diffuso.
I graffiti

Al Neolitico risalgono molti graffiti. Famosi sono quelli della popolazione dei Camuni, in Valle Canonica, quelli ritrovati in alcune zone delle Alpi occidentali, o quelli delle popolazioni sahariane.
Le immagini sono realizzate incidendo la roccia con una punta metallica o con una pietra dura e appuntita. Il segno può essere poi variamente colorato.
Questa tecnica è adatta alle esigenze espressive dell’uomo in età neolitica: anche quando raffigura temi naturalistici egli infatti li traduce, mediante il netto segno inciso, in forme astratte. Si creano così segni convenzionali, spesso ripetuti, il cui significato è conosciuto da tutti.

Le prime forme di architettura

Quando l’uomo si stabilì in villaggi, cominciò a costruire le proprie abitazioni e i primi edifici legati al culto ed alla sepoltura. Questi, realizzati con grandi pietre, sono definiti megalitici (dal greco mégas, grande, e lìthos, pietra).
Tra i tipi di megaliti più diffusi ricordiamo:
• il mènhir (dal bretone men hir, pietra dura) è una possente pietra conficcata nel terreno (alcuni esemplari sfiorano i 20 metri di altezza). Forse indicava un luogo di sepoltura, come dimostra il fatto che talvolta porta incisi tratti umani o armi. Presenti soprattutto in Europa centro settentrionale, si trovano anche in Italia, nel Salento e in Lunigiana;
• il dolmen (dal bretone tol, tavola, e men, pietra) è costituito da pietre infisse nel terreno, che sostengono una lastra orizzontale. Il dolmen ha carattere sepolcrale, può essere una tomba individuale collettiva. In questo caso è formatola più blocchi portanti, e talvolta presenta un corridoio di accesso. L’insieme è interamente coperto di terra. In Italia i dolmen sono stati ritrovati nelle nelle Puglie e in Sardegna;
• il cromlech (dal bretone crom, rotondo, e lech, pietra) è costituito da una serie di pietre disposte a circolo, spesso architravate, a guisa di dolmen. Il cromlech di Stonehenge, in Gran Bretagna, fu realizzato tra il 2500 a.C. e il 1500 a.C. Secondo alcuni ricercatori il complesso serviva per calcolare con precisione la successione delle stagioni. Si tratterebbe cioè di un osservatorio astronomico preistorico.

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