romanticismo

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Testo

ROMANTICISMO: movimento letterario e artistico che comincia negli ultimi anni del 700 e fiorisce nell’800 costituendone l’impronta propria(stato d’animo tumultuoso e ardente di ispirazioni nuove, ribelle agli schemi tradizionali non solo in campo letterario ma anche morale e politico). Il nostro termine romantico deriva da uno degli aspetti del movimento r., riconoscimento del valore attribuito al sentimento = categoria spirituale che il 700 illuministico rivaluta e che per il R. acquista un valore predominante. Il movimento di STURM UND DRANG (Klinger) costituisce l’antecedente del R. , movimento nato nella seconda metà del 700 e che costituisce il tentativo di superare i limiti che l’Illuminismo aveva riconosciuto propri della ragione umana. Ragione continua ad essere una forza umana finita, né assoluta né onnipotente, sempre in contrasto con il mondo ed in lotta con la realtà che è destinata a trasformare. Iniziato il R. viene abbandonato questo concetto di ragione e diventa una forza infinita, onnipotente che abita il mondo e lo domina, diventandone la sostanza stessa.
R. letterario comincia con l’opera di Schlegel (“FICHTE”): iniziatore del movimento R. e scopritore del concetto romantico di infinito, al di fuori e al di sopra della razionalità. Su questa interpretazione dell’infinito si fonda la supremazia attribuita all’arte: se infinito=sentimento, esso si rivela meglio nell’arte che nella filosofia, poiché quest’ultima è razionalità e l’arte è invece “espressione del sentimento”. radicale contrasto con illuminismo: ill. contrappone tradizione(conserva pregiudizi e ignoranze) e storia(sforza razionale di liberazione dalla tradizione). Per il R. invece tutto ciò che è tramandato è manifestazione della ragione infinita, verità e perfezione. Spirito ill.=rivoluzionario e critico. Spirito R.=esaltativo e conservatore. In questa storia non c’è spazio per individuo e le sue libertà, ma solo per gli eroi che la provvidenza usa per realizzare i suoi fini. – TRADIZIONALISMO: esaltazione della tradizione e delle istituzioni in cui essa si incarna. Ne deriva la rivalutazione del Medioevo: per ill. era un’epoca di barbarie e decadenza in cui sono stati smarriti i valori morali e razionali dell’antichità classica; per R. non esistono epoche di decadenza perché tutta la storia è razionalità e perfezione, anzi nel Medioevo si scorgono meglio le origini del mondo moderno. In virtù di esaltazione delle tradizioni della nazione tedesca nasce la prima forma di NAZIONALISMO, infatti il concetto di nazione è composto da tutti quei caratteri tradizionali(razza, lingua, costume, religione) che non possono essere rinnegati o negati perché costituiscono ciò cha la nazione è da sempre. – TITANISMO: esaltazione dell’infinito ha come contropartita l’insoddisfazione del finito, in cui si radica l’atteggiamento di ribellione verso tutti i limiti e le regole o tutto ciò che per la sua finitezza appare inadeguato nei confronti dell’infinito. (prometeo è il simbolo=non come nel mito, che infrange la legge del fato e per questo è punito, ma come simbolo della sfida e della ribellione al finito). => atteggiamento non costruttivo perché non conduce a una critica delle situazioni di fatto, ma si esaurisce in una protesta universale e generica che non si concreta in alcuna decisione.
In politica: difesa ed esaltazione delle istituzioni umane fondamentali, stato chiesa e tutto ciò che implicano. In arte: cerca realizzazione dell’infinito in forme grandiose e drammatiche in cui i contrasti sono portati all’estremo e conciliati in una forma altrettanto definitiva. In costume: amore romantico va in cerca dell’unità assoluta fra gli amanti, della loro identificazione nell’infinito, a questa unità sacrifica il senso autentico del rapporto amoroso e la possibilità di costruire una vita comune.
