"Teoria dei sentimenti morali"

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Categoria:Filosofia
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Testo

Smith

Il brano, è tratto dalla “Teoria dei sentimenti morali”, in cui Smith esamina il modo attraverso cui noi approviamo o meno la condotta di altre persone, per mezzo del nostro immedesimarci simpatetico. Noi infatti valutiamo il comportamento umano giudicando in modo imparziale le azioni altrui, poi trasferendo su noi stessi questa valutazione. Quindi possiamo arrivare a una determinazione sociale, e non puramente egoistica delle regole morali.
In questo brano viene data una definizione di simpatia; essa non è la semplice e generica partecipazione alle passioni altrui; se fosse così ci sarebbero passioni per cui non simpatizziamo affatto. Questa deve invece essere intesa come quella capacità che ciascuno possiede di ritrovare le proprie emozioni nella coscienza degli altri; significa quindi vivere determinate esperienze giudicando le azioni degli altri partendo da quelle che sarebbero le nostre “se fossimo al loro posto”. La simpatia è quindi la forma fondamentale attraverso la quale noi formuliamo ogni giudizio morale. Questa ci fa partecipare a ogni emozione altrui, sia quelle piacevoli, sia quelle dolorose.
Smith afferma che per quanto l’uomo possa essere supposto egoista, sono presenti in natura dei principi che lo portano ad interessarsi degli altri: la pietà e la compassione. Infatti è certo che noi spesso ricaviamo dispiacere dal dispiacere altrui, e questa non è solo prerogativa degli uomini benevoli o virtuosi, ma anche dei peggiori criminali.
Noi però non possiamo sapere quello che sentono gli altri, perciò ci immedesimiamo in quella situazione; la simpatia, opera infatti, attraverso un meccanismo di immedesimazione, utilizzando la facoltà dell’immaginazione. È solo attraverso l’immaginazione che noi possiamo concepire in qualche forma quali siano le sue sensazioni. La nostra immaginazione riproduce solamente le impressioni dei nostri sensi, non dei suoi. Infine le sue sofferenze, quando sono entrate in noi, cominciano ad impressionarci.
Smith afferma inoltre che sono i contesti in cui ci troviamo che ci fanno commuovere. Quindi la simpatia opera attraverso una comprensione delle cause e delle situazioni che le provocano.
Ci sono anche passioni che non generano in noi alcuna simpatia, ma ci disgustano, come un comportamento violento.
Come si giudica un sentimento:

Secondo Smith l’immedesimazione nella situazione altrui è un fenomeno talmente istantaneo, che non può essere considerato come il risultato di un calcolo egoistico.
Noi cerchiamo sempre l’aiuto e l’incoraggiamento degli altri, e otteniamo una grande soddisfazione dalla loro simpatia.

1. Quando giudichiamo giusta una passione: Misuriamo noi con l’altro. L’accordo tra le emozioni della persona osservate e quelle simpatetiche dello spettatore, produce in quest’ultimo approvazione morale; il disaccordo produce disapprovazione.
2. Che cosa ne consegue: Approvare le opinioni di qualcuno è adottarle, cioè che noi faremmo lo stesso. Infatti se i sentimenti dell’altro coincidono con i nostri, necessariamente li approviamo proporzionati e adeguati alla situazione in questione.
3. Quando giudichiamo l’atteggiamento di un altro giudichiamo noi stessi: Si giudica infatti un aspetto di una persona in base al proprio, e non si può avere altro modo di giudicarli.

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