| Materie: | Appunti |
| Categoria: | Letteratura |
| Download: | 96 |
| Data: | 17.10.2001 |
| Numero di pagine: | 3 |
| Formato di file: | .doc (Microsoft Word) |
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Testo
Mazzola Giovanni Luca II^A.
Relazione
PENSIERI SPARSI SULLA SUPERIORITA’
Tutti i popoli dovrebbero condividere tra loro gli aspetti migliori delle proprie culture.
Ognuno, naturalmente, preferisce la sua cultura alle altre per questioni d’abitudini.
L’occidente è sempre stato diverso dall’oriente. I popoli occidentali hanno sempre studiato e cercato di capire quelli orientali e in alcuni casi, proprio per la differenza che c’è, gli uni hanno combattuto gli altri, sia oggi sia nei secoli passati. L’occidente ha sempre cercato di conquistare e quindi occidentalizzare le tribù orientali anche per mezzo della schiavitù.
Si può pensare che l’antropologia, studiando le varie culture, possa influenzare chi viene a sapere come vivono gli altri popoli, però chi legge un libro d’antropologia può pensare che una cultura vale l’altra. Non credo che sia così. L’antropologo dice al massimo che ogni paese ha le proprie usanze e modi di pensare che vanno rispettate anche dagli stranieri.
Per affermare che una cultura è superiore o inferiore ad un’altra bisogna stabilire dei parametri, che dipendono dalle nostre radici, dalle nostre esperienze, dai nostri modi di vivere. Quindi c’è chi la pensa in un modo, chi in un altro, chi si comporta in una maniera, chi in un’altra.
In questi giorni si è molto discusso della differenza tra le culture. Una persona si chiedeva perché mai nessun premio nobel è andato a persone non occidentali. Ciò non è assolutamente vero: sono stati assegnati molti premi nobel a letterati occidentali e il premio nobel per la fisica del 1979 è andato ad un pakistano.
Ci si chiede a questo punto qual è l’importanza dello sviluppo tecnologico per una civiltà; anche se il Pakistan ha la bomba atomica e l’Italia no, vuol dire che quest’ultima è meno sviluppata del primo? Non credo che lo sviluppo tecnologico sia un parametro per differenziare le civiltà: i parametri da considerare non sono quelli in chiave storica ma quelli in chiave moderna.
Riflettere sui nostri parametri vuol dire anche decidere che alcune cose sono per noi assurde ed intollerabili. La scuola dovrebbe aiutarci ad analizzare i parametri su cui si regge ciò che affermiamo.
Quello che l’antropologia non ha risolto è cosa si fa quando una persona diversa da noi, di un’altra religione, di un’altra razza viene ad abitare nel nostro territorio e viene a contatto con la nostra cultura. Molte reazioni razziste nascono proprio in questi casi. E come noi dovremmo rispettare le loro culture, loro la nostra: non possono fare quello che vogliono e può accadere che quello che nel loro paese si può fare in un altro non si può fare.
Un valore di cui gli occidentali parlano molto è l’accettazione delle differenze. Come si fa capire ai bambini che siamo tutti diversi di razza in razza? Per prima cosa non bisogna dirgli che siamo tutti uguali, perché se ne accorgono loro stessi che c’è chi è più scuro di carnagione, c’è chi ha gli occhi a mandorla, ecc… e poi non basta dirgli che siamo tutti figli di Dio perché anche gli animali lo sono e noi siamo diversi da questi ultimi. Quindi bisogna dire ai bambini che siamo tutti diversi e spiegargli in cosa lo siamo e fargli capire che possiamo trarre vantaggio appunto dalle diversità.
Il problema è che c’è chi discute di questo fatto e chi no.
In questi ultimi tempi gli occidentali si sono schierati contro gli islamici. Questi ultimi sostengono che noi occidentali non siamo superiori (e può anche darsi), ma troppo evoluti tecnologicamente e mentalmente e dicono che la verità è scritta su qualche antico libro (praticamente ragionano all’antica), insomma che dovremmo “regredirci”.
Comunque, diversità a parte, credo che oggi le guerre tra le razze avvengano specialmente per motivi economici e non religiosi o d’altro genere.