IDEE DIRETTRICI: negli ultimi decenni del 700 nacquero idee e problemi nuovi che misero in crisi dogmi fondamentali dell’ill. (sturm und drang), ma da lì al R. vero e proprio c’è una grande svolta favorita dalle vicende politiche: fu la spontanea rivolta contro il metodo delle armate francesi di esportare idee e programmi della rivoluzione a portare a maturazione quel processo già affiorato da qualche decennio nella cultura europea. Ricordo fra i temi dominanti della rivolta: appassionata contrapposizione della più completa autonomia dei popoli al cosmopolitismo illuministico. Lotta per indipendenza si trasforma in fretta in difesa generale di tutto ciò che era patrimonio caratteristico dei paesi occupati o minacciati(in difesa dell’anima dei popoli). Difesa del patrimonio nazionale porta a identificare storia con tradizione, interpretandola non più come analisi critica del passato, ma come esaltazione di esso in quanto passato. (si guarda con rimpianto alla Grecia eroica e si nutre disprezzo per Roma, ricca solo di potenza terrena). Antirazionalismo è altro tema fondamentale, due significati diversi: negativo: netto rifiuto della ragione che ill. poneva alla base di ogni sapere; positivo: anelito verso l’infinito e l’eterno(da alcuni soddisfatto con la fede, sentimento, fantasia, intuito, da cui la valorizzazione di tutto ciò che è impulsivo dell’animo umano). Divinizzazione delle natura è terzo tema: motivo anti-ill., è intransigente polemica contro le scienze fisiche (soprattutto la meccanica)accusate di spirito troppo analitico e incapaci di ricondurci al cuore delle cose. La tendenza di identificare la natura con il principio divino è una spiegazione legata alla concezione materialistica del mondo e consiste nel ricondurre ogni forma di cambiamento della realtà ad un movimento di parti materiali, significò soprattutto l’inserimento della concezione romantica nella tradizione del panteismo (identificare dio con la totalità della natura) filosofico-religioso. Le simpatie dei romantici andarono a filosofi come Rousseau(per esaltazione della natura libera e spontanea), Bruno(identifica dio con natura) e Spinosa(anelito di misticismo).
EQUIVOCI INSITI NEL R.: complessità dei motivi di fondo del R. cela in se un’autentica equivocità, tale che anche nei suoi sviluppi politici finì per assumere caratteri totalmente diversi (antitetici!). Fu soprattutto la difesa dei valori nazionali ed esaltazione dello spirito come libertà a compiere una funzione di carattere rivoluzionario: ispirazione romantica per i giovani tedeschi che marciarono in guerra contro imperialismo o per i mazziniani contro la Santa Alleanza significò fiducia nelle energie più profonde dei popoli, nella loro capacità di infrangere le catene imposte dalla forza degli eserciti e delle polizie, slancio eroico, ansia di rinnovamento. Fu invece la negazione pregiudiziale e accanita di tutto quello che era stato illuministico a favorire l’unione tra il R. e le forze più retrive della conservazione europea: esaltazione del passato fu usata come freno a ogni sforzo di modernizzare la società. L’abbandono della ragione perché “astratta” cela in sé gravi pericoli: si rischia di cadere in argomentazioni imprecise, non verificabili; si privilegia l’intuizione perlopiù apportatrice di teorie generiche confuse e dogmatiche; si falsa la realtà con la pretesa di avvicinarla con un contatto sentimentale del tutto soggettivo. Senza dubbio parecchie concezioni ill. peccavano di schematicità, ma se i R. avevano ragione a criticarla, essi spingevano le loro critiche al di là di un giusto limite finendo per rinnegare tutta la scienza moderna le sue realizzazioni pratiche e il metodo matematico sperimentale. Anche l’accusa agli ill. di eccesso di spirito analitico(che impediva di cogliere la realtà nella sua globalità) poteva essere fondata, ma spessi i R. esagerarono in senso opposto, pretendendo di poter cogliere il reale per via diretta attraverso un approccio intuitivo artistico sentimentale che aprì la via a soluzioni puramente irrazionalistiche.

