Cubismo

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Testo

CUBISMO
Il termine “Cubismo” viene fatto risalire ad un’osservazione di Henri Matisse davanti ad un paesaggio esposto da Georges Braque al Salon d’Automne nel 1908, intitolato “L’Estaque”; la frase di Matisse, che parlò di “piccoli cubi”, fu raccolta dal critico d’arte Louis Vauxcelles che, per primo, usò la parola cubismo in un suo articolo.
Il Cubismo si sviluppa molto rapidamente in Francia fra il 1907 e il 1914, grazie al sodalizio artistico di due grandi pittori:

PABLO RUIZ PICASSO e GEORGES BRAQUE.
Caratteristica fondamentale di questa nuova corrente –che rappresenta la prima ricerca analitica sulla struttura dell’opera d’arte- è il rifiuto di due aspetti fondamentali della pittura europea dal Rinascimento in poi:
➢ La norma classica per la rappresentazione della figura umana;
➢ La raffigurazione illusoria dello spazio, ottenuta secondo la prospettiva da un unico punto di vista.
A determinare questo movimento rivoluzionario hanno concorso vari fattori:
• La prima grande retrospettiva di Cezanne nel 1907;
• Il “fenomeno” Henri Rousseau;
• Lo studio dell’arte primitiva (→soprattutto Africa e Oceania).
-Con Cezanne si è aperta la ricerca pittorica alla concezione dello spazio generato attraverso i volumi geometrici (scomponendo e ricomponendo l’oggetto, poi ritessuto nella trama dello spazio pittorico).

-Con il pittore Rousseau, il Doganiere autodidatta creatore di immagini naif, si è giunti al “grado zero” della pittura (di là dagli schemi tradizionali, aveva fatto tabula rasa di tutte le tecniche di rappresentazione –prospettiva, rilievo, rapporti tonali- codificate ufficialmente).

-Con l’arte primitiva, dalle forme drasticamente semplificate, si poneva l’accento sull’essenzialità.

La prima fase della ricerca cubista, che può definirsi protocubismo, è esemplificata dalla dissacrante opera di Picasso intitolata:

“Les Demoiselles d’Avignon”
Qui l’artista individua con estrema chiarezza i dati del problema pittorico, rifacendosi alla lezione cezanniana (sia per il soggetto: nudi di donna che richiamano le bagnanti –sia per la concezione spaziale); all’influenza dell’arte negra (i volti delle donne, forme arcaiche simili a rigidi feticci, sono trattati similmente alle maschere lignee di produzione africana); al rifiuto della composizione tradizionale, privando la struttura della rappresentazione prospettica dello spazio.
Questo quadro vide moltissimi bozzetti: originariamente intitolato “Il bordello filosofico”, vi si scorgevano ben sette figure –uno studente di medicina che scostava un pesante tendaggio per aprire alla visione delle cinque donne nude intorno ad una figura maschile, interpretata come quella di un marinaio. Nell’opera finale che tutti conosciamo, le figure maschili scompaiono ed è come se l’osservatore stesso sia il protagonista mancante che apre la tenda sull’immagine delle cinque donne.
Le due grandi fasi interne al Cubismo sono:
• CUBISMO ANALITICO (1908-1912)
• CUBISMO SINTETICO (1912/13- 1914)
Cubismo analitico
Segnata dalla strettissima collaborazione fra Picasso e Braque, al punto che le opere dell’uno erano praticamente indistinguibili da quelle dell’altro, la fase analitica è data dalle seguenti caratteristiche:
• Indistinzione tra immagine e sfondo, con la conseguente abolizione della successione prospettica dei piani e della profondità illusoria;
• Scomposizione degli oggetti e dello spazio in cui sono inseriti, secondo un unico criterio strutturale: la struttura del quadro non è più uno “scheletro”, un telaio fisso, bensì un processo di aggregazione formale (i piani spezzati smembrano l’oggetto/soggetto e divengono simili a sfaccettature di un agglomerato di cristalli);
• Uso di colori spenti (terre, ocre, neutri) e composizioni monocrome, in reazione al cromatismo elegante e ricercato dell’Impressionismo, ed all’uso sensitivo del colore dei Fauves.

Cubismo sintetico
Con l’abbandonare dell’analisi dell’oggetto (composizione/scomposizione/analisi della forma: ciò si profilava, insieme con l’eliminazione dell’aspetto superficiale degli oggetti, come una sorta di minaccia di astrattismo) nella seconda fase se ne riassume la fisionomia essenziale e, incorporando elementi reali, si va verso la sintesi dell’oggetto e/o delle parti che lo compongono, rappresentandolo sulla tela in ogni suo lato.
Caratteristiche di questa fase sono, infatti:
• Sovrapposizione e giustapposizione di più vedute da punti di vista diversi: l’intento è quello di rappresentare gli oggetti non come appaiono ma come sono. La rappresentazione è dunque essenzialmente intellettuale, elaborazione di un procedimento mentale;
• Simultaneità, nello spazio pittorico, di immagini successive nel tempo, realizzando un’assoluta unità spazio-temporale (quarta dimensione): il medesimo oggetto potrà apparire contemporaneamente in diversi punti dello spazio, e lo spazio svilupparsi non solo intorno ma anche dentro ed attraverso l’oggetto;
• Recupero cromatico e ricerca di nuove tecniche per realizzare sul piano plastico lo spazio-oggetto che è l’opera d’arte: utilizzo del collage e del papier collé*.
*il Cubismo è da considerarsi di stampo nettamente realista: non certo perché imiti le sembianze del vero ma nel senso che dà luogo ad un oggetto a sé, non riferibile a null’altro che a se stesso, quindi dotato di una propria struttura e di un proprio funzionamento. Il quadro non è più rappresentazione, è diventato forma-oggetto, spazio-oggetto, dotato di una realtà materiale in proprio; anche il colore è dato nella sua qualità di materia, che spesso viene resa più solida mescolando sabbia al pigmento (e il colore viene apposto sulla tela come se fosse intonaco, eliminando ogni virtuosismo ed ogni splendore della superficie).
Lo spazio del quadro –come spazio reale- sottrae integralmente elementi dalla realtà quotidiana per inserirli nel suo campo di forze, mediante due procedimenti complementari:
➢ Imitazione di materiali veri (“trompe-l’oeil”), in particolare del legno;
➢ Collage: inserimento nel quadro di materiali sottratti al quotidiano, che assumono una diversa funzione nella loro qualità di immagine. Papier collé: inserimento di carte e di ritagli di giornale1.
Ciò dà luogo ad uno scambio tra reale e finzione: l’oggetto non è rappresentato ma citato, attraverso il materiale sovrapposto al supporto. La realtà, di cui si è rifiutata la rappresentazione, è entrata paradossalmente nel quadro in tutta la sua fisicità.
1 Spesso si trovano inseriti, in particolare nei quadri di Picasso, alcuni caratteri tipografici isolati o raggruppati in parole quasi sempre mancanti di una o più lettere, misteriosi ma decifrabili come rebus. Sono elementi che alludono all’ambiente, facendo ricorso all’alfabeto mediante il quale si nominano gli oggetti –le parole si inseriscono, così, nella pittura in qualità di immagine (scambio tra il leggere ed il vedere, il nominare ed il rappresentare).
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