Apollonio Rodio

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Testo

Apollonio Rodio

Letteratura ellenistica.
Fu discepolo di Callimaco ma tornò al poema epico.
Nasce ad Alessandria nel 290; ricoprirà la carica di direttore della biblioteca.
Egli è al centro di una polemica tra aristotelici (di cui sostiene le parti) e antiaristotelici (Callimaco, ecc…).
Fa attività di dotto ed erudito.

“ARGONAUTICHE”
È la sua opera più importante.
È un poema epico in 4 libri (6000 versi circa). Viene rievocato il mito degli Argonauti. Ci sono 3 proemi:
- all’inizio del 1° libro
- all’inizio del 3° libro
- all’inizio del 4° libro
L’opera si apre con l’invocazione ad Apollo; solo alla fine vengono ricordate le Muse. Inoltre, è assai evidente la presenza dell’IO POETICO.
Trama: la narrazione inizia da quando gli Argonauti partono per Iolco con la nave Argo. Giasone viene allontanato dalla patria perché compia l’impresa della conquista del Vello d’oro, assegnatagli dallo zio Pelia, che spera che Giasone non riesca a portarla a termine. Gli Argonauti vivono diverse avventure. Viene anche narrato l’episodio in cui Eracle si perde mentre cerca il compagno Ilio e tale narrazione serve a giustificare l’assenza di Eracle dalle vicende che seguiranno (l’episodio di Eracle e Ilo ha carattere eziologico). D’ora in poi sarà Giasone l’effettivo protagonista.
Nel 2° libro continua la narrazione del viaggio e l’arrivo nella Colchide.
Nel 3° libro c’è un nuovo proemio in cui viene invocata la Musa della poesia amorosa, Erato. Questo libro è interamente dedicato alla passione di Medea per Giasone e al superamento delle prove che Giasone deve affrontare per la conquista del Vello. Medea è combattuta tra passione e pudore, desiderio di vivere il sentimento e timore di tradire se stessa e le proprie radici; alla fine è la passione a dominare su ogni sentimento. Medea aiuta, inoltre, Giasone a superare le prove.
Nel 4° libro Giasone supera tutte le prove grazie all’intervento di Medea e, ottenuto il Vello, riparte con Medea. Il viaggio di ritorno è tortuoso al contrario di quello d’andata (verso il meraviglioso).

MITO
Già Omero ne aveva accennato ed è trattato anche in poemi del ciclo epico, oltre che in Pindaro ed Euripide, per esempio. La stessa Eneide riflette numerosi “prestiti”: ad es, Didone richiama la figura della Medea descritta da Apollonio Rodio. Il mito degli Argonauti viene trattato anche da autori della letteratura latina come Valerio Flacco, durante l’età dei Flavi.

ADEGUAMENTO AI CANONI ARISTOTELICI
Apollonio Rodio torna all’epos tradizionale rinnovandolo, però, dall’interno: si adegua, infatti, ai canoni aristotelici. Le “Argonautiche” è un’opera che contiene molti elementi innovativi. Mentre Callimaco sostiene che una poesia senza i canoni di brevitas, leptotes, originalità ecc.. non sia degna di essere chiamata tale, Apollonio Rodio, invece, torna ad una narrazione continuata e unitaria, adeguandosi ai canoni aristotelici secondo cui un poema epico deve coincidere per estensione alla lunghezza totale di 3 tragedie + 1 dramma satiresco (metà dell’“Odissea”).

DIFFERENZE CON OMERO
- Mentre in Apollonio Rodio la STRUTTURA CRONOLOGICA è ben definita, in Omero ogni episodio sembra a se stante (elemento innovativo).
- Tema della GUERRA: mentre nell’epica è un tema fondamentale, qui è svuotato di significato. Viene sottolineata, dunque, l’assurdità della guerra.
- Gli DEI, inoltre, non sono più un elemento fondamentale ma fanno da cornice alle vicende.
- Rifiuto dello STILE FORMULARE, tipico della poesia epico-omerica, trasmessa oralmente e basata su situazioni ripetitive: ora lo stile formulare non ha più ragion d’essere dal momento che l’opera è affidata alla scrittura (non più all’oralità).
- Vengono riprese le SIMILITUDINI, utilizzate, però, per approfondire l’introspezione psicologica.
- Apollonio Rodio si distacca dal narratore omerico onnisciente evidenziando la presenza dell’IO POETICO.
- La figura dell’EROE viene stravolta rispetto all’epica: Giasone è il protagonista ma il suo lato caratteristico è l’αμηχανία (= mancanza di mezzi), cioè un sentimento di impotenza e frustrazione che lo attanaglia continuamente. Rispecchia la crisi dell’eroe tradizionale rappresentandone il processo di umanizzazione.

MEDEA
È la vera protagonista del poema. Il tema amoroso è quello centrale del poema (elemento di novità). Il 3° libro infatti segna una frattura netta col resto della vicenda già a partire dall’invocazione della Musa Erato all’inizio, nel proemio.
Riguardo a Medea viene descritta la vicenda d’amore: il sentimento viene presentato nel suo manifestarsi (in fīeri), attraverso conflitti violenti che tormentano l’animo di Medea: tali conflitti vengono analizzati attraverso il monologo interiore (elemento innovativo) e portano per ben 2 volte Medea a meditare il suicidio. La passione, alla fine, ha la meglio. L’analisi psicologica raggiunge il suo apice in 3 monologhi.

DESTINATARIO
Il destinatario dell’opera è un pubblico d’élite, cioè il lettore colto. Tutto risponde ad un disegno compositivo ben studiato e preciso.

DIMENSIONE SPAZIO-TEMPO
I 3 assi temporali (passato, presente, futuro) sono ben evidenziati:
- PASSATO = tempo del mito
- PRESENTE = tempo del poeta che interviene nell’opera
- FUTURO = tempo delle predizioni.

Esempio