LA CULTURA ROMANTICA: l’Europa della restaurazione e del legittimismo monarchico cercò anche di procurarsi consensi elaborando ideologie contrarie ai principi della rivoluzione dell’89: contro il criterio rivoluzionario di una ragione illuministica che rompeva con il passato è esaltato il senso della continuità storica; contro l’ideale cosmopolito che faceva gli uomini tutti uguali di fronte alla ragione fu valorizzata la tradizione di ogni singola nazione; contro il concetto ill. di sovranità popolare fu riaffermata l’origine divina del potere dei sovrani. Dopo questi fermenti ideologici maturò in Germania e si diffuse in Francia e Inghilterra il R., un movimento culturale che non riguarda solo filosofia e letteratura ma comprese ogni possibile atteggiamento nei confronti dell’esperienza politica sentimentale e umana.
Illuminismo era stato un grandioso tentativo di rivalutare la ragione umana intesa come strumento di chiarificazione critica, di ricerca consapevole che aveva dato frutti abbondanti in campo scientifico etico e politico. Era stato uno strumento di liberazione, avverso a tutte quelle manifestazioni che non potevano essere ridotte e spiegate entro limiti di un rigoroso discorso razionale. Il frutto più maturo e complesso era stata la rivoluzione giacobina francese che proclamava l’uguaglianza civile negando l’assolutismo regio. Ma la riv. era stata soffocata dal cesarismo napoleonico che pretendeva di imporre all’Europa il predominio della Francia suscitando una vasta sollevazione dei popoli costretti a prendere coscienza di sé e a battersi contro la sopraffazione straniera. R. mira ad esaltare quindi tutte quelle caratteristiche che formano l’identità di nazione(tradizione culturale, folkloristica, religiosa, il costume persino le superstizioni), rivaluta gli aspetti più oscuri istintivi della storia, nella convinzione che tutto ciò che era prodotto dall’uomo doveva avere delle oscure e profonde ragioni, intuibili attraverso l’esperienza poetica, fantastica, sentimentale, la sola capace di cogliere le radici della realtà.
La rivalutazione del passato (medioevo!) fu il frutto più cospicuo del pensiero r. che vide nell’età di mezzo il costituirsi di tutte quelle forze che dovevano produrre il mondo moderno. In questa capacità di cogliere l’aspetto positivo dell’epoche passate consiste lo storicismo(già con Vico):atteggiamento culturale che contribuisce ad accendere e costruire nelle coscienze dei popoli il senso della nazione, cioè la certezza di un passato di tradizioni etiche e religiose, capaci di dare a ogni popolo una precisa caratterizzazione dalla quale deriva il diritto all’indipendenza dallo straniero. R. professa la nuova idea di nazione, in questo senso R. ispira gran parte delle forze che, deluse dal congresso di Vienna (principio di nazionalità ignorato)aspiravano all’indipendenza delle nazioni. I popoli germanici erano suddivisi in 39 staterelli, l’Impero asburgico era costituito da popoli delle più svariate nazionalità (italiani, boemi, croati, ungheresi..), penisola italiana era divisa in 8 staterelli (regno di sardegna, regno lombardo veneto, ducato di parma piacenza e guastalla, ducato di modena, granducato di toscana, stato pontificio e regno delle due sicilie) sottoposti all’influenza austriaca. La cultura romantica abituò gli uomini più colti e aperti a rifiutare questo stato di cose e a respingere ogni smembramento nel nome dell’indipendenza delle nazioni!
Ma R. non produsse solo questi fermenti liberali e nazionali, anche complesse nostalgie per il passato: il medioevo era considerato un’età dell’oro, in cui l’unione più stretta tra trono e altare era a garanzia di un ordinato svolgimento storico e politico. Pertanto gli sviluppi in senso reazionario del R. (visti con sospetto persino dai governi restaurati dal congresso di Vienna) non produssero fermenti apprezzabili e in linea di massima la nuova cultura romantica si dimostrò all’opposto determinante soltanto in senso liberale e rivoluzionario e favorì la formazioni di correnti spirituali e di associazioni politiche che lottarono per affermare i nuovi ideali nazionali contro i sovrani assoluti e la Santa Alleanza(Austria Russia Bielorussia).

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